COLONIA DI ASTI - Andora nel tempo

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COLONIA DI ASTI

LA COLONIA DI ASTI

(Marino Vezzaro - Mario Vassallo)
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La costruzione degli edifici iniziò negli anni venti, in una zona litoranea dove, in precedenza e per breve periodo, operarono cantieri navali e sostavano i pescatori nelle fasi di sistemazione delle reti.
Furono ultimati ed inaugurati nel I927.

Inizialmente, alcuni degli edifici furono utilizzati quali sede e depositi dei cantieri navali NAVITAL e successivamente, a partire dal 1930 il P.N.F. (Partito Nazionale Fascista) trasformò i capannoni in una moderna ed attrezzata colonia elioterapica per i bambini del Pubblico Impiego con sede in Roma.
La colonia marina prese il nome di "ELIOS" e la direzione fu assegnata a Mario Aicardi (“Mario dü Segretaiü”).
Nel periodo degli anni '30 del Novecento e fino alla Seconda Guerra Mondiale tale colonia operò in coesistenza con la colonia "SALUS" con sede in Carmagnola e con la colonia "ASTIGIANA", mettendo a disposizione rispettivamente da 345 a 400 posti, 270 posti, da 150 a 250 posti.
L'iniziativa del P.N.F. fu rafforzata, negli ultimi anni del decennio che anticipava il secondo conflitto mondiale, dall'istituzione della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio), fondata nel 1937, che sostituiva le precedenti soppresse Opera nazionale balilla e Federazione dei fasci di combattimento, operante al motto di "Credere, obbedire, combattere".
La GIL era organizzata in:
  • Figli della lupa, dai sei ai sette anni;
  • Balilla, bambini dagli otto ai dodici anni;
  • Piccole italiane, bambine dagli otto ai dodici anni;
  • Avanguardisti e Giovani italiane, ragazzi e ragazzi dai tredici ai diciassette anni;
  • Giovani fascisti e Giovani fasciste, dai diciotto ai ventuno anni.

Durante il periodo bellico della prima metà degli anni '40 del Novecento, le strutture della Colonia marina furono occupate e destinate alla permanenza dall'esercito trasformandole in caserma, unitamente alla Colonia di Cuneo, ospitando i militari del 41° Reggimento Brigata Modenae del 22° Fanteria Brigata Cremona, le cosiddette "cravatte rosse".

Nel 1943 la G.I.L. fu sciolta e tutti gli immobili da essa precedentemente occupati e/o utilizzati dovevano essere attribuiti al demanio o agli enti comunali.
L'intero complesso donato ai fasci di combattimento del comune di Asti dalla Cassa di risparmio e dell'amministrazione provinciale di Asti diventa proprietà del Comune di Asti, il quale divenne l'unico gestore di quella che sarebbe diventata la Colonia di Asti giunta a noi e che riprenderà regolarmente la propria attività dopo gli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale, negli anni 1947/48.

Ad inizio degli anni '60 del Novecento, i caseggiati della Colonia di Asti accolsero alcune classi degli alunni delle scuole medie andoresi e poi proseguì l'attività consolidata fino al decennio successivo.

A fine anni '70 - inizio anni '80 le attività, già ridotte, cessano e l'intero complesso viene abbandonato a se stesso, fino al 1987 quando viene affidato al Comune di Andora in comodato gratuito con vincolo di  destinazione  ad  uso  sociale, con  impegno  alla  manutenzione straordinaria del bene.
Il comune di Andora procede all'approvazione della variante del piano regolatore generale destinando la zona a verde pubblico e dichiara contestualmente la pubblica utilità dell'immobile, avviando la procedura d'esproprio.
Seguiranno anni di combattuti procedimenti giudiziari e amministrativi al termine dei quali, dopo un periodo di lungo abbandono, il 23-26 Gennaio 1995 tutti gli edifici costituenti l'intero complesso saranno abbattuti.
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SCHEMA GRAFICO DEL COMPLESSO
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DEMOLIZIONE - 1995
DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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