TRADIZIONE E RISCOPERTA PASSATO - Andora nel tempo

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TRADIZIONE E RISCOPERTA PASSATO

PUNTO DI PARTENZA

PERCORSO

DALLA TRADIZIONE ALLA RISCOPERTA DEL PASSATO
PIAZZA SANTA RITA E PARCO DEGLI AVIATORI
(Daniela Gambella
da Tesi di Laurea
"TURISMO ESPERENZIALE, TURISMO DA PROTAGONISTA. PROPOSTE PER ANDORA")
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Estratto foto aerea - GoogleEarth


Suggerimenti: periodo consigliato tutto l’anno. Il 22 maggio in occasione dei festeggiamenti di Santa Rita.
 
 
Molte sono le storie tramandate da generazioni, che non aspettano altro che essere raccontate.
Quale esperienza più bella del sedersi a casa di una di queste persone e lasciarsi trasportare dai racconti di vita vissuta di un borgo che ancora esiste e non aspetta altro che di essere riscoperto!
Ecco cosa si prova quando si arriva nella Piazzetta di Santa Rita, l’unico borgo antico situato nel centro di Andora Marina.
Nel tardo pomeriggio, presso lo storico bar torrefazione della Piazzetta, si incontrano alcuni andoresi “doc”, abitanti storici del Borgo che, seduti davanti a un caffè, ricordano l’Andora di un tempo.
Potrebbe essere un appuntamento interessante e coinvolgente sedersi accanto a loro ed ascoltare le storie raccontate da questi autentici andoresi.
Durante i festeggiamenti di Santa Rita, il 22 maggio, i volontari del Comitato di Santa Rita si ritrovano già di primo mattino in Piazzetta per iniziare a cucinare per la sera.
Quintali di cozze vengono pulite per poi essere preparate alla “moda di Santa Rita”; è un’esperienza culinaria unica partecipare, con i volontari del Comitato, alla preparazione del famoso piatto, e tentare di indovinarne quindi la ricetta.
Accanto alla Cappella, dedicata alla Santa, c’è un portone di legno che si affaccia sull’attuale “Parco degli Aviatori” e alzando gli occhi sopra l’arcata, troveremo una targa antica con la scritta “Villa Masè”: per un attimo si ritorna indietro nel tempo. Oltrepassando il portone notiamo un parco con aiuole, panchine e, come sfondo, tre grandi caseggiati moderni piastrellati di color azzurro.
Chiudendo gli occhi dobbiamo immaginare lo stesso luogo come un parco, ricco di alberi plurisecolari, anche esotici e un antico Palazzo.
Per valorizzare e per immergersi in quello che era la storia di questo borgo, sicuramente il più antico della Marina, si potrebbero installare delle gigantografie rappresentanti la zona come era nei primi anni del novecento [1] e, in compagnia di un abitante storico del borgo, farsi accompagnare attraverso la storia e le tradizioni del luogo.
 
