LE CUNFINE - Andora nel tempo

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LE CUNFINE

LE "CUNFINE"
(Luciano Dabroi)

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Foto Collezione Privata Marino Vezzaro

Ancora una testimonianza tramandata da Luciano Dabroi.
“Gli uliveti liguri, nel corso dei secoli, avevano subito decine di frazionamenti tra eredi, praticamente ad ogni generazione; ciò aveva portato ad uno spezzettamento delle proprietà in micromappali alcuni all’assurdo di un unico albero di ulivo su di una proprietà inferiore ai dieci metri quadrati.
Questa situazione rendeva irrazionale ed antieconomica la coltivazione dato che un proprietario di diciamo diecimila metri di uliveti doveva spostarsi su dieci, quindici, a volte trenta “scìti” (appezzamenti) diversi a volte a notevole distanza tra loro.
Un aspetto poco conosciuto di questo stato di cose si verificava, quando, ed era così nella maggior parte dei casi, il confine correva lungo un muro di fascia.
Succedeva allora che la chioma degli alberi della proprietà superiore sporgesse di alcuni metri sulla proprietà inferiore coprendo od intrecciandosi con i rami delle piante sottostanti, generando confusione sulla appartenenza all’uno od all’altro proprietario del frutto caduto a terra.
Interveniva allora l’esperto detto “Stimaù” (estimatore) che tracciava sul terreno, ammucchiando terra foglie e sassi, una linea detta “cunfina” (confine di raccolta) che seguiva approssimativamente la verticale della chioma dell’albero soprastante o la mediana dell’intreccio dei rami, definendo così gli spazi di raccolta tra i proprietari.
Tale sistema non fu contestato per secoli sino a quando, per tutto un inverno a Rollo non sorsero discussioni sull’operato dello “stimaù” che chiaramente aveva sbagliato il tracciamento delle “cunfine” in molti uliveti”.


Foto Collezione Privata Marino Vezzaro
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Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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