CRONOLOGIA FINO AI GIORNI NOSTRI - Andora nel tempo

Andora nel tempo
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CRONOLOGIA FINO AI GIORNI NOSTRI

STORIA E DOCUMENTI > STORIA ANDORESE
CRONOLOGIA E NOTIZIE STORICHE - FINO AL 1900
(Mario Vassallo)
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Le notizie storiche inerenti Andora si presentano spesso lacunose e con grandi vuoti per periodi di tempo piuttosto ragguardevoli.
In alcuni casi la storia e gli avvenimenti certi sono offuscati e modificati da ricordi legati più alla leggenda che ai fatti veramente verificatisi.
Tuttavia, come spesso succede, anche nei racconti fantastici si possono rilevare dati ed elementi riconducibili alla realtà.
Con tale considerazione sono state raggruppate le notizie provenienti da varie fonti documentali e riportate con sequenza cronologica, dove permesso dalla presenza di date certe, e, sotto forma di rassegna di aneddoti, laddove mancano riscontri databili o dove si fa riferimento a particolari dell’epoca e non solo a fatti accaduti.

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LE ORIGINI

  • Secondo fonti storiche antiche, l'originario nucleo di Andora sarebbe stato fondato intorno al 753 a.C. da una colonia di Focesi, popolo greco originario della Focide (Focea era una città ionica dell'Asia Minore, fondata, secondo la tradizione, da coloni ateniesi, focesi e peloponnesiaci, in territorio ceduto dall'eolica Cuma, coi due porti di Naustathmòs e di Lamptèr, ubicata sul sito della odierna città di Foça in Turchia, a circa 60 km a nord-ovest di Smirne), commercianti - navigatori, che l'avrebbero a lungo usata come approdo per il commercio del sale che estraevano dai giacimenti   della vicina Corsica.

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PRIMA DELL’ANNO 1000
  • 991: il "pagus" di Andora fu sotto il dominio dei Marchesi del Vasto e di Monferrato.
    IX – X secolo: a questi secoli si riferisce l’impianto di una fornace per la fusione del bronzo, rinvenuta negli scavi di ricerca effettuati nell’area del Castello.
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XII SECOLO
  • 1153: il 13 aprile, Anselmo di Quaranta, capostipite dei Della Lengueglia è investito da Odoardo vescovo di alberga, di decime di località prima soggette all’arcivescovo genovese, tra le quali Andora.
    1169: la Chiesa di San Martino è documentata ad Andora da tale anno, sebbene non sia noto se a quel tempo esistesse già il monastero, presente invece all’inizio del 1400.
    San Martino diventò in seguito la cappella della "Villa della Marina".
    L’oratorio di San Martino fu annesso, in tempi moderni, alla villa del marchese Marco Maglioni e successivamente, alla morte dello stesso, fu dismesso e trasformato in cucina, fino a quando il palazzo fu venduto e demolito per la costruzione del "Grand Hotel du Parc".
    La bolla di Papa Alessandro III del 2 aprile 1169 riporta l’elenco completo dei possedimenti in Italia e in Catalogna del monastero di Santa Maria e San Martino sull’isola Gallinaria: tra questi la chiesa di San Martino, la chiesa di Santa Croce nel territorio di Alassio, la chiesa di Sant’Ambrogio nel borgo di Alassio, San Martino di Andora "et homines et possessiones ipsius vallis", gli abitanti di Cervo, la metà di Porto Maurizio; (Calzamiglia).
    1170: prima citazione documentata del castello di Andora, considerato tra i "castra nova" della convenzione tra i marchesi Guglielmo e Bonifacio di Clavesana e i consoli di Albenga, con la quale entrambe le parti si impegnano a distruggere i castelli da poco costruiti di Lavina, Vellego, Pietra e Andora, disponendone la smilitarizzazione; tuttavia i marchesi non lasceranno Andora finchè non saranno pagate oltre 200 lire e danno in pegno il castello di Stellanello; in tale periodo, il "castrum Andoriam" è detto pure "castrum Saxonis", forse in riferimento ad un vassallo nordico dei marchesi di Clavesana, il quale non comparirà più in seguito.
    1186: gli "homines de Andora" contraggono accordi di natura fiscale con il comune di Genova.
    1199: accettazione di una convenzione con Genova riguardante la navigazione: Andora si obbligava a non navigare nella bella stagione senza il permesso di Genova ed in uno spazio delimitato tra la Sardegna e Barcellona.
  • 1192: in un trattato stipulato con Bonifacio di Clavesana il 17 dicembre viene riconosciuta da Genova la giurisdizione dei marchesi di Clavesana su Andora.
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XIII SECOLO
  • 1202: Genova concede ad Andora l’apertura di un mercato annuale, da tenersi il 1° di Agosto.
    1204: Andora quale aderente alla IURA (lega costituita da molte località della valle Arroscia, Andora, Oneglia, Prelà, Rezzo e Nasino), viene coinvolta in una serie di scontri nei quali Porto Maurizio e Diano subiscono gravi danni: l’intervento di Genova riporta la pace.
    1226: San Giovanni di Andora appare come collegiata indipendente: ha ruolo di Pieve e vi si possono celebrare i sacramenti.
    I Clavesana si allearono con Albenga e Savona contro Genova, sancendo la loro fine.
    1227: Andora partecipa, insieme ad Alberga, alla guerra contro Genova: tale episodio segnò per le comunità della valle del Merula l’inizio del Condominio con la Repubblica.
    1228: il 7 giugno, Andora viene liberata dal giuramento di fedeltà ai marchesi di Clavesana.
    Nello stesso anno i marchesi Oddone e Bonifacio Tagliaferro subirono riduzioni dei propri domini da parte della Repubblica di Genova.
    1233: nuova rivolta ad Andora, Stellanello, Vellego, nella valle di Oneglia e nella valle Arroscia, contro la Repubblica di Genova: la ribellione finirà con la vittoria di Genova ed il conseguente maggiore obbligo per Andora a fornire marinai in caso di guerra.
    Il 12 settembre, Anselmo di Lengueglia giura fedeltà alla Repubblica di Genova, promettendo di cedere i propri diritti gravanti ancora su Andora e Stellanello.
    1235: la contessa Mabilia e Bonifacio II di Clavesana si indebitano di 137 lire e 12 soldi con Enrico Cepolla.
    1236: l’8 giugno, un altro prestito di 330 lire concesso ai marchesi di Clavesana a fronte dell’ipoteca di metà del castello e della "villa di Andora": ciò è dovuto da una situazione economica dissestata, che ha creato un indebitamento con alcuni ricchi cittadini genovesi.
    1237: Bonifacio II e sua madre Mabilia nell’estremo tentativo di salvare il proprio possesso completano la fortificazione del castello di Andora: tali opere difensive consistono nel rafforzamento del "Paraxu" e nella porta – torre emergente dalla cinta muraria; (Lamboglia).
    Il 3 luglio dello stesso anno, Bonifacio Tagliaferro, e marchese di Clavesana, vende a Emanuele e Lanfranco Doria la metà dei propri diritti sui castelli e sulle località di Andora e Stellanello al prezzo di 5000 lire.
    In tale anno, su Andora, vantano ancora diritti i Della Lengueglia.
    Nello stesso anno, in seguito ad una ribellione di Albenga contro Genova, Andora, colpevole di avere aiutato la vicina città, si vede bruciare una galea ancorata nel suo porticciolo: nell’atlante Luxoro del Medio Evo, infatti, è segnata la stazione marittima di "Mele Dandolla", identificabile con il punto di sbarco fondato dagli andoresi alla foce del Merula.
    1252: il 7 giugno, pressati dai debiti, Manuele e Francesco I di Clavesana, figli di Mabilia e fratelli di Bonifacio, vendono per 5000 lire, a Porchetto Streiaporcus il castello, la villa il borgo e il distretto di Andora; il giorno seguente Porchetto Streiaporcus dichiarò pubblicamente di avere effettuato l’acquisto a nome del Comune di Genova, cui trasferì i relativi diritti; (prof. Pavoni); finisce così la Signoria dei Clavesana e nel "Paraxu", già sede di un vassallo clavesanico, si insedierà il rappresentante genovese.
    Il 12 settembre, Anselmo di Lengueglia giurò fedeltà alla Repubblica e cedette i propri diritti sulle valli di Andora e di Stellanello, il castello di Teco e Zuccarello.
    I Genovesi sancirono la definitiva sottomissione dei territori a suo tempo in rivolta potendo intervenire legalmente contro i ribelli.
    Rimasero vigenti i patti di Andora e Stellanello così come stipulati nel 1228, secondo i quali i due Comuni dovevano provvedere all’esercito e relativi obblighi verso Genova, con facoltà di Andora di usufruire della gabella sul sale, già pagata ai feudatari, e per Stellanello di godere dei diritti di pascolo e coltivazione nelle terre possedute nel distretto di Diano; (A. Molinari).
    Sempre nel 1252 nella Pieve di San Giovanni Battista in Andora vi era già costituito un Capitolo di Canonici dipendente dalla Curia di Albenga.
    Nello stesso anno, Laigueglia entra a fare parte della Comunità di Andora.
    1277: in un documento si fa menzione di un certo Pietro Barillarus, sindicus del Comune di Andora: testimonianza dell’ordinamento comunale sul territorio.
    1284: alla battaglia della Meloria, Andora partecipa con 6 nocchieri, 80 soprassaglienti e balestrieri, 180 vogatori; (Calvini).
    1290: nella battaglia contro i Pisani alla conquista di Cagliari, Andora partecipa con 30 uomini; (Calvini).
  • 1221: muore il marchese Bonifacio, nella particula del suo testamento si menziona il castello di Andora e l’atto è rogato inter caminatam castelli Andoriae, durante il periodo di infermità antecedente la morte.
Nello stesso anno, in una convenzione stipulata con Genova Bonifacio Tagliaferro e Bonifacio figlio di Oddone, marchesi di Clavesana, promettono di spendere duemila Lire in collectis comunis Januae e di prendere parte alle sue spedizioni militari; Genova da parte sua si impegna a garantire i possedimenti dei marchesi distruggendo quelle rassas et iuras presentes et futuras che fossero state costituite dagli uomini delle località soggette alla loro giurisdizione.
  • 1242: il territorio di Andora viene devastato dalla flotta genovese: è la conseguenza dell’adesione dei marchesi di Clavesana alla parte dell’Imperatore Federico II, allora in guerra contro Genova; sulla costa di Andora, il 25 agosto, sbarca un corpo di spedizione genovese, mosso contro Mabilia e Bonifacio, che devasta il territorio tagliando vigne, frutteti e guastando le coltivazioni.
Nello stesso anno, una saettia ed altri legni minori ancorati alla foce del Merula furono distrutti dai Genovesi.
  • 1251. Il 17 febbraio, viene siglata la pace tra Genova e i marchesi di Clavesana; le clausole stabilite dai vincitori costringono i marchesi alla rifusione dei debiti contratti in precedenza; non riuscendo a far fronte alle richieste i Clavesana devono vendere quanto ancora posseggono del feudo di Andora.
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XIV SECOLO
  • 1302: il castello fu preso d’assalto dai ghibellini.
  • 1309: il castello di Andora passa in mani ghibelline, occupato dalle truppe di Opinino Spinola.
  • 1320: il castello di Andora passa in mano ai Guelfi genovesi.
  • 1321: I ghibellini dopo aver conquistato Noli ed il suo castello muovono su Andora ma l’impresa fallisce perché i genovesi inviano, in soccorso di Andora, 30 galee guelfe che vi approdano, sgominando gli attaccanti; il vescovo di Albenga, Emanuele Spinola, ghibellino, dopo un duro assedio cominciato con scontri sulla spiaggia di Andora, perde la vita in battaglia contro una fazione di guelfi che si erano asserragliati nel castello di Andora.
  • 1340: il castello è distrutto dal Vicario Imperiale, il quale fa radere al suolo l’antica torre centrale.
  • 1340 – 1341: guerra civile fra Doria e il nuovo doge di Genova, Simon Boccanegra. Andora, ribelle alla capitale, viene sconfitta e smilitarizzata: la torre principale viene abbattuta per ordine del Vicario Imperiale; è probabile che in tale periodo la porta – torre a fianco della Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo sia trasformata in campanile, menre il Castello di Andora viene ricostruito, diventando sede della Magnifica Comunità di Andora per altri quattro secoli.



