IL TERREMOTO DEL 1887 - Andora nel tempo

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IL TERREMOTO DEL 1887

IL TERREMOTO DEL 1887

(Mario Vassallo)
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Il 23 febbraio 1887, mercoledì delle Ceneri, un disastroso terremoto colpì la Liguria occidentale, il Piemonte e la Provenza.
Numerosi furono i centri danneggiati, con i picchi di Diano Marina (500 morti), Baiardo (300 morti su 400 abitanti), Apricale (distrutta completamente), Bussana (distrutta e successivamente ricostruita in altro luogo).
Anche Andora fu interessata dall'evento con due morti e 17 feriti e riscontrando, tra gli altri, gravi danni alla palazzina del Marchese Marco Maglioni (lesioni tali da ridurre in rovina l'intera residenza), il quale si salvò essendosi trovato altrove quella notte.



La strada provinciale risultò caratterizzata da larghi e profondi crepacci, ci furono notevoli frane su Capo Mele e, nella borgata della Marina, il fondo di un pozzo si alzò di alcuni metri, diventando asciutto.
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TESTIMONIANZE DEL TERREMOTO DEL 1887
 
Si riporta la ricostruzione di cosa successe, con estratti delle drammatiche testimonianze dei presenti all’epoca dell’evento.
L’evento tragico si verificò la mattina del 23 febbraio 1887, mercoledì delle Ceneri, quando non era “ancora cessata l’eco dei tripudi spensierati, allegri, del carnevale”, festeggiato in Diano Marina “secondo le usanze del paese: qualche mascherata per le vie, brigatelle ozianti e liete per le piazze, buontemponi e devoti a Bacco nelle osterie ….”.
La prima scossa (h. 6.25), “cominciata con alcuni violenti ma brevi sussulti, a cui seguirono fortissime ondulazioni frammiste a nuovi movimenti sussultori”, durò 28” e fu accompagnata da boati-rombi premonitori e da “una fitta colonna di vapori di color cenere biancastra” che “sfiorava in guisa di drappo funereo i tetti delle case della povera Diano, tra la Chiesa e la borgata Paradisi”, “La maggior intensità non fu al principio ma verso la fine della scossa ….. e molte persone, non potendo reggersi in piedi caddero o dovettero appoggiarsi”.
Le piccole scosse ed i tremiti del suolo erano ininterrotti: l’effetto era tale che "la sabbia saltava alla spiaggia del mare come sopra una lastra metallica in vibrazione e si afferma che ad Andora la sabbia e i ciotoli saltavano a più di un metro d’altezza".
Molte case, forse le meno solide, o le più esposte alla violenza tellurica, crollarono d’un tratto, tutte rimanendo sconquassate e rotte ... e tosto d’ogni parte grida e lamenti. Alcuni avevano trovato sepoltura immediata nel proprio letto, altri fuggirono o precipitarono dalle abitazioni, restando poi vittime delle mura rovinanti a mezzo le vie irregolari ed anguste”.
La seconda scossa (h. 6.35) “solo ondulatoria, preceduta da rombo, durò circa 15”, fu meno forte della prima, ma cagionò nuove rovine”.
La terza scossa (h. 9.00) “preceduta pure da rombo, durò da 4 a 5” e parve prima sussultoria poi ondulatoria e rotatoria. Secondo alcuni fu un po' più forte della seconda, meno però della prima ….. Alcuni durante questa scossa videro saltellare le pietre del lastricato”.
Un minuto dopo seguì una quarta scossa meno forte e di 1 a 2” di durata”.
Qualche istante avanti la prima e la terza scossa il mare sobolliva, lungi da terra senza che ci fosse vento ed una specie di vortice d'acqua di 25 a 35 m. di diametro si avanzava verso terra, producendosi la scossa al momento in cui esso toccava il suolo... Al momento delle grandi scosse …. dicono si sia sentito un forte odore di solfo”.
Le mura maestre rimasero in piedi, ma i solai dei piani superiori si distaccarono e precipitando sui sottoposti convertirono in un mucchio di rottami tutto l’interno del fabbricato. Spesse volte diroccarono le scale; quasi sempre si trovò scompaginato il tetto ….. e non mancano casi in cui si vede addirittura sfondato.
Le case rimaste in piedi presentano quasi tutte spaccature verticali sopra e sotto le linee che limitano i vani delle porte e finestre. Ove si danno due o più finestre sovrapposte, le fessure passano dall’una all'altra. Queste fessure sono poi sempre più spiccate in corrispondenza degli angoli e nei piani superiori”.


Epicentro del terremoto del 23 febbraio 1887
(Taramelli Mercalli - "Il terremoto ligure del 23 febbraio 1887" - Tip. Metastasio - ROMA 1888
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Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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