PAROCHIALE DI CONA - Andora nel tempo

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PAROCHIALE DI CONA

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PAROCHIALE DI CONA
(Trascrizione [*] di Maria Teresa Nasi)



 
Aparisce sopra collina, à vista della Valle, e cristalline onde, la Chiesa Parochiale ad honor di Sant'Andrea Apostolo dedicata, che come sentinella del gran Duce delli Anacoriti, e capo della Valle, la domina con la verdeggiante campagna, e quasi sin da primi secoli hebbe titolo di Parochiale, riconoscendo tal Prencipe nella sua solennità, et altri tempi, mediocre ad una nave, et ala, cun proportionata Cupola, d'honesto vaso, col Choro à ponene, e faccia a levante, con nero portale di semplice pietra, arrichita, à pro di quelle anime, dell'Indulgenze del  S.mo Sacramento, e  Rosario con capace Piazza, che sveglia gli animi alla contemplatione  dè  celesti doni; Case Canonicali vicine, per commodità del R. Rettore.
 
E quasi à dirimpetto à detta sentinella risiede Antonio Santo, specchio delli Anacoriti, in Oratorio incominciato dell'anno 1622, e perfettato del 1635, per eccitare le pecorelle di Christo alla perfettione delle buone opere.
 
E quasi un quarto di miglio da essa Chiesa discosto, verso `ponente, corre un rapido rivolo, detto Fossato del Gionchero, per haver il suo principio da un chiaro, et abondante fonte del medemo nome, che per la sua abondanza mantiene, l'aqua ad ogni Molino di quella parte. E verso levante sorger si vede, alquanto discosto da detta Chiesa, non men limpida, chiara fresca aqua, detta delle Rose, per haver la nascita vicino à certe Case della Fameglia Rosa.
 
La Chiesa Parochiale dedicata à Sant'Andrea Apostolo non è consecrata, et ha contiguo il Cemiterio, e le Case Canonicali, habitate dal R. Rettore, col reddito del beneficio di scuti 40 circa.
 
Appare dalle fini, e quitanze fatte da diversi R. Rettori della Chiesa di S. Bartholomeo d'Andora, che li Massari della Chiesa di Sant’Andrea di Cona, in recognitione, o sia tributo per la separatione dell'istessa Chiesa di Cona da quella di S. Bartholomeo pagano ogn'anno al R. Rettore di S. Bartholomeo £. 7.6.8. di Genoa moneta corrente, e di più una libra di cera bianca, come si vede dalla Massaria di Cona, che resta presso il R. P. Gio. Battista Ordano, e da quitanza estratta dal detto libro, ricevuta da M. Pietro Divitia Notaro, e sottoscritta da M. Gio. Batta Divitia Notaro.
 
In Visita il R. P. Bernardo Terrazzo Rettore al presente, ci ha affermato esser solito, ch'il R. Rettore pro tempore vada ad assistere nella Chiesa di S. Gio. Batta d'Andora alle benedittioni delle fonti li Sabbati di Resurretione, e Pentecoste, et alli divini officii il giorno del detto Santo Titolare.
 
In questa Parochia s'oferiscono nella commemorazione dé fedeli defonti  Primitie di denari, e candelette accese.
 
Nelli giorni solenni si fanno oblationi di denari.
 
Nella benedittione delle Case nella settimana santa sogliono dare due ova per Casa, con qualche altra cosa.
 
Li sposi nella benedittione nutiale offeriscono sei cavalline almeno;
 
Et una le donne doppo il parto.
 
Consuetudini intorno à funerali: se sono dé corpi grossi, li heredi sogliono dare al R. Rettore una torchia di peso d'una libra in circa con sei, o otto Cavalline, che dentro di quelle s'imprimono, due soldi per la sepoltura, e due per cantar le Littanie, e li Parenti offeriscono alcune piccole candele rosse, e un denaro.
 
Per il settimo danno sei cavalline almeno, e quelli, che si comunicano danno alla Chiesa soldi venti, e dieci per quelli che non si comunicano.
 
Per le sepolture delli figliuoli piccoli danno cavalline tre.
 
Il fu P. Fr. Paolo figlio del fu Dominico Gardone, Capuccino, et al secolo chiamato Sebastiano, lasciò scuti 200 in tanti, Censi, li frutti de quali vadino in un Padre Predicatore, che predichi in la Quaresima à Cona, com’in atti di M. Geronimo Papirio Notaro d'Alessandria li 21 Marzo 1631.
 
LA MASSARIA DELLA CHIESA, e S.MO ROSARIO, sono sostentate di elemosine; com’anche quella del S.mo SACRAMENTO da medemi fratelli, e chionque ha moglie dà ogn'anno una libra di grano per consuetudine, e per obligo una misura solita d'oglio conforme al luogo.
 
