CAPO DELLE MELE - Andora nel tempo

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CAPO DELLE MELE

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DESCRITTIONE
 DEL CAPO DELLE MELE – CAPO DELLA VALLE DI ANDORA
(Trascrizione [*] di Maria Teresa Nasi)
 

Venerato, e divoto ovile,  e fortunata Valle, che l’alto Iddio risguarda con occhio benigno la fruttifera Reggione per maggiormente infiamarli alla salute delle loro anime, et augumento del Culto Divino, che però volse anco la Madre Natura all’onde del ceruleo Albergo de Coralli sorgere Colle, non solo per il sicuro riparo di essi, mà anco del ligustico Mare di Ponente, scielse sopra detto Colle à pro del genere humamo  sentinella, che longi fusse rimirata per sicurezza del Re dell’onde, qual monte non solo da Viandanti, e da pratichi nochieri; ma dall’universo conosciuto per capo delle Mele, e latinamente Caput Merulae, togliendo questo nome non da Rio volgare, ma dal fiume Merula, ch’oggidì sotto altro nome viene chiamato Centa, che con le sue dolci onde bagna li fianchi della città d’Albenga, di cui ne fanno scudo, che non si tosto veduto la Valle tal beneficio di natura ad utile di tutti, alzò le mani al Cielo, e volse consecrar detto Colle a due defensori del genere humano, et inviti Anacoriti  Antonio e Paolo primo Eremita, perché riguardassero la diffesa della Valle principalmente, e la diffendessero dalle insidie dell’Inimico Infernale, da cui incontri con la scorta di questi due santi Campioni, e vigilanza humana, resta diffesa, e protetta.
 
Piantò dico detta sentinella à cima di detto Colle, a prospettiva del gran nido de Coralli, che signoreggia di gran longa, e specialmente verso oriente domina la maggior parte della Riviera, ch’il vigilante nochiero cominciando a solcare il Golfo della Spetua, così nominato, se ne serve quasi come per Indice di stella tramontana per proseguire il suo felice viaggio, et à vista anco di molti luoghi circonvicini, e della Ctt d’ Albenga, et Isola Galinaria, e verso occidente il faticoso viandante predomina quanto può con l’occhio vedere le onde maritime, con la pianura, e riverisce il Precursor di Christo rinchiuso in Tempio, e Capo della Valle, e con la tromba di Giacomo e Filippo del Castello d’Andora, sacro Albergo d’antica architettura in volta, piccolo, mà divoto, di Choro à levante, che sopra sacro Altare apparisce l’effige di detti due trionfanti  Anacoriti, rimirando l’empireo Cielo, da cui apparisce il Spirito Santo in forma di Colomba con Cherubini attorno, di porta verso Ponente, che dà addito alle divote anime ad accellerare il passo più frequente, e vistandolo ricevere tesori spirituali, che di tanto in tanto dal Capo Ecclesiastico dell’Universo ottengono, ch’eccita à divotione, che con vele spiegate tutto l’anno appare quasi il flusso, e reflusso delle persone, ch’ivi concorrono; e la terza festa di Pentecoste, oltre gli animi divoti de forastieri, vi concorrono velocemente tutte le Compagnie de Disciplinanti della medema Valle prostrati à piedi delli sudetti due sacri EROI, per ottenere  per mezo di essi li loro intenti dal sommo Iddio, come parimenti immitano li Disciplinanti della Laigueglia il secondo giorno dei Resurrettione, stante anco per la continua vigilanza del Romito fra Girolamo Rossso della Parochia di S. Pietro, il quale in atto di Visita dell’anno 1642 à 6 Aprile, fu consolato ivi della prima Tonsura dal suo proprio prelato; Gode il beneficio, che facilmente corre il pasaeggero ad attufarsi alla devotione quanto più puole, dopo il  faticoso viaggio per succhiare delle aque limpide rachiuse in Cisterna capace. Ammiri dunque il peccatore la gratia, che giornalmente Iddio benedetto le fa, per poi riportarne nelli ultimi giorni suoi il premio delle fatiche.
ANIME DI COMMUNIONE 550         IN TUTTO 850         FOGAGGI 200
L’Hospitale ha quattro letti in tre stanze, per allogiamento delli Poveri oltre altre Case contigue, et ha di reddito lire 170 in circa, consistenti in una fascia del brando, arbarella,  e due terre pratilii chiamate, una il Prato delle Giare, e l’altra il Prato del Pero, situate nel territorio d’Andora, com’anche in un Censo fatto in Bartholomeo Siffredo di lire 5.10 annue, et in una terra Pratile detta del Banchetto di lire 6.11 annue; e nella piggione di due Bottghe situate nel Borgo, et in terre contigue à dett’Hospitale, che in Beneficio de Poveri dal medemo Hospitale s’impiegano, come dal libro del dett’Hospitale, e dalle note della nostra già citata Visita si può chiaramente vedere.
 
