PAROCHIALE DI SAN DAMIANO - Andora nel tempo

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PAROCHIALE DI SAN DAMIANO

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PAROCHIALE DI
S. DAMIANO DI STELLANELLO
(Trascrizione [*] di Mario Vassallo)



 
Vedesi a falde del monte, sopra nuda Collina terminata al già detto capo delle Mele, eretto sacro Albergo, dedicato alli Martiri Cosmo, e Damiano, verissimi medici delle anime, dall'aiuto de quali confidato, et animato s'ellesse il nome di S. Damiano quell'anhelante Gregge, per maggiormente dimostrare l'interna loro divotione, deliberò del 1450 esser numerato tra le Parochiali, havendo eretto alli sudetti santi sacro Tempio d'una nave, e due ali, al dorico, di vaga, e dilettevole compositione, solevata sopra materiali colonne, il cui Choro varie antiche sì, ma divote e ben delineate figure di molti santi depinto, qual Choro fu dalli medemi Parochiani di elemosina restaurato alli 7 di Giugno dell'anno 1634; e del medemo anno alli 26 di settembre celebrata la prima Messa in honor delli fortissimi Martiri Cipriano, et Giustino, con manifesto contento delli medemi, e dè viandanti, che fermorno il piede à far la sacra Vigilia dé Santi Titolari, e finalmente fu data l'ultima mano del 1637 di spatioso Choro alla moderna fabricato di Dorico, et Corintio à ottangolo, in cui cima della volta apparisce il Padre Eterno in vaga pittura, et in cima à principio di esso scopresi in aria il ritratto dé Santi Titolari, che muovono non solo li Parochiani, ma anche i passeggeri à rimirare le grandezze, e devotione di essa Chiesa; col decentemente adornato Altare risguarda il levante, e la facciata da nero, e ben scolpito portale, con le figure dé Titolari in picciol nicchio di pietra nera sotto proportionata cuba il ponente, con grandissima Piazza, che non men spatiosa, che dilettevole vagheggia la prospettiva del mare, e da per tutto la verdeggiante campagna, che ricrea l'animo non solo dè paesani favoriti delli tesori del S.mo Sacramento, e Rosario, e protetti dal patrocinio d'alquante Reliquie, ma consola e la mente, e la volontà dé concorrenti fra tutto l'anno, massime à grandissimi stuoli il giorno dé Titolari, da ogni etiam lontana parte, per le continue gratie, che alla giornata di loro dimande riportano, come al vivo ci palese la moltitudine de voti, che vi si veggono sin da primi anni, stimandosi antico per le rozze immagini si vedono, e per un'inscrittione di restauratione del 1531 li 11 luglio, che nel muro del Choro á grosse lettere appare.
 
Tien il Cemiterio annesso, e discosta le Case Canonicali.
 
La Chiesa Parochiale è sotto titolo dé SS. Cosmo, e Daminao; non è consacrata; ha contiguo il Cemiterio, e poco discosto le Case Canonicali, habitate dal R. Rettore col reddito del beneficio di scuti 30 in circa, et è mantenuta di elemosine.
 
L'anmo 1452 à 28 Marzo per sentenza data dal Sig. Vicario dell'lll.mo Sig. Cardianl Fiesco Mandatario perpetuo della Chiesa, e Vescovato d'Albenga, fu separata la detta Chiesa di S. Damiano dalla Matrice di S. Pietro del Testico, et eretta in nuova Parochia, obligando il R. Rettore pro tempore della Chiesa di S. Damiano, andare alla Matrice il giorno di S. Pietro nel mese di Giugno, e presentare al R. Sig. Prevosto una libra di candelete di cera, volendo ch'il Sig. Preposito all'incontro sia tenuto dar che disnare al detto R. Rettore, e che possa detto Sig. Preposito il giorno di S. Damiano andare à detta Chiesa, et ivi cantar Messa, e ch'il detto R. Rettore di S. Damiano debba reverentemente accettarlo, come consta da un'atto, o sia Instromento sottoscritto da Gio. Oberto Bosio Notaro.
 
