PAROCHIALE DI SAN LORENZO - Andora nel tempo

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PAROCHIALE DI SAN LORENZO

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PAROCHIALE DI
S. LORENZO DI STELLANELLO
(Trascrizione [*] di Mario Vassallo)



 
L'anima divota del luogo di S. iLorenzo, annidata sin da principio al glorioso Apostolo S. Bartholomeo, volse nondimeno doppo faticoso viaggio fermar il piede in concava Valle, al fine di essa verso l'alto mare, vicin'al corrente fiume detto.......qietare; e dell'anno 1465 pose l’ultima mano, in drizzar Chiesa al porporato Martire Lorenzo, di picciol vaso, in una nave, et ala, alla rustica, et antica, construtta, di Choro posto verso levante, con varie figure dé Santi depinto sin del 1444 à l6 Decembre; arrichita dell'Indulgenze del S.mo Sacramento, e Rosario, con la porta maggiore à ponente, sopra cui è la figura del santo titolare, ch'invita questi devoti alla vera Patria, con la memoria, che l'antipone il circondante Cemiterio d'ogn'intorno, per il quale s'entra in porta à fianco di mezo giorno, adornata di nero, e moderno portale, con moderna, e maestra mano abellito, e postovi del 1602.
 
E poco discoste sono le Case Canonicali, per habitatione del R. Rettore; e dirimpetto ad essa Chiesa scorre limpida aqua, detta Fossato del Bosco, ch'ha capo da un fonte, detto di Cantalupo, un miglio circa discosto; e verso levante altro torrente maggiore, quasi mezo miglio distante da essa Chiesa, che si chiama Fossato dé Confini, per esser à Confini di questa, e giurisditione d'Andora, quale depende da un fonte cristallino, detto di S. Tomaso, vicin'al Colle di S. Bernardo, et entra nel fiume quasi contiguo alla Villa detta Bossaneto.
 
La Chiesa Parochiale è sotto titolo di S. Lorenzo, non è consacrata, ha contiguo il Cemiterio, et alquanto discoste le Case Canonicali per uso del R. Rettore, il quale ha di reddito del beneficio scuti 50 circa.
 
L’anno 1465 à 16 Aprile seguì Instrumento col R. Rettore di S. Bartholomeo d'Andora, e li Massari della Chiesa di S. Lorenzo di Stellanello di convenienza, et accordo per troncare le liti, e differenze, che tra loro vertivano, per la separatione seguita di detta Chiesa di S. Lorenzo, da quella di S. Bartholomeo, che si offerivano, et obbligavano pagare al etto R. Rettore quella portione di Decime che li spetta, et versa vice detto R. Rettore rilascia alli detti l'obligo fatto dal detto R. Rettore di £. 190 moneta corrente in Albenga di capitale, per le quali li pagavano ogn'anno £. 19 di detta moneta, attesa la sentenza arbitrale fatta l'anno 1458 à 15 Maggio, rogata dal fu Oberto Bossio Notaro; e che detta Chiesa di S. Lorenzo sia separata dalla detta di S. Bartholomeo l'ha affermato à Noi in atto di Visita il R. P. Ambrosio Divitia Rettore moderno di San Lorenzo, e com'anche testificano molte quitanze, fatte dal R. Rettore di S. Bartholomeo d_'Andora alli Massari della detta Chiesa di S. Lorenzo di Stellanello; e da molte altre copie autentiche fatte per mano di M. Lorenzo Laurero Notaro del 1629 à 19 Marzo, per le quali appare, che detti Massari pagano annualmente £. 19 moneta longa, che sono per tanti dovuti da detti Massari al detto R. Rettore di S. Bartholomeo, attesa la separatione seguita.
 
Il Choro di detta Parochiale prima in positura verso levante, piccolo, basso, et antico, l'anno corrente 1639 è stato fabricato verso Ponente sino da fondamenti, con moderno lavoro, alto, in volta, secondo la proportione della detta Chiesa, capace, e bello, er onde è stata aggradita detta Chiesa, e totalmente voltata di positura. Si diede principio à tal fabrica il giorno di S. Filippo Neri li 26 Maggio, quale à lodevole perfettione ridotta li 29 Novembre, fu poi di nostra licenza benedetta, servata la forma prescritta dal Rituale Romano, e celebratavi la santa prima Messa
 
dal R. Rettore di essa P. Lorenzo Castellana la prima Domenica dell'Avvento.
 
