FRAZIONI BORGATE LOCALITA TOPONIMI - Andora nel tempo

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FRAZIONI BORGATE LOCALITA TOPONIMI

FRAZIONI, BORGATE, LOCALITA'
(Mario Vassallo)
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Spesso emerge il dubbio relativo a che cosa contraddistingua una frazione, una borgata, una località e, ricondotto ad Andora, quali possano essere le classificazioni nelle varie parti del territorio.
Le differenze che costituiscono la classificazione derivano da considerazioni di tipo geografico ed antropico e, quindi, legate alla natura e conformazione del territorio, ma anche alla sua consistenza abitata o di utilizzo.
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LA LOCALITA’
La “località”, spesso chiamata comunemente “regione”, è una denominazione locale adottata per identificare un luogo solitamente non edificato.
Ci troviamo così di fronte a nomi associati in modo specifico a terreni, i quali ricevono una propria identità indicativa in ambito locale, che ne definisce la posizione ed il riferimento all’interno dell’intero territorio.
I nomi di “località” o “regione” sono normalmente legati ad un carattere specifico del luogo stesso (ad esempio un tipo di coltivazione, un manufatto, una caratteristica ambientale, un abitante nei dintorni od uno dei proprietari/utilizzatori, magari antichi e di cui si sono persi i riferimenti toponomastici d’origine).
Se una “località” o “regione” possiede anche la presenza di qualche fabbricato isolato, non è detto che questo abbia importanza maggiore sul luogo vero e proprio; infatti, è più ricorrente la denominazione di luogo e la conseguente associazione allo stesso.
Basti pensare alle “località” o “regioni” Garibbo, Siberia, Noceto, le quali rappresentavano parti del territorio con edifici isolati che venivano associati alla denominazione di luogo, ma non ne caratterizzavano direttamente il riferimento territoriale (esempio “a ca’ du Pippu de Gaŗìbba”, “a Villa da Gaŗìbba [Villa Stefania], “a ca’ du Mimmu da Sibeŗìa”, “a ca’ du Franchìno da Sibeŗìa”, “a stradda de Nuxèu”, “a ca’ du Gìn de Nuxèu”, “a ca’ du Pippu de Nuxèu”, ecc.).
In tutti i sopra citati casi, si può notare come il nome della “località” o “regione” è l’identificativo territoriale di riferimento, mentre le singole appartenenze sono associate direttamente alla denominazione della “località” o “regione” stessa.
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LA BORGATA
La “borgata”, spesso abbreviata “borgo”, è una denominazione adottata per identificare un nucleo edificato.
In questo caso il luogo a cui di fa riferimento è un insediamento di fabbricati, in numero variabilmente esteso, ma comunque, in ambito locale, solitamente di almeno due edifici diversi con altrettante abitazioni (nel caso di più fabbricati diversi, ma con una sola abitazione, si ricade nel concetto di “località”).
Pertanto, la “borgata” può essere assimilata ad un insieme di case, addossate tra loro e/o limitrofe, abbastanza vicine da poter essere considerate funzionalmente un unico agglomerato insediativo.
Possiamo fare riferimento esemplificativo alle borgate Duomo, Colla Micheri, Castello, Confredi, Divizi: Duomo è un agglomerato di numerosi fabbricati addossati, principalmente distesi in declivio sul pendio collinare; Colla Micheri è un agglomerato di case addossate, accorpate in gruppo in prossimità di una conca su un crinale; Castello è un insieme di fabbricati disposti ad anello a partire dalla sommità di un poggio; Confredi e Divizi sono due gruppi di pochi fabbricati limitrofi, raccolti nei pressi della strada di accesso agli stessi nuclei edificati.
In alcuni casi si possono incontrare “borgate” con “località” nelle immediate vicinanze e queste ultime rappresentano un’identificazione ulteriormente di dettaglio, evidentemente di qualche importanza tanto da doverla distinguere, rispetto alla denominazione locale principale (quella della “borgata”).
