ANNI 70 - Andora nel tempo

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ANNI 70

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Anni '70


Gli anni '70 sono forse il decennio di edificazione più intenso e speculativo.

Si costruisce pressochè ovunque ed in modo rapido, solitamente fabbricati di grandi dimensioni e con un numero elevato di piani.

Andora si trasforma un una cittadina di seconde case, cercando di fare propendere buona parte dell'economia locale su interessi legati all'intensificazione del turismo di massa.

Scompare una serie di fabbricati che hanno segnato epoche diverse: il complesso della "Colonia di Cuneo", derivante dallo storico "Grand Hotel di Parc" e prima ancora tenuta del Marchese Maglioni.




Anche in questo caso il passato cede alla modernizzazione che avanza.

Dopo quasi un decennio tra studio, progettazione, acquisizione dei lotti terrieri, si potenzia e razionalizza la sistemazione scolastica sul territorio, con la realizzazione di nuovi, moderni ed attrezzati edifici scolastici.



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  1. Proseguono i lavori di realizzazione del porto, fino al raggiungimento della nota forma a “L” - , con la cordonatura esterna di “ometti” (tetrapodi) - , il molo “di Pinamare” - alla sua imboccatura ed all’interno tre semplici pontili di attracco realizzati in tubi metallici e tavolame (due) e tavolame su blocchi di calcestruzzo (uno).
  2. Si integrano anche opere di ampliamento del cosiddetto “molo del Tortuga” - .
  3. Nella zona di Levante, in prossimità del porto, la costruzione di nuove palazzine residenziali sostituisce le aree in parte coltivate ed in parte già trasformate a campeggio nel decennio precedente.
  4. Nella zona centrale l’espansione edilizia si estende con grande intensità ed a ritmo vertiginoso; nella parte più verso mare scompaiono i campi coltivati, a parte qualche piccolo “fazzoletto” (di solito “un ricordo del passato contadino”) che si riservano per uso personale gli originari proprietari terrieri a seguito delle cessioni per le lottizzazioni; si va a delineare il completamento della viabilità stradale cittadina, con l’istituzione di una rete sempre più fitta di vie, alcune delle quali assegnate in modo troppo frettoloso e sulla carta, si riveleranno dimenticate e mai di fatto realizzate.
  5. L’espansione edilizia procede inglobando la “Rocca di Mezzacqua” - nell’ormai centro cittadino.
  6. Si completa l’edificazione anche negli ex terreni coltivati della località Simunin - , dove un tempo i contadini lottavano con gli avanzamenti del fronte marino, che spesso invadeva terreni fertili sabbiosi, destinati a varie coltivazioni, ma sostanzialmente privi di protezioni dalla potenza delle mareggiate.
  7. L’espansione edilizia avanza anche ai lati di via Carminati, verso l’interno e gradualmente la località Stazione si troverà unita alla località Garibbo.
  8. In località Stazione vengono realizzate le “Scuole Nuove” - , l’edificio scolastico che costituisce il plesso principale di scuole (elementari e medie) dell’intero Comune.
  9. Prende forma la nuova “Piazza del mercato” - e così il mercato settimanale, che ha subito negli ultimi decenni una sorta di pellegrinaggio in varie sistemazioni - , tra cui Piazza della Stazione – via Carminati – via Fontana – via Vaghi – via Cavour, trova la sua nuova e per il momento definitiva sede.
  10. Viene realizzato l’edificio che diventerà la sede della Croce Bianca e A.V.I.S. andoresi - , con lo spostamento dalla sistemazione precedente presso locali del Condominio Residenza San Damiano (“Colonnine”) in viale Mazzini.
  11. La Chiesa centrale, Cuore Immacolato di Maria, si amplia dotandosi dell’annesso nuovo edificio destinato a Salone Parrocchiale - .
  12. Scompare definitivamente il complesso edificato, un tempo appartenuto al Marchese Marco Maglioni - - , successivamente trasformato in Grand Hotel du Parc - e dopo ancora in Colonia dell’Istituto degli Orfani di Guerra di Cuneo - , lasciando il passo a tre palazzine ed una piazza, dove continua ad affacciarsi il “Tempietto” - adiacente a Villa Laura - , a testimonianza di un fiorente e glorioso passato.
  13. Con la definizione di via Marco Polo, nascono gli edifici destinati all’edilizia economica – popolare; le “Case Popolari” diventeranno presto un nuovo punto di riferimento locale, anche grazie ai limitrofi spazi destinati ad attività sportive - .
  14. Viene costruita la nuova Casa Comunale - e, conseguentemente, la sede comunale viene trasferita dal Municipio di Molino Nuovo - all’edificio in via Cavour.
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NOVECENTO - ANNI '70
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