In detta Chiesa sono alcuni Legati per celebratione di Messe, come dalle note della Nostra prima Visita dell'anno 1628 à 13 d'ottobre si può vedere.
 
Sopra l'Altar Maggiore M. Giacomo, e Gieronimo Gardoni devono far celebrare tante Messe per £. 3 annue.
 
Idem sopra l’Altare del S.mo Rosario detti M. Giacomo, et Gieronimo Gardoni devono far celebrare tante Messe ogni anno per £. 3, e ne pagano tre per cera annua; e nell'Oratorio dé SS. Fabiano, e Sebastiano, anche ch’in tutto pagano £. l2.
 
Li heredi di Battista Ordano pagano per Legato £. 5 per tante Messe sopra l'Altare del Rosario, et una lira per cera.
 
Gio. Ordano lasciò la sua heredità per celebratione d'una. Messa la settimana, et il resto per reparatione dell'Altare del S.mo Rosario.
 
Gio. Battista Gardone fu Domenico ha fatto legato sopra il dett'Altare del Rosario di £. 6 annue, una per cera, e le altre per Messe sopra dett'Altare.
 
Il fu Gio. Arduino nel suo testamento ricevuto per M. Bartholomeo Sifredo Notaro li 25 Marzo 1617 instituì herede la Capella del S.mo Rosario, qual heredità consiste in una casa, e terra contigua, et altri beni, acciò si celebri una Messa la settimana; e quello vi avanza, si spendi in repara-tione di dett'Altare.
 
Il fu Bartholomeo Gardone, e Maitina sua moglie lasciorno £. 100 da impiegarsi in Censo per celebratione di tante Messe per il reddito sopra dett'Altare del S.mo Rosario, e più una lira per la Cera da spendersi per dette Messe, com'in atti di M. Bartholomeo Sifredo Notaro 1603.
 
L'anno 1624 à 6 di settembre in atti del fu M. Geronimo Siffredo Notaro il fu Gio. Antonio Rosa della Valle di Andora ha ordinato, che per li suoi fideicommissarii da nominarsi, si dovessero vendere in un, o due volte tanti frutti delli suoi beni, di valore di scuti Cento da lire 4 l'uno di Genova, quali scuti 100 si debbano collocare per detti fideicommissarii in un annuo, e perpetuo Censo, del reddito del quale si debba celebrare una Messa la settimana.
 
Più ha ordinato si dovese anche vendere tanti frutti di valuta di scuti 50 da £. 4 di Genova, quali scuti 50 anco si debbano collocare in perpetuo Censo, et il reddito serva per la celebratione di due Messe ogni mese, e se il medemo prezzo non fusse sufficiente per detta celebratione, ha ordinato, che si debba vendere un pezzo di terra agregato d'olive, chiamato l'oliveto, sotto suoi Confini, et ha nominato per suoi fideicommissarii Giacomo Siffredo fu Benedetto suo suocero, e Gio. Siffredo figlio di Benedetto.  Qual Legato fu da Noi comprovato dell'anno 1642 li 30 Agosto, com'appare à pieno in atti della Corte Episcopale.
 
Sopra la Capella della Purificatione de Jurepatronato amovibile de M. Gio. Battista Gardone, si celebra ogni giorno.
 
Il fu P. Pietro Maria da Sant'0rsola Gardone lasciò pezze 500, con conditione che per anni sette li redditi dovessero spendersi in reparatione, et ornamento della detta Capella della Purificatione, e di sant’Orsola;
 
E poi in perpetuo distribuirsi in meritare povere fantine.
 
Item scuti 100 argento per spendere nell’edificatione ella Chiesa, dando però la Communità il sito per la Capella, come il tutto consta in atti di M. Geronimo Sifredo Notaro del 1628 à 9 d'ottobre.
 
Il fu Domenico Gardone li 9 ottobre 1607 in atti di M. Bartholomeo Sifredo Notaro, institui una Capellania, con carrico di tre Messe la settimana, et assignò una terra detta Battagliosa. E poi del 1628 à 28 Aprile il P. Fr. Pietro Maria da Sant'0rsola Chierico Regolare dé Scuole Pie, in secolo detto Pietro Maria, augumentò detta Capellania in Messe cinque la settimana, et assignò un Censo di £. 4000 di nuovo fatto, e confermato da Maria moglie di detto Domenico, e da M. Gio. Battista, e M. Bartholomeo loro figli, et il tutto approvato dalla Nostra Corte del 1629 à 20 Genaro.
 
Battista Rosa lasciò per suo testamento fatto in Genova lire 7.10 l'anno per tante Messe nella detta Parochiale, rogato da M.....
 
Gio. Antonio Rosa lasciò due Messe la settimana per suo testamento, ricevuto da M. Geronimo Sifredo Notaro.
 
Giuliano Ordano lascio £. 6 per tante Messe, et una per cera.
 