Li Massari di detta Chiesa di S. Damiano sono obligati ogn'anno li 29 Giugno nella festa de SS. Pietro, e Paolo pagare al detto Sig. Prevosto del Testico £. 12 moneta antica d'Albenga.
 
Da certi particolari come Sindici, e Procuratori dell'università della Parochia di S. Damiano di Stellanello, fu fatta promissione, et conventione di pagare annualmente ad un Sacerdote, ch'habbi da servire nella Chiesa di S. Damiano £. 100 moneta d'Albenga, per sostentamento di esso, s d'un Chierico, computate però in esse le decime, obventioni, oblationi, e redditi spettanti ad essa Chiesa tanto presenti, come futuri; per il che furono obligati tutti li beni della detta università, e ciò attesa la divisione, e dismembratione della detta Chiesa di S. Damiano dalla Chiesa Parochiale Prepositura nuncupata di S. Pietro del Testico, con conditione però, che sempre, e quando la detta Chiesa di S. Damiano havesse redditi oltre le £. 100, in tal caso il soprapiù si debba convertire in reparatione di etta Chiesa di S. Damiano; com'anco che sempre quando detta Chiesa havesse proventi, et obventioni ascendenti a detta somma di £. 100, in tal caso detta Università, et huomini, e loro beni non siano più obligati alla detta Chiesa, o sia Rettore, et il. sopra più.di esse sempre convertirsi debba in reparatione; et in esso fu interposto Decreto, et autorità Episcopale, come più a pieno appare dal medemo Instromento fatto l'anno 1452 à 28 Marzo, rogato da %M. Luca de Ottaviani Cancellere della Corte Episcopale, et estratto da M. Gio. Oberto Bosio Notaro, e da Gio. Stefano Divitia 1629 à 2 Maggio.
 
In detta Chiesa Parochiale di S. Damiano si conservano due particelle di Reliquie di S. Vincenzo Martire, donate dalli Mag.ci Francesco, e Benedetto fratelli de Viali, figli del M.co Agostino, al R. Gio. Antonio Bonavisa, ad effettodi collocarle in detta Chiesa, com'appare per Instromento publico rogato da M. Silvestro Merello Notaro, e Cancellere della Corte Archiepiscopale di Genoa dell'anno 1626, quali Reliquie sono state riconosciute da Noi del 1627 à 3 di Novembre per Instromento rogato da M. Gio. Andrea Lamberto Notaro, e Cancellere, et ultimamente anco in Visita son state di nuovo rivedute, et approvate, che si conservano in tabernacolo d'argento, ornato con suo cristallo dell'anno 1628 à 17 d’ottobre, come consta dalle note di detta nostra prima Visita dett'anno, e giorno.
 
Si pagano le decime di grano, vino, et orzo, cioè il Popolo dà di 20 uno, uno all'Ecc.mo Sig. Prencipe, e la quarta parte del raccolto spetta al R. Rettore.
 
Primitie di fichi nel giorno di tutti li morti.
 
Oblationi nelle feste solenni de denari, e Candele.
 
Per l'adoratione della Croce il Venerdì Santo una candeletta per ciascuno.
 
Per la benedittione post partum tre ova almeno.
 
Per le benedittioni delle Case la Settimana Santa, due ova per ogn'uno, che si communica.
 
Per la sepoltura de Corpi grossi, e de Capi di Casa, li heredi di essi sogliono dare un moturale di grano, tre ova, con alquanto sale, et alcune persone commode sogliono dare una candela, offerta di candele accese da circonstanti.
 
Per la Messa otto cavalline, com'anco alli settimi, trigesimi.
 
Per la sepoltura indifferentemente dé foarastieri un scuto d'oro.
 
Per la sepoltura dé corpi piccoli cavalline tre.
 