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LA FRAZIONE
La denominazione viene spesso confusa e/o utilizzata impropriamente per identificare “borgate” piuttosto estese o a cui si attribuisce ingiustificatamente maggiore importanza.
In realtà la “frazione” rappresenta una suddivisione secondaria del territorio comunale, indipendentemente dal tessuto edificato e comprende conseguentemente il raggruppamento di più “borgate” e “località”.
Prendiamo ad esempio la frazione di Rollo: è composta dalle “borgate” Case Sottane, Case Perato, Case Tagliaferro, Case Bande di Là, Case Bernei (o Bernesi, o Soprane), Case Stalla, oltre a “località” come Varè, Vallette, Zerbo del Molino, Pin, Ruvea, Mea, ecc..
Se analizziamo la costituzione formale dell’attribuzione delle denominazioni, ci accorgiamo che:
- i nomi delle “località” si sono storpiati e perduti nel tempo, perché il susseguirsi di aggiornamenti cartografici ha italianizzato e denaturato gli originari nomi attribuiti localmente e spesso dialettali, oltre all’espansionismo edificatorio che ha di fatto soppresso e reso inutili identificazioni specifiche ormai prive del proprio antico significato distintivo sul territorio;
- i nomi delle “borgate” risalgono a tempi antichi, dove in parte diventarono distintivi di insediamenti edificati, in alcuni casi da parte di gruppi famigliari che con la loro presenza ne determinarono la propria denominazione;
- i nomi delle cinque “frazioni” andoresi riprendono e ripetono quelli degli antichi cinque “quartieri” comunali andoresi (ognuno dei quali rappresentava una porzione territoriale dotata di propria Chiesa Parrocchiale da cui, in alcuni casi, prendeva il nome) e risultano confermati amministrativamente nel loro uso ed attribuzione dalla deliberazione del Podestà nel 1935, che ha gettato le basi della “moderna” toponomastica: frazione San Giovanni, frazione San Pietro, frazione San Bartolomeo, Frazione Conna, frazione Rollo.
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Infine, proviamo a schematizzare la suddivisione andorese attingendo dai toponimi locali ancora rinvenibili.

FRAZIONE SAN PIETRO
  • BORGATE: Costa dei Galleani, Duomo, Metta, Molino Nuovo, Negri, Pian Rosso.
  • LOCALITA’: Arpicella (o Bricco Arpiciella), Bassi (Cà dei Bassi), Brea (associato anche a Poggio Brea), Bruciate (o Brusciàe), Burca (o Na Burca), Ca’ de Madalìn, Casa Baldassarre, Casa Ruola, Colletta, Colletta sotto (Colletta di sotto o Sotto la Colletta), Costa, Costa De Negri (o Costa dei Negri), Dal Molino, Domo, Fenere, Fenogia (Fenoglia), Giardino (o “u Giardìn”), Giaza, Molinovo, Pian Rosso (o Pianrosso, o Cian Rosso), Pineta (o Pinèa), Poggio Cunio, Prati, Rainaldo, San Pietro, Serbo Boini (o Zerbo Boini), Sorie di Domo, Sotto la Colletta, Stupinetta, Valle Casacco, Valle di San Bernardo, Villa Musso, Zerbi di Ravera, Zerbi Grandi, Zerbo.

FRAZIONE SAN GIOVANNI
  • BORGATE: Canussi (o Canossi), Confredi (o Confrei), Castello, Colla Micheri (o Colla dei Micheri), Ferraia, Maglioni, Marchiani (o Case Marchiano), Marina, Marino, Melotti (o Case Melotti), Mezzacqua (o Rocca di Mezzacqua).