  • 1348: Andora è colpita dalla disastrosa epidemia di peste che interessa l’intera Europa; molti si rifugiano a Laigueglia.
  • 1350: il Senato della Repubblica di Genova concede ai laiguegliesi di eleggere i propri Consoli, confermando il trattato del 1199.
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XV SECOLO


  • 1469: dalla Chiesa di San Bartolomeo di Roseghina si stacca la Chiesa di San Lorenzo, in Stellanello.
  • 1490: Andora perde il suo potere accentratore nei confronti del quartiere di Laigueglia, che può governarsi autonomamente, avendo ottenuto il titolo di "universitas".
  • 1493: epidemia di peste; la pestilenza che infierisce sul genovesato avrebbe decimato anche gli abitanti della valle di Andora. Tuttavia lo spopolamento di Castello e delle borgate adiacenti, iniziato con la pestilenza ha, più tardi, causa nelle condizioni malsane determinate dalle acque paludose del torrente Merula che, fomentano febbri intermittenti. Una memoria rinvenuta dagli studiosi nell’archivio comunale riporta.
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XVI SECOLO
  • 1501 – 1513: nella Chiesa di San Giovanni Battista viene ampliata la zona presbiteriale, vi si colloca il tabernacolo marmoreo (1513); i dipinti di Marco d’Oggiono e Battista da Vario (1503), sono esposti ora alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.


  

  • 1524: nuova epidemia di peste.
    1531: Andora è oggetto di un censimento economico (caratata) da parte di Genova, seguito da un altro di carattere demografico (1536 – 1537); secondo il censimento del Giustiniani in tale periodo, Andora sarebbe costituita: la Marina di Andora con 3 o 4 case, la villa pure nominata Andora posta su un poggio (castello) con 200 fuochi, Pigna con 4 fuochi, Rollo con 22, Beneo con 7, San Giovanni, Domo e Ferraia con 12, Conna con 70, la valle di Morteo con 20, San Bartolomeo con 18, Rosseghina con 35, Piano Rosso con 18, San Pietro con 20, Marino con 36, Mezzacqua con 18, Colla Micheri con 12; sebbene nel periodo la peste avesse decimato la popolazione riducendola a venti fuochi; poiché l’unità di misura in abitanti attribuita dagli storici al "fuoco" sarebbe pari a circa 5 o 6 persone, si otterrebbe un censimento "variabile" pari a 496 fuochi, cioè tra 2480 e 2976 abitanti, ridotti dalla peste a 100 – 120 abitanti.
    1531: tra la fine del mese di maggio ed il mese di novembre, dopo avere effettuato scorrerie e saccheggi a Recco, Alassio ed altri centri rivieraschi, i corsari turchi colpirono Andora, imprigionando 130 ostaggi e distruggendo gli abitati del Castello e della Marina, che rimarrà disabitata per oltre venti anni; (Fedozzi).
    In tale anno si stacca dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista di Andora la Chiesa Parrocchiale di San Matteo a Laigueglia.
    1540: vicino alla Chiesa di San Pietro, sorge l’oratorio di San Luca, eretto nel 1540 ed un tempo lambito da un fossato oggi scomparso.
  • 1528: un’altra ondata di peste colpisce la vallata di Andora: ne consegue un ulteriore moto migratorio verso Laigueglia e paesi limitrofi; La zona del Castello, quella più abitata, passa da 200 fuochi (circa 1400 abitanti) a soli 20 (circa 140 ab.).
  • 1535: Agostino Giustiniani, vescovo di Bobbio, nel primo libro dei suoi Annali pubblicati il 10 agosto, descrivendo la valle di Andora ed il Castello dice: "esservi case per duecento fochi ma per cagione della peste non arrivano gli abitanti a 20 fochi"; Laigueglia conta 140 fuochi (circa 900 ab.), in prevalenza pescatori.



