L'AGRICOLTURA NELLE SCUOLE RURALI - MARCO MAGLIONI - Andora nel tempo

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L'AGRICOLTURA NELLE SCUOLE RURALI - MARCO MAGLIONI

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L'AGRICOLTURA

NELLE SCUOLE RURALI

"MARCO MAGLIONI"

(Trascrizione di Maria Teresa Nasi)





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L’AGRICOLTURA
 
NELLE SCUOLE RURALI
 
 
________________________________________
 
 
DISCORSO
 
PER LA SOLENNE DISTRIBUZIONE DEI PREMI
 
AGLI
 
ALUNNI DELLE SCUOLE ELEMENTARI
 
_____________________________
 
 
ANDORA ED IL CASTELLO DEI CLAVESANA
 
PER
 
MARCO MAGLIONI
 
 
 
Firmus maneo
 
 
_________________________________________
 
 
 
ALBENGA
 
TIPOGRAFIA CRAVIOTTO
 
1895
 

 
 
I
 
Non siatemi, o Signori, severi se nell'odierna solennità scorgendo tanta gioventù accolta, di entusiasmi maestra, mi metto anch’io all’unissono dei giovani cuori, quasi attratto in un’orbita di poesia, e se con loro, che ne vedranno i destini auspicati, io saluto la Patria.
 
Non siatemi severi se un giorno dell’anno scordo, per fatale evoluzione dello spirito, amarezze latenti, sconforti tentatori, lotte incessanti e se, nel deporre innanzi a voi l’opera modestissima, la pongo sotto la salvaguardia del sentimento che la ispirò e diresse, l’amore alla Patria che nell’anima mia ha la grandezza di un culto - Siate indulgenti per l’umile tavola votiva che offriamo a questo Altare della nostra fede -
 
La gioventù, o Signori, è avida di speranze, l’età matura di riminiscenze, e le righe della fronte sono le vie nelle quali l’esperienza che giunge incontra le illusioni che se ne vanno.
 
In omaggio alle due massime, di cui non ricordo l’autore, pur accarezzando con lo sguardo
 
……l’illusion, libbelula
 
Che bacia i fiorellini (1)
 
cedo a questo richiamo all’ordine ed umile araldo v’invito, o Signori, ad un minuscolo episodio di quell’epico torneo nel quale giostrano, cavalieri fatali, il bene ed il male. E nel campo dove si combatte il conflitto nefando, che da secoli travaglia l’umanità, è conforto affermare che cominciano ad apparire indubbiamente segni precursori della conquista.
 
Gangiano mezzi d’azione, le vittorie s’alternano alle sconfitte, ma la Civiltà procede secura da Oriente ad Occidente, corteggiata dal Sole: e noi, atomi a corteggio di giganti, proviamo talora il bisogno di sfidare le analisi spietate dei malevoli, gli anatemi dei pedanti : concedetemi quindi , nel tratteggiare sobriamente i caratteri della scuola rurale, di svolgere alcune idee sulle Amministrazioni Comunale sull’Agricoltura che tanta influenza esercitano sull’andamento della Scuola stessa.
 
 
II
 
Quanto sia difficile lottare contro il torpore invadente, contro il dileggio degli sfaccendati, riparare lo sfacelo di una amministrazione od un disordine cronico, ben sanno gli onesti.
 
Nei Comuni minori, (lo dissi altrove ma il ripeterlo giova) incitati i partiti verso il potere divenuto, per astensione dei più capaci, i quali sono spesso i meno volenterosi, facil preda, la Scuola subisce pregiudizio e danno dal mal governo di amministratori svogliati od inetti.
 
(1)    A. BOITO
 
 
L’opera degli Ispettori scolastici, provvida tutela per gli Insegnanti, valido mezzo per attuare programmi didattici è però insufficiente là dove si manifestano ostinate ritrosie.
 
Ebbi lo scorso anno l'onore di caldeggiare l'istituzione degli orti scolastici ed il conforto di scorgere pochi mesi dopo nel Programma Governativo vivamente propugnata dal Ministero tale innovazione.
 
