LA CIPOLLA BELENDINA - Andora nel tempo

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LA CIPOLLA BELENDINA

LA CIPOLLA BELENDINA

per gentile concessione
Comitato per la promozione della Cipolla Belendina
Marco Gagliolo
www.cipollabelendina.it
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LA STORIA
 
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La storia e il legame con il territorio della Cipolla “Belendina”
 
Per le indagini eseguite e l’acquisizione di varie testimonianze orali, si ritiene di poter partire dagli anni a cavallo tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento.



 
 
All’epoca una famiglia molto benestante di Torino (Avvocato Momigliano– 1882) compra ad Andora, prima della grande guerra, molto terreno dal Marchese Maglione.
 
Diventano di sua proprietà quasi tutto il versante di ponente di Capo Mele, la zona di Mezzacqua, il suo acquedotto medioevale e tutti i campi della pianura adiacente il rilievo del Capo.
Sulla pianura vi è già all’epoca una grossa cascina che sarà l’abitazione di tutti i mezzadri che prenderanno servizio presso la famiglia Momigliano che nel frattempo, negli anni 1934/1935 e proprio nelle vicinanze della cascina, si fece costruire una villa padronale (Villa Laura) ancora oggi visibile in Via S. Damiano.
 
Sempre verso la fine del 1800, in Località Mezzacqua nasce Settimio Denegri detto”Balilla” che si sposa molto presto con Calcagno Maria (originaria di Pontinvrea).
 
Sebbene figlio di contadini, Settimio ha l’avventura nel sangue e incomincia a navigare ma la moglie gli estorce la promessa che, alla nascita del secondo figlio, cambierà vita e ritornerà alla terra. Così nel 1907, quando nasce Giuseppe Denegri poi detto “Pippo du Balilla” cambia vita e ritorna a fare il contadino.
 
Ritroviamo quindi Denegri Settimio con la moglie Calcagno Maria e i tre figli Maddalena, Giuseppe (Pippo) e Santina coltivare i terreni proprio della cascina dei Momigliano.
Carciofi, zucchine trombetta, pomodori, piselli, insalata, cipolle, pesche e albicocche sono le colture di punta ed è inutile ricordare che le semenze sono autoprodotte.



 
 
Siamo ormai durante gli anni ’40 e, mentre Santina si sposa con Saettone Nicola detto “Niculin”, Pippo si sposa con Ascheri Teresa detta “Secondina” e dalla loro unione nasce Maria Rosa che è la nostra memoria storica.
 
Dai suoi ricordi abbiamo la testimonianza che il nonno Settimio già coltivava una cipolla rossa di grosse dimensioni, a forma di fiasco e da un sapore dolcissimo.
 
Non ha ricordi sulla provenienza ma ci piace pensare che arrivi dal mare a seguito di uno dei viaggi del nonno Settimio.
 
Siamo ormai ai primi anni 60 Andora scopre la sua vocazione turistica con una crescita esponenziale di alberghi, campeggi e uno sviluppo edilizio che porterà alla perdita di molti terreni coltivabili e,ironia della sorte, il tutto avviene sotto la guida del Sindaco Walter Momigliano (1960-1975) proprio l’erede di quella famiglia piemontese che per prima aveva intuito le potenzialità del nostro territorio.
 
A lui va il grato ricordo di molti cittadini andoresi per aver permesso uno sviluppo comunque ordinato e decisamente migliore di quanto visto in altri comuni rivieraschi.



 
 
Le opportunità create da questi avvenimenti, portano gli eredi dei Denegri ad abbandonare la coltivazione dei terreni per intraprendere altre attività.
 
Per nostra fortuna però, nella piana di Andora resta comunque un ampio appezzamento di terreno che manterrà le colture sino agli anni 2000.
 

Ciò avviene grazie alla famiglia piemontese dei Luzzati, che per decenni non cederà ai facili guadagni della speculazione edilizia, mantenendo i terreni alla loro destinazione agricola.
 
Ma il vero artefice del miracolo dell’esistenza ai giorni nostri della cipolla rossa di grosse dimensioni a forma di fiasco e dal sapore dolcissimo è il mezzadro dei Luzzati, BELLENDA Trentino detto Trentin (classe 1926) che, giunto ad Andora con il padre Giacomo nei primi anni di vita, ha dedicato la sua vita alla coltivazione della terra.


(Trentin nel suo regno accovacciato sulla destra)
 

Dai suoi ricordi sappiamo che la semenza della cipolla gli viene data da tal Corio Bruno che a sua volta la ebbe proprio da Saettone Nicola detto “Niculin” e che per decenni ne ha curato la semenza e la riproduzione.
 
La bontà del prodotto e l’esclusiva produzione delle piantine da parte del Bellenda, hanno portato i contadini di Andora ad identificare quel tipo di cipolla come “ LA CIPOLLA BELENDINA”.
Nell’ultimo decennio, per varie cause, si è corso il rischio di perdere la semenza della cipolla e attualmente resta coltivata solo in minima quantità dal Bellenda in Loc. Mezzacqua, presso l’Azienda Agricola di CICCIONE Francesco di strada Piangrande e nei piccoli orti di un paio di “giovani” agricoltori andoresi, coetanei del Bellenda, che ancora oggi con orgogliosa ostinazione ne perpetuano la coltura.
 
Una particolare citazione per ROBERTO Giovanni (cl. 1929), piemontese di origine ma Andorese da coniugato che dal 1967 al 2013 ha coltivato in via Rattalino un orto/giardino ove in questa stagione hanno sempre fatto bella mostra di sè due o tre solchi di cipolle Belendine.
 


 

Dal 2014 la figlia Laura ha ereditato la passione per questa nostra cipolla.
 
In questi ultimi due o tre anni siamo riusciti a porla all’attenzione di Slow Food e con grande soddisfazione possiamo comunicare che la nostra cipolla è salita sull’Arca del Gusto.
 
Prossimo obiettivo non potrà che essere il nuovo Presidio Slow Food della “Cipolla Belendina”.
 
Per perseguire tale traguardo lo faremo tramite il “Comitato per la promozione della Cipolla Belendina”.
 
Lo scopo del Comitato non potrà che essere di impedirne la scomparsa e svilupparne una valorizzazione che merita sia per le caratteristiche sensoriali esclusive del prodotto, che per essere una straordinaria testimonianza delle nostre tradizioni contadine.
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Foto di Piero Dagati
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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