  • 1546: il 31 maggio, una flotta di pirati intercetta alcune imbarcazioni nel tratto tra l’Isola Gallinara e Capo Mele, imprigionando una giovane donna e la madre; da terra, la sentinella di guardia presso la costa di Laigueglia, manca di tempestività nel dare l’allarme, non segnalando il pericolo ed impossibilitando ogni intervento in aiuto ai malcapitati; il podestà di Andora, Geronimo di Montobio, punisce la sentinella incarcerandola come da lettera del 1° giugno 1546; tale evento è il preludio ad una imminente maggiore tragedia.
    Il 25 luglio dello stesso anno, poco prima delle luci del giorno, quattordici vascelli corsari approdano presso la spiaggia di Laigueglia, temporaneamente non sorvegliata a causa della sicurezza infusa il giorno precedente dal lento passaggio della flotta di Giannettino Doria; la flotta corsara è guidata da Dragut, lo Zoppo e Charo Mustafà, partiti da Algeri alla volta delle coste liguri; gli abitanti sono sorpresi nel sonno: 250 sono catturati, comprese donne e bambini ed imbarcati prima dell’arrivo degli uomini armati di Alassio, corsi in soccorso appena venuti a conoscenza del fatto; tra i cittadini catturati figura anche il podestà di Andora, all’epoca residente a Laigueglia a causa del malsano clima nella valle del Merula, dovuto all’impaludamento dello stesso, con la creazione di un grosso stagno alla foce del torrente; 14 sono i morti, diversi i feriti di cui uno con un braccio mozzato ed un altro colpito da due frecce; il paese è stato saccheggiato e distrutto quasi totalmente.
    1550 – 1555: la Chiesa di Sant’Andrea a Conna divenne Parrocchia, con il distacco dalla matrice di San Bartolomeo di Roseghina.
    1556: Laigueglia ottiene di non pagare le gabelle sulla carne e sul vino e nello stesso anno avviene la richiesta di separazione dalla Magnifica Comunità di Andora.
    1557: Costruzione torre nella marina di Capo Mele, detta Torre del Giuncheto.
    1565: a seguito delle tragedie dovute alle ripetute scorrerie corsare, molti centri abitati costieri provvedono alla costruzione di strutture fortilizie e di avvistamento in prossimità della costa: alla Marina di Andora viene realizzato il torrione in tale anno, mentre a Laigueglia pari costruzioni sorgono negli anni 1551, 1557 e 1564.
    1576: Andora, unitamente alle proprie dipendenze territoriali entra a far parte del "Dominio di Terraferma della Serenissima Repubblica di Genova". Risale a quest’anno un decreto del "Ser.mo Senato" che riguarda una disputa sorta fra la comunità di Andora e il suo quartiere di Laigueglia in merito alle spese di manutenzione della torre del Ciglione (Capo Mele). A questo periodo data, molto probabilmente, la costruzione del bastione della marina, eretto a salvaguardia dalle scorrerie dei "pirati barbareschi".
    1585: a Laigueglia sono operativi l’Ospedale e l’Oratorio di S. Maria Maddalena, edificio fatiscente che verrà abbattuto e ricostruito nel secolo successivo.
    1587: Laigueglia invia suppliche al pretore di Alassio affinché gli uomini di Andora si assumano le spese di provvedere di munizioni i tre baluardi.
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XVII SECOLO
  • 1605: la Magnifica Comunità di Andora si impegna a versare all’Università di Laigueglia Lire 160 annue per il mantenimento della torre del Ciglione, con munizioni e bombardiere.
    Nello stesso anno, compromesso tra Andora e Laigueglia circa le rispettive competenze politico – amministrative.
    1607: Andora è oggetto di una accurata analisi demografica contenente i nomi delle famiglie esistenti; di poco successivo è un ulteriore censimento riguardante il numero dei "fuochi" (famiglie).
    1616: il 10 agosto, la chiesa della SS. Trinità di Rollo fu iniziata, con la posa della prima pietra effettuata dal Reverendo Marco Rosso (Sacro e vago Giardinello).
    1622: viene iniziata la costruzione dell’Oratorio di San Bernardo a Conna; sarà ultimato nel 1635.
    1634: il 9 giugno, la Chiesa della SS. Trinità di Rollo viene benedetta dal Reverendo Antonino Berrobianco; l’11 giugno si celebra la prima S. Messa; la Chiesa sorse sui resti dell’oratorio omonimo edificato da uomini del 1300 provenienti da Briga e Tenda e definiti "più forti della peste".
Nello stesso anno a Laigueglia ha inizio costruzione del nuovo Oratorio di Santa Maria Maddalena ed avviene l'abbellimento della Chiesa di San Matteo.
  • 1624: risulta da un manoscritto di un cronista dell’epoca che l’insediamento di Castello conta circa 600 anime e duecento fuochi e viene citata la presenza di un ospitale per l’alloggio dei poveri dotato di quattro letti distribuiti in tre stanze.



  • 1635: la decadenza di Andora, a causa anche dell’impaludamento del torrente Merula, coincide con il notevole sviluppo di Laigueglia che da passa da 600 a 3000 abitanti; l’impulso dei traffici attrae le popolazioni dei centri limitrofi determinandone il progressivo spopolamento.
  • 1636: inizio della causa per il pagamento di debiti contratti dall’Università di Laigueglia con la Magnifica Comunità di Andora.
  • 1637: il 25 marzo, con una solenne cerimonia in San Lorenzo, viene proclamata Maria Santissima Regina della Città di Genova e del Genovesato: a ricordo di tale occasione venne coniata dalla Magnifica Comunità di Andora una moneta del valore di 2 scudi.
  • 1666: si stacca dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista la Chiesa della Santissima Trinità di Rollo.



Nello stesso anno viene rilasciata la licenza vescovile per la pesca del corallo nei giorni festivi per provvedere all’acquisto degli arredi e dell’altare dell’Oratorio di Santa Maria Maddalena a Laigueglia.
  • 1676: il podestà di Andora, residente abitualmente nel borgo del castello, ottiene di trasferirsi a Laigueglia durante il periodo "delle messi e delle vendemmie" (giugno – settembre); tre giorni alla settimana dovrà recarsi ad istruire le vertenze giudiziarie in Andora.
  • 1683: termina la causa per esigere il pagamento delle gabelle (tasse locali) sulla carne e sul vino che Laigueglia non intende pagare. Prosegue la vertenza con Andora.
  • 1685: la Chiesa di San Matteo passa da Rettoria a Arcipretura: il primo Arciprete è Antonimo Alizeri.
  • 1696: Laigueglia possiede una flotta di cento “fregate” coralline e di trenta bastimenti.
Nello stesso anno inizia un'altra vertenza con Andora per il pagamento delle gabelle sulla carne e sul vino.
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XVIII SECOLO
  • 1715: fino a tale periodo, fu molto florida la pesca del corallo, probabilmente instaurata da abili pescatori spagnoli; esisteva un ricco banco corallino tra Capo Mele e l’isola Gallinara ed in tale tratto trovava l’ubicazione un punto denominato "scoglio delle vedove", ove perirono numerosi marinai e la cui esatta posizione era abilmente tenuta celata con l’obbligo di giuramento.
    1725: l’8 febbraio, la Chiesa di San Pietro viene eretta Parrocchia, staccndosi dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista; ha il pulpito del 1613 e la scultura di San Pietro sul frontone datata 1552; anticamente la casa canonica era nella borgata di Metta.



  • 1726: il 6 novembre, iniziarono i lavori di costruzione del nuovo campanile della Chiesa di San Pietro e, per tutto il tempo dei lavori, il parroco venne autorizzato a celebrare le funzioni nel vicino oratorio di San Luca.
  • 1751: viene ultimato il sagrato in ciottoli bianchi e neri della Parrocchia di San Pietro.
    1770: è abbattuta la Torre di mezzo a Laigueglia e fuso il cannone di bronzo per fare il campanone della Chiesa di San Matteo; sui ruderi verrà costruito il “Palazzo Rosso” di A. Maglione.
    1772: richiesta di separazione inoltrata dai "Magnifici Anziani" di Andora nei confronti del quartiere di Laigueglia.
    1772 – 1775: si succedono grandi burrasche che portano sconvolgimenti marini: il fondo del mare ne è devastato e ne consegue la drastica diminuzione della pesca esercitata in quel periodo; a tale evento seguì la tendenza, da parte dei pescatori, ad impiegarsi come marinai, per sopperire ai cali di attività e profitto.
    1792: si verificò un’altra serie di tempeste e forti mareggiate che stravolsero ulteriormente l’attività di pesca esercitata nel territorio; fu forse a seguito di tali eventi che furono irrimediabilmente danneggiati e perduti i ricchi banchi di coralli presenti nel tratto tra Capo Mele e l’Isola Gallinara.
  • 1791: crollo del castello di Andora, a seguito del quale tutto l’archivio è trasportato nell'Oratorio di Santa Maria Maddalena a Laigueglia; il trasporto viene effettuato in gran parte a "basto" su animali, attraversando la borgata di Colla Micheri, su parte del tracciato della antica via Julia Augusta; durante il tragitto parte dei documenti vengono perduti, forse perchè caduti dai rispettivi carichi trasportati.
  • 1794: il "Ser.mo Senato" di Genova concede, infine, la tanto sospirata separazione tra le località di Andora e Laigueglia.
Il Comune di Laigueglia diventa autonomo e con un proprio Statuto, mentre Andora si riprende gran parte dell’archivio.
Il 26 giugno dello stesso anno, navi inglesi spararono colpi di cannone sugli operai addetti, a Capo Mele, alla costruzione della "Strada della Cornice".