Coll’animo trepidante ma col coraggio di chi ama il proprio paese mi accingo oggi a svolgere una proposta. Mediante l’intricato ordinamento della burocrazia, non manca ai Comuni lusso fastoso di tutori - protutori - curatori ma, per riguardo forse alla vagheggiata autonomia, vigilanza e tutela vengono esercitate spesso con blandizie o non ponno esserlo con bastante efficacia. - Il Sotto Prefetto, autorità immediata, vista i provvedimenti Consigliari, sollecita la trasmissione periodica dei moduli, delle contabilità, dei documenti in genere; la Deputazione Provinciale e la Giunta Amministrativa mirano rispettivamente alla compilazione dei bilanci, alla correttezza del Conto, alla gestione economica delle Amministrazioni.
 
Ma ciò non sana le piaghe latenti che molti Comuni stoicamente trascurano altri quasi ostentano.
 
Ma insormontabili difficoltà di lontananza, di tempo, di trattazione cospirano contro il senno dei tutori, assecondano la svogliatezza che trova fomite nella sfruttata impunità: non mancano d’altronde nei Comuni confraternite di Coribanti i quali colle salmodie impediscono a Saturno di sentire le strida di Giove.
 
Semplificare gli intricati ordinamenti concentrando doveri e responsabilità è consentire soddisfacimento a voti tanto manifestati dalla pubblica opinione, è voler conseguire il necessario risparmio per la creazione di un Ispettorato Amministrativo solo mezzo di por fine a mali tanto deplorati cui vuolsi indarno lenire come quelli trattati dal medico per corrispondenza.
 
Scelto fra gli alti Impiegati capaci, - imparziali, - onesti, - come gli Dei scelti che i Romani dettero a Giove siccome Consiglieri in aggiunta ai dodici Dei Consenti, - l’Ispettore Amministrativo può di Comune in Comune portare l'opera riparatrice sorvegliando l’ufficio d'Anagrafe, l'Archivio, la spedizione dei mandati, le contabilità, la pubblica sicurezza.
 
Dovrà egli vegliare sull’andamento delle Esattorie specialmente per quanto concerne le verifiche di cassa, accuratamente invigilare la formazione dei Ruoli tributari, delle liste della Giurìa, del servizio d’informazioni finanziarie, agricolo, e statistico in genere.
 
Può l’Ispettore evitare che sordidi partiti chiazzati di bile, armati di vitupero s' impongano, a disdoro della Civiltà, quali forze riparatrici: richiederà che non siano risparmiate le pene edulcorata la censura a taluni che scambiano le pubbliche Aziende per forniture, conquistate a furia dei sacrifizi di dignità - L’autonomia per i centri popolosi e côlti, amministrati da persone di senno, le cui opere sono da assennati oppositori discusse, è gloriosa conquista di libertà; l’autonomia per i piccoli Comuni, mal diretti spesso nei quali l’ esempio del peggio, le ambizioni che insidiano, l’astensione sdegnosa dei migliori cittadini produssero sgoverno, per i quali le miriadi di leggi prepareranno solo sgoverno maggiore, va corretta con austerità di mezzi e senza dannoso ritardo.
 
L’autonomia dei piccoli Comuni dove essere determinata dalla fiducia che sorgerà nell’animo di chi ne sorveglia gli atti.
 
Quanti mali di meno, quanta correttezza di più nelle Amministrazioni invigilate. -
 
Quale energico freno alle intemperanze che trascinano inevitabilmente i Comuni al Regio Commissario.-
 
Un calcolo imparziale degli onorari che i Comuni in Italia pagano a Commissari straordinari farà comparire la convenienza della proposta istituzione che eviterebbe il bisogno di un rimedio uggioso quanto inefficace
 
Che se tanti Ispettorati pesano sulle sorti dei contribuenti, Ispettorato Demaniale, di Finanza, Scolastico, Forestale e che so io, perchè non autorizzare quello che renderebbe meno insolubile il problema che tende ad ottenere Amministrazioni serie ed ordinate?
 
Dall’ordine che s' impone ai più retrivi, dal benessere economico che convince i più ritrosi, nascerà la fede che educa e tempra il carattere, quel carattere Italiano che uomini sommi vagheggiano e contro il quale nel nostro paese cospirano per fino le lusinghe della natura. Combattere la sfiducia che tenta soffocare negli animi la speranza, che si atteggia a sorriso di dileggio sulle labbra, dei meno istrutti è carità di Patria: rialzare il prestigio delle parole - retta Amministrazione - giustizia - dovere – profanate dai facinorosi, è compito di quanti hanno coscienza delle virtù che esprimono. Gli sforzi per ottenere che alla Patria sieno educati giovani che alla Patria tributino onesta operosità riesciranno infruttuosi se il Governo vigile non ripara un danno che dura evidente e si protrarrà inesorabile alla ventura generazione.
 
