CAMPANE DELLA PARROCCHIA - Andora nel tempo

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CAMPANE DELLA PARROCCHIA

LE CAMPANE

DELLA PARROCCHIA

CUORE IMMACOLATO DI MARIA

(Don Stefano Caprile)
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LE CAMPANE DELLA PARROCCHIA CUORE IMMACOLATO DI MARIA IN ANDORA (SV)
La storia delle campane della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria affonda le radici più remote nel progetto iniziale della nuova chiesa negli anni ’60, rimandato poi, quanto al campanile, agli inizi degli anni ’90.
Dopo l’ampliamento laterale della Chiesa voluto da don Giuseppe Bazzano, parroco dal novembre 1966 all’agosto 1992, si inizia a pensare alla realizzazione del campanile della parrocchiale, ma anche Torre civica del Comune di Andora.
Viene anche organizzata una cerimonia di posa della prima pietra alla presenza del Vescovo di Albenga – Imperia, Mons. Alessandro Piazza e dell’amministrazione comunale, allora guidata dal Sindaco Francesco Bruno.
Nonostante quel momento il progetto viene accantonato, perché considerato eccessivamente esoso e impegnativo.
Con l’arrivo del nuovo parroco (agosto 1992), nella persona di don Rinaldo Bertonasco, il progetto viene riconsiderato, sottoposto alla attenzione del Consiglio Parrocchiale Affari Economici, i cui membri – si dice – espressero per il 50% parere favorevole e per il 50% parere contrario all’iniziativa. Fu l’intraprendenza di don Bertonasco a decidere coraggiosamente per la realizzazione del progetto, del valore, tutto compreso, di circa ottocento milioni delle vecchie lire.
Il progetto si presenta davvero ardito, oltre che per l’entità, anche per la conformazione geologica del terreno sul quale il campanile sarebbe venuto a poggiare. Per porre buone fondamenta perché potesse essere stabile, si è dovuto scavare fino a trentacinque metri sottoterra, prima di trovare la roccia che potesse reggere l’imponente struttura. Dodici macro-pali in cemento armato sostengono il basamento su cui oggi posa il campanile.
Il 3 luglio 1994, ad opera quasi ultimata, il Vescovo di Albenga – Imperia, Mons. Mario Oliveri benedice le cinque campane che saranno poi collocate sul campanile della parrocchiale. Si tratta di un concerto il La bemolle 3, fornito dalla Ditta Trebino di Uscio (Genova), fuse dalla fonderia Allanconi di Bolzone di Ripalta Cremasca (CR), fiduciaria della ditta genovese. All’inaugurazione è presente il maestro campanaro genovese Angelo Ferrari.
Sabato 24 settembre dello stesso anno è il giorno dell’inaugurazione. Il campanile – torre civica inizia ufficialmente il suo servizio alla comunità religiosa e civile. Il campanile suona le ore, scandisce il tempo, invita alla preghiera dell’Angelus al mattino, a mezzogiorno e alla sera, a partecipare alle celebrazioni liturgiche, in particolare alla Messa quotidiana e festiva, a salutare i momenti lieti e tristi della vita dei singoli e della comunità.
Le campane sono tutte dedicate.
La campana maggiore (La bemolle 3) è dedicata al Cuore Immacolato di Maria, pesa 410 kg, e reca la scritta “la comunità parrocchiale insieme per fare armonia”. La campana è stata offerta dai parrocchiani che si sono autotassati mensilmente (per esempio con diecimila lire) per contribuire alla spesa (circa dodici milioni di lire).



La seconda campana (Si bemolle 3) è dedicata a San Giuseppe, pesa 295 kg, porta la scritta “Custodisci e proteggi le nostre famiglie”.



La terza campana (Do 4) è dedicata a Sant’Anna, pesa 205 kg, offerta a ricordo di Anna Bazzano e reca la scritta “Dona gioia e saggezza a tutti gli anziani”.