  • 1797: scoppiò un’epidemia di vaiolo; i primi vaccini furono somministrati dal dottor Andrea Badarò, laiguegliese.

Nello stesso anno, finisce il dominio della "Serenissima Repubblica di Genova"; si chiude una parentesi durata quasi cinque secoli e mezzo. Andora diventa parte della "Repubblica Democratica Ligure", fondata dal governo francese ed assiste al passaggio delle armate rivoluzionarie francesi.

Sempre in tale anno, cessa la residenza del Podestà nella valle di Andora.

  • 1797 – 1798: a seguito della riforma della Costituzione Genovese applicata in tali anni, Andora rientrò nella Giurisdizione del "Capo delle Mele", comprendente i cantoni di Alassio, Laigueglia, Andora, Cervo, Diano, Villa Faraldi e luoghi aggregati; successivamente, con l’ulteriore modifica della gestione amministrativa del territorio, Andora rientrò nel Dipartimento di Montenotte, Circondario di Porto Maurizio, Cantone di Alassio.

  • 1798: furono requisiti gli oggetti sacri d’oro e d’argento delle chiese, confiscati i beni delle chiese stesse, dei conventi e della nobiltà, per concorrere alle spese sugli armamenti continui voluti da Napoleone.

Nello stesso anno la Chiesa di San Bernardino in Villarelli è l'ultima chiesa parrocchiale a staccarsi dalla Chiesa matrice di San Giovanni Battista.


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XIX SECOLO

  • 1803: la minaccia di un’epidemia di febbre gialla indusse ad utilizzare sentinelle che sorvegliavano l’arrivo delle imbarcazioni, spesso trattenute in "quarantena"; gli andoresi furono impiegati, su ordinanza del Comune, in servizi di turni di guardia.

  • 1809: scoppia un’altra epidemia di vaiolo debellata con l’utilizzo delle vaccinazioni.

  • 1811 – 1812: su Capo Mele si svolgono i lavori per la realizzazione del tracciato dell’Aurelia moderna.

  • 1812: il 26 giugno, vascelli della flotta inglese si avvicinano a Capo Mele attaccando a colpi di cannone la costa; sessanta uomini della Guardia Nazionale di Andora oppongono resistenza e riescono a respingere l’attacco creando molte perdite agli aggressori e subendo alcune vittime.

  • 1814: il 4 febbraio, Papa Pio VIII, reduce dal soggiorno obbligato a Fontainebleau, transita sulla Julia Augusta attraverso il passo di Colla Micheri.

  • 1819: a seguito del riassetto apportato dal Congresso di Vienna, Andora fu costituita capoluogo di Mandamento: la sua giurisdizione territoriale comprendeva Stellanello, Testico, Casanova Lerrone e Vellego; la Pretura, ubicata in località Domo, temporaneamente viene spostata a Rollo.

  • 1824: La Statistica del Dipartimento di Montenotte riporta che l’ambito comunale di Andora è diviso in cinque parrocchie o borgate tre delle quali in pianura e due in montagna. Gli abitanti ammontano a 1771, per lo più agricoltori. La foce del Merula si configura sempre come un ambiente malsano e continua a fomentare febbri intermittenti. La collina di Castello risulta essere scarsamente popolata, con il castello e numerose case in rovina.

  • 1825: il 4 gennaio, e il 7 maggio 1840 viene realizzato il tratto dell’attuale Strada Provinciale n° 13 "Valmerula" (Archivio Comunale), che collega direttamente con il vicino Comune di Stellanello; (Anfosso).

  • 1832: Carlo Felice apre l’Aurelia moderna, parzialmente modificata nel percorso rispetto alla  precedente Aurelia romana, e Ligure Costiera, al traffico delle vetture; (Anfosso).

  • 1836: viene riaperta al culto la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo.

  • 1850: nasce il Marchese Marco Maglioni.

  • 1852: vengono iniziati i lavori di costruzione del Faro di Capo Mele; costruito dal Genio Civile di Genova; sarà ultimato nel 1856; (Vezzaro).




  • 1870: viene ultimato il "palazzo Siccardi" a Molino Nuovo, attorno al quale crescerà in seguito l’intero abitato.




  • 1872: il 25 gennaio avviene l'inaugurazione della linea ferroviaria Genova - Ventimiglia di km 114,700.
  • 1872: il 10 febbraio è aperta al pubblico la linea ferroviaria Genova - Ventimiglia.



  • 1887: un terremoto miete due vittime sul territorio comunale (due bambini, secondo alcune fonti) e distrugge quasi completamente il palazzo di residenza del Marchese Marco Maglioni, presso la Marina di Andora.

In tale anno, Andora conta circa 2000 abitanti.
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CRONOLOGIA E NOTIZIE STORICHE - DAL 1900 AI GIORNI NOSTRI
(Mario Vassallo)
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XX SECOLO
  • 1903: il 12 gennaio, ebbero inizio i lavori di restauro della Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, come risulta da una relazione del De Marchi, redatta il 13 Gennaio 1903, esistente presso la Soprintendenza ai Monumenti per la Liguria, in cui si informa 'Ufficio che il giorno precedente si era iniziata la demolizione della volta della navata destra, ed era stata trovata, nel muro perimetrale, la radice del tetto preesistente.



  • Anni ’10: installazione del cantiere navale NA.VI.TAL., che durante la propria attività costruirà velieri, tra cui il brigantino "Andora", varato nel 1919 e la sfortunata goletta “Andora II”, varata nel 1920.
  • 1913: muore il Marchese Marco Maglioni; successivamente viene venduto il palazzo di residenza alla Marina di Andora, il quale sarà demolito per fare posto al "Grand’Hotel du Parc" che a suo tempo, dopo essere anch’esso danneggiato da un’altra scossa di terremoto, darà vita alla Colonia di Cuneo.
  • 1919: la Villa Mazè viene trasformata nella struttura che darà origine al Grand Hotel du Parc.




  • 1925 – 1930: parte dei capannoni del cantiere NA.VI.TAL. vengono trasformati in segheria e la sede del cantiere navale si sposta gradualmente verso il Torrente Merula.
  • 1927: il Grand Hotel du Parc termina la propria opera.





  • 1928: comincia ad operare la Colonia di Cuneo con sede nell'ex Villa Mazè - poi sede del Grand Hotel du Parc.



  • 1930: il Partito Nazionale Fascista trasforma i capannoni in una colonia elioterapica per bambini del pubblico impiego.






  • 1934: realizzazione del "Ponte Stampino", ovvero ponte di "Nastasio", eliminato durante i lavori di arginamento degli anni '50.
  • 1935: il 13 dicembre il Podestà convalida le denominazioni toponomastiche delle frazioni San Pietro, San Giovanni, Conna, Rollo e San Bartolomeo.
1936: censimento nel Comune di Andora: 2284 abitanti.
  • 1938: variante al tracciato della via Aurelia, nel tratto denominato via Fontana che incrociava i binari della ferrovia completata alla fine del XIX Secolo.



  • 1941: il cantiere NA.VI.TAL. viene rilevato dalla Società C.I.T.MAR., con sede a Roma che divide il cantiere in due parti, sulle due sponde del Merula, affidando la gestione della parte di ponente alla Società Monti.
  • 1943: alla Società C.I.T.MAR. subentra la Società C.A.L., che durante il periodo di guerra non porta a termine, volutamente, alcuna imbarcazione.
  • 1944:
- il 10 giugno muore Alessandro Carminati. Nato ad Andora il 30 gennaio 1924, divenne appartenente al distaccamento "volante" delle brigate partigiane con il nome di "Gino". Fu sorpreso, torturato ed ucciso in Regione "Molino del fico", in Comune di San Bartolomeo al mare, a seguito di una spiata. Il 9 maggio 1951 gli verrà intitolata una via nel centro cittadino;
- il 31 luglio muore Giovanni Rattalino. Nato a Villaviani il 9 aprile 1926, divenne appartenente alla prima brigata partigiana "Silvano Belgrano" con il nome di "Rattalin". Catturato al Colle San Bartolomeo mentre scortava un commissario, lo stesso giorno fu ucciso al posto di blocco di Cesio. Il 9 maggio 1951 gli verrà intitolata una via nel centro cittadino;
- il 15 settembre muore Giovanni Molineri. Nato a Beinette il 9 maggio 1916, divenne appartenente alla prima brigata partigiana "Silvano Belgrano" con il nome di "Barbisio". Fu ucciso a Degna, frazione del Comune di Casanova Lerrone, da un gruppo della divisione "San Marco". Il 9 maggio 1951 gli verrà intitolata una via nella località Molino Nuovo.
  • 1945:
- il 4 febbraio muore Luigi Vaghi. Nato ad Andora il 16 aprile1926, divenne appartenente alle brigate partigiane con il nome di "Luis". Catturato sulle alture di Diano San Pietro, mentre lavorava alla costruzione di un rifugio, fu ucciso e portato a Chiusavecchia. Il 9 maggio 1951 gli verrà intitolata una via nel centro cittadino;
- il 17 maggio muore Alberto Divizia. Nato ad Andora il 7 giugno 1922, divenne appartenente alle brigate partigiane con il nome di "Stella rossa". Fu ucciso ad Imperia da un coplo di mitragliatrice esploso accidentalmente durante la consegna delle armi da parte dei partigiani alle truppe di occupazione americane comandate dal Generale Alexander. Il 9 maggio 1951 gli verrà intitolata una via nella zona periferica tra le località Molino Nuovo e San Bartolomeo.