  • LOCALITA’: Acqua Calda, Acqua Donnetta, Allemanno, Alto, Baciulla, Bastione (o Bastiùn), Bausu (o Bausùn), Beneo, Bianco (o Gianco), Binelli (o Binello), Bramosa, Bura, Cà Bianca, Canae, Cantalupo, Casa di Baracco, Casa Fornace, Casa Garotta (o Garosa), Casa La Cisterna, Casa Noceto, Casa Oliveto, Castigliole, Cavallero, Chiappone (o Ciappùn), Cian delle Scaglie (o Cian delle scaie), Cian dell'Orso, Ciane, Cianetti (o Cianelli), Cian Sordi (Cian Sardi), Ciapinelli, Colonie Marine, Costa Cagno (o Costa Cagna), Costa Cassanei, Costa di Laigueglia, Costa Marino, Costa Rognosa, Cunio, Faro, Ferraia (Ferrara o Ferraira), Fondega, Fontanetta, Fosso Patelle, Frassada, Gambona, Gazelin, Gumbassu (Gombasso), I Rovi, Lampin, La Palazzina, La Pineta, Marina, Marina di Andora, Mezzacqua, Molino Casalin (o Molino a Vento, o Molino Tagliaferro), Monte Marchiano (o Poggio Marchiano), Noceto, Orengo, Orizzonte (o Giardino Orizzonte), Pagliano (o Casa Pagliano), Pastane, Patarola (o Pataola), Peglia, Pertuselli (Pertoselli), Pian della Biscia, Pian Grande (o Piangrande), Piazzetta (o Ciassetta, o Ciazzetta), Picussin, Pinamare, Pinarea, Pineta (o Pinèa), Pozzo (o Pizzo), Prato da Magnera (o Prao da Magnera), Rinnovo (o Rinovo), Rocca, Rovoera (o Ruvea), San Damiano, San Giovanni, San Lazzaro, San Rocco, Semaforo, Siberia, Sorgente Pizzo, Sotto da Ravera, Sotto San Giovanni, Stagno, Stampino (o Stampìn, o Villa Stampino), Stazione, Teccia (o Tecciu), Ubego (o Lubego), Vallone, Villa Capo Mele, Villa Musso (Marina), Villa Tagliaferro, Zerbi di Pilato, Zerbi Grandi, Zerbo del Muto.

FRAZIONE CONNA
  • BORGATE: Costa della Chiesa (o Costa Minore), Costa di Conna (o Costa Maggione), Garassini.
  • LOCALITA’: Angiolo, Archerino, Barcheo, Berò, Boini, Brigoreo (Bigoreo o Brignoreo), Campi, Campi di Michè, Camporosso, Caudeura, Ciana Pausalo, Ciane, Cianelli (o Cianetti), Ciaza, Ciaza d'Inverno, Cioso, Conna, Costa di Conna, Crosa (Crosi), Erta, Fassio, Fontanelle, Fonte dei Rosi, Garsi, Garzo, Gausinaire, Grevaa, Guardiole, Là Entra, Legname, Lemogli, Longo, Maruffa (Maroffa), Molino dei Bergi, Pian Crose (Pia Croste o Pian Crosi o Piancroso), Piane (Pigne), Poggi, Poggio del Cucco, Possessione, Possessioni, Rive di Nadda (Nada o Nodda), Rosi, Sal, Sorie di Conna, Vairette, Valleggia, Vallone, Zerbai.

FRAZIONE ROLLO
  • BORGATE: Case Bande di Là, Case Bernei (o Case Bernesi, o Case Soprane), Case Perato, Case Sottane, Case Stalla, Case Tagliaferro.
  • LOCALITA’: Brusciao, Capo dei Branci, Casello, Garibbo, Pigna, Simunin, Stazione, Vigne, Villa Garibba (o Villa Garibbo), Bande di Là, Baudi, Cà di Scarpone, Carrano, Castella, Ciaze (Ciaza), Cola (o Colla), Costa del Cavo, Costa di Mangiapane, Dall'orto, Ine Monte, Laba (o Luba), La Russa, Mangiapan, Mea (o Colla Ea), Orti, Pigna, Pin, Prao, Rive, Ruvea, Sotti, Strà, Trogiana, Vallette, Varè, Zerbo del Molino.

