PAROCHIALE DI SANTA MARIA DEL BOSCO - Andora nel tempo

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PAROCHIALE DI SANTA MARIA DEL BOSCO

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PAROCHIALE DI
S. MARIA DEL BOSCO DI STELLANELLO
CAPPELLA SOPRANA
(Trascrizione [*] di Mario Vassallo)



 
Ben'aventurate anime, che quasi à capo della Valle volsero signoreggiare, non solo la verdeggiante, et amena campagna, ma anco dominare il gregge tutto della Valle dedicato alla disciplina Christiana, et alzorno Chiesa mediocre alla Regina dè Cieli sott'il mistero glorioso dell'Assonta, che quasi sentinella di tutte le altre Chiese fa la scorta, e dell'anno 1570 volsero le divote anime alzar Campanile di Parochiale in alto Poggio, ea quasi in rupe silvestre, da che prese il nome del bosco, in vaga vista del Mare, e dominante prospettiva di campagna, à radici d'altissimo monte, d'una nave, e due ali, alla rustica, e modernamente sopra colonne materiali eretta, col Choro di proportionata Cupola adombrato verso occidente, e facciata verso oriente, con semplice, e nero portale di pietra, nella quale infervorite quelle anime aquistano l'Indulgenze del S.mo Sacramento, e Rosario; et a fianco verso mezo giorno alquanto discosto nasce sopra la strada acqua detta il Roggio, che forma Rivolo entrante in altro maggiore, detto della Rocha, ch'ha capo da vivo fonte, detto Airore, vicin'al Colle detto d'Evigno; et all'altro lato verso tramontana corre Roscello detto della Costa, per prender l'origine da fonte vicino alla contrata, cosi chiamata, e si congionge con altro, detto de Duranti, per la vicinanza della Contrata, così detta, e nasce in un luogo detto li Vernei, mezo miglio discosto, et alquanto più lontano corre maggior aqua, detta Fossato della Chiaza, che sorge da fonte limpido, detto Passo del Beo, quasi un miglio dall'habitato discosto, e tutte entrano nel già nomato fiume detto di Stellanello.
 
La Chiesa di questa Parochia è in honor di N. Signora, sotto titolo dell'Assonta, la quale per esser stata ultimamente fabricata, non è ancora consecrata; ha il Cemiterio anneso e le Case Canonicali lontane, per uso del R. Rettore mantenuto dal Beneficio con scuti 50 in circa.
 
L'anno 1570 à 11 di Marzo, il Sign. Vicario d'Albenga separando la Chiesa sodetta di S. Maria da quella del Testico, condennò il Massaro pro tempore di S. Maria à pagare in perpetuo nella festaa di S. Pietro alli Massari del Testico soldi 24 moneta di Genoa, per tutto quello, e quanto potessero pretendere dalli huomini, e Rettore di S. Maria del Bosco, con pena d'un fiorino, da applicarsi alla Compagnia del S.mo Sacramento ogni volta, che non pagassero detti soldi 24 e di esser sforzati à pagare detti soldi 24, erigendo detta Chiesa in nuova Parochia, et assignando al R. Rettore di S. Maria tutte le terre campili, e pratili, che detto R. Preposito possedeva nel territorio di S. Maria del Bosco, e tutte le decime, Primitie, et offertorii, riservando le Decime prediali, che il detto R. Preposito era solito pigliare per la medema Matrice nel territorio di S. Maria, condennando gli huomini di detto luogo a pagarle ognanno al solito mentre però il R. Preposito del Testico paghi al detto R. Rettore. O moneta longa, quali vadino per sostentamento di detto R. Rettore, e caso che bastassero per detta sostentatione, condennò gli huomini di detto luogo ad assignare à detto R. Rettore somma competente per sua sostentatione congrua, aggravando li RR. di Rettori pro tempore del Bosco ad andare li Sabbati Santo, e di Pentecoste à portare il Cereo Paschale à benedire alla Prepositura del Testico, et a celebrarvi Messa, com'anco il giorno di S. Pietro, e che non possa celebrare in detta Chiesa del Bosco, aggravando il R. Preposito del Testico a dar da disnare al detto R. Rettore secondo la qualità della persona.
 
Fu separata la sudetta Chiesa dalla detta Prepositura del Testico l'anno 1572 à 17 di Giugno, per sentenza data da Mons. Vicario Archiepiscopale di Genova Giudice d'Apellatione, con questo però, che li huomini di S. Maria paghino al R. Preposito del Testico scuti 6 d'oro, ogni festa di S. Pietro, essendo stato assoluto il R. Preposito di detto luogo dalle lire 40 nelle quali fu condannato dal Sig. Vicario d'Albenga; nel restante poi ha confirmato la sentenza di detto Sig. Vicario in tutto come in essa si contiene, assignando al detto R. Rettore di S. Maria tutte le Decime, et obventioni di detta Parochia, come consta dalli atti di M. Agostino Lomellino Notaro, e Cancellere Archiepiscopale di Genova, della cui sentenza ne ha copia autentica M. Lorenzo Gerino Notaro di detto luogo, quale da Noi è stata vista.
 
L'anno 1583 à 19 di Novembre, li huomini di detto luogo di S. Maria notificorno, e confermorno l'Instromento di Dotatione di scuti 30 d'oro d'Italia alla detta Chiesa di S. Maria, rogato da M. Batta Ogero l'anno 1573 à 19 di Novembre, e tutti duoi li sudetti Instromenti si sono visti, et autenticati da M. Gio. Stefano Divitia Notaro, com'appare dalli atti della nostra Corte Episcopale.
 
