CIVILTA DEL RISPARMIO - Andora nel tempo

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CIVILTA DEL RISPARMIO

CIVILTA' DEL RISPARMIO
(Luciano Dabroi)

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La testimonianza dai ricordi di Luciano Dabroi.
Tra le tradizioni di Rollo presenziava il detto “Regordite che a Madonna a l’è chinò da u se pe’ina grona de so” (legata alla favola della Madonna che, essendole caduto un grano di sale grosso, scese dal cielo e venne sulla terra a raccoglierlo).
“Tutto in quegli anni veniva usato e sfruttato sino all’impossibile e quando un oggetto o un indumento diventava completamente inutilizzabile i suoi resti trovavano un diverso uso sotto altra forma:
gli abiti venivano trasformati in stracci da cucina e questi ultimi, quando erano talmente sfilacciati da non poter più essere utilizzati, venivano mescolati al letame e sepolti negli uliveti;
l’olio fritto e rifritto e quello che, malauguratamente, fosse irrancidito, veniva usato nei lumi e per lubrificare gli attrezzi da campagna;
i vari giornali che, come “La domenica del corriere” venivano comprati due o tre volte l’anno e la carta dei pacchetti della spesa fatta con i tagliandi della tessera annonaria, venivano usati per accendere la stufa e come carta igienica;
i rocchetti in legno del filo ….. per la macchina da cucire venivano trasformati ….. in carri armati semoventi con l’aiuto di uno stecco e di un elastico e diventavano fantastici giocattoli …..;
le stecche degli ombrelli rotti diventavano archi con i quali giocare agli indiani;
le bottiglie, i fiaschi, le damigiane e le giare erano beni preziosi e venivano usati con la massima cura per non romperli e lasciarli alle generazioni successive; lo stesso criterio veniva applicato all’uso dei pochi mobili, delle posate, degli attrezzi per la campagna che, allora, costituivano tutto il patrimonio di una famiglia.
Persino le bucce delle patate venivano conservate ed usate come foraggio per le capre e per i conigli.
…... bucce ….. finissime, quasi trasparenti.
Il cuore del cavolo veniva consumato crudo in insalata con qualche acciuga sotto sale; le foglie più esterne servivano per il minestrone e quelle perimetrali, verdi e coriacee, venivano utilizzate per fasciare i “previ” specie di involtini di pan grattato, uova, farina, patate, un “ricordo” di mortadella ed un pizzico di maggiorana cotti nel sugo di pomodoro.
 Queste usanze avevano comunque un aspetto positivo: mai sentito parlare di rifiuti solidi urbani!”


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