PIAZZA SANTA RITA - SAN GIOVANNI - Andora nel tempo

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PIAZZA SANTA RITA - SAN GIOVANNI

PUNTO DI PARTENZA

CAMMINATA

UN PERCORSO TRA STORIA E NATURA

DA PIAZZA SANTA RITA A SAN GIOVANNI

(Maria Teresa Nasi - Mario Vassallo)
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Estratto foto aerea - GoogleEarth


Il percorso parte dal centro cittadino in prossimità del Bastione cinquecentesco adiacente alla via Aurelia, in un antico nucleo edificato della Marina, denominato “a ciassètta” (la piazzetta), conosciuto come Santa Rita: un insieme di case generalmente a due piani, quasi completamente ristrutturate, mantenute vive nella tradizione, anche grazie alla presenza della Cappella di Santa Rita, eretta per la forte volontà votiva dei vecchi cittadini andoresi della zona.


Il Bastione


Cappella di Santa Rita

Da qui il percorso attraversa un portale con affissa una targa su cui è scritto “Villa Masè” e si entra nel Parco degli Aviatori, vecchio sedime in epoche diverse della Colonia di Cuneo, del Grand’Hotel du Parc e dei giardini della Villa Masè (contessa Maria Esterina Masè de la Roche, figlia del Marchese Marco Maglioni).


Parco degli Aviatori

Al fondo dei giardini si può osservare il vecchio Tempietto, a suo tempo annesso alla residenza del Marchese, a fianco del quale è rimasta visibile la lapide voluta dal Marchese Marco Maglioni in memoria del suo fido cane Lion, un esemplare di San Bernardo.
 
Vicino al Tempietto sorge Villa Laura, immersa in una minuscola oasi di intatte piante antiche, già residenza del dott. Walter Momigliano, sindaco di Andora dal 1960 al 1975, che iniziò e portò avanti la realizzazione della moderna Andora. La Villa, già sede della Biblioteca comunale e dell’Azienda di Soggiorno, è ora in attesa di essere restaurata per diventare la sede delle tante Associazioni di Andora e dello IAT.


Il Tempietto di Villa Laura
 
Lasciando Villa Laura sulla destra, si imbocca via San Damiano verso monte. Al primo incrocio, sulla sinistra, si può ammirare il moderno Monumento ai Caduti della Resistenza, ubicato all’interno di giardini alberati ed attrezzati a parco giochi per bambini.


Monumento ai Caduti

Svoltando a destra, in via Clavesana, si incontrano i resti restaurati, ad opera del Comune di Andora, delle arcate appartenute all’Acquedotto che, da Mezzacqua, portava l’acqua ai possedimenti del Marchese Maglioni: rimangono solo tre arcate più alcuni monconi di piedritti, nascosti all’interno dei giardini delle proprietà private limitrofe.


L'antico acquedotto

Proseguendo si incrocia viale Mazzini, sul quale, svoltando a sinistra, si prosegue per un buon tratto, fino alla rotonda volgarmente detta dei “Due Gabbiani”, per la presenza dell’omonima struttura alberghiera.
 
Si imbocca via Mezzacqua e si prosegue dritto; poco prima del borgo ristrutturato, svoltando a sinistra si percorre un breve tratto in discesa di una vecchia mulattiera, ridotto ad una specie di stradello, che porta ad uno degli argini del rio Mezzacqua: questo tratto corrisponde all’antico percorso della strada della Rocca, una vecchia vicinale ormai scomparsa, tranne nel tratto da qui fino alla Cappella dell’Immacolata Concezione che si trova di fronte sull’altra riva del rio stesso e che si raggiunge attraversando il corso d’acqua per mezzo di un frangiflutto.


Cappella dell'Immacolata Concezione vista dalla sponda del Rio Mezzacqua

Proseguendo in salita per la mulattiera rifatta, che si allontana dalla chiesetta, si giunge ad un bivio dove a sinistra incomincia uno sterrato: il percorso botanico.
 
 
IL PERCORSO BOTANICO

Si tratta di una strada sterrata che, dopo un breve tratto, diventa un sentiero stretto ma piuttosto agevole che serpeggia in mezzo a macchie boschive e tratti di tipica vegetazione mediterranea, con punti di osservazione panoramica.

 
Attraversato il vallone si incontra un altro bivio:
  • a sinistra si raggiunge una macchia di pini che nascondono un vecchio serbatoio cilindrico in cemento armato (una sorta di vasca) sospeso su pilastri: si tratta della vasca dell’ex acquedotto privato di proprietà Rossi Umberto: un vecchio acquedotto che distribuiva acqua potabile, in alternativa all’acquedotto civico ad un numero di circa 200 utenti, nella zona compresa tra Mezzacqua e il Villaggio Cà Bianca; costruito nel 1964 è stato funzionante per circa 20 anni, dopodiché è stato inglobato dalla rete civica;
  • a destra si prosegue, serpeggiando con bella vista panoramica e caratteristici scorci, sulla bassa vallata del Merula, incontrando prima a monte del tracciato le vasche del civico acquedotto andorese, subito dopo una macchia di pini sulla sommità di un falso colle, denominata “u parcu di cuùmbi” (il parco dei colombi): una zona dove in passato veniva praticata la caccia ai colombi; subito dopo, a valle del tracciato stesso, si trovano i resti di trincee di epoca napoleonica; si arriva infine all’Oratorio di San Damiano, originariamente intestato ai Santi Cosma e Damiano, edificio del 1400, da dove si ha ampia veduta dei luoghi storico–medievali del Castello di Andora.