LA COMPAGNIA DEL S.mo SACRAMENTO si è convenuta, che tutti li fratelli di essa Compagnia siano tenuti, ch'ogn'uno, che mancherà di accompagnare il S.mo Sacramento all'Infermi, paghi due soldi per ogni volta, che mancherà, da applicarsi ad uso della medema Compagnia, e la medema conventione hanno fatto per tutti quelli fratelli, che mancheranno e non interverranno il Giovedì, et Venerdì Santo, e nella festa, et ottava del Corpus Domini alle Processioni, il che tutto s'osserva per quartiere, come consta dal libro della Massaria di detta Compagnia, e dalle note della detta nostra prima Visita del 1628 à 17 d'ottobre.
 
Ogni fuoco per mantenere la lampada dà una pinta d'oleo.
 
Parimente LA COMPAGNIA, o sia MASSARIA DEL S.mo ROSARIO vien mantenuta di elemosine, et in essa sono alquanti legati, con obligo di Messe, descritti in una carta, o tavoletta collocata nella Sacrestia, come dalle dette Note appare.
 
Francesco Divitia fu Benedetto fece legato sopra una sua terra, chiamata olim il Chioso del Rango, aggregata d'olive, fichi, vigna, e seminativa, d'un scuto argento con corona di Genova per celebratione di tante Messe sopra l'Altare del S.mo Rosario, com'appare in atti di M. Gio. Stefano Divitia Notaro 1637 à 23 Novembre.
 
Gio Batta Divitia fu Gio. è obligato far celebrare Messe due la settimana sopra l'Altare della B. V. del Carmine, com'appare in atti di M. Lorenzo Laurero Notaro 1632 à .....d'Agosto.
 
Prima die Mercurii, vel alia die non impedita cuiuslibet mensis celebretur Missa pro animabus Defunctorum Societatis B. M. de Carmine.
 
M. Leone Divitia ha lasciato una Messa la settimana in perpetuo.
 
Gioannina Gaglioria fu Francesco nel suo ultimo testamento, rogato à M. Leonardo Divitia 1606 à 9 Decembre ha lasciato Messe annue in perpetuo da celebrarsi per il R. Rettore, et instituì suo herede Gio. .Ambrosio Divitia figlio di Francesco e suo nipote.
 
Georgio Gagliorio fu Emanuello è ubligato pagare al detto R. Rettore £. 6.10. annue di moneta antica, per celebratione di_tante Messe per l'anima del fu Giacomo Trucco, com'in atti di M. Leonardo Divitia Notaro 1595 a 12 Febraro.
 
Battista Gagliolo fu Damiano fece legato di Messe otto l'anno, quattro sopra il Carmine, e quattro all'Oratorio di S. Sebastiano, et ha ubligato una terra, detta di Leaci, in atti di M. Gio. Stefano Divitia Notaro del 1635 à l9 di Decembre.
 
Prima die lunae vel alia non impedita cuiuslibet. mensis celebretur Missa una pro animabus_Societatis Suffragii super Altare SS. Innocentium.
 
L'anno 1632 li 27 Agosto per Instrumentum ricevuto da M. Gio. Lorenzo Laorero Notaro, M. Gio. Battista Divitia fu Gio. di Stellanello, in essecutione d'un suo voto, fondò, et institui una Capella sotto titolo di N. Signora del Monte Carmello, havuta prima licenza dall'Ordinario, nel luogo vicino alla Capelladel nome di Dio, e la dotò d'una terra nel poder di Stellanello, aggregata, detta il Chioso di Poncione, e le assignò un'annuo Censo di quattro pezze da otto reali annue, venduto per Francesco, et Geronimo fratelli Morretti fu Antonio, per il capitale di pezze 50 simili.
 
