PREPOSITURA NUNCUPATA DEL TESTICO - Andora nel tempo

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PREPOSITURA NUNCUPATA DEL TESTICO

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PREPOSITURA NUNCUPATA
DEL TESTICO
(Trascrizione [*] di Mario Vassallo)



 
Giace in prospettiva del mare, alla calata del giogo del monte, e cima del colle da pratici.Nochieri chianato il Capo delle Mele, circondato da diversi, et abondanti frutti, e pomi d'olivi, et insieme aggregato dalla madre natura, e dall'arte, et industria, solevato di varii frondosi arboscelli, e siepe di vigna, ad uso del genere hunano, Chiesa di nuneroso Popolo, capace, ad una nave, e due ali, sostentata da nere colonne di pietra, dedicata (benché non consecrata) alli gloriosi .Apostoli Pietro Portinaro dè Cieli, e Paolo Dottore delle genti, la cui solennità non solo da Parochiani, ma da Convicini Popoli vien solennizata li 29 Giugno, con giubilo universale, e recreatione spirituale delle anime sovenute dall'intercessione di molte sante Reliquie, et accompagnate dalli suffragii delle Compagnie del Corpus Domini, Rosario, e nome di Dio, con institutione di alquante Capelle, e legati. Il di lui Choro in volta al dorico risguarda ponente, e la facciata levante, sopra la cui porta maggiore in frontispicio di nera pietra scolpita si scuopre la figura del gran Prencipe d’Apostoli, titolare, con inscrittione come in appresso, et infra:
 
"A virgineo partu, 160 Templum hoc sub auspicio Principis Apostolorum, matrici dignitate decoratum, iam vetustate corrosum devotissimus Populus restauravit, et in elegantiori forma posuit, M. R. Bartholomeo Zerbo de Plebe Praeposito, ac DD. Andorino Aycardo et Joanne Baptista Merello Massariis invigilantibus."
 
circondato da Cemiterio, et abellito d'honesta Piazza, con le Case Canonicali all'ultima parte del luogo ad uso del R. Prevosto.
 
Dimostrasi à viva voce l'antichità d'esso Tempio decorato di Prepositura nuncupata, per esser madre delle Parochiali di S. Damiano, S. Vincenzo, S. Gregorio, e N. Signora del Bosco, detta la Capella Soprana della gioconda, e spatiosa Valle di Stellanello, e di quella di S. Bernardo di Ginestro, e per la du lui vaghezza invita l'animo dè viandanti à fermar il piede, per contemplar la Gloria del Paradiso.
 
E questo paese vien fecondato da un fonte, che si chiama Fontana Fredda, et ha origine sotto Monte Arosio, et descende nel fiume di Stellanello, qual passa per le Ville, scorrendo sin'al mare, e passando per la Valle d'Andora. Un altro verso Poggio Botero, nominato il Fossato di Sanguinea ch'ha principio nelle Verne di sotto la Chiesa Parochiale, e poi entra nel fiume Lerone sotto Casanova.
 
La Chiesa di questo luogo è eretta in honore dè SS. Pietro, e Paolo, la quale è decorata con titolo di Prepositura Nuncupata; et altre volte haveva soggette le Chiese di S. Damiano, S. Vincenzo, S. Gregorio, e quella di N. Signora del Bosco, detta Capella Soprana di Stellanello, e S. Bernardo di Ginestro, le quali furono erette in Parochie con li oblighi descritti à suoi luoghi; non è consecrata; ha contiguo il Cemiterio, e discoste le Case Canonicali habitate dal R. Preposito con reddito di pezzi da otto reali 200 in circa.
 
E' mantenuta di elemosine, per mezzo delle quali è stata ultimamente fabricata sontuosamente.
 
Si conservano in essa in un Reliquiario, à guisa di quadro, le infrascritte sante Reliquie, cioè dè Santi:
 
Massimo Mart.           Marcello,                   Cattharina V. e Mart.             Hipolito,
 
Eusebio Mart.             Rustica V. e M.          Giulio Mart.                           Donata
 
Pontiano Mart.            Saturnina                   Thimoteo Mart.                      Lucilla V. eM
 
Aurelia V. e Mart.      Pontiano PP. e M.
 
molte de quali, sante Reliquie sono in esso Reliquiario moltiplicata.
 
