ANNI 40 - Andora nel tempo

Andora nel tempo
Andora nel tempo
Vai ai contenuti

ANNI 40

CLICCA SUI BOTTONI SOTTOSTANTIPER ACCEDERE ALLE RELATIVE SCHEDE

y
Secondo dopoguerra - Anni '40


Andora esce dalla Seconda Guerra Mondiale dopo avere trascorso le varie fasi belliche senza subire grandi danneggiamenti territoriali, grazie soprattutto al fatto che non possiede particolari obiettivi strategici e gli insediamenti abitati son molto sparsi all'interno del vasto territorio agricolo.




Unica attività di particolare interesse sono i cantieri navali - , ma non subiscono gravi danni, soprattutto grazie alla attenta gestione nel periodo bellico, durante il quale continuano ad operare, senza portare a compimento volutamente alcuno scafo.




Il paesaggio abitato è costituito dalle borgate e da edifici sparsi, pressochè isolati.

y
  1. Nella zona dell’attuale porto il litorale costiero è ancora nel suo profilo originario, senza le sagomature che lo deformeranno nei decenni successivi determinando l’avanzamento dell’arenile all’interno dello specchio acque marino. E’ presente Villa Martinetto - (in corrispondenza dell’incrocio tra Strada Nazionale Aurelia e Strada vicinale del Coscione – che diventerà via Clavesana), Villa Fontana - e Villa Garelli - , mentre la porzione collinare che diventerà il Villaggio Pineta - è ancora occupato in prevalenza da boschi.
  2. L’acquedotto della Marina - , che parte da un sorgente a monte di Villa Tebaldi - (già esistente) ed arriva nel complesso della Colonia degli Orfani di Guerra di Cuneo - , è ancora completamente integro.
  3. La borgata della Marina si presenta nella sua consistenza edificata, fatta in gran parte di case addossate le une alle altre, che ne ha determinato una costante omogeneità per lungo tempo; esistono ancora gli antichi edifici che furono parte della tenuta del Marchese Marco Maglioni e quello che resta del parco appartenente al Grand Hotel du Parc - , sebbene in buona parte già convertito in orti e frutteti; il Bastione - è già inglobato delle case che sono state realizzate addossate allo stesso, affacciato sulla Strada Nazionale Aurelia - che è sterrata e immediatamente confinante con il mare (da questo separata in alcuni tratti da un muro di protezione che viene facilmente superato dalle onde durante le mareggiate) ed in posizione limitrofa sorge la trattoria delle “Biunde” - (1920).
  4. Un tratto della Strada Comunale del Bastione (l’odierno tratto di via San Lazzaro) è costeggiato a ponente da un fosso “u beùn”, grazie a cui assume il nome gergale di “Strada du beùn”.
  5. La “Dia” - è un canale di scolo dei terreni che sa diventare una sorta di secondo torrente andorese, per l’impetuosità che raggiunge in certi casi, sfociando direttamente nel tratto di mare tra il Bastione e la Colonia di Asti - .
  6. Le case rurali tipiche della piana, che caratterizzano la zona centrale più verso mare, sono “Villa Rosetta” - (ex tenuta contadina dei Musso), le case Denegri - “Cà du Bagnàu” e la proprietà Anselmo “Lalìn” - .
  7. La “sotta”, una zona palustre in mezzo a campi coltivati, è quanto rimane di una precedente “cava” di argilla per la lavorazione del laterizio.
  8. La zona chiamata “Dal Castellante” è un agglomerato edificato a metà tra la Marina e la Pigna, a ridosso della Strada Nazionale Aurelia e fronteggiante il complesso della Colonia di Asti - (ex cantieri navali - ); di questo gruppo di edifici fa parte la Trattoria Cacciatori “u Noru” - , punto di riferimento e di ristoro per chi attraversa Andora.
  9. Il complesso della Colonia di Asti, costituito da undici fabbricati, rappresenta l’insediamento trasformato degli antichi cantieri navali.
