IL PORTO - Andora nel tempo

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IL PORTO

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(Mario Vassallo)


Disegno di Adriano Lunghi - per gentile concessione Federica Lunghi




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All’inizio degli anni ‘60, in un periodo che segna la realizzazione e lo sviluppo delle vie di comunicazione stradali principali, quali l’ampliamento della Statale Aurelia e la costruzione dell’Autostrada, nasce una delle opere che innoveranno la considerazione del nostro territorio: il porto.




Proprio dalla costruzione della rete autostradale viene riutilizzata parte degli enormi massi e blocchi rocciosi derivati dai trafori delle alture circostanti: creando una sorta di “discarica” con interminabili processioni di automezzi, si dà il via all’accatastamento di enormità di materiale detritico in un tratto di mare antistante l’Aurelia, nella zona di Levante del Comune di Andora.



Tale “discarica” assumerà, in breve tempo, la storica forma a “L”, dell’originario molo di sopraflutto, con molo di sottoflutto in corrispondenza dell’apertura del porto stesso, modificando l’estetica del paese ed aprendo nuovi sbocchi di sviluppo turistico – commerciale, modificando in parte le correnti ed aiutando il fenomeno di rimpascimento degli arenili che progressivamente si trasformeranno da distese di ciottoli a vere e proprie spiagge sabbiose.






La struttura portuale sarà completata, all’interno dell’area di mare occupata, da tre pontili:

il primo verso Ponente sarà costituito da una passerella in tavolame, in parte poggiata su enormi blocchi di calcestruzzo armato utilizzati come piedritti;
gli altri due saranno realizzati quali sorta di palafitte, costituite da passerella in tavolame su struttura tubolare metallica.




La cordonatura esterna del molo di sopraflutto sarà irrobustita e completata con l’assemblaggio ed accatastamento di tetrapodi, i famigliari “ometti” in calcestruzzo armato.












Con la sola realizzazione di piccole opere di manutenzione e sistemazione generale, il porto manterrà detta consistenza fino al 1995.

Nel dicembre del 1994 viene stipulato l’Atto di Sottomissione che prevede l’ampliamento del porto esistente sino alla forma dell’attuale bacino.

Nel 1997 iniziano i lavori legati al Primo Lotto delle opere interessanti l’ampliamento portuale, che prevedono la sistemazione di servizi ed impianti:
  • l’impianto elettrico, antincendio e di acqua potabile sono portati direttamente ai pontili;
  • sono definitivamente sostituiti i tre originari pontili, con altri di nuova realizzazione.




Inoltre, la Soprintendenza impone che i tetrapodi vengano eliminati, mediante sostituzione e/o copertura degli stessi con massi rocciosi: materiale ritenuto architettonicamente ed esteticamente più idoneo per l’inserimento paesaggistico - ambientale dell’intera struttura.


Dopo il 1997 partono le grandi opere che modificano sostanzialmente la consistenza e l’aspetto dell’originario impianto portuale, fino a trasformare il complesso nella struttura oggi esistente:
  • viene costruito un nuovo molo di sottoflutto;
  • ampliamento della piattaforma;
  • realizzazione delle cale;
  • creazione e potenziamento dei relativi servizi pubblici e per dipartisti.

Nel complesso le nuove opere eseguite permettono di ottenere un numero di 900 posti barca.

Un lungo e pesante sforzo a carico dell’intero Comune, costato dal 1997 al 2005 oltre dieci milioni di euro.




Nell’ultimo decennio sono state sviluppate le opere a terra ed i servizi, con la realizzazione di aree espositive all’aperto e la creazione di un “solarium” panoramico estivo sopra a quello che in origine e per lungo tempo era per tutti semplicemente il “muraglione del porto”.
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