CANTIERI NAVALI - Andora nel tempo

Andora nel tempo
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CANTIERI NAVALI

I CANTIERI NAVALI

(“Andora di un tempo” di Marino Vezzaro)
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“NAVITAL” fu il primo cantiere navale di Andora e sorse a levante del fiume Merula, prima del 1920.
Dopo alterne fortune il cantiere cessò l'attività con il varo della goletta da 750 tonn. “Andora II”.
Dal 1925 al 1930 nel capannone del cantiere funzionò una segheria.
Nel 1930, il P.N.F. (Partito Nazionale Fascista) trasformò i capannoni in una moderna ed attrezzata colonia elioterapica per i bambini del pubblico impiego.
Per valorizzare e dirigere la Nuova Colonia “Elios”, la direzione del P.N.F chiamò Mario Aicardi (“Mario dü Segretaiü”).
Nel 1941 la Società “NAVITAL” fu rilevata dalla Società “CITMAR” con sede in Roma (Compagnia Italiana Trasporti Marittimi) e divise il cantiere in due parti, una a ponente del Merula e l'altra a Levante (chiaramente visibili nelle cartoline dell'epoca).
La direzione del cantiere di ponente era composta da:
-          Consigliere delegato: Comandante Alvise Bragadin
-          Costruttore navale: Giacomo Vassallo
-          Direttore dei lavori: Natale Vassallo
-          Nostromi (sottufficiali incaricati al servizio niarinaresco): Lorenzo Vassallo e Nicola Calvi
I vari principali furono:
-          “Sovima”, motoveliero da 250 tonn.
-          “Rondine”, rimorchiatore
-          “Andrianna”, motonave da 750 tonn.
-          e oltre a questi, almeno altri tre rimorchiatori e varie chiatte.
Per il cantiere di levante la direzione era composta da:
-          Consigliere delegato: Comandante Alvise Bragadin
-          Costruttore navale: Giacomo Vassallo
-          Direttore lavori: Giacomo Terrizzano
-          Nostromo: Lorenzo Belgrano
I vari principali furono:
-          2 motonavi da 400 tonn.
Dopo il 1943 venne fondata la Soc. “C.A.L.” (Cantieri Armamenti Liguri) e durante l’occupazione tedesca il cantiere passò sotto la direzione del figlio di Alvise Bragadin, comandante Marcantonio.
Durante la guerra il cantiere lavorò sotto il controllo della Marina Militare Tedesca, senza subire danni, ma non portò a termine, volutamente, alcuno scafo.
Questi vennero terminati e varati nella seconda metà del 1945, ed erano:
-           due motonavi, una da 1000 tonn.
-          una motonave da 250
-          tre grandi chiatte
Un grosso problema dei cantieri navali di Andora era il varo, a causa dei fondali insufficienti.
Gli scafi venivano allestiti dal cantiere Passalacqua di Savona.
Tra il 1946 e il 1948 iniziò la decadenza del cantiere, infatti vennero costruiti solo due rimorchiatori, una chiatta e una nave appoggio per recuperi.
Nel 1949 il cantiere chiuse definitivamente, ma una parte del terreno, con atto notarile del 28 Giugno 1947 era già stato venduto all’INAM.
Nel 1950 l’altra parte della proprietà (quella vicino alle due sponde del Merula) fu venduta all’Istituto Sacra Famiglia.
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Un altro piccolo cantiere sorse nel 1938 a ponente della «Dia» (di fronte all'attuale via Roma).
Iniziò e terminò i lavori nell’arco di un anno.
Furono costruite due barche per la pesca dei tonni, della lunghezza di 20 metri circa.

                                                                                         

Gli operai erano una decina, e fra essi, quattro carpentieri di Andora: Ghiglione Numa (Nanin), Laureri Natale (Breü), Bruzzone Angelo (Giulli), Calcagno Angelo (Angiulin).


Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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