PAROCHIALE DI SAN BARTHOLOMEO - Andora nel tempo

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PAROCHIALE DI SAN BARTHOLOMEO

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PAROCHIALE DI
S. BARTHOLOMEO D’ANDORA
(Trascrizione [*] di Maria Teresa Nasi)



 
In concava Va1le, di varii alberi piena vicin'alle correnti aque del fiume già nomato, risiede sacro albergo dedicato all'indefesso Predicatore della parola di Christo Bartholomeo l'Apostolo, d'una nave, e due ali, sopra materiali colonne sostenuta, quasi da per tutto di divote figure della Passione del Nostro Salvatore, e d'altri Santi, depinta, che non men divotione, che compontione apporta alli fideli, che vi concorrono per l'aquisto dell’Indulgenze del S.mo Sacramento, e Rosario. Tien il Choro à levante, e faccia à ponente, adorna di nero, e ben scolpito Portale di pietra, sopra cui scolpita si vede la figura del santo Titolare, con l'Annontiata, e sotto scritto 1620, fu depinta in parte del 1499 come dimostra detto millesimo nella parte destra dell'entrante, et all’altra del 1544, come chiaramente dimostra la dett’Inscrittione; fa per se stessa chiara la sua antichità questa chiesa per la rustica sua struttura.
 
Poco lontano verso tramontana corre picciol Rivolo, detto Fossato de Divitii, per haver capo da un fonte cosi chiamato, per la vicinanza à certe Case di questo Parentato; e verso levante altro detto fossato d'Agossti, per sorger in fonte cosi chiamato, vicino alla contrata delli Agosti, et entrano nel detto fiume inviandosi verso Andora.
 
La Chiesa Parochiale di detto luogo è dedicata al medemo San Bartholomeo Apostolo, la quale non consta se sii consacrata; ha Cemiterio, e Case Canonicali contigue per habitatione del R. Rettore, col reddito discuti 40 in circa.
 
La Chiesa non ha altro reddito, che mezo barrile d'oglio, che si cava da una terra detta Tegorella, e s'impiega in comprare certe candele chiamate l’Illuminare, quali nelle feste solenni ardono, mentre si celebrano li divini officii.
 
La fameglia de Mollinari ha lasciato un'Illuminario di Censi 13, e perciò è obligata una terra detta la Luminara.
 
(Vedi anche in fine).
 
LA MASSARIA DI DETTA CHIESA è mantenuta d'elemosine.
 
Questa Chiesa per quanto si vede è Matrice di sant’Andrea di Cona, e di S. Lorenzo di Stellanello, come a suoi luoghi più diffusamente appare.
 
Il R. Rettore di detta Parochiale suole per consuetudine andar a cantare Messa, e Vespero nelle Chiese di S. Andrea di Cona e S. Lorenzo di Stellanello nel giorno delle loro feste respettivamente Titolari, li Rev.di Rettori de quali sogliono darle disnaro.
 
Il R. P. Gio. Battista Anfosso `moderno Rettore di detta Parochiale dice, il Molino del Brugeti essere obligato pagare ogn'anno stara due di grano, o vero il possessor di esso, per esser fondato in una terra della chiesa.
 
Il R. Rettore raccoglie per le Decime di ciascheduno fuoco, un fascio di grano, et un secchio di vino (eccettuata però la Villa di Baro).
 
Raccoglie parimente Decime nella Villa di Pian Rosso, cura di S. Pietro, a Bosoneto Parochia di Stellanello, da quelli quelli fuochi però, che possedono terre, o possessioni in questa Parochia, com'afferma il detto R. P. Gio. Battista Anfosso Rettore al presente.
 
Spettano similmente al R. Rettore le oblationi de denari, e candele che si fanno nelli giorni solenni.
 
Le Primitie il giorno della commemoratione dé fedeli defonti s'offeriscono di denari, candele, e fichi.
 
Il Venerdì Santo all'adoratione della Croce si fa offerta di denari,e candele.
 
Nella benedittione delle Case nella settimana santa li capi di Casa sogliono dare almeno due ova, o altre cose mangiative.
 
Intorno à Funerali de corpi grossi, e settime, osservano le medeme consuetudini della Chiesa di S. Pietro, salvo che li figliuoli piccoli sogliono dare almeno otto cavalline.
 