  10. La borgata della Pigna - è caratterizzata dall’antichissimo nucleo di Villa Tagliaferro - e dell’adiacente ex Chiesa dei Canonici Regolari Lateranensi - (edifici trasformati in Colonia di Milano – I.N.A.M. - ), oltre a poche case sparse e la palazzina ad uso ricettivo - che cambia più volte nome (Pensione Mondovì, Albergo Torino, Albergo Milano); sfoggia la caratteristica pianta grassa - storicamente impiantata da un navigante di Rollo al ritorno di uno dei suoi tanti viaggi per mare. In posizione limitrofa al tracciato stradale (via Fontana) che incrocia i binari ferroviari, sorge l’Albergo della Posta - (ex Albergo Savoia), antico punto di sosta e ristoro per i viaggiatori e le diligenze.
  11. La zona bassa della “Stazione”, affacciata sulla strada che diventerà via Carminati - , caratterizzata da edifici a schiera, addossati gli uni agli altri, è ancora in fase di espansione; vero cuore commerciale dell’antica cittadina.
  12. L’antico ponte “di previ” - , che permette di attraversare comodamente un torrente Merula non ancora arginato.
  13. La zona della Stazione, con la caratteristica piazzetta su cui si affaccia da un lato la Stazione ferroviaria - e dall’altra l’Albergo della Stazione - .
  14. Il Seminario di Santa Matilde - .
  15. Il “rione contadino”, formato da un gruppo di case tra le più antiche della piana ed alcune delle quali resisteranno, seppure modificate rispetto al loro aspetto originario alla trasformazione edilizia sino ai giorni nostri (Perato – Vigo – Degola) - .
  16. Edifici rurali di antica origine (da sinistra: Marchiano - , Ravera o Cà da Cruxèa - , Vassallo o Cà du Ciàn de Scàie - , Ferrando); in particolare la Cà du Ciàn de Scàie, originariamente più piccola e ad un solo piano.
  17. La “Cà Giànca”, un edificio con pareti esternamente bianche, secondo alcune fonti tramandate per ricordi, bruciato in tempo di guerra (Prima Guerra Mondiale), a lungo disabitato sino all’acquisto da parte della proprietà Piovano (Riccardo Piovano, piemontese - ex Bersagliere combattente a Vittorio Veneto); tale riferimento toponomastico ha caratterizzato la denominazione dell’intera zona collinare (per lungo tempo conosciuta come “Villaggio Cà Bianca - ), sebbene l’identificazione della Cà Bianca sia stata successivamente attribuita imprecisamente all’edificio di residenza della proprietà Rossi Umberto.
  18. La “Rocca di Mezzacqua” - , agglomerato edificato di antica origine, limitrofo alla Cappellina dell’Immacolata Concezione ed all’omonimo Rio Mezzacqua.
  19. Gli edifici rurali di antica origine divenuti nel linguaggio identificativo locale le “Case Canepa”.
  20. La “Torretta” o Case Noceto - , antico e particolare agglomerato edificato di cui non si conoscono informazioni in merito all’origine per la particolare conformazione con cui si presenta.
  21. La zona agricola della “Siberia”.
  22. Località San Lazzaro, con i resti dell’edificio dove in tempi antichi sorse l’Oratorio dei Santi Nazzario e Celso - , fiancheggiato da un tratto dell’antica via romana Ligure Costiera.
  23. Cà de Trentìn - (Trentino Bellenda) il contadino “papà della Cipolla Belendina.
y
y
NOVECENTO - ANNI '40
1940.jpg
1940_1.jpg
1940_4 (1).jpg
1946_1 (1)a.jpg
1946_1 (2).jpg
1946_3.jpg
1946_4 (2).jpg
1946_4 (2)a.jpg
1946_5 (2).jpg
1947 (2).jpg
1947 (4).jpg
1947 (5).jpg
1947 (8).jpg
1947 (9).jpg
1947_1 (1).jpg
1947_1 (3).jpg
1947_3 (1).jpg
1948 (1).jpg
1948_1 (4).jpg
1948_3.jpg
1948_4a.jpg
1948_6 (1).jpg
1949 (2).jpg
1949_1 (2).jpg
1949_1 (3).jpg
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
Creato con Incomedia Website X5
Torna ai contenuti