  • 1947: una parte di cantiere navale a ponente del Merula viene venduta all'INAM che la trasforma in colonia elioterapica.
  • 1949:
- il 23 ottobre è riconosciuta la Sorgente di Nada in Località Garassini a seguito della petizione presentata dagli abitanti locali.
- i Bagni Sirenella sono il primo stabilimento balneare attrezzato di Andora;

  

  • 1950: il cantiere navale viene definitivamente chiuso con la vendita del rimanente terreno a ponente del torrente Merula all'Istituto Sacra Famiglia e comincia ad operare la Colonia "Salus".
  • 1951:

- censimento nel Comune di Andora: 2464 abitanti;
- il 9 maggio avviene la deliberazione per la “Costituzione di nuove vie in conformità alle istruzioni per l'ordinamento ecografico emanate dall'Istituto Centrale di Statistica per l'esecuzione delle operazioni preliminari al prossimo IX Censimento Generale della Popolazione della Repubblica, onde procedere alla rispettiva numerazione agli effetti del censimento in oggetto”;
- il 9 maggio si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali:
- Via Augusto Fontana (tratto dell'attuale Via Aurelia dal bivio della strada che porta al Villaggio “La Pineta”, fino alla casa Tagliaferro Letizia, Località Vigne), con la seguente motivazione “Resosi benemerito per avere legato al Comune la parte della Sua proprietà della “Villa Fontana” - Deceduto il 24/01/1944”;
- Via Paolo Cavassa (la strada intercorrente nel centro abitato della Frazione Conna), con la seguente motivazione “Deceduto l’11/12/1933 - Promotore ed assiduo coadiutore e scrupoloso amministratore per la costruzione della strada rotabile e dell'acquedotto della Frazione Conna, alle quali opere, eseguite con prestazioni gratuite dai frazionisti, ha dedicato la sua instancabile attività”;
- Via Alessandro Carminati (tratto dal bivio Via Augusto Fontana al sottopassaggio della ferrovia compresa con la nuova casa Melotto Mario), con la seguente motivazione “Partigiano caduto”;
- Via Luigi Vaghi (dalla Via Carminati al Ponte Fornace sul Merula), con la seguente motivazione “Partigiano caduto”;
- Via Giovanni Rattalino (dalla Via Luigi Vaghi alla Via Noceto), con la seguente motivazione “Partigiano caduto”;
- Via Giovanni Molineri (dal bivio strada per la Frazione Conna al ponte Molino Nuovo sul Merula), con la seguente motivazione “Partigiano caduto”;
- Via Alberto Divizia  (dall'inizio della Frazione San Bartolomeo al Cimitero della stessa frazione), con la seguente motivazione “Partigiano caduto”;
- Via Aurelia Levante (dal confine col Comune di Laigueglia alla Via Augusto Fontana);
- Via Aurelia Ponente (dalla Via Augusto Fontana al confine col Comune di Cervo);
- Via Noceto (dalla Via Giovanni Rattalino al ponte della ferrovia), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Via Duomo (dalla Via Giovanni Molineri alla Casa Anfosso Italo), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Via Merula (dalla Via Alessandro Carminati alla Via Giovanni Molineri; tratto dal ponte Molino Nuovo alla Via Alberto Divizia; tratto Cimitero Frazione San Bartolomeo al confine col Comune di Stellanello), con la seguente motivazione “dal nome del torrente”;
- il 1 luglio viene approvato il Piano Regolatore in ampliamento per le regioni Marina e Stazione;
- il 1 luglio avviene il passaggio alla Provincia di Savona della Strada intercomunale Andora - Stellanello.
  • 1952:
- il 27 luglio si costituisce il Consorzio Comunale Andora - Stellanello per sistemazione Strada intercomunale Andora - Stellanello;
- sono determinate le indennità per il riconoscimento dei danni dell’alluvione del 1951.
  • 1957:
- il 16 aprile viene deliberata la costruzione del civico acquedotto;
- il 24 aprile viene deliberata la costruzione di edificio scolastico in Andora Marina per la somma di Lire 60.000.000;
- il 3 luglio viene deliberata la costruzione della fognatura in Andora Marina;
- il 3 luglio è scelta l’ubicazione dell’edificio scolastico in Andora Marina;
- il 3 luglio vengono approvati gli ampliamenti dei cimiteri di San Bartolomeo e Rollo;



- il 13 agosto iniziano i lavori di arginatura del Torrente Merula da parte dell'Impresa Siniscalchi;
- il 6 ottobre viene istituita l’Azienda Autonoma di Turismo e Soggiorno;
- il 16 ottobre  è approvata la costruzione delle strade arginali del Merula tra Via Aurelia e la progressiva 388 ml a monte;
- il 1 novembre viene approvata la costruzione del ponte sul Merula;



- il 2 dicembre viene approvato l’ampliamento e la costruzione della strada comunale di Mezzacqua su istanza proprietà Momigliano.
  • 1958: costruzione di opere in difesa alle spiagge.



  • 1959:   
- il 24 gennaio viene approvato il trasferimento della sede comunale da Molino Nuovo ad Andora Marina;
- il 21 gennaio viene prevista la realizzazione di scuole elementari e di avviamento professionale in Andora Marina;
-  il 31 agosto si stabilisce il divieto di impianto di nuove colonie marine sul territorio comunale.
- il 4 giugno 1961 inizia la realizzazione dell'Autostrada dei Fiori con interessamento del territorio comunale;



- il 8 giugno viene approvata la sistemazione del Parco della Rimembranza e la ricostruzione del monumento ai caduti;
- il 23 luglio avviene l’approvazione del progetto per la realizzazione delle scuole elementari e di avviamento professionale in località Andora Marina;
- il 23 luglio si stabilisce l’ampliamento del sedime stradale della Via Aurelia sul territorio del comune;
- il 23 luglio si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali e la ratificazione di denominazioni esistenti:
- Via Augusto Fontana (dal bivio di Levante al bivio di Ponente della ex Via Aurelia), con la seguente motivazione “Benemerito del Comune per donazione offerta, deceduto il 24/01/1944”;
- Via Alessandro Carminati (dal passaggio a livello della Marina al passaggio a livello di San Giovanni), con la seguente motivazione “Partigiano caduto”;
- Via Merula (dal passaggio a livello di San Giovanni al bivio della strada carrozzabile di Conna);
- Via Luigi Vaghi (dal Ponte Italia 61 all'incrocio con la diagonale Antica Strada Romana), con la seguente motivazione “Partigiano caduto”;
- Via Giovanni Rattalino (dal Rio Mezzacqua sino alla sponda sinistra del Merula), con la seguente motivazione “Partigiano caduto”;
- Via Aurelia (dal confine comunale di Levante al confine di Ponente), con la seguente motivazione “Strada Statale attraversante la Località”;
- Via Antica Romana (dalla Via Alessandro Carminati al Rio Rinnovo in diagonale alla Via Luigi Vaghi), con la seguente motivazione “così già denominata in Catasto”;
- Via Risorgimento (sponda destra del torrente Merula, dalla Via Aurelia al ponte della ferrovia), con la seguente motivazione “periodo storico”;
- Ponte Italia 61 (nuovo ponte sul Merula in corrispondenza delle Vie Vaghi e Rattalino);