La quarta campana (Re bemolle 4) è dedicata a Papa Paolo VI (oggi santo), pesa 170 kg, offerta a ricordo di Ginia e Anna (Milano) reca la scritta “La Chiesa, segno dell’Amore di Dio per il mondo intero”.



La quinta campana (Mi bemolle 4) è dedicata ai Santi Angeli Custodi, pesa 120 kg, offerta a ricordo della famiglia Angelo Nebuloni (Parabiago), reca la scritta “Guidate i giovani sulle strade del Signore”.



Le quattro campane minori sono state tutte offerte da famiglie che si sono accollate la spesa proponendo una dedica a ricordo di qualche familiare.

Circa venticinque anni dopo l’inaugurazione del campanile, il giovane parroco andorese don Stefano Caprile, da sempre appassionato del suono delle campane, tenta di realizzare un ampliamento del concerto, portandolo a dodici bronzi, compresa la settima minore, secondo l’usanza di molti campanili liguri che troviamo nel genovesato oppure nella Liguria di levante.
Il primo passo si concretizza con la realizzazione di una tastiera per il suono manuale delle cinque campane esistenti, realizzata ad opera degli amici della Genova Carillons, associazione genovese di campanari, in vista del concerto del 24 settembre 2019 nel venticinquesimo anniversario del campanile.
La visita ad un campanile genovese in una piccola frazione di Genova, Cesino, certamente contribuisce a convincerlo al progetto.
Per intendere se il progetto è realizzabile, e non soltanto una mera fantasia, è necessario trovare persone, parrocchiani, amici, che lo apprezzino, sostengano e finanzino (anche perché sarebbe preferibile non utilizzare i beni della cassa parrocchiale, ma soltanto mezzi dedicati a questa opera… e così accade).
Trovati i finanziatori delle sette nuove campane, occorre trovare i fondi per il lavoro della posa e l’elettrificazione delle stesse e della nuova tastiera e la conseguente posa della tesatura di cavi e rimandi per il suono manuale, per un totale di sedicimila euro.
In brevissimo tempo, si trovano i mezzi per portare a termine il progetto.
L’opera è realizzata dalla Ditta Trebino di Uscio (Genova) quanto alla fornitura, alla posa e alla elettrificazione delle nuove campane.
La fusione è affidata alla Fonderia De Poli di Revine (Treviso). Le campane sono fuse il 29 gennaio 2020, sono benedette dal parroco, nella Chiesa parrocchiale il 09 marzo 2020 in una celebrazione a porte chiuse a causa del Covid-19. Una volta collocate sul campanile, perfezionata l’elettrificazione, viene poi collocata la tastiera e la realizzazione della tesatura per il suono manuale.
La prima suonata si ha in occasione della festa di Santa Rita, il 22 maggio 2020; l’inaugurazione ufficiale attende il 07 settembre 2020, con la partecipazione di numerosi campanari della Associazione Genova Carillons, alla presenza della Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Mauro Demichelis.
Le note delle nuove campane vanno a completare secondo la scala musicale il concerto esistente.
La sesta campana (Fa 4) è dedicata a Maria Regina della famiglia e a Santa Rita, offerta in parte dal Comitato Santa Rita e in parte da una famiglia andorese; pesa 85 kg, porta la scritta “Custodite genitori e figli”.



Siccome nel concerto la seconda campana, dedicata a San Giuseppe, già recava una benedizione per le famiglie, si è pensato di caratterizzare la sesta con il rapporto, talvolta delicato, tra genitori e figli.
La campana settima minore (Sol bemolle 4) è dedicata ai Santi Ambrogio e Giorgio, offerta da Giorgio Mariani, pesa 72 kg, reca la scritta “Cristo è tutto per me”, espressione tratta dai testi di Sant’Ambrogio.



