SANTA MATILDE - Andora nel tempo

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SANTA MATILDE

SANTA MATILDE
(LOCALITA' STAZIONE)
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Alla morte Stefania Maglione di Giuseppe, il 17 giugno 1906 il Marchese Giuseppe Maglione fu Stefano, per successione, eredita i terreni su cui sorgono attualmente la Chiesa di Santa Matilde e l’annesso Seminario (Ufficio delle Successioni di Genova – certificato in data 17 agosto 1916).
Il 7 gennaio 1925 tramite scrittura privata (Atto notarile di vendita n. 29308 di Repertorio Notarile dell’Archivio Notarile Superiore di Genova) il Marchese Giuseppe Maglione fu Stefano concede in affitto a Monsignor Giacomo Tornatore fu Benedetto (Parroco di San Teodoro-Genova ed amico del Marchese Giuseppe Maglione, facente parte della comunità religiosa dei Canonici Regolari Lateranensi ospitata ad Andora già dal 1925) una piccola casa colonica con annesso frantoio, formante un corpo unico che confina con il torrente Merula, sita in Andora San Giovanni, regione Chiappane, con annesso terreno (confinante a levante col Torrente Merula, a ponente con terreni e strada poderale del Marchese Maglione, a mezzodì col fossato Caran e a nord con altra proprietà del Marchese Giuseppe Maglione stesso).
Le clausole della donazione prevedevano l'apertura di un seminario intitolato a Santa Matilde, in memoria della moglie del Donatore, la costruzione di una cappella, anche essa intitolata a Santa Matilde ed aperta ai fedeli della zona.
Nell’anno 1929, il Reverendo Don Giacomo Tornatore procede alla costruzione della chiesa e di un edificio adibito ad uso collegio e seminario con la denominazione “Seminario di Santa Matilde” inglobando nel volume del seminario la costruzione esistente.
In data 08 giugno 1935, Monsignor Giacomo Tornatore fu Benedetto acquista dal Marchese Maglione Giuseppe fu Stefano i terreni e i fabbricati che già aveva in affitto con atto notarile redatto dal Dottor Paolo Cassanello iscritto presso il collegio notarile di Genova.
In occasione della compravendita di terreni e immobili viene anche registrata la scrittura privata riguardante l’affitto degli stessi, agli atti privati e demanio di Genova, al numero 5364 volume 352 in data 03 gennaio 1935.
In data 6 ottobre 1937, con atto di Donazione n. 12407, redatto dal Notaio Cesare De’ Nobili di Lucca (Donazione in data 06/10/1937 n°. 12407 rogito notaio Cesare De’ Nobili di Lucca (registrato a Lucca il 18/10/1937 al n. 891), Tornatore Giacomo, donò la proprietà alla Procura Generalizia dei Canonici Regolari Lateranensi (come testimoniato da lettera dell’avvocato Comm. Giulio Merlini, Roma, datata 12 Gennaio 1971 e come risultante nel 1959, a seguito di voltura numero 35, trascritta alla Partita 1544 del Comune di Andora intestata a “Seminario di Santa Matilde della Procura Generalizia dei Canonici Lateranensi con sede in Roma”).
Nel corso degli anni la destinazione d’uso degli edifici è sempre stata quella di seminario dei Canonici Lateranensi mentre i terreni erano destinati ad orto irriguo (particella 126 e 421), a pascolo (particella 129), a frutteto, a pollaio e campo sportivo.
Dal 1925 al 1955 il Seminario San Matilde fu praticamente l'unico della provincia italiana dei Lateranensi, nonostante le temporanee concomitanze di Gubbio, Lucca e Coronata (Genova).  La scarsità di vocazioni, la consistenza al Nord dell'altro Seminario Canonicale, la collocazione troppo decentrata rispetto al resto dell'Italia, e altre ragioni ancora indussero a chiudere il Seminano e a pensare a una diversa presenza in Andora.
Il 02 novembre 1963, un’alluvione procurò danni alla parte più antica del complesso, il corpo di fabbrica adiacente al fiume nel quale erano inglobati la casa colonica e il frantoio; il 29 luglio e il 6 dicembre 1963, l’Ing. G. B. Mario Assalini effettuò due sopralluoghi, redigendo una relazione tecnica concernente lavori di rinforzo e di sistemazione del Seminario.
Sulla base di questa relazione l’Ing. Giovanni Selva indicò al Rev. Don Giacomo Saladino, direttore del Seminario, i lavori urgenti da effettuarsi prima dell’inizio delle piogge autunnali (Lettera Ing. Giovanni Selva, datata Genova, 12 Agosto 1964); questi riguardavano: sottomurazione delle fondazioni lungo i lati verso il torrente Merula, la stuccatura delle lesioni esistenti a piano terreno e al primo piano, rifacimento dello spigolo D a piano terreno.
La chiesa è interessata solo da piccoli interventi superficiali.

