S. GIACOMO E FILIPPO - Andora nel tempo

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S. GIACOMO E FILIPPO

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S. GIACOMO E FILIPPO
DEL CASTELLO DI ANDORA
(Trascrizione [*] di Maria Teresa Nasi)



 
Sopra picciolo appennino, circondato da varii edificii di pietre piccate, ma per la varietà de tempi inhabitati d’essi scuopresi superba machina, che può gareggiare con l’altre dentro, e fuori di questa Diocesi, che più pare dalla Madre natura elevata, che da artificioso architetto construtta, poiché gli habitatori di quel tempo dificilmente non che superar, arrivare poteano simil construttione senza il bel sito, et aiuto Divino, che alato vedesi sin da fondamenti distinto al Dorico, Albergo sacro, la cui struttura di dentro e fuori riempe l’occhio del rimirante la maestra di Pietre ben sigillate, e proportionate, dimostra opra da più che perfetto Maestro aiutata, in una nave, da nere colonne di pietra sollevata, con due ali, stimata consecrata per l’intagliate Croci, che danno di ciò segno; e lo dedicorno ai due Campioni di Chiesa santa Giacomo, e Filippo, seminatori della parola di Dio, de quali celebrasi la solennità il primo di Maggio, à che non solo la Valle concorre per aquistare à loro intercessione le gratie, mà i convicini luoghi alettati da devoti Religiosi, che in quel giorno, e altri tempi rendono al Signore chori d’hinni, e lodi spirituali, accompagnati da santi sacrificii, che alla giornata vengono da essi sodisfatti, per institutione di Capelle di capace reddito, che d’intor’intorno cingono detta Chiesa d’adeguata architettura, con Choro volto all’oriente, e facciata ad occidente pur della medema architettura serrata, che per se sola chiaramente dimostra la del Tempo antichità; e quello che è à viandanti apporta meraviglia, è la sontuosa Porta, che d’architettura accostare si vede a quella della Metropolitana di Genova, in ambi li lati da marmi ridoti in quattro Colonnette  mischie di dorico, e corintio, con adequati capitelli, sopra de quali quattro marmorei circoli, et altri quattro di nera pietra,  à guisa d’architravi, maraviglioso rendono l’artificio, in mezo dé quali appariscono l’effigie della Regina delli Angioli in mezo del santo Titolare, e di s. Gio. Evangelista; né di minor vaghezza, er ammirazione resta la viva luce, che una ben composta fenestra nella già detta facciata apporta per la varia e molto ingegnosa architettura d’intagli marmorei con due effigie d’agnelli Pascali, uno di bianco in nero, di nero in biancol’altro, marmi segnalatamente scolpiti, con l’essere sostentata da sei candide colonnette marmoree, gravate da circoli di mischiate pietre di nero, e bianco marmo, sotto de quali grandemente dilettano il riguardante occhio del passaggero, rose, fiori, et altri intagli di nero in terzo, e candido marmo magnificamente ordinate, e disposti.
 
Ne d’inferiore architettura, e maestra marmorea resta la vaga porticella al fianco di tramontana, a cui poco discosto vedesi elevato campanile di vive pietre, a guisa di Torre fabricato, d’onde per tutta la VAlle ribomba suon di Campana, tromba suonora del Signore, et al di lui piede legonsi queste parole:
 
1350 Indictione III completum  fuit istud Campanile
tempore D. Antonii de Larir Potestatis Andoriae
a cui annessa resta proportionata Piazza, arrichita d’amena vista di terra, e di mare, e contigue le Case Canonicali per uso del R. Preposito
 
Nella Chiesa dé SS. Giacomo e Filippo, posta dentro il Castello d’Andora si conserva per commodità del Popolo l’Oleo santo, e dal R. Sign. Prevosto pro tempore vi si celebra Messa nella meza notte della Natività di N. S. Giesù Christo, e quella dell’Aurora, e nella Domenica delle Palme, il giorno di Maggio, festa dé SS. Titolari, nella festa di S. Giacomo Apostolo li 25 luglio; nella solennità del SS. Sacramento, e le Domeniche, e giorni festivi dell’anno, andando in quei giorni a celebrare il Capellano nella Parochiale.
 
Vi si celebrano di più la Settimana Santa la sera li Divini officii, et il simile nell’ottava della solennità del Corpus Domini, et in essa sono alcune Capellanie, e legati pii, come dalla già accennata Visita appare; et il R. Sig.  Preposito habita nelle contigue Case Canonicali, et ha di reddito per il beneficio scuti 80.
 
Alla Capella de SS. Cosmo e Damiano della detta Chiesa de SSti Giacomo e Filippo è stata fondata una perpetua Capellania dal fu Andrea de Scribanis dell’anno 1590 a 17 Novembre in atti del fu M. Pier Gio. Lamberto Notaro, e resta de Jurepatronatus  laicorum d’Agostino Frisia herede della fu Isabetta sua Madre, herede per la metà del detto fu Andrea fondatore; e di M.na Lucretia moglie del M.co Viale, figlia, et herede per l’altra metà del detto fu Andrea, con obligo di due Messe la settimana.
 
L’anno 1615 a 10 di Genaro, la fu Elisabetta figlia di M. Andrea Scribani, e moglie di Gio. Battista Frisia Notaro, nel suo testamento ricevuto da M. Ambrosio Confredi Notaro, lasciò, ch’il suo herede debba far celebrare sopra l’altare de SS. Cosmo, e Damiano nella detta Chiesa di SS. Giacomo e Filippo due Messe la settimana in perpetuo.
 
Più lascia una terra detta li Giarini alla pigna, che dopo la morte di Giacom’Andrea suo nipote, vadi in dote fondata di detta Capella de SS Cosmo e Damiano lasciand’herede Gio. Agostino suo figlio.
 
Lasciò di più lire 400 di Genoa per la fabrica del Convento nel Castello mentre si facci, cioè lire Cento l’anno per quarant’anni; e non facendosi, debba detta somma esser posta a reddito, e de frutti li heredi ne faccino celebrare tante Messe sopra dett’Altare.
 
Il Capellano della Capella di S. Maria Madalena dell’Hospitale è obligato pro tempore celebrar una Messa la settimana nella detta Chiesa di S. Giacomo per commodità delle persone della Parochia, come s’è già detto, per sentenza di Mons. Rev.mo Luca Fiesco delegato della Sac. Congrgatione, rogata da Mons. Pier Gio. Lamberto Notaro, e Cancelliere dell’anno 1595 a 7 d’Agosto come da una copia autentica appare.
 
Camilla Natera lasciò legato d’una Messa il sabbato sopra l’Altare della Madonna de Nigris in detta Chiesa, del 1614.
 
Sopra dett’Altare Luca Gardone lasciò lire 6.6.8 annue per celebrazione di tante Messe, del 1615
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[*] Trascrizione effettuata da "Sacro e vago Giardinello, e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga" - In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d’Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, vol. II, Archivio dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto
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