Il fu Cristoforo Sifredo fu Gio. lasciò una terra detta la Soria, cioè parte, per scuti 50 per celebratione di tante Messe per li frutti di essi, com'in atti di M. Geronimo Sifredo Notaro.
 
Viviano Mano lasciò £. 2 l'anno per tante Messe, com'in atti di M. Barthilomeo Sifredo Notaro li 25 Marzo 1617 et obligo tutti li suoi beni.
 
Paolo Gardone lasciò tre Messe l'anno.
 
ANIME DI COMMUNIONE 170IN TUTTO 300FOGAGGI 70
 
L’ORATORIO DI S. BERNARDO ABATE dé Disciplinanti, ha di reddito £. 24, che consistono in tanti debitori, le quali vengono impiegate per celebratione di Messe, et in reparo di esso.
 
L'ORATORIO DELLA NATIVITA' di N. Signora della Villa dé Garassini, è mantenuto di pie elemosine, e vi sono alquanti Legati, con oblighi di Messe, come più diffusamente si può scorgere dalle precitate note.
 
L’ORATORIO DE SS. FABIANO E SEBASTIANO, nella villa dé Moltedo, è mantenuto di elemosine; e nel quale sono alcuno oblighi di Messe.
 
Di più tiene £. 9 in circa, di reddito, consistenti in redditi di terre, cioè parte in reparatione, e parte in celebratione di Messe.
 
(Vesi pure in appresso dopo i Confini).
 
Il fu Alessandro Calandria per suo testamento ricevuto da M. Bartholomeo Sifredo 1624 à 14 di Genaro, lasciò scuti 200 moneta di Genova, dé redditi dé quali si celebrino tante Messe nell'Oratorio di S. Sebastiano, e di S. Michele di Moltedo; e la sua heredità è restata solo in £. 500 per celebratione di tante Messe.
 
La fu Mariola figlia del fu Bernardo Terruzzo, moglie di Giacomo Sifredo, ha lasciato all'Oratorio dé SS. Fabiano, e Sebastiano della Villa di Moltedo lire 50 moneta longa, de rediti de quali si celebrino tante Messe, come per suo testamento ricevuto per M. Antonio Stalla del 1588 à 20 d’Aprile.
 
Il fu Gio. Domenico Gardone fu Stefano lasciò per far celebrare tante Messe nell’Oratorio dé SS. Fabiano, e Sebastiano, un Legato di lire tre annue, in atti di M. Guglielmo Stalla Notaro à 14 d'ottobre 1618, con obligo sopra tutti li suoi beni.
 
Theramo Sifredo lasciò £. 50 moneta longa, dé redditi de quali si dichino tante Messe l'anno nell'Oratorio dé SS. Fabiano, e Sebastiano, e per dett'effetto obligò li suoi heredi.
 
(Vedi infra doppo i Confini).
 
L’ORATORIO DE’ SS. FABIANO, E SEBASTIANO nella Villa dé Gordani, è mantenuto d'elemosine, col reddito di £. 3 annue, provenienti da £. 50 di capitale in virtù di legato lasciato da Domenico Gardone.
 
Pelegro Sifredo per legato è obligato far celebrare in dett'Oratorio tante Messe per £. 2 l'anno, sopra tutti li suoi beni.
 
Giacomo Gardone, e Gieronimo suo cugino devono far celebrare tante Messe in dett'Oratorio per £. 15, per le anime d’Antonio, Bernardino, e Gieronimo Gardoni, com'in atti di M. Gueglielmo Stalla Notaro 1598 à 20 d'Aprile.
 
Brigida Ordana lascio £. 100 di Genova per tante Messe de redditi in dett’Oratorio, com’in atti di detto Notaro….e fu perciò conseguito estimo in una terra detta li Manni.
 
Gio Maria Garresino lasciò scuti 41 e mezo, soldi 13, denari 4, che rendono £. 12 l'anno, per tante Messe nell’Oratorio di S. Maria delle Gratie; sopra due terre, dette il Conio, e fascia dell'horto, come in atti di M.  Guglielmo Stalla Notaro li 14 d’ottobre 1618.
 
CONFINI DELLA PAROCHIA: verso S. Bartholomeo: il fossato detto Scalegatore, verso S. Pietro: il fossato del domo, o del Passo; verso li Faraldi: lasommità della Colla; verso S. Lorenzo: il fossato chiamato Cantalupo.
 
Il fu Giacomo Siffredo fu Andrea del luogo di Moltedo per suo ultimo testamento rogato a M. Gio. Battista Divitia dell'anno 1628 à 13 Febraro, lascio una terra all'Oratorio di S. Sebastiano di detto luogo, quale si chiama sopra le Case dé Colandri, ad effetto, e con obligo, che li Massari ne dovessero prender il possesso, e farle celebrar tante Messe.
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[*] Trascrizione effettuata da "Sacro e vago Giardinello, e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga" - In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d’Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, vol. II, Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto
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