Niun mezzo migliore di dare impulso alla Scuola di quello che tende ad ammegliorare il regime amministrativo che alla Scuola sopraintende.
 
Voi, Signori, consci del torto che arreca lo sgoverno, questo nemico insediato spesso nei Comuni, non vorrete darmi taccia di audace se invocai a dirittura di debellar Cartagine.
 
 
III
 
Nelle istruzioni Ministeriali, approvate con Regio Decreto 29 novembre 1894, lavoro notevole per le riforme indette, mirabile per elevatezza di concetti, si legge:
 
<< Di giorno in giorno cresce in me la speranza che ai maestri rurali sia concesso, possibilmente vicino alla Scuola, un campicello, il quale, mentre porge loro qualche vantaggio economico, serva altresì per insegnare colla nozione dell’alfabeto norme pratiche di arte agraria - >>
 
È ventura che il Governo, mercè la costanza e l’autorità d’un uomo sommo, abbia oggi compreso come dal metodo seguito ottenevasi che gli scolari della impartita erudizione conservano dopo qualche anno un solo ricordo, quello di saper scrivere il proprio nome. Informino le recenti revisioni delle liste elettorali.
 
Specializzare l’istruzione fu compito del legislatore onde i sacrificii delle classi meno abbienti, in tempi di eccezionale penuria, non fossero sprecati ed irreparabilmente perduti per gli alunni i migliori anni della vita.
 
L’istituzione degli Orti Scolastici, meschini quanto lo si può attendere da paesi poverissimi, è fatto compiuto. - Mi si condoni l’audace pretesa mentre dovrei meglio dire che fu posto il seme che dal sole della Carità spera vita rigogliosa.
 
Il concetto che il maggior numero di voi, o bambini, è chiamato ai lavori dei lavori dei campi, lavoro onorando per quanti amano l'Italia, fu quello che ci commise l’impresa cui sulle prime toccò l’irrisione dei più e che solo il volere tenace degli Amministratori saprà indirizzare a meta agognata.
 
Come ogni novità parvero gli orti scolastici una fantasticheria, un perditempo; dai benevoli furono detti una ricreazione: a me consentite il convincimento che diverranno, se con amore promossi, mezzo efficace d’istruzione consentaneo alle abitudini, confacente ai gusti, appropriato ai bisogni di Andora.
 
Gli Orti Scolastici, modesta applicazione dei nuovi metodi Froebelliani, devono oppugnare le avite superstizioni, le teorie ostinate, le pratiche empiriche e, sopra tutto, la ritrosìa ai nuovi metodi agricoli, gloriosa conquista della scienza.
 
Conviene svezzare le classi agricole dallo scorgere fatalmente un nemico in ogni innovatore: vuolsi combattere insomma e vincere la tradizionale apatia, la lue dello scimiottare che negli insuccessi provoca rancori, insinua turbolenze.
 
Noi tali conati ci studieremo dirigere con frequenti conferenze invocando dai Signori Insegnanti valida cooperazione la quale mostri quanto essi sieno al sacrifizio assueti quando il sacrifizio si avviva nel sentimento del dovere.
 
L’insegnamento al popolo deve essere infatti coltura e rivelazione, rivelazione della libertà nel dovere, del dovere nello sviluppo razionale delle intelligenze e delle attitudini.
 
Noi meglio serviremo la causa del risorgimento economico Nazionale sovvenendo di braccia l'Agricoltura che ingrossando la schiera, ora divenuta falange, degli scriba per cui gemono i torchi, dei transfuga che di regolare assedio circuiscono le anticamere, insidian i posti vacanti, per i quali fu autorizzato il motto ch’io vorrei radiato da ogni blasone: “Deus nobis haec otia fecit”.
 
Ed io parlo per quelli che la censura meritarono.
 
Gran torto, o Signori, fu quello di chi a scapito, e dovrei dire a disdoro, dell’agricoltura le stolte ambizioni promosse.
 