- Via Amerigo Vespucci (sponda sinistra del torrente Merula dalla Via Aurelia al ponte della ferrovia), con la seguente motivazione “Navigatore”;
- Via del Poggio (dalla proprietà Lunghi - passaggio a livello della Marina - a monte della ferrovia fino al sottopassaggio di fronte alla Casa Melotto Mario), con la seguente motivazione “nome della Località così denominata a Catasto”;
- Via della Concezione (dalla Casa Stalla Vittorio fino alla Località Rollo), con la seguente motivazione “nome di piccolo Oratorio così denominato della Località”;
- Via Marchesi Maglioni (dalla proprietà De Maria fino al Comando Forestale), con la seguente motivazione “antico marchesato della Località”;
- Via Marchesi del Vasto (dalla proprietà Vitelli all'Istituto Sacra Famiglia), con la seguente motivazione “antico marchesato della Località”;
- Via Clavesana (dalla proprietà Rusconi in Martinetto fino alla Via San Lazzaro), con la seguente motivazione “antico marchesato della Località”;




- Via Marco Polo (dalla Strada Statale Aurelia - nei pressi della locanda "Degli Amici" - fino alla progettata circumvallazione), con la seguente motivazione “Navigatore”;
- Via Andrea Doria (dalla Strada Statale Aurelia - nei pressi della proprietà Caviglia - fino alla Strada Vicinale Musso), con la seguente motivazione “Statista genovese e capitano di mare”;



- Via San Damiano (dalla Strada Statale Aurelia – [Villa Laura] lungo l'attuale Strada Vicinale San Damiano);



- Via San Lazzaro (dalla Strada Statale Aurelia [nei pressi del Bastione] fino all'incrocio con la Via Clavesana);
- Via Sant'Ambrogio (dalla Strada Statale Aurelia [nei pressi del distributore Esso] fino alla Villa Vespertina);
- Via Sardegna (dalla Via A. Fontana [di fronte all'albergo Galleano] al mare);
- il 10 settembre si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali e la ratificazione di denominazioni esistenti:
- Strada di Rollo (dalla via Aurelia alla piazza di Rollo), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Vicolo Case Sottane (dalla piazza di Rollo verso l'Aurelia), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Vicolo Case Tagliaferro (dalla piazza di Rollo alla Strada di Rollo), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Vicolo Case Berneri (dalla piazza di Rollo a Case Berneri), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Vicolo Banda di Là (dalla Strada Comunale al Vicolo Case Berneri), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Piazza della Chiesa;
- Strada di Conna (dalla Via Molineri al lavatoio pubblico della Località Garassini), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Via Garassini (dal lavatoio pubblico al frantoio), con la seguente motivazione “nome della Località”;
- Via Paolo Cavassa (dal frantoio ad oltre);
- Via Alberto Divizia (dal ponte sul Merula in località Molino Nuovo al confine con Comune di Stellanello);
- Via Trieste (dalla Via Fontana alla Via Aurelia a valle della stessa);
- Vicolo della Vignetta (da Via Trieste al mare), con la seguente motivazione “nome di un Rio”;
- Via Aurora (strada dell'omonimo villaggio), con la seguente motivazione “strada dell'omonimo villaggio”;
- Via Costa d'Oro (dalla Strada della Concezione all'omonimo Villaggio);
- Vicolo Sant'Antonio  (dalla Via Fontana alla Via Carminati sotto il viadotto);
- Vicolo Sant'Andrea (dalla Via Fontana [I.N.A.M.] alla Via Risorgimento sotto il ponte dell'Aurelia);
- Via Santa Lucia (dalla Via Antica Romana alla proprietà Saettone);
- Via San Michele (dalla Via Aurelia [Garattini] a Via Clavesana);
- Via Andrea Caffaro (dalla Via Sant'Ambrogio alla proprietà dell'Ing. Torta), con la seguente motivazione “il più antico cronista - Genova 1080 – 1166”;
- Via Angelo Guinzoni (dalla Via Sant'Ambrogio alla Casa Fischer), con la seguente motivazione “fucilato dai tedeschi durante la guerra 1940 - 1945 - nato a Milano il 10/02/1924, morto a Alpe di Biogna il 01/06/1944”;
- Via Augusto Porcella (dalla Via Sant'Ambrogio al Rio Mezzacqua), con la seguente motivazione “nato ad Andora il 03/01/1918, morto trucidato dei tedeschi in territorio di Stellanello il 06/02/1945”;
- Via del Lampin (dalla Via Sant'Ambrogio [Villa Vespertina] alla recinzione del C.R.C. Aeronautica);
- Via San Martino (dalla Strada delle Catene, attualmente a fondo cieco);
- Cornice di Pinamare  (dalla Via del Lampin alla Strada delle Catene);
- Strada della Pineta (dalla Via Clavesana al cancello del C.R.C. Aeronautica);
- Via Rossini (da Via Sant'Ambrogio [Villa Zucchi] alla Strada della Pineta);
- Via Puccini (dalla Strada della Pineta alla Via Sant'Ambrogio [Villa Vespertina]);
- Via Donizetti (dalla Via Sant'Ambrogio [Villa Vespertina] alla proprietà Rava);
- Via Orizzonte (dalla Via Aurelia alla fine del comprensorio);
- Via Ugo Foscolo (dalla Via Orizzonte alla proprietà Tenzi);
- Via Giacomo Leopardi (dalla Via Orizzonte alla proprietà Cometti Zelindo);
- Via Giosuè Carducci (dalla Via Orizzonte alla Via Orizzonte);
- Via Giovanni Pascoli (dalla Via Orizzonte verso la proprietà Terlizzi);
- Via Trinacria (dalla Via Aurelia [Sito di Sogno] al mare [proprietà Ing. Visconti]), con la seguente motivazione “antico nome della Sicilia”;
- Via dei Mille (dalla Via San Lazzaro alla costruenda Chiesa);
- Via Caprera (dal passaggio a livello di Via Fontana al Rio Vignetta);
- il 26 novembre viene approvata la costruzione di edificio scolastico nella località Capo Mele;
- il 26 novembre viene approvata la costruzione di edificio scolastico nella località Conna;
- 17 dicembre si delibera la costruzione del cimitero centrale in località San Giovanni;



- il 1 novembre avviene l’inaugurazione del nuovo monumento ai caduti in Molino Nuovo.



  • 1962:
- il 2 marzo viene definito l’allargamento della Via Rattalino;
- il 28 aprile è istituita la Civica Biblioteca;




- il 28 aprile si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali:
- Viale Roma (dalla Via Aurelia alla Piazza Santa Maria);



- Piazza Santa Maria (delimitata al lato mare dal Viale Roma, a monte dalla Via Martiri della Libertà, a Levante dalla Via dei Mille, a Ponente da aree private);
- Via Cristoforo Colombo (dal Rio Mezzacqua alla Via Amerigo Vespucci);



- Via Martiri della Libertà (dalla Piazza Santa Maria alla Via G. Rattalino);
- Via Cavour (dal Rio Binello al Rio Bevuo);
- Vicolo degli Ulivi (incluso nelle Strade Vicinali di uso pubblico).
  • 1963:
- viene effettuato il restauro della fontana medioevale, presso il borgo del Castello;



- il 24 febbraio si delibera la sistemazione di via Antica Romana, Piazzetta Santa Lucia e della passeggiata mare tra Via Clavesana e il Rio Mezzacqua;
- il 24 febbraio richiesta di contributo statale per la costruzione di un porto di IV classe;
- il 25 agosto si delibera la sistemazione della Via Rattalino;
- termina di operare la Colonia INAM;
- il 20 ottobre si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali:
- Largo Andrea Doria (fronteggiante la Strada Statale Aurelia in corrispondenza della Via Andrea Doria);
- Via Antoniotto Usodimare (dal Largo Andrea Doria alla Confluenza con la Via Clavesana);
- Viale Mazzini (dalla Strada Statale Aurelia in corrispondenza della foce del Rio Mezzacqua alla Strada di Mezzacqua in corrispondenza del mappale 63 del Foglio 49/A);
- Strada di Mezzacqua (dal Viale Mazzini [mappale 63 del Foglio 49/A] all'incrocio con le strade: della Costa, del Sandino, della Bura [mappale 209 del Foglio 46]);
- Strada della Costa (dalla Via Sant'Ambrogio [mappale 58 del Foglio 49/A - ultimo tornante] all'incrocio con le strade di Mezzacqua, del Sandino, della Bura [mappale 209 del Foglio 46]);
- Strada del Sandino (dall'incrocio con le strade: di Mezzacqua, della Bura, della Costa [mappale 209 del Foglio 46] alla Strada di Costa Cassanei [mappale 173 del Foglio 46]);
- Strada della Bura (dall'incrocio con le strade: di Mezzacqua, della Costa, del Sandino [mappale 209 del Foglio 46] alla Via San Damiano [mappale 99 del Foglio 45]);
- Via San Damiano (dalla Strada della Bura [mappale 99 del Foglio 45] alla Cappelletta di San Damiano [mappale 330 del Foglio 43]);