Sono nella Parochia d’Andora alcuni Oratorii, de quali qui in appresso si farà mentione; li Capellani dé quali sono tenuti à celebrare nella Parochiale ogni volta, ch’il R. Sig. Prevosto nelle solennità dé santi Titolari di detti Oratorii celebra in essi la santa Messa, come dalle suddette note Appare.
 
L’Oratorio de Disciplinanti sotto titolo di SS. Nicolao e Sebastiano, ha di reddito annuo lire 29.30 in circa, che si cavano da fitti di cinque terre, chiamate, la prima il Prato, la 2° il Lago; la 3° il Pian del beudo grande; la 4° li Cantoni del Borgo; e l’ultima Via deli Piani.
 
E li heredi di Luca Raimondo, e Gio. Rebecco sono tenuti dare ogn’anno meza mina di grano per distribuire à Confratelli.
 
L’altro Oratorio de Confratelli Disciplinanti sotto titolo di santa Cattarina, è stato ultimamente con vaghezza edificato, e la Masseria ha di reddito lire15 annue, che si cavano da alcune terre.
 
L’Oratorio di S. Sebastiano nella Villa de Mecheri ha di reddito per terre olivate, e zerbi ogn’anno lire 6, in beneficio del medemo Oratorio si spendono, ne in esso si celebra Messa.
 
Nel capo delle Melli in honore di sant’Antonio edificato un’Oratorio, o sia Romitorio, che di elemosine si mantiene, et è servito dal Romito, ch’habita nelle contigue stanze.
 
Nella Villa chiamata Mosaiga, vicinì’al mare, un’Oratorio in honore di santa Maria delli Angioli, il quale ha di reddito annuo lire 10, che si cavano da una terra Pratile, con alcuni alberi d’olive, et una fascia detta la Bura, e servon per riparazione del medemo Oratorio.
 
L’Oratorio Campestre de SS. Cosmo, e Damiano posto sulla Costa, ha solamente un reddito per alberi d’olive soldi 40.
 
L’Oratorio di S. Martino nella Villa della Marina, essendo stato da Noi visitato, furono ordinate molte cose necessarie, et attesa la resistenza, che niuno si curò d’essequire le cose già ordinate da Nostri Predecessedori, fu interdetto, sino a che fussero adempite le cose necessarie.
 
L’Oratorio campestre de SS. Nazario, e Celso, mantenuto di elemosine.
 
L’Oratorio de S. Rocho nella Villa di Marino, è mantenuto di elemosine, non ostante ch’habbia alcune terre, di reddito annuo di lire55, poiché servono per il salario del Capellano, che vi risiede.
 
Geronima, figlia del fu Andrea Aliberto lasciò dé suoi beni, e raggioni, herede la Capella di S. Diego, eretta nel sopradetto Oratorio di S. Rocho, con riservare il Juspatronato alli Massari di detta Capella, doppo però la morte del R. P. Bernardo Micherio, e del R. P. Simone Pario, che succede doppo la morte del sudetto Micherio, come consta dal di lei testamento rogato per M. Geronimo Siffredo del 1628 a 15 Genaro, et in Visita stato provisto, con essere stato approvato il legato contenuto in  detto testamento, recisa la particola, che ne il R.mo Ordinario, ne il Vicarfo non se vi habbino ad intromettere, per esser contra bonos mores
 
Nel dett’Oratorio di S. Rocho per legati, li Massari fanno celebrar tante Messe per lire quaranta.
 
Vedi a carte.
 
L’Oratorio campestre di santa Maria di Loreto, chiamato la Pigna, ha tre pezzi di terre, cioè la fascia dell’oliveto; la fascia della Giaria; e la terra della Raseea, che fruttano ogn’anno lire 32, quali sono comprese nel reddito della capellania servita per il R.P. Lorenzo Via.
 