Di più un'altro Censo di tre quarti di doppia di Spagna, venduto per Gio. Maria Montello fu Bernardo, per capitale di doppie 10 e meza simili, comprehendendo però in detta fondatione un legato da Leone Divitia Avo paterno di esso, per la sua parte di soldi 10 l'anno; et un'altro di £. 2 fatto per detto Gio. suo Padre, per tante Messe nell'Oratorio di Sant’Antonio di Caglio; et un'altro obligo per esso fatto d'una Messa la settimana, da far celebrar per il Capellano da accordarsi per la Comunità, risalvando il Juspatronato, e facoltà di disponer di esso nel suo testamento, instituendola amovibile ad nutum Patronorum con obligo al Capellano di due Messe la settimana sopra dett'Altare, con reddito di pezze dodeci da otto reali l'anno, dichiarando si celebrino dette Messe una il Mercoledì, e l'altra il sabbato, e le due terze parti siano per li morti; risalvandosi facoltà di variar dette Messe, e dette assignationi, e mutarle in altri Censi, o stabili, che rendino però sempre dette pezze 12 l'anno. Il che tutto fu approvato con dett'Instromento da Noi in atto di Visita di detta Parochiale li 14 Maggio 1634 per Instromento ricevuto da M. Gio. Batta Ruggero Notaro, e Cancellere Vescoale d'Albenga.
 
L'anno 1632 à 2 di Marzo, il fu M. Leone Divitia fu Giacomo di Stellanello, per Instromento ricevuto da M. Gieronimo Castellana Notaro, fondò una perpetua Capellania sotto titolo di N. Signora di Consolatione, e di S. Giob, de Jurepatronato Laicorum amovibile, con obligo d'una Messa la settimana; alla quale per dote assignò una terra detta il Conio, nel territorio di S. Vincenzo, et un'altra in detto territorio detta Lavaggii et un'altra anco in detto territorio, pur chiamata Lavaggii sotto loro respettivamente confini, et un'altra nel territorio di S. Cosmo, e Damiano detta il Mantego, con conditione ch'esso, e suoi heredi possano tenersi dette terre, pagando al Capellano l'elemosina di dette Messe, e ch'assignando tanti Censi, che rendano detta elemosina, come dal Rev.mo Ordinario sarà statuito, detti beni siani liberi di esso M. Leone, o suoi heredi.
 
Sopra l'Altare delli Innocenti de Jurepatronato di M. Gio. Dominico Divitia, è fondata Capellania d'una Messa la settimana.
 
Alessandro Divitia lasciò £. 6.10. per tante Messe, et obligò la terra detta Chiancarie, per testamento ricevuto da M. Leonardo Divitia Notaro li 23 luglio 1573, e del 1621 à 12 Aprile Giacomo Divitia ha fatto obligo per detto legato, com'in atti M. Gio. Stefano Divitia, e vien hora sodisfatto da suoi heredi.
 
Berthone Bonavia lasciò per testamento ricevuto da M. Bernardino Rotondo Notaro li 4 d'Agosto 1585 il reddito di £. 100 monetae olim, per tante Messe, e vengono pagate £. 6 di detta moneta da Bartholomeo Bonavia fu Lorenzo, com'in atti di Gio. Dominico Divitia Notaro 1626 à 26 Aprile.
 
Del 1595 à 11 d'Agosto Berthone Laurero obligò il possessore d'una terra, detta le Vie Bporche à far celebrar quattro Messe ogn'anno, come in atti di M. Leonardo Divitia Notaro in persona di Battestino Laurero fu Gio. Betta, quale non facendo celebrar dette Messe 4, sia detta terra devoluta al R. Rettore con detto carrico.
 
Giacomo Trucco lasciò £. 6.10. annue per testamento ricevuto da M. Leonardo Divitia Notaro à 12 febraro 1595 per celebratione di tante Messe: paga l'herede.
 
Gieronimo Gagliorio per suo testamento ricevuto da M. Battista Conte Notaro li 29 Aprile 1621 lasciò una fascia con un'oliva, detta da S. Bastiano per celebratione di tante Messe per il R. Rettore.
 
Giovannina. moglie d'Emanuele Laurero per suo testamento ricevuto da Gio. Domenico Divitia Notaro del 1625 è 25 d'Agosto, lascio al R. Rettore una terra detta San Bastiano, per celebratione di tante Messe.
 
Gregorio Laurero per suo testamento ricevuto dal detto Notaro Dio. Domenico Divitia 1626 à 14 Decembre, lasciò una terra con. oliva detta Cinaire, al R. Rettore per celebratione di tante Messe.
 