In duoi Christalli fini si custodiscono le Reliquie di S. Pontiano PP. fa Mart., e le altre Reliquie nominate nell'lnstromento rogato da M Gio. Battista Garibaldo Notaro, e Cancellere della Corte Vescovale l'anno 1624 li 6 di Maggio, quali dett'anno e giorno furono presentate al Sig. Gaspare Conturla Vicario Generale Episcopale d'Albenga, in una cassetta, dentro foderata di seta rossa, e sono quelle donate alla detta Parochiale di SS. Pietro, e Paolo del detto luogo del Testico, da M. Gio. Aycardo dell'istesso luogo, il quale l'hebbe sendo familiare del Sig. Cesare Zatara, e detto Sig. Cesare le ricevé nella Città di Roma, come per Instromento rogato del 1608 à 14 d'ottobre per M. Francesco Saraccio Notaro nell'Archivio della Corte Romana, com'appare da un estratto autentico dell'anno 1612 à 18 d’ottobre per M. Pietro Tesoriero Notaro nella Città di Napoli legalizato, sotto il quale erano depositioni aprrovanti l'identità di quelle, cioè che l'istesse sante Reliquie erano di quelle proprie, che donò la santa memoria di Paolo Papa Quinto all'Ill.mo Sign. Marchese di Villena, che poi per mezo del P. Fr. Luigi da S. Gio. le donò al detto Sign. Zatara, come di tutto consta dal precitato Instromento, e furono dall'istesso Sig. Vicario Vescovale approvate, per atto publico ricevuto per il sopradetto Cancell. Garibaldo; e quali sante Reliquie non si sono ritrovate, cioè le nominate nel detto Instromento rogato à detto Cancellere Garibaldo dell'anno 1624 li 6 Maggio, sebene afferma con giuramento il R. Preposito al presente Sig. Bartholomeo Zerbi, che tutte le Reliquie consignateli da Patroni con Instromento si sono sempre custodite diligentemente nel Choro alla parte dell'Evangelio nell'armario, di cui egli tiene le chiavi.
 
Le sopradette sante Reliquie in Visita l'anno 1628 à 18 d'ottobre furono riconosciute, et approvate.
 
Il R. Preposito raccoglie le Decime di vino, grano, barbareato, spelta, biada, in questa forma: il Popolo dà 20 uno di tutte le sopradette cose all'Ecc.mo Prencipe di tutte le Parochie di Stellanello, e la quarta parte delle Decime, che si raccogliono per esso Sig. Prencipe, spetta al R. Preposito, come già s'è detto in più luoghi.
 
Intorno poi alla detta Parochia del Testico, si dà di 80 uno, delle medeme cose come sopra.
 
Tutti quelli, che si communicano sogliono prima di communicarsi offerire un piccolo candelotto.
 
Per la benedittione delle Case la settimana Santa ogn'uno, che si communica da due ova.
 
Per l'adoratione della Croce il Venerdi Santo denari, e candelette.
 
Primitie: nel giorno di tutti li morti, di fichi, grano, barbareato, e spelta.
 
Per la benedittione post partum due ova.
 
Per le Nozze cavalline dodeci.
 
Nelli battesimi la Commadre offerisce un fassoletto piccolo per il Calice.
 
Per la sepoltura indifferentemente de corpi grossi sogliono dare li heredi un moturale di grano, tre ova, un salino di sale grosso, et una torchia à beneplacito, e doi fiorini per elemosina della Messa.
 
Per la sepoltura de forastieri un scuto d'oro.
 
Per li figliuoli piccoli quattro cavalline.
 
Per li settimi, et anniversarii, fiorini tre.
 
In detta Chiesa vi sono alcune Capellanie et alquanti Legati con carrico di Messe, com'in appresso si può vedere, e più diffusamente dalle Note della nostra Prima Visita dell'anno, e giorno sodetti , 1628 à 18 d'ottobre.
 
La prima Capellania è stata eretta da Nicoletta moglie del fu Bartholomeo Sibello, dicesi de Jure Patronatus dell'istessa Fameglia, con carrico di due Messe la settimana, con reddito di scuti 7 in circa, come per suo testamento rogato del 1612 à 2 d'ottobre da M.....
 
E' controversia se sii fondata sopra l'Altar Maggiore, o sopra quello del S.mo Rosario.
 
La 2a Capellania è sotto titolo di Sant'Antonio Juspatronato dé Parochiani, come si vede da moltiplicate presentationi , che ha obligo di Messe due la settimana, e di reddito di scuti 12, e si serve sopra l'Altar Maggiore di detta Parochiale, e fu fondata del 1529 à 20 di Agosto, come dall'Instromento estratto da M. Bartholomeo Montanaro dalli atti di M. Batta Merello Notaro; da gli huomini del Testico, che si obligorno di diverse partite enontiate in detto Instromento, con le terre ivi descritte, come si dice nell'Inventario di essa fatto dell'anno 1593 li 19 di settembre.
 
La terza ha obligo di Messe due la settimana, ptesa de Jutepatronatus del più vecchio della descendenza di Gio. Batta Merello, e del R. Preposito pro tempore, con obligo di Messe due la settimana, con reddito di scuti 26 annui, eretta, et fondata sopra l'Altare del S.mo Rosario.
 
