ILLUMINAZIONE QUOTIDIANA - Andora nel tempo

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ILLUMINAZIONE QUOTIDIANA

ILLUMINAZIONE QUOTIDIANA
(Luciano Dabroi)

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La descrizione di Luciano Dabroi:
“A cavallo degli anni trenta-quaranta la gente a Rollo si alzava al buio prima dell’alba ed andava a letto con le galline accendendo, per le poche ore necessarie, la “lümèa”, che era un lume ad olio costituito da un’asticella cilindrica in ottone su di una base a forma varia con un contenitore di olio a tre beccucci dai quali sporgevano gli stoppini e che scorreva, regolabile in altezza, lungo l’asta.
Nelle case dei ricchi la “lümèa” era corredata da un anello con tre o quattro catenine dalle quali pendevano le forbicine per regolare lo stoppino, le pinzette per estrarlo dal beccuccio, il cono per spegnerlo, un grosso filo in rame per pulire i beccucci.
Normalmente si usava come combustibile l’olio rancido o quello di frittura dopo che era stato usato almeno una dozzina di volte.
Negli anni successivi alcune famiglie di progressisti adottarono un nuovo sistema di illuminazione: l’acetilene a base di carburo, ma la maggior parte dei vecchi conservatori tradizionalisti ….. respinse l’innovazione.”
Tuttavia, quest’ultima innovazione venne sfruttata diabolicamente da alcuni altrettanto diabolici ragazzini locali “inventando una “bomba” costituita da una bottiglia a chiusura stagna che, sapientemente dosata, permetteva di raggiungere risultati migliori delle antiquate “bombe”, costituite da boccettini da inchiostro pieni di cenere.
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