ALLA PORTA OCCIDENTALE D'ITALIA - Andora nel tempo

Andora nel tempo
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ALLA PORTA OCCIDENTALE D'ITALIA

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ALLA PORTA OCCIDENTALE D'ITALIA

Edward e Margaret Berry

(Trascrizione di Maria Teresa Nasi)
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CAP. XI

 
ALASSIO E ANDORA

 
Una delle gite preferite partendo da Alassio è quella che conduce attraverso la valle di Andora e Stellanello, con uno scenario molto bello, fra colline e campi ricchi di fiori selvatici e con oleandri nel letto del torrente. Questa vallata, percorsa dal torrente Merula, è sempre stata celebre per il fertile suolo e, quantunque frutteti di pesche abbiano recentemente sostituito i magnifici boschi di olivi per i quali era famosa, lo splendore dei fiori in primavera ed i frutti rigogliosi che riforniscono i mercati della Riviera in estate testimoniano ancora della fecondità della zona.
 
ANDORA non è solo un villaggio, ma un gruppo di abitati formati da un comune. Marina e la Pigna d’Andora si trovano sulla strada principale lungo la costa; Molino Nuovo, centro del Comune e sede del Municipio è a circa 4 km nell’entroterra; il Castello d’ Andora, con le rovine di un castello poligonale e la ben restaurata chiesa dei Santi Gacomo e Filippo, sorge sulla collina sul lato nord della vallata; San Giovanni Battista e Confredi sul lato sud.
 
Il castello ed il territorio di Andora appartenevano un tempo al Marchese di Clavesana, che nel 1252 li vendette a Genova per 8000 lire. In un’epoca in cui i Guelfi dominavano a Genova ed i Ghibellini esuli non perdevano occasioni di attaccare la fazione avversaria, forti contingenti ghibellini assediarono il castello, tenuto da una guarnigione genovese. Il Vescovo di Albenga, Emanuele Spinola, che parteggiava per i Ghibellini e che si avvicinava con rinforzi per gli assedianti, fu attaccato dai nemici sulla spiaggia di Andora e cadde in battaglia. I resti del castello, dalla forma singolare, e le mura di fortificazione si scorgono ancora sulla collina; una torre massiccia, ornata da un bastione ghibellino, segna l’ingresso principale nella fortezza. Sotto l’arco di questa porta vi è un affresco di scuola senese del XIV secolo. La chiesa dei SS. Giacomo e Filippo è un mirabile esempio di tarda architettura romanica, con quattro pilastri che sostengono l’arco tondo dell’ingresso principale e tre absidi semicircolari sul lato orientale, con finestre strette ad arco tondo. L’esterno dell’edificio è ornato di archi piatti, caratteristici dell’epoca, L’interno denota più chiaramente l’età della chiesa, e la mano del restauratore è meno visibile. I bei pilastri di pietra che sostengono gli archi leggermente ogivali del tardo periodo romanico sono di lavorazione rozza e massiccia. Sorgono su basi quadrate, con basi ad artiglio molto consunte ad ogni angolo, e sono sormontati da capitelli a cuscino su un abaco quadrato. Sopra l’altare vi è un dipinto della Crocefissione, su un pannello di legno.
 
Sulla riva opposta del torrente si trova la chiesa che ha dato il nome all’abitato di San Giovanni.  Ha bei colori e proporzioni, con un alto campanile, ma non presenta molti elementi interessanti: un tabernacolo in marmo bianco scolpito, con la data 1513, dietro l’altar maggiore, un pulpito di ardesia del 1570, rovinato da imbiancature, e tre quadri mediocri nella sacrestia. L’adiacente cappella di Santa Caterina ha un’architrave con la data 1533.
 
Si ritiene generalmente che la strada romana valicasse la collina a Colla Micheri e che scendesse presso l’antica cappella di San Damiano, e non lungo il tracciato della strada medievale, che si può seguire andando da Laigueglia al ponte sul Merula, nella valle di Andora; si passa davanti a una pittoresca fontana in una nicchia sull’alto della strada verso la collina. La via romana può aver attraversato il torrente sul punto in cui sorge ora il ponte, ma la struttura del ponte stesso non presenta tracce di opera romana.
 
La strada che risale la vallata attraversa il letto del torrente proprio sotto Molino Nuovo e continua poi sulla riva sinistra fino al gruppo di abitati formanti il comune di STELLANELLO.


Disegno di Adriano Lunghi - per gentile concessione Federica Lunghi

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Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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