- Strada del Bianco (dalla Strada delle Catene [4° tornante] alla Strada del Lampin [mappale 46 del Foglio 49]);
- Strada del Lampin (dalla recinzione Aeronautica [mappale 62 del Foglio 49] alla Strada di Costa Cassanei [mappale 199 del Foglio 46]);
- Strada di Costa Cassanei (dalla Strada della Costa [mappale 240 del foglio 46] alla Strada del Cian di Via Santa [mappale 215 del Foglio 46]);
- Strada del Cian di Via Santa (dalla Strada delle Catene [dopo il 4° tornante] al mappale 188 del Foglio 46);
- Viale Olanda  (dalla Strada delle Catene [5° tornante] al Villaggio Paradiso);
- Strada Soprana (dal Viale Olanda al mappale 188 del Foglio 46);
- Lungomare di Levante (a mare della Strada Statale Aurelia dalla Villa Fontana alla foce del torrente Merula);
- Lungomare di Ponente (dalla foce del torrente Merula al Vicolo della Vignetta).                                         
  • 1964:
- il 7 giugno si delibera il Piano Regolatore Generale;
- il 7 giugno si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali:
- Via Dante (da Via Sant'Angela a Via Tiziano);
- Via Tiziano (da Via A. Vespucci a Via San Lazzaro) - NON REALIZZATA;
- Via Rosmini (da Via A. Vespucci a Via San Lazzaro) - NON REALIZZATA;       
- Viale della Rimembranza (da Via A. Vespucci a Via San Lazzaro);
- Via Michelangelo (da Via Carminati a Via Risorgimento) - NON REALIZZATA;
- Via Raffaello (da Via Carminati a Via Risorgimento) - NON REALIZZATA;
- Via Giotto (da Via Carminati a Via Risorgimento) - NON REALIZZATA;
- Via Santa Matilde (da Via Carminati alla Chiesa Canonici Lateranensi);
- Via Marconi (da Via Carminati a Via Risorgimento);
- Via Genova (da Via Carminati a Via Risorgimento);
- Via Padre Reginaldo Giuliani (da Via Carminati a Via Largo Milano), con la seguente motivazione “Nato a Torino il 28/08/1887 e deceduto a Mai Beles (A.O.) il 21/01/1936 - Padre Domenicano insignito della Medaglia d'Oro al valor militare” - NON REALIZZATA;
- Via Firenze (da Via Genova a Via Santa Lucia) - NON REALIZZATA;
- Via Venezia (da Via Cavour a Via Risorgimento) - NON REALIZZATA;
- Via Savona (da Via Cavour a Via Risorgimento) - NON REALIZZATA;
- Via Torino (da Via Carminati a Via Cavour) - NON REALIZZATA;
- Largo Milano;
- Viale Garibaldi (da Via Fontana alla passeggiata a mare) - NON REALIZZATA;
- Via Napoli (da Vicolo della Vignetta a Via Sardegna);
- Viale Argentina (dalla Strada delle Catene alla Strada delle Catene);
- Viale Piemonte (da Via Orizzonte alla Strada delle Catene);
- Strada delle Patelle (da Via Aurelia a Viale Argentina - prolungamento Strada della Costa sino a Via Sant'Ambrogio);
- Via Cuneo (dalla Via Aurelia a Via Sant'Ambrogio);
- il 11 settembre si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali:
- Strada del Rinnovo (da Via Marchesi Maglioni a Via Costa d'Oro, nel prolungamento previsto dal P.R.G.);
- Via delle Ginestre (da Via Marchesi Maglioni alla Strada della Mantella);
- Via San Giacomo (da Via San Damiano verso Levante a fondo cieco);



- Via San Filippo (dalla Strada di Mezzacqua verso Nord - Est a fondo cieco);
- 21 dicembre, richiesta di contributo statale per la costruzione di Via Cavour;
- il 21 dicembre, richiesta di contributo statale per la sistemazione ed ampliamento della Via San Lazzaro;
- il 21 dicembre, richiesta di contributo statale per la costruzione della Strada Comunale della Costa;
- il 21 dicembre, richiesta di contributo statale per la costruzione di Piazza Santa Maria, Viale Roma, Via Cristoforo Colombo, Via Vespucci e Via Santa Caterina;
- il 21 dicembre, richiesta di contributo statale per l'ammodernamento di Via Caprera e Via Sardegna;
-  il 21 dicembre, richiesta di contributo statale per la costruzione di un campo sportivo sul territorio comunale;

  

- il 21 dicembre, richiesta di contributo statale per la costruzione di edificio per la nuova sede comunale.



  • 1965:
- il 25 ottobre, approvazione costruzione di un porto di IV classe;



- il 25 ottobre si delibera la costruzione del marciapiede sulla Via Aurelia, nel tratto compreso tra Via Clavesana e Via Sant'Ambrogio e sul lato mare da Via Fontana a Capo Mele ed illuminazione della Via Aurelia in confrontanza;
- il 25 ottobre si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Passeggiata Giovanni Quaglia (passeggiata a mare), con la seguente motivazione “Comm. Giovanni Quaglia, nato a Diano Castello il 03/01/1881, deceduto a Genova il 02/12/1955, armatore delle navi recupero Artiglio I e Artiglio II, durante la sua lunga permanenza nel Comune di Andora si prodigò attivamente per diffondere benessere fra la popolazione in particolari condizioni di bisogno originando da parte di essa una sincera riconoscenza che ancora oggi gli viene ricordata. Tale attaccamento mostrato per Andora dall'illustre Scomparso viene continuamente rinnovato dalla vedova Contessa Tina De Nicola, con opere di solidarietà, che hanno consentito di dare vita ad un centro A.V.I.S., mediante la dotazione delle apposite attrezzature ambulatoriali e di una autoambulanza”.
  • 1966:
- il 14 febbraio si delibera la costruzione del marciapiede da Via Marco Polo a Via Mazzini, la sistemazione ed allargamento di Vicolo delle Vignette e la costruzione della passeggiata tra Via Sardegna e Vicolo delle Vignette;
- il 21 marzo si definisce la nuova ubicazione per gli uffici comunali;
- il 2 settembre si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali:
- Strada di Costa Marina (da Strada delle Patelle alla Strada Poggio San Martino), con la seguente motivazione “Denominazione rispondente alla caratteristica locale di costa prospiciente il litorale”;
- Strada dell'Alto (dalla Strada delle Patelle allo slargo che si collega con pedonali alla viabilità del comprensorio Orizzonte);
- il 20 dicembre la scuola elementare di Molino Nuovo viene intitolata all'Onorevole Paolo Cappa;



- il 20 dicembre la scuola elementare di San Bartolomeo viene intitolata ai Fratelli Ruffini;
- il 20 dicembre la scuola elementare della Marina viene intitolata ad Angiolo Silvio Novaro.
  • 1967:
- il 23 giugno si delibera la costruzione del marciapiede sulla Via Aurelia, nel tratto compreso tra il Bastione e Viale Mazzini, la sistemazione della Via dei Mille tra Via A. Doria e Via Marco Polo, la sistemazione della Via Vespucci e della Via Risorgimento;
- il 3 novembre avviene la nomina del progettista per la redazione del Piano Regolatore Generale;
- il 3 novembre vengono deliberate la formazione di Viale Roma, la sistemazione di Via Vaghi, la sistemazione di Via Rattalino e la sistemazione Via Antica Romana.     
  • 1968: il 14 ottobre, approvazione del progetto delle scuole nuove in località Marina.



