LE CIARAVOIE - Andora nel tempo

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LE CIARAVOIE

LE CIARAVÖIE

(Antonello Degola)
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Un viaggiatore passato da Andora ricordava un episodio che lo aveva colpito profondamente.
Un vedovo attempato aveva sposato una giovane donna di un vicino villaggio.
I giovani del luogo, com’era costume in tutta la Riviera, vollero fare il “Chiaravoglio” o come altri dicono il “Charivari”.
Il matrimonio di un vecchio con una giovane o di un giovane con una vecchia, pare che ripugni assolutamente alla natura.
Ma siccome nessuno ha potuto né può vietare a chicchessia tali matrimoni, così la pubblica opinione se ne vendica con la “baia”, con gli scherni e sovente con l’ingiuria “Tosto che la notte aveva steso il suo tenebroso velo, una folla di giovani già stava pronta per schierarsi all’arrivo del corteo nuziale; all’apparizione degli sposi ecco destarsi improvvisamente un suono assordante di campanelli, di timpani, di mortai, di molle, di pentole e paioli, di trombe e tamburi. Per tutta la notte continuarono i rumori, gli schiamazzi, le urla che assordavano l’aria, fino a che, al mattino, tutti si calmarono e andarono alle loro case”.
(Mia mamma mi raccontava che questa usanza era in atto ancora fino a metà del secolo scorso).
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