1.1 Piazzetta Santa Rita
In “Piazzetta Santa Rita” sorge il Torrione Saraceno.
Il Torrione fu costruito nel 1500 e, come altri presenti in Liguria, serviva come baluardo di difesa, di osservazione e di controllo per fronteggiare gli attacchi turco-barbareschi.
Tuttora è un’opera ben conservata, che ci permette di immaginare come poteva essere un tempo, nella prospettiva del già adiacente giardino tropicale del Palazzo del Marchese Maglioni: sicuramente un impatto caratteristico e molto particolare.
Accanto al Torrione sorge la Cappelletta di Santa Rita, al cui interno si trova il prezioso quadro donato da Don Calvi.
La storia del quadro di Santa Rita è narrata da Alma Anfosso in un articolo dell’”Informatore Andorese “di settembre 1997 che ha raccolto la testimonianza diretta della Signora Maria Pastorino abitante del Borgo (Anfosso, 1997).
Nel 1925-26 Don Calvi comprò un quadro di Santa Rita e lo collocò in un padiglione della Colonia Marina di Luigi Carlo, poi venduta al Comune di Asti. Il Carlo vendette la Colonia intorno al 1930 ed allora, un gruppo di sette persone s’impegnò, con attestato scritto, ad accudire il quadro. Quelle persone dovevano ospitarlo a turno nelle proprie case, ciascuna per la durata di un anno. In seguito pensarono di trasferirlo nella Cappella della Concezione della borgata di Mezzacqua, affinché vi fosse debitamente onorato. Ma “Père Raphaël” si oppose. […] e propose di collocarlo nella sacrestia appeso alla porta, argomentando che la Cappella era dedicata alla Concezione e non vi si potevano celebrare due feste, una della Concezione ed una di Santa Rita. […] Di nostra iniziativa costruimmo la Cappelletta nella piazzuola, vi ponemmo il quadro e facemmo la festa. “Père Raphaël” non fu d’accordo con questa iniziativa e non partecipò alla festa. L’anno successivo il padre di Maria invitò il Padre a pranzo, in occasione della festa di San Giuseppe, e a fine pranzo gli disse «Padre, la informo che quest’anno non verrà nessuno in chiesa a fare Pasqua, poiché lei non viene a Santa Rita » Fu uno scandalo per quei tempi, ma il Padre si convinse a chiedere l’autorizzazione al Vescovo e “Santa Rita fu finalmente consacrata e così finì la nostra lunga storia per quel quadro”.
Secondo la testimonianza della Signora Luciana Dellarti, che abitava all’interno del Torrione, il luogo dove fu costruita la Cappelletta, un tempo era il forno dove tutti gli abitanti della zona andavano a cuocere il pane.
La Signora Luciana ricorda che “Santa Rita” era una festa molto sentita dagli andoresi, con un forte senso religioso, la benedizione delle rose [2], la santa messa e la partecipazione della Banda Musicale di Andora ma non solo; la gioia da parte dei ragazzi di partecipare alla corsa nei sacchi o salire sull’albero della cuccagna, che veniva montato dove ora sorge una torrefazione.
A partire dagli anni sessanta la Festa di Santa Rita è diventata famosa anche per la distribuzione delle cozze.
Accanto alla piazzetta sorgeva un ristorante (ora un Residence), denominato “Le Bionde”.
Il proprietario, Lino Giusto, amante della buona cucina, improvvisò un piatto composto da cozze, pomodoro e paté d’olive (la ricetta originale è custodita gelosamente), che venivano distribuite dalla finestra a lato del ristorante, durante il giorno di Santa Rita. Ormai questo piatto tipico è diventato così famoso, che la festa di paese si è tramutata nella Sagra di Santa Rita, o meglio conosciuta come “Sagra delle Cozze di Santa Rita”, fra le più antiche in Liguria.
L’Organizzazione di questa Sagra è a cura del “Comitato di Santa Rita” formato dalle famiglie del Rione che, ogni anno, il 22 maggio, puliscono e cuociono circa 10 quintali di cozze.
La Festa di Santa Rita è rimasta la festa più sentita dagli andoresi e, per tradizione, la sera del 22 maggio si recano nella piazzetta Santa Rita, facendo lunghe code, per assaporare il famoso piatto e degustare le frittelle di mele della “Signora Nella”.
 
1.2 Parco degli Aviatori
Il “Parco degli Aviatori” è situato vicino al Torrione Saraceno e alla Cappella di Santa Rita.
Qui, nel fine ottocento, si trovava il Palazzo del Marchese Marco Maglioni, signore di Andora.
Alla sua morte la proprietà passò alla figlia, sposata al Conte Mazè de la Roche di Alassio.
Successivamente la Villa fu “trasformata nel più lussuoso albergo di Andora.
Trovandosi di fronte un parco e un giardino di eccezionale bellezza, non poteva che essere chiamato il “Grand Hotel du Parc”.
L’albergo operò sino al 1927.
Nel 1929 tutta la proprietà fu venduta al comune di Cuneo che vi realizzò una colonia marina (Colonia Orfani di Guerra).
Negli anni sessanta la colonia fu ceduta ad imprese edili e ne seguì lo smembramento con l’edificazione di palazzi (tra il 1975 e il 1980) ma restarono il Tempietto e Villa Laura” (Vezzaro, 1992).
Il Marchese Maglioni amava molto i cani e, in particolare, il suo cane prediletto, Lion, un San Bernardo per il quale fece costruire il Tempietto, edificio a pianta circolare, con il tetto a cupola, unica testimonianza ancora presente.
A fianco del Tempietto, sul muro perimetrale, verso il mare, è tuttora infissa, in basso, una piccola lapide marmorea. [3]
 


   
 
[1] Tantissime testimonianze fotografiche le possiamo trovare nelle seguenti pubblicazioni:
  • “Andora di un tempo” ,1992
  • “Andora da ricordare. Ottanta anni di vita in 235 fotografie” , 1996
  • “Andora. Immagini di un secolo” , 2001.
[2] Le Rose sono benedette il giorno di Santa Rita il 22 maggio nella piazzuola davanti alla Cappella durante la Celebrazione Eucaristica e sono considerate una reliquia e si conservano da un anno altro insieme all’olio benedetto
[3] Su questa lapide sono scolpite le seguenti parole: “A Lion cane forte e fedele compagno indimenticabile questo tributo affettuoso pose m.m.”
 
 

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Per gentile concessione Daniela GAMBELLA - Tesi di Laurea "TURISMO ESPERENZIALE, TURISMO DA PROTAGONISTA. PROPOSTE PER ANDORA" - Relatore: Prof.ssa Antonella Primi - Anno accademico 2017-2018 - Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Scienze della Formazione - Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione


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