L’emigrazione all’estero spopola i campi, l’immigrazione che à per causa determinante l'impiego nelle ferrovie, nei dazi, nella burocrazia crea numerosa classe di spostati che non sapranno o sdegneranno tornare alla vita laboriosa.
 
Da saggi e prudenti ordinamenti di tutela hanno le industrie vita ed impulso: come potrà l'Agricoltura massimo fattore di prosperità, fiorire se contro di lei cospirano le industrie che essa promuove e feconda?
 
Povera Agricoltura!
 
Una turba di reietti, piaga sintomatica del bel Paese mestieranti d'ogni fatta, tutto fuorchè agricoltori, immigra ai primi freddi nella Riviera, mendica ad ogni porta, rifugge il più delle volte dal lavoro offerto.
 
E tali forze inerti, che sono incentivo alla degenerazione, vanno stimolate alla riabilitazione col lavoro onde rechino sollievo a paesi nei quali l’agricoltura decade, a vallate come la nostra che da 15 mila vide ridotti a 2 mila i propri abitanti, offre squallida mostra di terreni deserti, riduce ogni anno il capitale delle terre coltive.
 
Dormono invece sonno infausto gli annali per l’Inchiesta Agraria e la legge mercè la quale l’On. Fortis proponeva di utilizzare alla redenzione delle nostre terre un capitale di braccia che annualmente espatria. Vogliano i fati della Patria che uno fra i Deputati ascolti le voci di scoramento ed interpreti a vantaggio degli agricoltori e degli esuli la missione dagli elettori affidata. - Un proverbio Francese dice :<< A’ brebis tondue Dieu mesùre le vent ››; misuri la sorte imposte e doglie ai poveri agricoltori, gregge tosato che sogna la notte pascoli opimi, spera il giorno trovare aure più miti.
 
È il mio solo pentimento della digressione quello di non aver maggior tempo e lena per isvolgere le idee che mi si affollano alla mente.
 
Penso e scrissi così perchè la censura aspra e pungente agisce sull’animo come aratro sulla terra, la strazia e la feconda: così scrissi perchè affretto col desiderio il risorgimento dell’agricoltura della quale per benemerenza fu detto che col vomere dell’aratro si temprano le prime spade della libertà.
 
È conforto lo scorgere intanto come nel povero Comune senza terra e senza mezzi, evitando oneri al Bilancio, sorgano modesti recinti, chiusi da barriere, abbelliti da fiori nei quali di preferenza vengono educate pianticelle utili all’economia domestica distinte col nome del vernacolo, e con quello scientifico.
 
A titolo di esperimento furono seminati, in quantità omeopatiche s’intende, il Frumento di Noè - il Mais Caraguail Cavolo- Foraggio - la Reana luxurians-; queste tre ultime onde promuovere la coltura dei foraggi di cui Andora risente penuria grandissima.  
 
Tutto ciò in omaggio al nuovo indirizzo didattico il quale, affrancato dalla dannosa pedanteria, si estolle a più nobile meta.
 
Che se alcuni padri di famiglia, dei quali ebbi agio nella non breve carriera di ammirare la perspicacia, saranno scandolezzati perchè nella scuola che io vagheggio non si va solo per imparare a leggere ed a scrivere, sarà il caso di ammirare le disposizioni di provvida energia che hanno messo, per quanto rifletta le pene, certi genitori al posto dei bimbi.
 
Mi affretto a dichiarare che in Andora tali aberrazioni vanno cadendo come la scabbia del miracolo di Cafarnao.
 
Gli Dei non vogliono andarsene, ha detto un poeta parlando della tendenza al Paganesimo; cosi dai molti, per tendenza alle ignavie del passato, si combatte la scuola novatrice ovvero la si pretende, come per il passato, infeconda. - Un contadino dissemi un giorno: Perché impormi tanto sacrificio ed obbligare i miei figli a frequentare la scuola? non sono io invecchiato senza aver imparato a scrivere?>>. Ed io risposi che insistevo nella frequenza per non udire un giorno dai di lui figli sermoni tanto edificanti: un altro, condannando il nuovo sistema, conchiudeva che Bertoldo operò, studiando nel sillabario, prodigi di abilità.
 
A questi fiori ch’ io colsi nel campicello rusticano altri che vi presento fanno contrasto, modesti fiori invero che al cuore, alla benevolenza vostra chiedono mercede di arcana simpatia e di amore: ne andranno giustamente alteri coloro che ne prepararono con cura infinita l’educazione.
 