Oratorio di San Damiano

In questo punto il nostro sentiero incontra la Via Ligure Costiera, che si percorre per arrivare fino all’antico borgo di Colla Micheri, tanto famosamente decantato dall’etnologo norvegese Thor Heyerdahl, il quale vi elesse propria dimora, dopo aver avviato e realizzato il recupero architettonico ed edilizio dell’abitato.
A Colla Micheri, della piazzetta principale di fronte all’Oratorio di San Sebastiano, partono due sentieri:


Oratorio di San Sebastiano

  • il primo, in salita sul versante lato mare, porta a un punto di ineguagliabile panoramicità; attraversando un boschetto di tipica macchia mediterranea in ottime condizioni, si percorre un tratto con vista a picco sul mare, fino a raggiungere il vecchio rudere del Mulino Tagliaferro, ciò che resta di un antico mulino a vento sulla sommità del colle, dal quale si gode dell’ampia ed incredibile veduta del golfo di Andora e del golfo Ligure verso Levante, con in primo piano Laigueglia;


Mulino Tagliaferro
  • il secondo, in discesa verso valle, corrisponde al percorso turistico individuato come la “Via Julia Augusta”.
 
 
LA VIA JULIA AUGUSTA
 
La vecchia mulattiera che scende a valle verso il poggio dove sorge il Castello, attraversa dapprima uliveti e poi la tipica vegetazione mediterranea, con tratti di visuale aperti, per una completa panoramica sull’intera vallata del Merula.



Avvicinandosi al Castello di Andora si incontra, attraversandolo, un gruppo di ruderi abbandonati al groviglio dei cespugli circostanti: l’estensione fuori le mura del borgo del Castello in epoca passata.
 
Proseguendo ancora, si attraversa un boschetto di pini, giungendo al rudere di un antico edificio, denominato “la Dogana” o “Casa del Dazio”; da qui si gode della bella vista di tutta la struttura edificata del “castrum”, con in primo piano l’effetto scenico dell’addossamento tra porta – torre monumentale e Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo.


La "Dogana"

Si continua per il tracciato e si arriva ad un crocevia: a sinistra il parcheggio asfaltato; a destra la mulattiera scende per raggiungere la fontana medioevale; di fronte, poco scostato verso destra, una salita acciottolata, molto suggestiva, tra ulivi e antichi muri, ci conduce al Castello.


La Porta - Torre e la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo

Si attraversa la porta – torre e si entra … nel Medioevo.

Di fronte la fiancata della Chiesa intitolata ai Santi Giacomo e Filippo, esempio di architettura tardo romanica ligure, con possibilità di salire verso la sommità del borgo sia da dietro, dalla parte absidale, che dal davanti.
In entrambi i casi si passa in sentieri tra ruderi di antichi edifici e piante di olivo: ogni angolo rivela dettagli e scorci delle civiltà passate.
Si arriva alla sommità del poggio, dove di erge imponente ciò che resta del Paraxo, il nucleo fortificato del Castello di Andora, con l’adiacente Oratorio oggi intitolato ai Santi Nicolò e Sebastiano, originaria costruzione di culto del periodo feudale.
Scendendo verso valle, dal lato a mare prospettante sul centro cittadino, si attraversa la parte oggi abitata del borgo medioevale: un amalgama non sempre riuscito tra elementi originari e storici ed adattamenti moderni.
Tornando al sagrato della Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, frontalmente alla facciata principale, si può imboccare la stradina che porta, anch’essa, ad attraversare la parte oggi abitata del borgo e ad uscire dallo stesso; sul muro a monte, anni fa è stata realizzata la sede delle “Pietre di Luna”, una serie di lastre di ardesia con sopra incise alcune delle più belle poesie.
Tornando a ritroso sul percorso già effettuato, o imboccando il sentierino che dalle “Pietre di Luna” scende ripido verso l’odierna autostrada, si incontra la fontana medievale, ricongiungendosi al tracciato effettuato durante la discesa da Colla Micheri.


La Fontana medievale

Dalla fontana, proseguendo verso il fondovalle, si passa sotto il viadotto autostradale, si attraversa la strada Piangrande e si prosegue fino all’argine del torrente Merula.
Qui, poco sulla destra si trova il caratteristico Ponte Medioevale a dieci arcate, sul quale si può attraversare il Merula, lasciandosi alle spalle in centro medievale andorese.


Il Ponte medievale

Appena attraversato il ponte medievale, in un giardino privato sulla destra e possibile osservare i resti di antiche colonne, probabile indicazione di un importante crocevia del passato e proseguendo dritto, si attraversa la via Merula (ex Strada Provinciale “Valmerula”) e, fiancheggiando il cimitero di San Giovanni, si arriva alla omonima Chiesa Parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista.
Nelle vicinanze si trova la Cappella Oratorio di Santa Caterina.
Proseguendo per strade e successivamente sentieri che si inerpicano verso il crinale collinare si può raggiungere Passo Chiappa, un importante nodo viario dell’antichità e dal quale si dipartono percorsi pedonali per altre frazioni dell’andorese e centri abitati dell’imperiese.


La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista
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PUNTO DI ARRIVO
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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