Li sposi offeriscono duoi fiorini.
 
Le Donne doppo il parto due cavalline.
 
Il R. P. Predicatore ogn'anno ha di elemosina scuti 12 in moneta corrente, che si. cavano da annui Censi fatti da persone di detta Parochia, come da publici Instromenti, che il tutto si raccoglie dalle note della Nostra prima Visita del1'anno 1628 à 14 d'ottobre.
 
Il fu Gio Maria Sifredo l'anno 1623 à 11 Giugno in Atti di M. Girolamo Sifredo Notaro, lasciò £. 25 di capitale, il reddito de quali si dia al R. P. Predicatore della Quaresima.
 
Il fu Gio. Antonio Raimondo nel suo testamento ricevuto da M. Gierolamo Sifredo Notaro l'anno 1623 à 24 marzo, lascia tutta la sua heredità alli Procuratori delli RR. Padri, che predicano la Quaresima, et in particolare la terra sita nella Villa de Begorella, chiamata la Cha de Giandino; vuole che delli frutti si paghino alcuni legati, et il restante vedi con 1'altra heredità, come sopra alli detti Procuratori di detti RR. Padri.
 
In detta Chiesa sono alcuni Legati, et oblighi di Messe.
 
LA MASSERIA DEL S.MO SACRAMENTO ha solamente di reddito alberi d’olive; nel resto è mantenuta d'elemosine.
 
Il fu Battaista Sifredo lasciò quattro alberi d'olive nelle socie al Corpus Domini li 29 luglio 1629.
 
LA MASSERIA DEL S.MO ROSARIO ha di reddito soldi 30 per una terra detta il zerbo della castagna, e del Molino; nel resto è mantenuta d'elemosine.
 
Il fu Nicolao Mauritio nel suo ultimo testamento ricevuto da M. Gieronimo Sifredo del 1622..... sostituì la Capella del S.mo Rosario herede di tutti li suoi beni, con obligo che li redditi fussero impiegati in un Capellano, per celebrare la santa Messa.
 
Il fu M. Battista Gardone lasciò un legato di due Messe la settimana per l'anima di Cattarina Brugheta, per quali assignò tanti Censi, e terre in Atti di M. Girolamo Sifredo Notaro 1624 à 24 Marzo.
 
Il fu Luca Morro in atti di Pietro Boero Notaro li 20 Agosto del 1548 lasciò £. 100 di capitale, et obligò una terra detta l'Idorella per una Messa la settimana, sopra l'Altare del S.mo Rosario.
 
Il fu Battista Sifredo lasciò all'Altare del S. mo Rosario tutti li arbori d'olive nella terra detta li Canci.
 
Il fu Giacomo Sifredo lasciò una Messa il mese sopra l'Altare di S. Stefano, per il capitale di £. 100, et il reddito di £. 6 che paga suo figlio Gierolamo, come in atti di M. Bartholomeo Siffredo Notaro l'anno1613 .....
 
Il R. Rettore è obligato mantenere un brandone all'Altare di S. Stefano, per accendersi ogni volta, che ivi si celebra Messa all'elevatione del S.mo Sacramento, come fu ordinato da Mons. Rev.mo Fiesco l'anno 1607 à14 ottobre: godendo a quest'effetto una terra chiamata il Pian di S. Stefano.
 
Il fu Andrieta Morro obligò li suoi heredi à far celebrare Messe 4 l'anno in detta Parochiale, come in atti di M. Ambrogio Confredo Notaro1623 à ...Deoembre.
 
Il fu Bartholomeo  Gagino lasciò un'annuale, et obligò tre fascie dette lo Scagno, l'anno 1634 à 17 maggio.
 
Il fu Biagio Rebecco lasciò 4 Messe l'anno, et obligo li suoi heredi in atti di M........
 
Il fu Gio. Antonio Cavallo lascio un'oliva detta Fascia con obligo di tante Messe.
 
Il fu Dominico Olivero lasciò tante Messe per una terra detta lo Corinà della Colleta.
 
Il fu Amadelmo  Confredo lasciò lire 2 l'anno da spendersi per suoi heredi per tante Messe in atti di M. Ambrogio Confredo Notaro 1621 à ...d'Agosto.
 
