ANNI 60 - Andora nel tempo

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ANNI 60

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Anni '60


Gli anni '60 sono il decennio in cui vengono effettuati gli interventi che segnano la svolta per la progressiva e futura trasformazione.

Prosegue l'edificazione sui versanti collinari, ma ora anche a Ponente.

Avviene l'arginatura del Torrente Merula - - , che ha ripetutamente inondato la vallata, si gettano le basi per l'arrivo dell'Autostrada dei Fiori - e nasce il porto - , che trasforma inizialmente l'ambiente ed avrà futuri importanti effetti anche sull'andamento economico e turistico andorese.



Lavori di realizzazione del tratto autostradale - Galleria di Marino



Arginamento del Torrente Merula



Costruzione del porto


Prosegue l'intensiva edificazione dal mare verso l'interno e si delineano le reti stradali che porteranno al tessuto definitivo odierno.

Resistono, nelle zone antistanti il litorale costiero, alcuni appezzamenti terrieri che sono convertiti "temporaneamente" in campeggi - .


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  1. Nella zona costiera di Levante viene realizzato una sorta di terrapieno sul mare - , a lato della via Aurelia e iniziano i lavori di costruzione del porto - , il quale modificherà sostanzialmente il territorio costiero e l’impostazione economica della cittadina in pieno sviluppo; la sua realizzazione sfrutterà una condizione di “discarica” di materiale roccioso e di scavo proveniente da importanti opere pubbliche e stradali da parte della ditta Siniscalchi, nonché dai trafori autostradali; sul terrapieno suddetto, che diventerà l’imboccatura del futuro porto, sarà realizzato, con una struttura prefabbricata, un bar/ristorante gestito da Franco Raffignone e la struttura stessa, alla fine decennio, sarà spostata in zona più centrale, andando a definirsi nell’attività di ristorazione a noi nota come “Tortuga” - .
  2. Nella zona costiera più centrale viene modificato il tratto del litorale con la realizzazione di un altro terrapieno - , ma di dimensioni più ridotte rispetto a quello di Levante, gettando le basi per la creazione di un molo che, con lo spostamento dell’attività di ristorazione descritta in precedenza e conseguente creazione del Ristorante Tortuga, diventerà un punto di riferimento localmente noto con la denominazione di “Molo del Tortuga” - .
  3. Nella zona costiera di Ponente l’antico Albergo della Posta o Albergo Savoia - , un tempo punto di ristoro e di cambio dei cavalli per le diligenze, cede il passo all’evoluzione dei tempi ed al suo posto vengono realizzati altri moderni edifici residenziali ed una piazza (che per alcuni decenni sarà localmente un punto di riferimento nota come “Piazza della Posta” - ); tale zona sarà completata anche dalla realizzazione di strutture ricettive/alberghiere - .
  4. A monte del “nuovo” cavalcavia - , resiste Villa Tagliaferro - ed il complesso dei suoi fabbricati annessi, ma prende forma un’altra importante trasformazione: comincia una lottizzazione generata dall’estro progettuale dell’Architetto Hutter (il progettista ed ideatore di Pinamare, con il complesso ricettivo balneare di Rocce di Pinamare - , il Condominio San Martino, il nucleo residenziale – Residenza di Costamarina - , Villa Tealdo ed un centro commerciale che non sarà mai realizzato), il quale studia un complesso edificato circolare a contorno di Villa Tagliaferro (prevedendo la demolizione di tutti gli altri edifici preesistenti, inclusa la ex Chiesa dei Canonici Regolari Lateranensi - ), formato da palazzine di sei piani e dotate di un piano negozi sopraelevato (posizionato al primo piano) da un colonnato rispetto al piano viario sottostante ed avente accesso dallo stesso livello del cavalcavia – via Aurelia; tale piano negozi sarebbe collegato altimetricamente al livello strada inferiore da ampie e articolate scalinate a gradoni.
  5. Prendono forma le vie del centro e crescono a ritmo incalzante enormi palazzine di cinque – sei piani, facendo scomparire in modo rapido quella che era l’estesa zona centrale coltivata della piana verso mare; tra le altre si vanno a formare viale Roma, via dei Mille - , via Clavesana, via C. Colombo e via A. Doria.
  6. Con altre lottizzazioni a monte della borgata della Marina si vanno a “potenziare” e formare via San Damiano, via Clavesana, via C. Colombo, via Marco Polo e via San Lazzaro.
  7. Quello che era l’intervento edificatorio in villini, appartenente al Villaggio Pineta - , si allarga in forma più intensiva con edilizia principalmente in verticale (palazzine) ai piedi della collina, andandosi a raccordare con l’intenso sviluppo edificatorio proveniente dal centro cittadino in corso di espansione; prendono forma viale Mazzini e via Sant’Ambrogio e l’antica zona del Coscione e sempre più solo un ricordo; viene abbattuto su lunghi tratti lo scenografico acquedotto della Marina - , per “fare e dare spazio” ad interventi residenziali intensivi; ne rimangono solo due tratti: il primo a monte di via Clavesana, all’interno di un terreno coltivato ed il secondo - , un paio di arcate addossate ad antichi edifici già facenti parte del complesso dell’Istituto Orfani di Guerra di Cuneo - .
  8. Cresce anche il “Villaggio Cà Bianca” - che rimane nella parte bassa legato ancora alle attività contadine residenti, mentre salendo per la collina prende la consistenza di vero e proprio insediamento turistico – residenziale.
  9. Prende forma la zona di edificazione in Località San Bernardino, la parte alta di Noceto.
  10. Il vecchio “Ponte di Prèvi” - viene sostituito dal più moderno ponte “Italia ‘61” - , decretando la definizione di un collegamento stradale importante parallelo alla Statale Aurelia e più interno a quest’ultima, mediante la definitiva realizzazione di via C. Colombo e via Vaghi che va a collegarsi diretta alla piazza della Stazione; nel decennio avviene anche l’arginatura del Torrente Merula - -, ponendo le protezioni necessarie ad evitare per periodiche e/o casuali esondazioni che allagavano tutti i terreni limitrofi.
  11. L’originario storico “Albergo della Stazione” - , meta di ristoro e di passaggio di tanti viaggiatori e punto di riferimento locale, cede il passo ai tempi di sviluppo edilizio, venendo sostituito da una delle tante più moderne palazzine residenziali multipiano.
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NOVECENTO - ANNI '60
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