La fu Gentile Stalla lasciò due Messe annue sopra dett'Altare del S.mo Rosario, et obligò tutta la sua heredità.
 
Il fu Gio. Antonio Erena lasciò sopra dett'Altare Messe 60 per quali obligò tutta la sua heredità.
 
La quarta di Juspatronato della Fameglia di Gio. Batta Vairo q. Nicolai con obligo di sei Messe annue, con haver obligato tutti li suoi beni, fondata sopra l'Altare di S. Maoro.
 
Antonio Vairo lasciò Messe quattro annue sopra dett'Altare di S. Maoro, per reddito d'una fascia detta delli Aycardi.
 
Il fu Pietro Antonio Vaíro lasciò Messe 12 sopra dett'Altare di S. Maoro, secondo il reddito d'una terra detta li Montanari.
 
La quinta Capellania fu fondata da Bartholomeo Ellena de Jurepatronatus, con obligo d'una Messa la settimana di reddito scuti 6 per quale è obligata la sua heredità, sopra l'Altare del Carmine.
 
E del 1638 à 14 di Marzo per suo Codicillo ricevuto da M. Stefano Divitia Notaro, gravò il suo herede di £. 4 annue, e più due altre Messe la settimana à detta Capella, com'appare più a pieno in appresso.
 
LA COMPAGNIA DEL CARMINE è mantenuta di elemosine.
 
La fu Madalena Erena lasciò tre Messe sopra dett'Altare del Carmine, et obligò per esse una terra detta la Fascia del Fossato.
 
LA MASSARIA DEL CORPUS DOMINI ha di reddito £. 3 annue da una terra olivata chiamata la Rochetta.
 
Più £. 5 moneta antica d'Albenga dalli Patroni di Ginestro.
 
Più cavalotti 6 da Patroni di S. Maria del Bosco di Stellanello, per recognitione delle separationi delle loro Chiese; nel resto e mantenuta di elemosine.
 
Domenico Ritio lasciò una Messa la settimana sopra l'Altare Maggiore, per reddito di Censi constituiti sopra una terra, nominata li Montanari, et altra detta Lussori.
 
L'anno 1625 à 13 di Febraro M. Giacomo Ritio fu Domenico per suo testamento ricevuto da M. Gio. Stefano Divitia Notaro, dopo molti legati, instituì herede universale un Capellano dopo morte di sua moglie, quale habbi ad habitare nelle Case d'esso Testatore, e farvi residenza, e celebrar Messa ogni giorno nella detta Parochiale sopra l'Alter Maggiore, cioè li giorni feriali in Aurora, e le feste doppo l'Officio dé Disciplinanti, e d'assistere al R. Preposito alli santi officii, Dottrina Christiana, et essercitarsi in quello le sarà ordinato dal detto R. Prevosto; lasciando il Juspatronato praesentandi dopo morte di Pietro suo fratello, al detto R. Preposito, e Massaro della Chiesa, coniunctim, et non divisim, preferendo li figli di detto Pietro alli altri per detta Capellania, con altre conditioni, come dal detto suo testamento rogato à M. Gio. Stefano Divitia Notaro dett'anno, e giorno.
 
LA MASSARIA DEL S.MO SACRAMENTO ha una terra olivata detta la Molte.
 
Item un'altra terra castaneativa, detta li Ganovelli, di reddito d'un scuto; nel resto è mantenuta d'elemosine.
 
Thomaso Stallo fece Legato d'una terra detta Cazella, per Messe tre, da celebrarsi annualmente in detta Parochiale.
 
Marco Merello lasciò due Messe l'anno nella detta Parochiale, e due nell'Oratorio di S. Rocho, per il reddito d'una terra castagnile, detta li Marrani.
 
Domenico Merello lasciò Messe 10 annue, per una terra detta la Villetta.
 
Marc'Antonio Merello lasciò altre Messe 10 con obligo d'una terra detta l'Aira.
 
Pietro Vairo lasciò Messe due l'anno per livello sopra la terra detta li Marrai, consistente di quattro alberi di castagne, in reddito di due mine.
 
Gio. Battista Vairo lasciò Messe otto annue, con obligo di una terra detta la fascia della Cerasia.
 
Antonio Vairo lasciò Messe 15 sopra la terra detta li Montanari.
 
Giacomo Merello lasciò due alberi d'olive per Messe tre annue.
 
Antonio Vairo ha lasciato Messe 4 l'anno de redditi d'una Casa, che gode Battista Montanaro.
 
La fu Bianchineta Merella lasciò Messe 4 da celebrarsi ogn'anno per il R. Prevosto, et obligò una terra detta la Villetta.
 
La fu Nicoletta Sibella lasciò, che per un Capellano si debban celebrare due Messe la settimana, per quali obligò una terra detta li Alberighi.
 