Angelica figlia di Battista Stalla lasciò un'albero d'oliva, detta Siragno, con obbligo di tante messe per il reddito di esso in perpetuo, come le sudette tutte, dell'anno 1632 à 3 d'Aprile in atti di M...
 
Leonardo Trucco in atti di M. Gio. Stefano Divitia Notaro del 1634 li 9 Giugno, s'è obligato pagare al R. Rettore pro tempore soldi 8 per una Messa l'anno, cominciando à Genaro all'hora futuro, e le allivella un'albero d'oliva, chiamatail Zerbaro, sotto suoi confini.
 
Il P. Francesco Maria Capuccino, al secolo Chiamato Gio' Maria Bonavia, ha fatto legato d'una Messa il mse, e n’è debitore Gio. Francesco Divitia fu Bartholomeo.
 
Ambrosio Gagliorio lascio al R. Rettore pro tempore un'albero d'ol1iva, detta li Tomai, con obligo di due Messe l'anno, li 6 agosto dell'anno 1630.
 
Gio. Maria Chicione ha lasciato al R. Rettore pro tempore un'oliva, del cui reddito celebri tante Messe annue, come in atti di M. Gio. Stefano Divitia Notaro dell'anno 1630 à 30 d'Agosto.
 
Il fu Bartholomeo Divitia fu Gio. lasciò in vita sua una Messa, e tre doppo morte in atti di M. Cesare Morello Notaro del 1637 li 23 di Maggio.
 
ANIME DI COMMUNIONE 270  -   IN TUTTO 308   -  FOGAGGI 82
 
L'ORATORIO DI S. BARTHOLOMEO dé Disciplinanti è mantenuto d'elemosine.
 
Li Confratelli del quale del 1611 à 25 Aprile per Instromento rogato à M. Gio. Antonio Cavallo Notaro, ordinorno di dover perpetuamente far celebrare le Messe di S. Gregorio per le anime dei fratelli defonti, fra giorni 40 dal giorno della morte di quansivoglia fratello, e che per questo fu ordinato, ch'ogn'uno di detta Confraternita paghi per ogni defonto otto, o più denari, come dal dett'Instromento.
 
LI ORATORI DI S. ROCHO nella Villa di Gugnoli, o Caselle, DI S. BERNARDO sopra la Colla, e DI S. ANTQNIO nella Villa Cagli, sono mantenuti d'elemosine, et in essi si celebra respettivamente la Santa Messa.
 
CONFINI DELLA PAROCHIA: verso Garlenda, Bassanego, e Casanuova: la sommità delle Colle; verso S. Bartholomeo d'Andora: il Colletto della Mola; verso S. Lorenzo: il Poggio del Castello, et il Monte detto il Poggio Alto; verso S. Gregorio: il fossato delle Cornarete; verso S. Vincenzo: il Poggio di Corrasana.
 
M. Gio. Batta Divitia di Stellanello, della Contrata di Caglio, ottenne licenza dall'Ordinario sotto l'anno 1634 à 3 di Marzo d'erigere, e fondare una Capella sotto titolo di Santa Maria de Monte Carmello in la Chiesa de SS. Cosma, e Damiano sua Parochiale verso tramontana appresso l'Altare del S.mo Nome di Giesù nel luogo vicino al Confessionale di detta Chiesa, et in ordine à tal licenza l'eresse, e fondò, con dichiara, che dovess'esser per sempre de .Jurepatronatus dell'istesso Gio. Batta, et altri da lui nominandi Patroni come da gli atti. della Corte Episcopale ricevuti per il Sig. Gio. Batta Ruggero Cancellere.
 
Sotto l'istess'anno à 26 Agosto per Instromento rogato da M. Gio. Lorenzo Laurero di Stellanello dotò, e per dote assignò a detta Capella de proprii suoi beni una terra nominata Poncione situata, e qualificata come nell'Instromento, sotto suoi confini;
 
item un Censo di quattro pezzi da otto reali annui dovuto da Gio. Maria Mantello, cedendo le raggioni ad esso competenti in sudetta terra, e contro i sopra espressi debitori al R. Capellano, ch'esso nominerà e presenterà, et in l'avenire presenteranno i Padroni da lui nominandi con dichiara, che resti amovibile, e possa esser eletto, et ammesso à suo beneplacito, e d'altri nominandi Patroni, con carrico di due Messe la settimana.
 