Il fu Gio. Antonio Raimondo per atto ricevuto da M. Geronimo Sifredo Notaro li 24 Maggio 1623 lasciò due fascie, dette sotto Chà de Rebadi, acciò li Masari della Chiesa, Oratorii, et opere pie facino celebrare tante Messe ogn'uno per sua portione.
 
ANIME DI COMMUNIONE 225    IN TUTTO 300    FOGAGGI 43
 
L'ORATORIO DI S. MICHELE ARCANGELO nella Villa di Moltedo, tien di reddito per riparo lire 4 annue, consistenti in quattro alberi d'olive, e sonovi alcuni Legati con obligo di Messe.
 
M. Bartholomeo Sifredo in atti di M. Gerolamo Sifredo, li 23 settembre1634 lasciò una Messa la settimana nell'Oratorio di S. Michele, per ilr eddito di £. 400.
 
Thomaso Sifredo è obligato far celebrare tante Messe per un'albero di castagna, in dett'Oratorio, come per Decreto di Visita li 17 Maggio1634.
 
Il fu Alessandro Calandica lasciò £. 100 per celebratione di tante Messe per li redditi, parte nel dett'Oratorio di S. Michele, e parte in quello di S. Sebastiano di Mortedo, come in atti di M. Bartholomeo Sifredo Notaro 1624.
 
La fu Brigida Sifreda lasciò un Censo di £. 50, del reddito de quali si celebrino tante Messe come sopra, per testamento ricevuto da M. Bartholomeo Sifredo Notaro.
 
L'ORATORIO DI S. SEBASTIANO nel luogo di Tegorella ha per riparo £. 12 in circa, che si cavano da alcuni alberi d'olive, consistenti in tre pezzi di terre.
 
La fu Violantina Confreda lasciò due terre dette, una la Costa, e l'altra l'Ordiano, del reddito de quali, ch’è £. 14.10. si celebrano tante Messe in dett'Oratorio di S. Sebastiano.
 
L’ORATORIO DI S. LUCIA nel luogo di Roseghina, è mantenuto d'elemosine,et è annesso alla cura, con obligo al Rettore di celebrarvi una Messa la settimana, per li redditi d'un Campo, che si chiama l'Oliveto di S. Lucia, col reddito d'uno barrile d'oglio l'anno.
 
La fu Maria Ordana lasciò una terra detta Rinaldo, per celebrazione di ante Messe in dett'Oratorio.
 
L’ORATORIO DI S. MAORO nella Villa dé Lanfredi, ha alcuni Legati di Messe, ed è stato fabricato da Battista, Gio. Battista, e Andrea Lanfredi, da quali viene mantenuto.
 
Il fu Domenico Lanfredo lasciò due Messe il mese sopra l'Altare di S. Maoro, et è obligata una terra detta il Giardino che rende £. 6, quale fu assignata l'anno 1587 li 9 di settembre.
 
Il fu Battaista Olivero lasciò al dett'Oratorio di S. Maoro £ 12 annue, con obligo di tante Messe, come in atti di M. Battista Michelo Notaro1617 å ....d'Agosto.
 
Gio. Stefano Lanfredo lasciò £. 4 per celebratione di tante Messe in dett'Oratorio, come in atti di M. Pietro Divitia Notaro li 20 febraro 1620.
 
CONFINI DEA PAROCHIA: verso Bossonetto: i fossato detto Bossonetto; - verso S. Pietro: sino a sant’Anna excusive; verso cona: fossato da discarricatore.
 
Dell'anno 1637 à 15 Novembre in Atto di Visita, s'è convertito l'illuminaria delle tredici candele per illuminare il S.mo Sacramento nella detta Chiesa fra la Messa Parochiale nei giorni di Domeniche, e feste, in due Brandoni di Cera bianca, sopra due bracci di ferro, uno di quà e 'atro di à de'Atare; e questo per la terra olivata detta Illuminara lasciata dalla Fameglia de Molinari, come resta notato sopra.
 
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[*] Trascrizione effettuata da "Sacro e vago Giardinello, e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga" - In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d’Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, vol. II, Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto
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