FRAZIONE SAN BARTOLOMEO
  • BORGATE: Barò, Cà dei Forti, Costa d'Agosti, Divizi, Giancardi, Lanfredi, Moltedo, Piazza, Siffredi, Tigorella.
  • LOCALITA’: Arbaroni, Ausellina (o Augellina), Banda Castagna, Bandalubega (Baldalubeca), Bandetta, Bandia, Barò, Barosso (o Bausso), Batina, Bauso, Binella, Bisogno, Boini, Bondai, Boschetti, Bosco, Cà di Cappi (Cadiciai), Cà di Lucchi, Calai, Campetto (Campera), Campo Grande, Carpanea, Carparelli (o Carpanelli), Casa Anfosso, Casa Barò, Casa Castellana, Casasse (Casette), Cascine, Caselle, Case Monsù, Castellai (o Castellani), Castiglione, Cavallina, Ciappe (Chiappe o Ciappa), Ciazzo (Ciosi), Ciazze della Chiesa, Coassi, Costa dei Piani, Costa della Chiesa, Costa del Passo, Costa di Rolando, Costa Zerbo Grande, Crava, Crava Morta, Dal Prato, D'Armo, De Made (o Da Madè), Desanda (o Desandà), Divizi, Faraldi, Fasce Piane, Fascia Marella (o Fascia Morella), Fenaira (o Fenera), Fondi, Fontana del Fossato, Fontanelle, Forti, Garsi, Ghiasso, Ginchei (o Giunchei), Ginepro (o Zenebrìn), Gumba (Gumbo), Gurghi, La Colla, La Rocca, Le Aie, Lerchi, Lone, Marcona, Mauti, Menù (o menùi, o Menùe), Molino di Barò, Molino di Fossandino, Montenegro, Monti, Mortea (o Morteo, o Murteo), Nefasce (Nefasee), Mova (Nova), Paradiso, Perato, Perobrighero, Pertusi, Passo (Pesso), Pian di Basole (o Cian de Bàsue, o Pian di Bàsue), Pianà, Pianelle, Piani, Pineta, Poggio Alto, Poggio Carmo, Poggio Ciazza, Poggio Fasciale, Poggio Rosseghino, Poggio Ventoso, Possessioni, Possessioni di Barò, Possessioni di Moltedo, Pozzaire, Praetto, Prato Barli, Quadro, Riva dei Torci, Rocca del Boero, Rocchetta, Ruvone, San Bartolomeo, San Bernardo, San Michele, Sentia (Sentià), Sorbo, Sorie di Aiasca, Sorie di Barò, Sorie di Moltedo, Tane, Terrarossa, Terre Bianche, Torre Pisana, Vadopozzo, Vairette, Valanca, Val Ciliegio, Val di Crova, Vallebona, Vallone d'Armo, Varenghi (o Vareghi), Vecchia, Vigne, Zerbai.
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TOPONIMI ANDORESI
(Alma Anfosso - Mario Vassallo)
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  • Àndiu (m). Andito: la striscia di terreno lungo la quale le donne avanzavano cogliendo da terra le olive.
  • Autìn (m). Pergolato di viti.
  • Banda (f). l) versante; 2) striscia di terreno coltivato; 3) direzione.
  • Bàusu (m). Balza rocciosa su pendio.
  • Bèŗa (f). l) Canale artificiale in muratura; 2) solco per lo scorrimento dell’acqua.
  • Bersó. (m). (Oppure “sciumbrìa”), pergolato di piate ornamentali.
  • Béu (m). Beudo: ruscelletto; piccolo canale in pendenza, per raccogliere le acque piovane di scolo.
  • Bòrca (f). Antico rustico parzialmente in muratura adibito a fienile.