Nella Villa di Rollo un’Oratorio, sotto titolo della SS. Trinità, nel quale per esser numeroso il Popolo, et assai distante dalla Parochiale, si conserva parimenti l’oglio santo, che d’ordine del R. Prevosto s’amministra all’infermi del residente Capellano, il quale dall’Università del luogo vien salariato, con scuti 46 l’anno, comprese però lire 22, che tiene di reddito la Massaria di dett’Oratorio, per legati de Messe.
 
In esso anche è una Capellania pretesa de Juspatronatus dalli Massari della Chiesa, della quale hora è provisto il R. P. Lorenzo Vio, et ha di reddito ogn’anno lire 108.15
 
Vi sono anco alcuni legati, da annotarsi in una tavoletta, parte per obligo di Messe, e parte per riparatione.
 
Damiano Mantica lasciò un legato nel dett’Oratorio della Trinità, di lire 12 l’anno, con l’obligo di Messe dodici.
 
Et altro simile sopra l’Altar della Madonna delle gratie in dett’Oratorio.
 
Il fu Gioanettino Bernerio per testamento ricevuto da Guglielmo Stalla Notaro li 12 Maggio 1635 instituì herede il dett’Oratorio della SS. Trinità e la Capella delle gratie, con obligo à Massari rispettivamente d’elleger il Capellano amovibile per celebrare tante Messe, et il reddito è di lire 136 di netto, consistenti in tanti annui Censi, cioè:
 
In Battista Tagliaferro fu Antonio lire 700 di capitale;
 
Luca Tagliaferro fu Antonio lire 925 di capitale;
 
Damiano Perato fu Gio, lire 628 di capitale;
 
Thomaso Stalla fu Lorenzo lire 197 di capitale, come per Instromento ricevuto da M. Guglielmo Stalla Notaro li 22 Novembre 1635.
 
L’anno 1609 a 23 di Marzo, gli huomini della detta Villa di Rollo fondorono  un perpetuo Beneficio sopra l’Altar Maggior  della Chiesa della SS.ma Trinità di detta Villa, e sopra l’Altare di santa Maria delle gratie, eretto nella  medema Chiesa; e sopra l’Altare dell’Oratorio della Concettione della Beatissima Vergine fondato nel luogo detto Pigna, a cui assignorno in dote dieci pezze di terre, chiamate la fascia di là delle Case; la fascia delli Bernei; Il piano di là della gaira; la fascia da casa; Piano della Marina; fascia delle toppie; fascia della zerba; oliva del fossato; fascia delle case; et un’altra sotto il sudettto nome del pian della gaira; et un arbore d’oliva chiamata oliva di Vereé, con obligo al Capellano di celebrare per le anime dei fondatori, e de loro ascendenti, e descendenti, tutti li giorni feriali, e festivi, cioè Messe due la settimana sopra l’Altare  sudetto di santa Maria delle gratie; una Messa il mese sopra l’Altare del sudett’Oratorio dellA Concettione della  B. Vergine, e le altre sopra l’Altar maggiore della sudetta Chiesa della SS. Trinità, come per Instromento di detta fondatione, ricevuto da M. Sebastiano Ordano Notaro l’anno, e giorno suddetti.
 
Il fu Lorenzo Bernero fu Gio. Batta lasciò tre alberi d’oliva, dove si dice lo beveo, o rocha, con obligo di tre Messe, una come s’è detto, nella Parochiale sopra l’Altare del SS. Rosario, l’altra sopra l’Altare della SS. Trinità di Rollo; e l’altra sopra l’Altare delle gratie in detta Chiesa di Rollo.
 
Il fu Andrea Tagliaferro fu Luca per suo testamento ricevuto da M. Ambrosio Confredo Notaro 1614 lasciò lire 28 annue, da pagarsi per suoi heredi, con obligo di tante Messe nel dett’Oratorio della Trinità di Rollo.
 
Del 1615 Andrea Tagliaferro lasciò lire 100 di capitale, che rendono lire cinque per tante Messe in dett’Oratorio;
 
et altro legato di lire 50 di capitale, che rende lire due per celebratione, come di sopra s’è detto, di tante Messe;
 
più altro legato di lire 12 di capitale per Messe sopra l’Altare di loreto e per tutti obligò suoi heredi.
 
Dell’anno 1600 Pron. Battista Tagliaferro lasciò lire 400 di capitale che rende lire 20 per celebrazione di tante Messe sopra l’Altare delle Gratie in dett’oratorio della Trinità.
 