E dell'anno 1641 è stato elegantemente adornato di gradini, con l'armario ove si ripone il S.mo Sacramento, sopra quale resta collocato il Tabernacolo depinto, et indorato decentemente, con belle figurine, et intagli, di prezzo di scuti quaranta, e più.
 
Portano le Le Primitie in un panerino, fichi, grano, et altre cose, che più li piace.
 
Decime di grano, orzo, spelta, e vino di ottanta uno.
 
E dall'Ecc.mo Sig. Prencipe vien preso da Popolo di venti uno, e delle quattro parti, una spetta al R. Rettore.
 
Oblationi nelle feste solenni.
 
Per la benedittione delle Case la settimana santa ogni persona che si communica suole dare due ova.
 
Per L'adoratione della Croce il Venerdi Santo una candeletta rossa per ogn'uno.
 
Per la benedittione post partum, due cavalline.
 
Per la sepoltura tanto de Capi di Casa, quanto de corpi grossi, si suol dare una conchetina di grano, tre ova, et un pochetino di sale, con farsi anche l'offerta dalli astanti nelle lettanie d'una candeletta piccola, con darsi anco un cerioto bianco al R. Rettore.
 
Per li corpi piccoli non si da cosa alcuna.
 
Alli settimi poi per cantar la Messa sogliono dare cavalline 10, et alli altri Rev.di otto.
 
Per la sepoltura dé cadaveri forastieri indifferentemente un scuto d'oro.
 
Le altre consuetudini sono ad libitum.
 
Il Rev. Rettore di S. Bartholomeo raccoglie le Decime nella Parochia di S. Lorenzo nella Villa di Balsaneto, per le Decime però che detti huomini possedono nella Parochia di S. Bartholomeo.
 
LA MASSARlA DELLA CHIESA è mantenuta d'elemosine, se bene habbi di reddito £. 10.10. annue, che si cavano da tre alberi di castagno, in la terra chiamata di Tomao, et un'altra terra chiamata il Barderò.
 
LA MASSARIA DEL CORPUS DOMINI vien mantenuta d'elemosine, se bene ogni fogaggio suole dare una pinta d'oglio, et. una cavallina. ogn'anno, per obligo fatto tra l'universitå, com'appare dalle note della nostra prima Visita del 1628 à 14 ottobre.
 
LA MASSARIA DEL ROSARIO ha solo di reddito soldi venti da una terra castaneativa lasciata da Giacinto Zerbone, chiamata Buzzanta.
 
Il fu Geronimo Totondo ha lasciato scuti 50 per la fabrica d'una Capella in detta Chiesa di S. Lorenzo, con carrico di tante Messe del reddito di scuti 12 ogn'anno da celebrarsi dal R. Rettore, come per suo testamento ultimo rogato à M. Gio. Antonio Cavallo dell'anno..... e come dalle sudette note appare.
 
Andrea Castellano fece legato di Messe quattro l'anno nella detta Parochiale,con obligo à suoi heredi, quali sono Lorenzo, e Gio. fratelli de Castellani, e figli di dett'Andrea, com'in atti di M. Gio. Auberto Notaro, dell'anno 1564.....
 
Domenico Morretto obligò li suoi heredi, quali sono Batta, et Marc'Antonio fratelli, e suoi figli, di Messe tre, come per Instromento di M. Adorno Giaino Notaro.
 
Bartholomeo Castellana fu Andrea lasciò una terra, detta le Fassiaraire, con obligo di tante Messe, qual terra fu assignata al R. Rettore di detta Chiesa, come in atti di M. Batta Contei Notaro.
 
Battista Moretto obligò li suoi heredi à quattro Messe come sopra.
 
Benedetto Cassollo› obligò li suoi heredi di Messe quattro, come in atti di M. Adorno Gaino Notaro.
 
Adesso è herede di detto Benedetto, Didaco Moretto suo figlio.
 
Brigida Grossa obligò suoi heredi per tre Messe come sopra.
 
Andorinetto Grana lasciò quattro Messe, con obligo di duoi alberi d'olive, sopra la terra detta Cogoruzzo, quale hora è posseduta da Damiano Bonavia, come per Instromento da M. Adorno Giaino Notaro.
 
ANIME Dl COMMUNIONE 230   -   IN TUTTO 325   -   FOGAGGI 70.
 
L’ORATORIO DI Sant’ANTONIO dè Disciplinanti tiene per riparo £. 10 moneta longa, consistenti in livelli, come dal libro della medema Masseria appare.
 
