DIZIONARIO GEOGRAFICO STORICO-STATISTICO-COMMERCIALE DEGLI STATI DI S.M. IL RE DI SARDEGNA - G. CASALIS - Andora nel tempo

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DIZIONARIO GEOGRAFICO STORICO-STATISTICO-COMMERCIALE DEGLI STATI DI S.M. IL RE DI SARDEGNA - G. CASALIS

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DIZIONARIO GEOGRAFICO

STORICO-STATISTICO-COMMERCIALE

DEGLI STATI

DI S.M. IL RE DI SARDEGNA

Goffredo Casalis

(Trascrizione di Maria Teresa Nasi)


Goffredo Casalis (Saluzzo, 9 luglio 1781 – Torino, 10 marzo 1856), abate e storico italiano.
Di umili origini e orfano di padre, fu accolto fin da ragazzo al seminario di Saluzzo gratuitamente, ove studiò fino all'ordinazione sacerdotale, conseguendo il dottorato in Belle Lettere presso l'Università di Torino.
Svolse con scarsa convinzione attività di precettore per le ricche famiglie torinesi (ostacolato dalle pressioni dei padri Gesuiti), cercando di intraprendere un'attività che gli garantisse il tempo e le condizioni economiche per continuare i suoi studi storiografici.
Nel 1833 Carlo Alberto fondò la "Regia Deputazione sopra gli studi di Storia patria" permettendone l'accesso, fino a quel momento negato, agli studiosi.
Nacque l'idea di raccogliere in un'unica opera tutte le informazioni su ogni singolo comune e villaggio dello Stato Sabaudo, dando origine al "Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna".
Nel 1838 erano stati completati solo 3 volumi, nel 1855 i volumi pubblicati erano 26.
Riuscì a portare a termine l'impresa grazie alla collaborazione con Vittorio Angius,  morendo l'anno dopo l'ultimazione del suo "Dizionario".






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ANDORA (Andora), capo-luogo di mand. nella prov. e dioc. di Albenga, div. di Genova, dal cui senato dipende. Sotto gli uffizi di vice-intend. di Albenga, di prefett. ed ipot. di Finale, d'insin. e posta di Alassio.
 
Il villaggio di Andora fu assoggettato ai marchesi del Vasto e di Monferrato nel 991, anno, in cui il marchese Teti condusse in isposa Elena di Ventimiglia, e stette sotto la loro dominazione, finchè nel 1252 fu venduto dai marchesi di Clavesana alla repubblica di Genova, ai destini della quale soggiacque poi sempre.
 
Questo comune è situato a ponente di Albenga in una vallea fiancheggiata da due colli, che si diramano dal giogo superiore dell'Appennino ligustico. I due terzi della sommità della valle sono cosparsi di oliveti; il rimanente è in parte pascolo incolto, e in parte coperto di quercie e di pini marittimi. Questo pascolo serve alla nutrizione di quasi mille pecore nell'inverno, e nella primavera.
 
Verso la metà della vallea sopra un rialto vedesi un antico castello, cinto di muraglie con ben costrutte porte. Sulla sommità di tale rialto scorgonsi le pareti di una fabbrica chiamata Paraxo, dalla cui ampiezza apparisce aver potuto alloggiare da 600 uomini d'arme. In essa amministravano la giustizia i podestà, e si tenevano le adunanze dei magnifici anziani, non che quelle del generale parlamento.
 
Tra greco e tramontana sorge un'antica torre sorretta da due stupendi archi di pietra lavorata a scarpello. Attigue ad essa torre stanno ancora in piè le muraglie dell'antica chiesa parrocchiale sotto il titolo dei santi Giacomo e Filippo, la quale era costrutta su gotico disegno di pietre scarpellate, e venne diroccata nel 1798.
 
Da questa chiesa, che fu la parrocchia maggiore, vennero disgiunte le cinque parrocchiali, che esistono di presente nelle diverse frazioni del comune.
 
La principale è quella di s. Giovanni Battista edificata nel 1400.
 