ANIME DI COMMUNIONE 250   -   IN TUTTO 500   -   FOGAGGI 110
 
L’ORATORIO DI Sant’ANTONIO dè Disciplinanti è sostentato di elemosine;
 
et il Capellano, che serve la Capella di S. Antonio nella Parochiale è ubligato celebrarvi Messa tutti li giorni di festa.
 
LA MASSARIA dell’Oratorio di S. SEBASTIANO ha di reddito annuo £. 19 moneta longa.
 
Di più v'è un Legato di Messe 12 l'anno, che fu fondato da Giacomo Bruno, dicesi unito alla detta Prepositura come dalle già dette note, sopra una terra detta li Marrai.
 
L’ORATORIO DI S. ROCHO nella Villa di Poggio Bottaro è mantenuto d'elemosine, non ha che duoi legati, con obligo di Messe.
 
Marco Merello lasciò due Messe nel dett'Oratorio di S. Rocho, e due (come s'è già detto) nella Parochiale, per il reddito d'una terra castagnile, detta li Marroni.
 
Il fu Pietr'Antonio Vairo lasciò Messe 12 l'anno nel dett'Oratorio, secondo il reddito d'una terra detta delli Pei.
 
Il fu Antonio Vairo lasciò Messe 12 in dett'Oratorio, per il reddito d'una terra detta Lussaro.
 
CONFINI DELLA PAROCHIA: verso la Capella soprana: sparte la Costa di Costigliole, e dall'altra parte la Costa delle Scravate; verso S. Vincenzo: la strada publica detta delle molte; verso S. Damiano: sparte il Monte detto dè Conigli, nel monte sono li termini divisorii con Garlenda; verso Casanuova: il Molino detto di Caravagno.
 
Dell'anno 1638 à 14 di Marzo Bartholomeo Elena q. Joannis Antonii, di Poggio Bottaro nel suo Codicilli rogato à M. Stefano Divitia Notaro di Stellanello, aggravò il suo herede à dover pagare al R. Capellano pro tempore della Capella dall'istesso fondata in detta Parochiale, di sopra nominata, sotto vocabolo di N. Signora del Carmine, £. 4 moneta di Genoa, per dover di esse celebrar le Messe lasciate dal fu Daminao Elena fratello di detto Bartholomeo in N° 60 per suo testamento rogato à M. Bartholomeo Merello Notaro.
 
Di più à dover pagare in perpetuo l'elemosina di due Messe la settimana al sudetto R. Capellano, quale l'habbi da celebrar da morti, per l'anima di esso Codicillante, e de suoi ascendenti; e per le sudette cose ha hipothecato una terra chiamata il Prato della Colla, con due altre Castanili, una chiamata li Vernei, e l'altra li Marrei, dal che detto suo herede possa essimersi ogni volta, che constituirà un Censo perpetuo di reddito sufficiente per compire a quanto sopra.
 
E dell'anno 1639 à 19 Aprile da questa Corte Episcopale fu comprovata detta Capellania, o sia Legato, e ne fu provisto il R. P. Gio. Batta Bergonso nominato dal detto testatore, com'in Atti di detta Corte.
 
In questa Giurisditione del Testico ha origine il fiume, che bagna prima la Valle di Stellanello, e poi quella d'Andora; tiene principio da una vena risorgente, che scatorisce nelle falde d'un Colle, volgarmente detta di S. Giacomo, da una Chiesa dell'istesso Santo, sopra esso anticamente fabricata, della quale alla giornata si scorgono solamente le ruine.
 
Detta falda di Colle, che di detto fiume è madre, viene da Paesani detta Pian dé Lagon, e l'istesso risorgente fontana fredda; tutto questo in la detta giurisditione del Testico, poi verso le sudette Valli frettoloso s'incamina.
 
Della certezza del nome di detto fiume s'hanno pareri diversi: alcuni falsamente stimano, che venga chiamato Merula, dal Capo delle Melle, chiamato da alcuni Autori latini Caput Merulae, poiché Merula est flumen, quod alluit latus Albinganae, alio nomine Centa, a moltitudine aquarum, teste Calepino.
 
Molti lo chiamano Mella dal detto Capo delle Melle.
 
Altri più probabilmente vogliono si chiami Andora, e che da esso la Valle prenda il nome, come tante altre Valli.
 
In la Parochia di S. Pietro d detta Valle d'Andora, esso fiume è accresciuto da un torrente, volgarmente detto il Giarino di Moltedo, come più à pieno si descriverà à suo luogo doppo li Confini della Parochia di S. Pietro d'Andora.
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[*] Trascrizione effettuata da "Sacro e vago Giardinello, e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga" - In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d’Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, vol. II, Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto
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