Dell’anno 1615 à 21 Agosto il fu Guglielmo Stalla per instromento rogato à M. Ambrosio Confredo, vendete un’annuo e perpetuo Censo di lire 14 moneta longa alli Massari della Capella di S. Maria delle Gratie posta in dett’Oratorio, del qual Censo li fece sicuri sopra due terre chiamate la Braia per il prezzo di lire 200 moneta longa, havute in contanti da detti Massari, e come più diffusamente appare da dett’Instromento.
 
CONFINI DELLA PAROCHIA – Verso Laigueglia la sommità del monte; verso li Faraldi, et Cervo la sommità dell’altro Monte; verso la strada romana un muro chiamato il costo della morta; verso S. Bartolomeo sin’al fossato di Boscaneto, tra S. Gio. Battista, e S. Pietro restano indistinti.
 
Dell’anno 1587 à 11 luglio,  Thelamo Bernero nel suo ultimo testamento rogato à M. Antonio Stalla Notaro lasciò obligo perpetuo alli suoi heredi di far celebrare quattro Messe annue per l’anima sua, e dé suoi antenati, cioè due nel dett’Oratorio della SS. Trinità, e due nella detta Chiesa di S. Gio. Batta, obligando per la celebratione di esse Pron. Andrea Bernero, li heredi d’Antonio Bernero, Gio Batta  Bernero, e Bernardo  Bernero tutti quattro suoi heredi, et ogn’uno per la quarta parte rispettivamente, come più diffusamente dal detto testamento.
 
Dell’anno 1635 à di…………. il fu Lorenzo Tagliaferro nel suo ultimo testamento rogato à M. Guglielmo Stalla Notaro ha lasciato una fascia di terra oliata, e ficuata detta la Cà soprana all’Oratorio della Madonna delle Gratie ad effetto, che delli frutti in perpetuo se ne faccino celebrare tante Messe nel dett’Oratorio in suffragio dell’anima sua.
 
L’anno 1646 à 27 Novembre da Mons. Ill. mo Pier Francesco Costa Vescovo d’Albenga furono moderati e ridotti per autorità della Sacra Congregatione de 26 Maggio di dett’anno, l’infrascritti Legati di detta Parochia, e ridotti a quantità proportionata secondo li redditi di essi respettivamente alla forma della tassa delle Coinstitutioni Sinodali pro tempore, come dalle atti della Corte Episcopale.
 
Quali legati sono l’infrascritti:
 
Dominico Marchiano fu Chistofforo sopra l’Altare del SS. mo Rosario;
 
Battista Gagliorio sopra dett’Altare;
 
Arghentina Contezza parte sopra l’Altare Maggiore, e parte sopra dett’Altare del SS. Rosario;
 
Domenico Cottabea nell’Oratorio di N. Sig.ra degli Angeli detta del fossato;
 
Bartholomeo Trevia nella Chiesa di S. Pietro;
 
Andorino Rebecco in detta Chiesa;
 
Cesare Anfosso nell’Oratorio della Natività di N. Sig.ra del Duomo;
 
Giacomo e Bartholomeo Anfossi in dett’Oratorio;  
 
Cesare Anfosso in detta Chiesa di S. Pietro;
 
Domenico Gagino in detta Chiesa;
 
Stefano e Tomasina Giugali de Anfossi, si dice, per metà in detta Chiesa di S. Pietro, e per altra metà in dett’Oratorio della Natività di N. Signora.
 
N… de Nigris spettante à gli heredi del fu Pier Gio. Allamano nella detta Chiesa di S. Pietro;
 
Christoforo Galiano nell’Oratorio di S. Luca.
 
 
L’anno 1633 a 16 Agosto in atti di M. Guglielmo Stalla Notaro la fu Annetta del fu Gio. Batta Maglione ha lasciato un legato alli Massari pro tempore del’Oratorio di S. Rocho della Villa de Marini descritto sopra a fogli…. una terra chiamata la Pinea sotto suoi confini essistente in detta Villa, con carrico à detti Massari di far celebrare tante Messe annue, quante importerà il frutto di detta terra dedute le spese.
 
Più ha lasciato alla Capella di S. Diego essistente in dett’Oratorio di S. Rocho lire nove, che li devono gli heredi del fu Alberto di detto luogo, come più diffusamente appare dalla particola di detto legato, dett’anno, mese e Notaro.
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[*] Trascrizione effettuata da "Sacro e vago Giardinello, e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga" - In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d’Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, vol. II, Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto
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