Dal 1634 à 15 Maggio in Visita di sudetta Chiesa Mons. Pier Francesco Costa lodò, e comprovò dett’Instromento di donatione come per li atti ricevuti da detto Cancellere Ruggero.
 
Nell’anno 1645 à 12 Maggio in venerdì detto M. Gio. Batta nel suo ultimo testamento instituisce herede universale su detta Capella di tutti i suoi beni mobili, et immobili, e per se moventi doppo la vita di M.na Gentiletta sua moglie herede usufruttuaria nell'intiero, e totale usufrutto, e nomina Patrone in detto Jus essa M.na Gentiletta moglie, et ogn'altro, ch'essa Gentiletta nominerà in sua vita, o per testamento confidando in essa il secretto del suo cuore circa tal nomina; e nei suoi Codicilli sotto li 16 dell'istesso mese, de quali fu rogato come pur del detto testamento M. Gio. Antonio Merello Notaro conforme l'institutione sudetta, con dichiara, che dè redditi si mantenghino due Capellani, quali habbino à celebrar dodeci Messe la settimana comprese le due sudette conforme alla sua intentione compressa nel testamento.
 
Dell'istesso anno per Instromento rogato da M. Giacomo Maria Divitia di Stellanello il dì 19 Luglio da M.na Gentiletta per sgravo di sua conscienza dichiara dattole da detto suo marito, in cui conformità nomina Patrone il R. P. Francesco Maria della Valle suo cugino germano, giurando che così dal sudetto Gio. Batta marito gli era stato ordinato, commesso, e dichiarato, con facoltà d'elegere, e nominare quello, o quelli Patroni in sudetto Juspatronato à suo arbitrio, come più à pieno dalla lettura di sudetto Instromento, quali però habbin solamente luogo doppo la morte di detta Gentiletta, qual R. P. Francesco Maria servendosi dell'autorità confertagli compare inanti Mons. Ill.mo Rev.mo Costa predetto, e nomina in detto Jus Patrone Clemente della Valle fratello, e suoi descendenti maschi, nati, e da nascere di legittimo Matrimonio, come per gli atti ella detta Corte Episcopale ricevendoli il Sig. Emilio Guido Cancellere l'anno 1646 li 19 Maggio, à qual nomina, et elettione fu interposta l'autorità e Decreto di Mons. Ill.mo sudetto.
 
Di più ordina in detto Codicillo che si distribuischi ogn'anno à Poveri della Parochia di detto luogo, et ad ogn'altro, ch'ivi si trovasse presente, il reddito annuo del Censo dovuto ad esso Codicilante da Francesco Divitia fu Benedetto di pezzi sei e mezo da otto reali da convertirsi in vettoaglie à più utile, e maggior commodo de Poveri à giudicio delli Procuratori di detta Capella, quali già dichiarò il R. Rettore di Villanuova suo fratello Clemente e successori in infinito, e M. Giacomo Maria Fossato figlio di M. Gio. Domenico di Casanuova.
 
Più, ordina, che per riparo delle necessità della Capella. Sudetta si spenda ogn'anno il reddito annuo il reddito annuo che paga la Communità di Basanico per il Censo di doppie cinquanta di capitale, à ragione di sette per Cento, qual reddito è di doppie tre e meza; la meza però lascia alla Chiesa di Bassanico in caso che sia pontuale al pagamento, e non lo differisca più di due anni, da impiegarsi pur in riparo di essa Chiesa Parochiale; dichiarando, ch'ogni volta seguisse la redentione di qualsivoglia de sudetti due Censi, di nuovo s'impieghi al fine respettivo sudetto.
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[*] Trascrizione effettuata da "Sacro e vago Giardinello, e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga" - In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d’Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, vol. II, Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto
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