  • 1969:   
- il 24 gennaio, approvazione del progetto per la costruzione del sottopassaggio in Via del Poggio;
- il 24 gennaio, determinazione della nuova sede comunale.   
  • 1970:
- il 9 gennaio si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Piazza Santa Caterina da Siena;



- il 18 marzo si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Via Sebastiano Caboto (dalla Via Aurelia, attraversamento della Via Clavesana e congiungimento con la Via A. Vespucci).       
  • 1971:
- il 12 maggio si delibera la richiesta di contributo statale per completamento molo foraneo, molo di sottoflutto e banchina a terra relativamente al porto di IV classe in corso di costruzione;
- il 12 maggio si determinano le vicinalità della Strada Prao e della Strada Mangiapan
- il 12 maggio si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale e la ratificazione di denominazione esistente:
- Via Immacolata (in oggi così denominata la Strada Comunale di Rollo);
- il 13 settembre avviene l’assunzione dello stemma e del gonfalone del comune - conferimento incarico al blasonista - miniaturista Prof. Marcello Tomadini di Cividale del Friuli.         
  • 1972:
- il 25 gennaio, adozione dello stemma e del gonfalone del comune;

  

- il 31 maggio si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Piazzetta dell’Incontro.
  • 1973:

- il 18 maggio, accettazione della donazione del terreno per la realizzazione della sede comunale;
-  il 2 dicembre, Santa Matilde viene eretta Parrocchia.



  • 1974:
- il 7 febbraio viene approvata la costruzione di case di edilizia pubblica residenziale ai sensi della legge 865/71 - insediamento e finanziamento;
- il 7 febbraio per le strade Reymondo o Reynaudo e Mangiapan viene deliberato il trasferimento del sedime di incidenza della servitù di pubblico passaggio.
  • 1975:
- il 15 aprile, approvazione del Piano Regolatore Generale;
- il 29 aprile, approvazione del bozzetto del Monumento ai Caduti (Statua della Libertà);

  



- il 23 settembre si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Strada Don Raffaele Biehler (strada di accesso alla Chiesa di San Giovanni), con la seguente motivazione “Prelato, nato il 17/06/1875 a Soultz nell'Alsazia, venne ordinato sacerdote il 23/02/1902 nella Congregazione dei Canonici Regolari dell'Immacolata. Venuto in Italia con la Sua comunità religiosa nel 1909 si stabilì nel convento della Pigna in Andora (attuale sede della scuola media). Nel 1913 l'allora vescovo di Albenga Mons. Giosuè Catarossi, lo chiese al priore come vicario coadiutore del parroco di Andora San Giovanni, sacerdote Marchiano Tommaso, anziano ed ammalato. Svolse il Suo Ufficio di vicario fino al 1926 quando, uscito dalla congregazione fu incardinato nella diocesi di Albenga e nominato titolare della prevostura di San Giovanni. Da allora trascorse la Sua lunga ed operosa esistenza facendo sempre del bene a tutti, profuse i tesori del suo grande cuore soprattutto nel confessionale, perla del suo ministero. Fu per un certo tempo maestro elementare quando mancavano le classi IV e V. Fu iniziatore ed organizzatore della Banda Musicale "San Raffaele", che con la sua scomparsa doveva diventare comunale. Restò sulla breccia, com'era suo proposito ripetutamente espresso, sino alla fine, finchè le forze lo sostennero. Concluse. il Suo ministero la mattina del 06/07/1960 alla età veneranda di 85 anni e le sue spoglie riposano nel Cimitero di San Giovanni in Andora”.
  • 1976:
- l'11 aprile avviene l'inaugurazione del Monumento ai Caduti nella borgata Marina, nei giardini tra le vie San Damiano, Clavesana e San Lazzaro.
  • 1978:
- il 21 aprile si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali e la ratificazione di denominazioni esistenti:
- Via Marchesi Maglioni (dall'incrocio con la Via del Poggio fino all'ex Comando Forestale);
- Via Marchesi del Vasto (dalla Via Carminati [sottopasso di fronte Casa Melotto Mario] sino all'incrocio con la Via del Poggio);
- Via del Poggio (dalla proprietà Lunghi (passaggio a livello della Marina) fino al Rio Bevuo [incrocio con la Via Merula nei pressi del casello ferroviario]);
- Via delle Ginestre (dalla Via Marchesi Maglioni alla Strada San Giovanni Rollo);
- Strada del Rinnovo (da Via Marchesi Maglioni verso Ponente a fondo cieco);
- Strada della Bura (dalla Via San Damiano al mappale 518 del Foglio 46);
- Via Clavesana (dalla Via San Lazzaro verso Ponente sino alla Via Vespucci);
- Strada delle Colline (dalla Strada delle Colline [mappale 103 del Foglio 47] verso Ponente, a collegamento con la Strada Comunale di Rollo, nei pressi del Cimitero della omonima località);
- Via Immacolata (dalla Via Immacolata [mappale 246 del Foglio 47] verso Nord sino al mappale 365 del Foglio 47, a fondo cieco);
- Via XXV Aprile (dalla Strada Statale n° 1 Aurelia alla Via Clavesana), con la seguente motivazione “Strada parallela alla Via Doria lato Levante”;
- Via Dante Alighieri (strada collegante la Via Marco Polo alla Via Vespucci). Con la seguente motivazione “Strada parallela alla Via Rattalino a monte della stessa”;
- Via Sant'Antonio (dalla Via San Damiano [mappale 214 del Foglio 45°] con percorso verso Nord sino al mappale 572 del Foglio 45°);
- Via San Luigi (dalla Via San Lazzaro [mappale 822 del Foglio 45] con percorso verso monte sino al mappale 424 del Foglio 45);
- Via Raffaele Biehler (dalla Via San Lazzaro [mappale 405 del Foglio 45] con percorso verso monte al mappale 901 del Foglio 45 [a fondo cieco]) - Successivamente rettificata in Via San Domenico;
- Via Don Dagnino (dal mappale 68 del Foglio 45 con percorso verso monte a Nord, sino al mappale 961 del Foglio 45, a fondo cieco);
- Via San Bernardino (dalla Via San Lazzaro [mappale 515 del Foglio 43] sino al mappale 401 del Foglio 43 con percorso verso monte, a fondo cieco);
- Via IV Novembre (strada a collegamento della Via Cavour [N° 41 – 45] con la Via Carminati in corrispondenza del civico n° 166);
- Via Ginepro (dalla Via del Poggio in corrispondenza della cabina ENEL con percorso verso Ponente e monte, a fondo cieco);
- Via Piana del Merula (dalla Via Rattalino verso Nord sino alla Via delle Rimembranze);
- Strada della Colla (dalla Strada Bande di Là al confine del limitrofo Comune di Cervo);
- Strada del Prao (dalla Strada della Colla al confine del limitrofo Comune di Cervo);
- Via Giovanni XXIII (dalla Via Immacolata [mappale 267 del Foglio 47] verso Nord - Ovest sino al mappale 316 del Foglio 47, a fondo cieco);
- il 2 ottobre si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Via San Domenico.
  • 1980:
- il 22 aprile, approvazione del progetto per la realizzazione del bocciodromo;



- il 22 aprile, approvazione del progetto per la realizzazione del mercato ortofrutticolo.



  • 1985: viene effettuato il restauro della Chiesa di San Pietro (come si legge sul fronte principale "Restaurata A.D. 1985).

  • 1991:
- il 27 giugno si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Piazzetta Santa Rita;



- il 19 dicembre si deliberano le seguenti denominazioni toponomastiche/stradali:
- Via Europa Unita;



- Via Borgo Antico.
  • 1995: vengono demoliti i fabbricati che furono la sede della Colonia di Asti.
  • 1997:
- il 8 febbraio si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Parco delle Farfalle, con la seguente motivazione “Denominazione indicata dagli alunni delle scuole di Andora a seguito di referendum propositivo di libera partecipazione”.



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XXI SECOLO
  • 2004:
- il 13 gennaio si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
- Piazza Caduti di Nassiriya.


  • 2010:
- il 23 maggio 2010 viene intitolato il Parco degli Aviatori all'area verde pubblica nota come "I giardini della Colonia di Cuneo" o più comunemente "Parco Cuneo";




    - nello stesso anno finisce la ristrutturazione di Palazzo Tagliaferro.

     

     

    - il 13 luglio 2010 vengono intitolati i Giardini Irma Tibaldi, in fregio alla piazza dell'Incontro.






    • 2012:
    - il 6 gennaio viene inaugurato il molo con l'intitolazione a Thor Heyerdahl;


    - il 17 gennaio si delibera la seguente denominazione toponomastica/stradale:
    - Piazza Sandro Pertini, con la seguente motivazione “Presidente della Repubblica Italiana”.


    • 2013:
    - il 29 giugno viene inaugurata Piazza Chiara Luce Badano.




    • 2018:
    - il 9 settembre avviene il Gemellaggio tra Andora e Larvik (luogo natale di Thor Heyerdahl).


    • 2019:
    - il 16 marzo viene inaugurato Largo Caduti Andoresi della Grande Guerra.



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