FESTA DI SANTA RITA - Andora nel tempo

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FESTA DI SANTA RITA

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SANTA RITA
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Benedizione delle rose - Festa di Santa Rita 22 maggio 1985
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La Festa di Santa Rita, che si svolge il 22 maggio, prevede celebrazioni religiose e momenti “profani” di festa e allegria nell’omonima Piazzetta, dal Torrione Saraceno.
Il mattino, alle ore 8, si svolge la Santa Messa e, alle ore 12, viene fatta la BENEDIZIONE DELLE ROSE (simbolo di Santa Rita).
Nel pomeriggio si apre la PESCA DI BENEFICIENZA che dura sino alla chiusura della festa, cioè sin verso le ore 23.
Alle ore 19 inizia la Sagra con l’apertura degli stand gastronomici e, soprattutto, con il piatto caratteristico: le COZZE ALLA RITA, alla cui preparazione sono impegnati tanti volontari che fanno parte del Comitato Santa Rita.
E’ la manifestazione più antica di Andora e, ogni anno, accoglie tantissimi visitatori che vogliono acquistare le rose benedette e degustare le cozze. Il ricavato viene destinato dagli organizzatori ad iniziative di beneficienza che variano di anno in anno.
Durante la giornata si organizzano attività ricreative varie (giochi, gare…) e alla sera si è allietati dalla musica.  
Per alcuni anni, nel passato, la Festa di Santa Rita era anche il momento in cui gli alunni della Scuola Elementare di Andora Molino vendevano libretti e oggetti che avevano preparato a scuola.
Purtroppo, data la grave emergenza sanitaria del COVID-19, il Comitato Santa Rita ha annullato la Festa programmata per il 22 maggio 2020 e ha rivolto una preghiera alla Santa:
“Sotto il peso del dolore, a te, che tutti chiamiamo la Santa degli impossibili, io ricorro nella fiducia di avere presto il tuo soccorso”.


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LA STORIA DELLA CAPPELLA DI SANTA RITA

Riportiamo la descrizione che ne fa Alma Anfosso nel suo libro “Questa nostra Andora”:
“Mentre le tradizionali feste sacro-profane legate alle singole cappelle, un tempo profondamente sentite, si sono andate gradualmente estinguendo, riducendosi ormai alla celebrazione religiosa di un triduo o di una o due Messe non sempre con processione, la cappelletta di Santa Rita è divenuta mano a mano il centro di una caratteristica, animatissima manifestazione popolare che si svolge il 22 maggio con celebrazione eucaristica e benedizione delle rose al mattino, nella piazzola gremita, multicolorata, olezzante, e iniziative varie pomeridiane estese anche agli spazi circostanti (giochi, gare, premiazioni...), culminanti a sera in una succulenta cena libera all’aperto, allestita su banconi, a base di specialità locali e prodotti marinari”. Famosissime le “Cozze di Santa Rita” (“i musculi”).
“ ….. Maria Pastorino mi riassume animatamente e con passione le vicende e vicissitudini dell’erezione della cappelletta, nella quale lei stessa ebbe tanta parte personalmente: “Nel 1925-26 Don Calvi comprò un quadro di Santa Rita e lo collocò in un padiglione della Colonia Marina di Luigi Ciarlo, poi venduta al Comune di Asti. Il Ciarlo vende la colonia di Asti intorno al 1930, e allora un gruppo di sette persone (*) s’impegnò con attestato scritto ad accudire al Quadro. Quelle persone dovevano ospitarlo a turno nelle proprie case, ciascuna per la durata di un anno. Poi pensarono di trasferirlo in chiesa, cioè nella Cappella della Concezione della borgata Mezzacqua, affinché vi fosse debitamente onorato. Ma “Père Raphaël” si oppose. “Père Raphaël” era un sant’uomo ma aveva le sue fisime, e inoltre un suo bel caratterino ostinato. Propose di collocarlo in sacrestia, appeso alla porta. Argomentò infatti che la cappella era dedicata alla Concezione e che non si potevano celebrare due feste, una della Concezione e l’altra di Santa Rita. Allora io... e chi altri?... Luigia Marengo, Mordeglia..." decidemmo di costruire un Pilone. “Pere Raphael” obiettò: “Il Vescovo sarà d’accordo?”. Io gli risposi pepatamente e lui mi ammoni sorridendo …... Di nostra iniziativa costruimmo il Pilone, o meglio la Cappelletta, vi ponemmo il Quadro e facemmo la festa. Ma “Père Raphaël” non venne. Allora l’anno successivo mio padre lo invitò a pranzo per la festa di San Giuseppe …... e arrivati al momento della torta gli disse: “Padre, la informo che quest’anno non verrà nessuno in chiesa a far Pasqua, poiché lei non viene a Santa Rita”. Per quei tempi era un’enormità, uno scandalo. “Ma ci vuole l’autorizzazione del Vescovo”, tornò a obiettare il Padre, colpito a tradimento. “Possiamo andare noi stessi in Curia a chiederla, se lei è d’accordo”. “Ci andrò io”. E ci andò. “Santa Rita” fu finalmente consacrata. Così finì la nostra lunga guerra per quel Quadro: nel 1937”.
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FESTA DI SANTA RITA - 22 MAGGIO
Foto di Piero Dagati
PRESEPE DI SANTA RITA
L'antico portale di Villa Mazè a fianco alla Cappella di Santa Rita
La targa che ricorda la "Ciassètta" Santa Rita quale punto di ritrovo dei vecchi andoresi
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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