Si pigliano le Decime di grano, spelta, e vino, et orzo da tutta la Parochia, et il R. Preposito del Testico pro tempore piglia le Decime da quelle persone del Testico, chhanno compro beni nella Villa di S. Maria del Bosco à raggione come sè detto di sopra.
 
Primitie nel giorno d Morti, di grano, spelta, fichi, et oblationi nelle solennità di denari, e candelette.
 
Per la benedittione nutiale cavalline otto. -
 
Per la benedittione delle donne di parto vengono date per ciascuna almeno ova sei al R. Rettore.
 
Per la benedittione della. Case nella Settimana Santa ogni persona, che si communica, dà due ova al detto R. Rettore.
 
Le altre consuetudini sono ad libitum.
 
Per le sepolture indifferentemente dé corpi grossi danno li heredi quatro libre di grano, tre ova, un poco di sale, et un ceritto da coloro, che possedono qualche cosa, con l'offerta delle candele nel tempo che V si cantano le Litanie.
 
Per li settimi duoi fiorini.
 
Per la sepoltura dé corpi piccoli duoi fiorini.
 
Per la sepoltura delli forastieri indifferentemente un scuto d'oro.
 
La Chiesa è mantenuta d'elemosine, non havendo se non alcuni legati di Messe, come si raccoglie dalle note della nostra prima Visita dell'anno 1628 à 16 d'ottobre.
 
LA COMPAGNIA DEL S.MO SACRAMENTO è mantenuta d'elemosine,
 
LA COMPAGNIA DEL S.MO ROSARIO parimente è mantenuta d'elemosine; ha però una terra nominata il Campo, di reddito lire sette.
 
P. Dominico Montanaro lasciò Messe due la settimana sopra l'Altare del S.mo Rosario.
 
La MASSERIA della Capella di S. Gio. Batta ha di reddito £. 7 in circa. d'una terra, che si chiama del Loro, o vero della Chiesa; e più £. 3 moneta antica per piggione d'un albero d'oliva, che si nomina del Ceriaro.
 
Il fu Domenico Danio lasciò due Messe l'anno, per quali obligò Gio. Conteo suo herede, come per Instromento ricevuto da M. Domenico Gerino Notaro.
 
Il fu Lorenzo Bosio lasciò due Messe l'anno, obligando il Massaro dell'Oratorio di S. Maria di Loreto, com'in atti di M. Lorenzo Gerino Notaro.
 
Il fu Francesco Bosio lasciò due Messe l'anno, obligando il detto Massaro di dett'0ratorio, com'in atti di detto Notaro Gerino.
 
Il fu Benedetto Bosio lasciò due Messe l'anno per quali obligò il Massaro di dett'Oratorio di Loreto, come in atti di detto M. Lorenzo Gerino Notaro.
 
Il fu Battista Durante lasciò due Messe l'anno, obligando Gio. Durante suo herede, come per mano del medemo Batta dell'1629.
 
La fu Bianchineta Dania lasciò due Messe annue in detta Parochiale, con obligo sopra due terre, dette, una la Fascia, e l'altra dett'il Campo, com'in atti di M. Adriano Aycardo Notaro dell'anno 1629.
 
Il fu Agostino Danio lasciò Messe sei annue, per li frutti d'albero d'oliva, com'in atti di detto M. Lorenzo Gerino Notaro.
 
Il fu Gio. Danio lasciò due Messe l'anno in detta Parochiale dell'anno 1598.
 
Alessandro Durante lasciò Messe cinque annue in detta Parochiale dell'anno 1621.
 
Agosto Durante lasciò Messe sei annue in detta Parochiele per li frutti d'un albero d'olive, dell'anno 1625.
 
ANIME DI COMMUNIONE 200   -   IN TUTTO 500   -   FOGAGGI 55
 
L’ORATORIO DI SANTA CATTARINA Vergine e Martire: dé Disciplinanti ha solamente £. 4 di reddito, che si cavano da piggioni di terre, e d'albero d'oliva.
 
L’ORATORIO DI SAN MAORO del Castello ha di reddito per riparo £ 6 da una terra castaneativa, detta il Piano della Noce; et un'albero di castagna vicine.
 
L’ORATORIO campestre DI S. TELAMO ha di reddito £. 20, che si pigliano da una terra chiamata la Costa.
 
L’ORATORIO campestre DI SAN SEBASTIANO della Villa dé Duranti, ha di reddito £. 4, che si pigliano da una terra chiamata la Chiazza.
 
Alessandro Durante ha fatto un legato di scuti 10 li frutti de quali debbano servire in far celebrare cinque Messe annue, da pagarsi da Marc’Antonio e Battista Duranti suoi heredi.
 
L’ORATORIO DELLA VISITAZIONE di N. SIGNORA nella villa di Bozzo, ha di reddito £. 9, che si pigliano da terre, una detta Bavoso, un'altra le Valette, et un'altra detta il Calvo; la metà de frutti de quali s'applica in far celebrar tante Messe.
 
CONFINI DELLA PAROCHIA: verso il Testico: la Costa di Costiglione in una parte, et in l'altra parte la Costa delle Scravae; verso S. Vincenzo: la Fiumara da una parte, e dall'altra il fossato detto del Pizzo; verso Chiosanico, Gazzelli, Torria, et Evigno: la sommità della Colla, detta Scortegabecco.
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[*] Trascrizione effettuata da "Sacro e vago Giardinello, e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga" - In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d’Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, vol. II, Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto
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