La settima campana (Sol 4) è dedicata a San Bartolomeo, donata dalle Famiglie Lanfredi, Moreno, Scatti, in occasione del sessantessimo anniversario di Matrimonio di Desiderio Scatti e Anna Moreno, pesa 60 kg, reca la scritta “Rabbì, Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il Re d’Israele” (Gv 1,49), parole dell’Apostolo rivolte al Signore.



L’ottava campana (La bemolle 4) è dedicata al Buon Pastore, offerta dal parroco, don Stefano Caprile, pesa 50 kg e reca la scritta “Dona Signore alla tua Chiesa sante vocazioni sacerdotali”. La dedica prettamente vocazionale rivela l’origine della chiamata di questo sacerdote, legata anche alla passione per il suono delle campane.



La nona campana (Si bemolle 4) è dedicata a Sant’Agostino, in memoria della maestra Augusta Ferrari in Risso (1935-2019), pesa 42 kg e porta la scritta “Ci hai fatti per Te e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in Te”, espressione ispirata agli scritti del Vescovo d’Ippona.



La decima campana (Do 5) è dedicata alla Madonna delle Grazie, pesa 37 kg e reca la scritta “Pregate Dio per i vivi e per i defunti”; è la campana che, in accordo con la terza, caratterizza l’annuncio di morte e cioè se si tratta di un uomo o di una donna.



La decimaprima campana (Re bemolle 5) è dedicata a San Giovanni Battista, offerta da Silvio e Teresa Pagano, pesa 32 kg e porta la scritta “aiutaci a riconoscere l’Agnello di Dio e testimoniarlo”, in riferimento alla missione del Santo Precursore.



Il concerto completo che troviamo in Liguria ha la caratteristica di poter esprimere una larga varietà musicale perché consta di undici intervalli secondo la scala musicale maggiore La3 - Re5. L’aggiunta del semitono Sol4 (alla settima minore) permette, da un lato, la modulazione da la bemolle a re bemolle, e inoltre permette di realizzare una ottava completa partendo dal quarto grado (Re4) della scala musicale maggiore fino all’undicesimo (Re5), ottenendo in questo modo tre intervalli sotto la tonica (dalla dominante La bemolle), nonché l’alterazione Sol 4 (e cioè il quarto grado alzato) sulla scala di Re, che permette la cadenza perfetta sulla dominante. Queste accortezze offrono al campanaro un’ampia molteplicità di espressioni per un repertorio flessibile, ricco, e per nulla scontato.
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QUANDO E PERCHÉ SUONANO LE CAMPANE



Il suono delle campane è un suono anzitutto religioso, un suono sacramentale (ecco perché le campane vengono benedette, prima della riforma liturgica venivano anche consacrate/battezzate) della voce di Dio. Esso essenzialmente richiama alla preghiera dell’Angelus al mattino, a mezzogiorno e alla sera; invita la popolazione a prendere parte alla liturgia e ai riti religiosi come una sorta di segnale di richiamo. Scandisce i momenti lieti e tristi della vita della comunità cristiana (i lutti, ma anche i momenti gioiosi della vita cristiana, la nuova vita che sboccia, la prima Comunione, la Cresima, la Celebrazione delle nozze).
Spesso ha una funzione anche civile, anzitutto nello scandire il tempo attraverso i rintocchi dell’orologio, ma anche talvolta per annunciare celebrazioni/commemorazioni civili.
Al suono delle campane solennemente benedette si attribuisce anche un valore apotropaico (= che serve cioè ad allontanare un influsso magico maligno) o talvolta di segnale di allarme (campana a martello). È tradizione popolare – ormai praticamente abbandonata – suonare le campane per allontanare le tempeste (in particolare la grandine), o per avvertire di un imminente pericolo.
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QUALI MODI PER SUONARE LE CAMPANE