L’ORATORIO DI S. MARIA DELLA NEVE nella Villa de Cavalli, dicesi esser de Jure Patronatus laicorum della Fameglia dé Cavalli: ha di reddito un scuto, che s'impiega in celebratione di dodeci Messe.
 
Il R. P. Gio. Ambrosio Cavallo per suo testamento rogato à M. Gio. Lorenzo Laurero 1634 à 3 decembre, attesa la dotatione fatta dal fu Gio. Cavallo suo avo Paterno, d'un scuto annuo alla Capella situata nella Villa de Gagliori, ha accresciuto tal dotatione sino alla somma di scuti 10 annui, da pagarsi al R. Capellano, da eleggersi alla servitù della detta Capella, con obligo di celebrare tante Messe per l'elemosina disposta, e che si disponerà pro tempore dalle Sinodali Constitutioni. Quali scuti dieci annui ha fatto cauti, e sicuri nelle lire mille moneta di Genova, quali esso al presente ha nelle paghe, e restanti di S. Georgio di Genova; aggravando Gio. Francesco, e Gulielmo suoi fratelli, che fra il termine di mesi sei da cominciare dal giorno della morte di esso R. P. Gio. Ambrosio, debbano prendere dette lire mille in S. Georgio, e quelle collocate caute, e sicure à reddito annuo, sopra li Monri di S. Gio. Betta, o di S. Bernardo di Genova, che diano annualmente detti scuti dieci, e questo sotto pena dis cuti cinquecento: e caso che dette lire mille non dessero annualmente il detto reddito di detti scuti dieci, in tal caso aggrava detti nominati à soplire delli beni d'esso R. P. Gio. Ambrosio, ch'annualmente rendino detti scuti dieci al R. Capellano, che per tempo sarà; e caso che dette lire mille rendessero d'avantaggio detti detti scuti dieci annui come sopra, in tal caso il soprapiù si debba convertire ad uso delli predetti suoi fratelli, purché detto reddito annuo di detti scuti dieci annui non si sminuisca, e come più diffusamente appare dal detto testamento, à quale...
 
Dell'anno 1617 à 11 di Marzo, la fu Giulia Castellana del fu Agosto, moglie primo loco del fu Giulio Zenoglio, e 2° loco del fu Antonio Bestoso, ha fatto legato all'Oratorio della Concettione della Villa di Bozzonetto, con haverli lasciato un pezzo di terra olivata, situata nel territorio d'Andora, chiamata la Zerbuà, con conditione, che delli annui redditi di essa, li Massari, o vero Capellano di dett'Oratorio pro tempore debba celebrare tante Messe per l'anima sua, aggravando il detto Capellano à denontiare in dett'Oratorio la detta celebratione anticipatamente la settimana che l'haverà da celebrare.
 
Com'anche ha lasciato al medemo Oratorio altra terra vineata, e ficuata, chiamata il Renovo delle Casanée, sotto suoi respettivamente confini, con conditione, che detta terra si debba vendere in publica calega, et il prezzo di essa collocerlo in annuo Censo, con obligo al detto R. Capellano di celebrate in dett'Oratorio tante Messe per l'anima di detto fu Antonio Bestoso secondo marito di essa Giulia, quali Messe sia tenuto detto R. Capellano denontiare come sopra; lasciando essecutori di detti legati li Massari di dett'Oratorio, come più diffusamente appare dal suo testamento rogato à M. Giacomo Laurero Notaro dett'anno, e giorno.
 
L’ORATORIO DI S. BERNARDINO nella Contrata di Villarello, ha di reddito £. 3 moneta di Genoa, e soldi 12 che si cavano da una fascia, chiamata S. Bernardino.
 
CONFINI DELLA PAROCHIA: verso Andora: un fossato chiamato Balsaneto; verso Cona la Costa del Corvo; verso Diano: la sommità della Colla; verso S. Gregorio: la Costa del bosco del signore; verso S. Gregorio all'altra parte: il fossato detto dell'Oliveto; verso S. Damiano: il Poggio del Castellaro da una parte, e dall'altra il Monte chiamato il Poggio alto.
 
Il fiume di questa Valle di Stellanello ha origine nella giurisditione del Testico, dove resta descritto, e d'ivi frettolosamente scorre per detta Valle, poi in quella d'Andora.
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[*] Trascrizione effettuata da "Sacro e vago Giardinello, e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga" - In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d’Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, vol. II, Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto
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