E di quanto fu fatto per uniformarsi alle spirito della riforma didattica consentite io faccia una succinta relazione.
 
Al materiale delle scuole fu aggiunto un quadro di uccelli utili nel quale spicca la leggenda << Rispettate i nidi >› -
 
Nell’età fortunata in cui l’intelletto attinge impressioni pietose dal cuore può la parola del Maestro correggere la tendenza al mal vezzo della distruzione. Le calde pagine del Ruffini nel suo Angolo tranquillo lette, saviamente commentate possono scolpire negli irrequeti cervelli, l’idea e, quasi direi, il gusto per la protezione dei nidi. – È il cormentalismo del Maroncelli applicato nella scuola e, se verrà qualche nido di poveri uccellini rispiarmiato, avrà la conscia pietà dei fanciulli giovato alla causa dell’Agricoltura.
 
Ogni locale venne provvisto di un quadro indicante i mezzi per impedire la diffusione delle malattie infettive. - Per abituare poi i fanciulli all’economia, virtù di attualità, si ottenne che molti avessero il libretto di risparmio: se il segreto postale non lo vietasse, potremmo stabilire come tali risparmi siano stati superiori a quelli conseguiti nell’ultimo esercizio dal Governo.
 
Furono adottati nelle migliori scuole lo studio oggettivo della Geografia ed i rudimenti del disegno: eccovi, o Signori, i primi esperimenti conseguiti che vi prego valutare quali saggi di ragazzi sui 12 anni.
 
Superate infine le prime scaramuccie coi seguaci dei rancidi sistemi, fu accettato il metodo intellettivo, le lezioni per Aspetto come vuol dirsi, la quale consiste nel presentare quadri storici e di scene famigliari e nello interpretare l’azione figurata che rappresentano.
 
Io ne tributo pubblico e dovuto encomio all’Insegnante Sig. Bava Enrichetta, che ottenne cosi tre mirabili intenti:
 
1.      Sviluppare l’intelligenza e direi quasi il senso intuitivo.
 
2.      Obbligare ed abituare il fanciullo al raziocinio.
 
3.      Preparare le menti, i cuori alle norme della vita pratica.
 
 
IV
 
Ed eccovi, o Signori, il rendiconto della nostra giornata; potevasi fare di più ma il bilancio si ribellò all'albagia. – Ci onoraste di benigna approvazione lo scorso anno e ne attingemmo lena: ma questa stazione non è la meta e molta benevolenza ci occorre e l’invochiamo giacchè combattere oggi il pregiudizio e l’ignoranza implica il coraggio di affrontare più tardi il giudizio delle intelligenze che si schiusero alla luce del vero e del bello.
 
Questa speranza è la mia forza: abbia un giorno la generazione che sorge a riconoscere come talora al passato sia dovuta un’espiazione.
 
L’ Agricoltore ammira con orgoglio le messi dorate, i colti opimi frutto di tante pene; così all’uomo che penosamente visse di cari ideali è mercede un sorriso di quella gratitudine che Dio pose sulle labbra dei bimbi.
 
Una leggenda Cinese narra che in una solennità del Paradiso di Confucio Dio presentò due Virtù che, dal contegno, parevano fra loro straniere, la Beneficenza – la Gratitudine.
 
Voi, Signori Insegnanti, che non conoscete gli Apoftegmi di Confucio, se incontrerete questo insolito connubio di Virtù, esultate nel pensiero di aver trovato quanto cercarono indarno in 4592 anni di periodo storico, in terra ed in Cielo i sudditi del Celeste Impero.
 
Ma ne anco la sconoscenza deve sottrarvi, o Maestri, ai doveri del santo apostolato.
 
Signori Insegnanti, missionari del patriottico Tempio: Amici, che volete con me elevato nel cuore della gioventù un’ara più degna, la Patria, sculto un simbolo supremo, Dio: voi che potete dissentire dalle mie idee di riforma, ma dividete la mia speranza in una Patria grande, immacolata; e voi, Fanciulli, cui splende in volto il sorriso di lontane aurore, associatevi ai mio voto;  arrida prossima vittoria al Re, ai Campioni d’ Italia che combattono per la seconda redenzione.
 
 
Andora 3 giugno 1895.
 
MARCO MAGLIONI.
 
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