  • Bóscu (m). Bosco.
  • Briccu (m). Vetta rocciosa.
  • Brügheŗi (m); anche “Brüghi” (m). Letteralmente, “eriche”, sinonimo di bosco e di gerbidi.
  • Bunda (f). Sponda. Indica la testa del muro di una “fascia” terrazzata, in contrapposizione al piede del muro stesso detto “sprèscia”.
  • Bura (f). l) Mucchio; 2) cimatura di pannilana, già usata per l’imbottitura dei “basti” dei muli; 3) muschio (detto anche “śèrbin”).
  • Burgò (f). Borgata (detta anche “burgu”).
  • Ca (f). Casa.
  • Canéu (m). Canneto.
  • Canò (f). 1) Tubo o canale della grondaia.
  • Capélla (f). Cappella.
  • Caŗò (f). Strada in discesa. E’ opposto a “muntò” (salita).
  • Cašélla (f). Casella.
  • Cašò (m). Casa diruta, rudere.
  • Castagnéu (m). Castagneto.
  • Castéllu (m). Castello. (Anche abitazioni con torretta).
  • Ciàn (m). Campo (solitamente in piano, non terrazzato in “fascie”).
  • Cianéllu (m). Luogo pianeggiante.
  • Cianelùn (m). Spianata; radura.
  • Cianüŗa (f). Pianura.
  • Ciàppa (f). Lastra di pietra.
  • Cólla (f). Sommità di un versante collinare.
  • Cósta (f). Falda collinosa più o meno ripida, coperta di vegetazione.
  • Còva (f). Cava di pietra.
  • Còvu (m). Capo, promontorio.
  • Culétta (f). Collinetta.
  • Culéttu (m). Piccolo passo, piccolo valico.
  • Cuŗinò (m). Semenzaio.
  • Custéŗa (f). Crinale, spartiacque.
  • Custiùn (m). Sperone.
  • Dumèstegu (m). Luogo esposto al sole (letteralmente, “domestico”). Contrapposto a “sarvòigu”.
  • Fàscia (f). Porzione di terreno terrazzato, sorretta da muretti in pietre a secco.
  • Fenéra (f). Fienile.
  • Fiŗàgna (f). Filare (tipicamente di viti).
  • Fròna (f). Frana.
  • Fundacca (f). Modesto e circoscritto sprofondamento del fondo marino o del letto torrentizio.
  • Fundarùn (m). Accentuazione della voce precedente.
  • Funtòna (f). Fontana.
  • Fusaŗéllu (m). Ruscelletto.
  • Fusàu (m). Fossato. Rivo proveniente generalmente dai monti, incanalato almeno in parte artificialmente.
  • Gévu (f). Zolla di terra, grossa e compatta.
  • Géja (f). Chiesa.
  • Giàiŗa (f). Torrente (letteralmente, “ghiaia”).
  • Giàssu (m). l) Strame: erbe dure falciate nel bosco e poi sminuzzate sull’aia, davanti alla stalla.
  • Gumbu (m). Frantoio.
  • Liggia (f). Frana. (Voce più antica di “Fròna”).
  • Lògu (m). l) Pozza d'acqua temporaneamente permanente nel greto del torrente.
  • Lübegu (m). Zona non esposta al sole e perciò umida e fredda. E” contrapposto a “surìu”.
  • Maŗina (f). 1) Zona abitata omonima; sinonimo di “mò” (mare).
  • Meŗàia (f). Muro. Il diminutivo, “meŗaiétta”, significa anche parapetto.
  • Meŗàu (m). Muro. Tipicamente, è il muro di sostegno delle “fasce”, detto anche “majé”.
  • (m). Mare.
  • Móttu (m). 1) Zolla di terra; 2) agglomerato solido.
  • Müggiu (m). Mucchio.
  • Muntàgna (f). Montagna.
  • Munte (m). Monte.
  • Muntò (f). Strada in salita. E l’opposto di “caŗò”.