Ha tre navate, e contiene poco più di mille persone. Essa nella sua giurisdizione spirituale comprende 544 abitanti.
 
La seconda di s. Bartolommeo fu ricostrutta nel 1600. Il suo campanile è rimarchevole per altezza straordinaria. Novera 307 parrocchiani.
 
La terza è quella di s. Andrea. Venne eretta sulla fine del 1500.
 
Ha tre navate, e può contenere oltre a 400 persone. I suoi parrocchiani sommano a 343.
 
La quarta è la chiesa di san Pietro fabbricata verso il fine del 1600. Ha pure tre navate. Gli abitanti vi sommano a 396.
 
L'ultima è consacrata alla santissima Trinità. La sua edificazione è del 1500. Ha una sola navata, e può capire circa 400 persone. Fu eretta in parrocchia nel 1610. II suo governo spirituale si estende sopra 319 abitanti.
 
Le maggiori solennità, che si celebrano in questo comune, sono le feste dei santi titolari. A quella di san Giovanni Battista, particolarmente negli anni di buon ricolto di olive, vi concorrono da 1500 forestieri dai paesi circonvicini, e specialmente ila Laigueglia.
 
I cadaveri si seppelliscono tuttavia nelle tombe delle chiese.
 
Vi sono però ordini premurosi per la costruzione di cimiteri, di cui questa comunità, e le sue frazioni furono prive sinora. Evvi un ospedale, in cui, a cagione delle tenuissime sue rendite, non si possono ricoverare che pochissimi malati. Sonovi pure un ospizio, ed un monte di pietà, i cui tenuissimi proventi sono distribuiti ai fanciulli, che intervengono alla dottrina cristiana, ed ai poveri della parrocchia di san Giovanni Battista.
 
Chiamansi golfo d'Andora le acque salse, che bagnano la spiaggia di esso, e i vicini promontorii del Meira, e del Capoverde. In questo golfo si fa qualche buona pesca, e singolarmente di triglie nella stagione invernale.
 
Presso a questa spiaggia, in vicinanza della parrocchia di san Giovanni Battista, vi è un baluardo tuttavia in buono stato, che fu costrutto nel principio del 1500 contro i corsari barbareschi. Havvene pure un altro nel sito detto Capomele, stato edificato nel 1792.
 
II Merula, che ha origine nel luogo di Stellanello, inaffia il territorio di Andora, presso il quale si getta nel mare. Quivi è attraversato da un ponte di cotto a dieci archi situato rimpetto al castello. che credesi essere stato costrutto dai romani.
 
Questo ponte è lontano mezzo miglio dalla strada littorale. Dalle acque del Merula sono posti in attività dieci frantoi da olive, ed altrettanti lavatoi.
 
Il suolo d'Andora, tuttochè poco fertile, produce in qual che copia grano, orzo, legumi. Il principale prodotto vi è quello delle olive, che danno ogni biennio ottomila quintali metrici d'olio. Gli abitanti ne fanno il commercio con Alassio, Laigueglia, Cervo, Diano, ed Oneglia.
 
In primavera ed in autunno vi è il passaggio di numerosissimi uccelh di varie specie.
 
Havvi una sorta di pietra detta Corombino bianco, la quale si riduce in calce, ricercatissima per la fabbricazione dei terrazzi, stante la sua proprietà di resistere all'umido, e di indurarsi invecchiando allo scoperto.
 
La strada, che traversa il comune, corre da levante a ponente: da levante conduce a Laigueglia per la lunghezza di uno e mezzo; da ponente mette al comune di Cervo per la lunghezza di un miglio. Questa strada è carrozzabile, ed una delle più comode di tutta questa riviera occidentale.
 
Dipendono da questo capo-luogo di mandamento quattro comunità: Casanova, Stellanello, Testico, e Vellego.
 
Gli abitanti di Andora sono soggetti alle febbri intermittenti.
 
Vi sono usati i pesi, e le misure di Genova. Popolazione 1909.
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Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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