Nel 1973, il Vescovo di Albenga, Mons. Alessandro Piazza, propose di erigere Santa Matilde come parrocchia, proposta accettata nel Capitolo Provinciale dei Canonici Regolari Lateranensi nello stesso anno.
Il 2 dicembre 1973, la nuova Parrocchia iniziò il suo servizio pastorale per una popolazione di circa 1.300 fedeli e ad una popolazione estiva dieci volte superiore.
La piccola cappella risultò subito insufficiente anche solo per i fedeli residenti ed urgente si fece la necessità di una nuova chiesa. I criteri che avrebbero orientato la progettazione della Nuova Chiesa si definirono chiaramente nel 1979 ed emersero dalle esigenze di una “chiesa-edificio” che rispondesse alle istanze liturgiche e pastorali espresse dal Concilio, fosse moderna nella concezione architettonica ed artisticamente valida, ed avesse le caratteristiche di “apertura” e di “accoglienza” sia in termini spaziali che ideali.
Fu così che su progetto dell’Arch. Eugenio Abruzzini venne realizzata la nuova Chiesa della Vergine dell’Accoglienza, la quale fu consacrata il 4 dicembre 1982.
Tre anni dopo, l’8 dicembre 1985 fu completata la pavimentazione esterna.
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IL SEMINARIO DI SANTA MATILDE

Il Seminario di Santa Matilde si trova sulla sponda destra del Torrente Merula (arginato nel 1957), a monte della confluenza del rio Rinnovo.
Anticamente, l’accesso avveniva tramite una stradina sterrata che dipartiva dalla provinciale Andora-Testico (via Carminati), mentre oggi si accede direttamente da via Cavour o pedonalmente da via Risorgimento.
Il fabbricato è formato da un unico corpo edificato, comprendente la Chiesa, un corpo a due piani fuori terra ed un corpo a tre piani, con un’appendice monopiano adibita a legnaia e lavanderia nel 1963.
Secondo le testimonianze documentali, rappresentate dalla Raccomandata del Dott. Ing. G. B. Mario Assalini e Dott. Ing. Giovanni Selva, datata Genova 6 Dicembre 1963, la parte più antica dell’intero complesso edificato dovrebbe risalire ai primi del Novecento; tale consistenza corrisponderebbe al corpo di fabbrica su tre piani, seguita cronologicamente da quella a due piani e dalla Chiesa.
Le lesioni manifestatesi conseguentemente all’alluvione del 1963 si localizzarono, in particolare, fra le due parti del fabbricato vecchio e nuovo.


Pianta schematica dei corpi di fabbrica del Seminario e della Chiesa di Santa Matilde

Il corpo di fabbrica, orizzontalmente, si presenta composto da tre parti: a partire dalla via Cavour troviamo la Chiesa, alla quale si addossa la parte di edificio su due piani che costituiva il Seminario e termina con un corpo di fabbrica su tre piani, sempre parte del Seminario e parte più antica dell’intero complesso edificato.
Il complesso del Seminario è caratterizzato da una serie di elementi di pregio, internamente ed esternamente, tra cui un pregevole decoro che si sviluppa lungo la parte alta delle facciate, la scala di distribuzione interna nella parte più antica in metallo finemente lavorato con mancorrente in legno massiccio, solai voltati in mattoni pieni (nella parte più antica).
La Chiesa presenta un impianto a navata unica, con copertura in capriate lignee; la facciata è intonacata mentre il prospetto laterale libero è in muratura in mattoni faccia vista.
Il presbiterio è rialzato e presenta due piccole “navate” laterali arcate, che affiancano la zona dell’altare.
Internamente, sulle pareti intonacate, si segnala la presenza di un affresco, la cui realizzazione si colloca tra gli anni 1930 e 1953 e lo scudo marchionale in ricordo della famiglia Maglione.


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Testo rielaborato da documentazione fornita per gentile concessione Don Emanuele Daniel e Manuela Bertoncini
DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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