  • Muŗìn (m). Molino.
  • Òia (f). Aia.
  • Òigua (f). Acqua. (usato anche “òiga”).
  • Òrtu (m). Orto, frutteto.
  • Paìśe (m). Paese.
  • Paiò (m). Pagliaio.
  • Palassiu (m). Palazzo. (“Paŗòju” nella forma di antica).
  • Pàregu (m). Letamaio in formazione. (Di uso comune anche la forma “bàregu”).
  • Passu (m). Passo, valico.
  • Piccu (m). 1) Punte rocciosa; 2) piccone.
  • Pìlùn (m): pilone votivo.
  • Pinéu (m). Pineta. (Usato anche in forma “pinèa”).
  • Pissu (m). Punta, cima.
  • Pónte (m). Ponte.
  • Pöššu (m). Poggio, altura.
  • Pràu (m). Prato. (Diminutivi: “praéttu”, “praéllu", “praissö”).
  • Prìa (f). Pietra, sasso, roccia.
  • Pùssu (m). Pozzo.
  • Réngu (m). Spazio intercorrente fra due filari di viti.
  • Riàn (m). Rivo.
  • Riva (f). l) Riva; 2) pendio poco ripido.
  • Rivassu (m). Pendio ripido, scivoloso.
  • Rùgiuŗa (f). Sorgente, fontanella.
  • Sarvòigu (m). Letteralmente, “selvatico”: terreno scarsamente produttivo, in quanto non esposto al sole. Si contrappone a “dumèstegu”.
  • Scàia (f). Scaglia, frammento roccioso generalmente piatto.
  • Scaiò (m). Ammasso di pietrame oppure muro rovinoso.
  • Ŝccìanca (f). Passerella in assi di legno.
  • Ŝcciumòia (f). Torrente.
  • Scitu (m). Possedimento (letteralmente, “sito”).
  • Scögéŗa (f). Scogliera, serie di massi rocciosi.
  • Scögiò (m). 1) Ammasso di scogli; 2) rovina.
  • Scöggiu (m). Scoglio.
  • Sgurò (f). l) Declivio o tratto di strada a forte pendenza.
  • Śèrbu (m). Gerbido.
  • Simma (f). Cima, vetta.
  • Sótta (f). l) Fossa di raccolta; 2) Fossa circolare per la concimazione con letame.
  • Sóttu (m). 1) Depressione; 2) piccolo avvallamento; 3) fossa artificiale.
  • Sprèscia (f). Indica il piede del muro di una “fascia” terrazzata, in contrapposizione alla testa del muro stesso detto “bunda”.
  • Stalla (f). Stalla.
  • Stràdda (f). Strada.
  • Stradùn (m). Strada principale.
  • Surcu (m). Solco.
  • Suŗìu (m). Letteralmente, “soleggiato”. Si contrappone a “lübegu”.
  • Técciu (m). Teccio, costruzione prevalentemente in pietra.
  • Tèra (f). 1) Terra, quale globo terracqueo; 2) luogo di coltura; 3) possedimento; fondo rustico; 4) Terriccio.
  • Uŗatóŗiu (m). Oratorio: antiche cappelle generalmente a fianco delle chiese parrocchiali, non raramente matrici delle stesse.
  • Uŗivéu (m). Oliveto.
  • Valàu (m). Fosso lungo e profondo, generalmente scavato.
  • Valò (f). Valle.
  • Valùn (m). Avvallamenti tra le falde dei monti.
  • Véna (f). 1) Canale sotterraneo naturale di scorrimento idrico; 2) sorgente.
  • Vigna (f). Vigna, vigneto.
  • Villa (f). 1) Villa; 2) borgata.
  • Viùn (m). Viottolo. (Usato anche “viö” e raramente “viöŗa”).
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Tabella corsi d'acqua in territorio andorese


Elenco toponimi su Mappe Catastali d'impianto
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