Sui sistemi di far pulsare i sacri bronzi si potrebbe dire davvero molto. Esistono molteplici modi di suonare le campane secondo le tradizioni e gli usi locali. Qui ci soffermeremo unicamente sulla tradizione ligustica.
Le campane possono essere suonate a “distesa”, cioè facendo dondolare la campana in modo che il battacchio per caduta batta sul labbro interno della campana ed emetta il suono.
La campana a distesa può essere lanciata finché possa essere fermata “in piedi”, cioè rovesciata rispetto alla posizione di riposo. Questo modo, chiamato “a concerto” o “a bicchiere” o “in piedi”, permette il suono della campana a comando. In Liguria si usa per il suono a morto (con una o più campane “a bicchiere”), perché in questo modo possono essere scanditi rintocchi lenti e cadenzati, oppure per il suono festivo e cioè con la campana maggiore o le due campane maggiori “in piedi”, accompagnate dalle altre più piccole che creano melodie o ritornelli gioiosi che si concludono con una cadenza che risolve con il suono imponente della campana “a concerto”. L’antico glossario dei campanari della Liguria chiama queste suonate festive “all’ingrande”, oppure “ducale”, anche “solenne”.
La campana può essere suonata anche da ferma, manualmente attraverso la percussione del battacchio sul labbro interno della campana comandato da cordette in mano al campanaro oppure da una tastiera collegata mediante catenelle o cavi e rimandi ai battacchi delle campane, per il suono festivo di baldette (baudette), o melodie religiose o quanto sta alla fantasia e all’estro del campanaro; elettricamente attraverso un “telebattente”, il cui martello batte, in genere, sul labbro esterno della campana, ricevendo l’impulso da un quadro di comando.
Nel nostro campanile tutte le campane hanno il martello (telebattente) per il suono elettrico (automatico o manuale). Le cinque campane del 1994 hanno tutte anche il movimento a distesa, le tre maggiori anche il sistema “a concerto” con doppia spinta e doppia frenata, le due minori soltanto la distesa a spinta semplice e senza freno (non possono andare “a bicchiere”, ma soltanto a dondolo). Le sette campane minori del 2020 sono state montate fisse (e cioè non possono dondolare a distesa), ma suonate soltanto mediante il telebattente elettrico o manualmente attraverso il battacchio collegato alla tastiera.
Per il suono manuale le campane in movimento devono essere collegate alla tastiera ogni volta che è necessario e ogni volta scollegate, proprio perché possano essere libere di suonare anche in movimento.

