AUTOSTRADA DEI FIORI - Andora nel tempo

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AUTOSTRADA DEI FIORI

L'AUTOSTRADA DEI FIORI

(Mario Vassallo)
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Riportiamo la descrizione dell’opera secondo un opuscolo informativo realizzato dall’Autostrada dei Fiori a metà anni ’70 del secolo scorso, edito in collaborazione tra Autostrada dei Fiori e Casse di Risparmio di Imperia e Savona, distribuito gratuitamente agli alunni delle scuole elementari su interessamento dell’ex Vice Questore di Genova – Dott. Arrigo Molinari:
“La società per l'Autostrada dei Fiori fu costituita nel 1960 e cinque anni dopo si iniziarono i lavori. La varia e movimentata orografia della costa pose enormi difficoltà tecniche, brillantemente risolte,
sia pure con costi notevolissimi di costruzione.
Il primo tratto venne inaugurato nel 1969 e nel 1971 si giunse all'attivazione completa dell'autostrada, che si sviluppa per 113,3 chilometri, ventotto dei quali costituiti da viadotti.
Complessivamente 31,5 chilometri sono coperti da sessantasette coppie di gallerie; di queste,
cinquantasette, dalla lunghezza superiore ai 150 metri, hanno un'illuminazione differenziale con rinforzi agli imbocchi.
Le otto gallerie lunghe oltre un chilometro sono dotate di ventilazione elettromeccanica longitudinale.
La pendenza massima è del 4% all’aperto e del 2,5% in galleria; tra Ventimiglia e il Confine di Stato, dove per due chilometri la pendenza raggiunge eccezionalmente il 5%, vi è una terza corsia in salita”.

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Sul territorio andorese l’arrivo dell’autostrada viene recepito con sentimenti ed ideologie contrastanti: da una parte c’è chi sostiene che sarà una grande opportunità per lo sviluppo della cittadina; dall’altra emerge la preoccupazione per l’impatto territoriale e visivo che potranno avere i viadotti, oltre agli effetti dei procedimenti espropriativi che prevedono l’eliminazione di antiche dimore di famiglie contadine.
In nome dello sviluppo prevale la prima ideologia e nel 1961 giungono in Consiglio Comunale i primi dibattimenti in merito alle delibere da adottare, che terranno occupati per oltre un decennio.
Non si tratterà solo di accettare e definire adattamenti di un’opera epocale, ma anche di prevedere tutte le opere accessorie per “inserirla” nel territorio andorese, o forse adattare il territorio andorese alla presenza/arrivo dell’autostrada.
Ci sarà da occuparsi di raccordi stradali, servizi, infrastrutture, raccordo dei manufatti con il territorio e procedimenti espropriativi di terreni e fabbricati locali.
Verso la fine degli anni ’60 del secolo scorso, il cantiere autostradale arriva ad Andora, con la realizzazione dei piloni e delle gallerie, portando in evidenza personaggi che entreranno a fare parte della vita cittadina per decenni: l’Ing. Malvestuto ed il Geom. Pietro Panaino.
Secondo il ricordo del Geom. Pietro Panaino, sembrerebbe che inizialmente Andora non avesse dovuto avere lo svincolo autostradale ed essere solo un territorio di passaggio.
Tuttavia, i lavori di costruzione della “galleria di Marino” andarono per le lunghe a causa di piogge invernali che ne ritardarono il compimento, arrivando a fine primavera inizio estate in ritardo sulla tabella di marcia del cantiere.
Dovendo prevedere una sospensione estiva dei lavori, in accordo con l’Amministrazione Comunale andorese, anziché lasciare il tratto incompiuto transennato, si realizzò una rampa provvisoria di uscita che anticipò quella che sarà una variante sostanziale per il nostro territorio, ovvero l’anticipazione di un “imprevisto” casello andorese: una delle tante modifiche e variabili dettate gradualmente dall’avanzamento dei lavori, i quali subivano spesso delle sostanziali modifiche in corso d’opera per adattarsi alle esigenze specifiche incontrate in un difficile andamento territoriale.

Per l’estate, quindi, Andora per la prima volta usufruiva dei servizi di collegamento portati dall’autostrada ed arrivarono turisti a frotte; molti anche solo per caso, incuriositi dalla nuova opportunità di “traffico veloce”, ma costituendo di fatto una svolta per l’economia e per le consuetudini andoresi.
Visti i risultati, l’Amministrazione Comunale dell’epoca si interessò per il mantenimento dello svincolo provvisorio, riuscendo nell’intento.

                                       

Ciò comportò alcune modifiche anche nel tratto autostradale successivo, sia per le nuove pendenze di raccordo con il mantenimento di un’uscita in precedenza non prevista, sia per il traforo nella collina di ponente ed anche nella realizzazione dello svincolo di San Bartolomeo al Mare (forse in origine non previsto, in quanto tra Albenga ed Imperia non avrebbero dovuto esserci caselli intermedi).

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La galleria fotografica seguente riporta alcune testimonianze dei lavori di costruzione, durante le fasi di cantiere, della galleria "Marino" e del tratto dello svincolo autostradale.
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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