  
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L’USANZA DEL SUONO DELLE CAMPANE NELLA NOSTRA PARROCCHIA



Ogni giorno l’orologio del nostro Campanile – Torre civica batte le ore e le mezzore dalle ore 08 antimeridiane alle ore 09 pomeridiane.
Al mattino un timido richiamo alla preghiera dell’Angelus e di fatto anche per la S. Messa suona alle ore 08,15 nei giorni feriali, alle ore 07,45 nelle domeniche e nei giorni festivi di precetto.
Alle ore 12 e alla sera la campana dell’angelus è accompagnata (ad eccezione delle ferie del tempo di Quaresima) da un motivo religioso, quasi sempre mariano, che ne richiama bene il senso. La campana della sera suona normalmente alle 19,30, ma può essere posticipata per esigenze liturgiche di culto, perché dopo l’Ave Maria della sera il campanile tace in silenzio fino all’angelus della mattina seguente. Fanno eccezione alla regola, la notte di Pasqua e di Natale. Il campanile osserva il silenzio assoluto dal canto dell’inno “Gloria in excelsis Deo” del Giovedì santo fino allo stesso canto durante la solenne Veglia nella notte di Pasqua.
Per la celebrazione della Messa feriale un primo richiamo viene dato mezz’ora prima della celebrazione attraverso il suono della seconda campana a distesa con la terza, quarta e quinta che fanno accompagnamento a martello. Pochi minuti prima della celebrazione viene ancora offerto un secondo segno con una melodia religiosa.
Alla domenica avviene più o meno nello stesso modo, ma con la campana maggiore a distesa e tutte le altre (meno il semitono) che accompagnano. Nei giorni festivi, può capitare facilmente di trovare l’occasione per il suono manuale piuttosto che il mero suono programmato dalla centralina computerizzata.
A tal proposito, è bene ricordare che il ministero del campanaro, e con questo s’intende la persona che suona le campane, è sempre stato tenuto in grande considerazione dalla Chiesa nella storia come un vero e proprio servizio ecclesiale. E si è discusso – peraltro con esito positivo – sulla liceità di avere un “campanaro elettronico”. Seguendo la strada tracciata dal Verbo eterno di Dio, che, nel grembo della Vergine Maria, ha assunto e unito a sé l’umana natura, comprendiamo come il coinvolgimento dell’uomo mediante la cooperazione alla vita e alla missione della Chiesa, risulti necessario e auspicabile in modo sempre più importante. Questo per chiarire che il suono del campanaro è sempre da ritenersi la forma più adeguata a richiamare i fratelli nella fede alla preghiera o alla liturgia, sebbene sia tollerato anche l’uso del programmatore.
Anche i momenti della vita della comunità e dei suoi componenti sono sottolineati dal suono delle campane. La celebrazione del Battesimo e del Matrimonio viene annunciata attraverso una suonata a festa (Carillon). Si è voluto recuperare l’usanza di segnalare la morte di un fedele, attraverso il suono dell’annuncio di morte, con la tradizionale distinzione ligustica nel caso si tratti di un uomo o di una donna, rispettivamente con tre colpi per un uomo, due colpi per una donna, con il bicordo della campana terza e decima, dopo il suono lento e cadenzato della seconda campana “a bicchiere”. Per la celebrazione esequiale, mezz’ora prima e un quarto d’ora prima della stessa, si esegue un vero e proprio concerto funebre con le tre campane maggiori “in piedi”, sganciate lentamente e secondo un tempo e uno schema preciso.
Altre celebrazioni occasionali, vengono in genere annunciate da melodie religiose che ne richiamano il senso, ad esempio per l’Adorazione eucaristica del venerdì, si esegue un motivo eucaristico; per la preghiera del rosario serale, nel mese mariano, si eseguono melodie di canti alla Madonna; nel periodo natalizio i tradizionali canti di Natale; nel periodo pasquale la melodia “Regina cæli” si caratterizza come motivo mariano del mezzogiorno e della sera.
Con un concerto di dodici campane, compresa la settima minore, è davvero molto ampia la gamma di suoni che si possono realizzare, nel tentativo di caratterizzare ancor più chiaramente gli aspetti essenziali legati al suono delle campane: l’invito alla preghiera, il richiamo alla partecipazione alla liturgia.
Possiamo considerare il suono manuale delle campane una vera e propria forma d’arte musicale motivo per cui sarebbe auspicabile che questa espressione artistica potesse avere futuro quale patrimonio della nostra terra e delle nostre tradizioni, da salvare, conservare e promuovere.
Il suono delle campane, quale segno sacramentale della voce di Dio, contribuisce alla missione della Chiesa, suscitando nel cuore di chi lo ascolta sentimenti di elevazione, di preghiera, di gioia, di invocazione, di speranza. In tal modo la mente dei fedeli è spinta a riconoscere la vicinanza di Dio, che richiama oggi alla vita di fede e di carità, nella speranza di ottenere il premio eterno, al fine di essere partecipi in pienezza del mistero dell’Amore di Dio.



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Vorrei esprimere un pensiero di vivo ringraziamento a tutti coloro che, in molti modi e a diverso titolo, hanno sostenuto e apprezzato questo progetto.
Alla Amministrazione comunale rivolgo un particolare ringraziamento per il Patrocinio del concerto di inaugurazione e per la bella e costante collaborazione tra istituzioni religiose e civili.
Ringrazio, inoltre, il Sig. Roberto Fiorini per il prezioso e importante contributo economico al progetto, offerto in memoria della mamma Nella Pace.
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Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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