STORIA DELLA PARROCCHIA - Andora nel tempo

Andora nel tempo
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STORIA DELLA PARROCCHIA

LA PARROCCHIA

DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

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IL SOGNO

Siamo alla fine degli anni ’30 del Novecento.
La zona di Marina di Andora, a livello parrocchiale, appartiene in parte alla parrocchia della Santissima Trinità di Rollo (dal Torrente Merula sino al confine di Cervo) ed in parte alla parrocchia di San Giovanni (dal Torrente Merula sino al confine con Laigueglia).
La domenica, data la distanza della Marina dalle rispettive chiese parrocchiali, gli abitanti del ponente si recano a Messa presso il Seminario del Padri Lateranensi (Santa Matilde), mentre quelli del levante non hanno una loro chiesa.
Per questi ultimi, ogni domenica, il Parroco di San Giovanni celebra la Messa presso la Cappella di Mezzacqua, in inverno, e presso la colonia di Cuneo (vicino a Santa Rita), in estate.
Le famiglie di questo territorio soffrono per la lontananza dalla chiesa e per la situazione di provvisorietà; il loro sogno è di avere una “vera chiesa” tutta per loro.
A gran voce, tutte le 140 famiglie (498 persone) sollecitano prima il parroco Padre Raffaele Biehler e successivamente Mons. Angelo Cambiaso - Vescovo di Albenga presentando una formale richiesta datata “1 maggio 1940”, nella quale dichiarano di “cedere il terreno e fornire materiale e a concorrere secondo le proprie forze e sostanze”.
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IL PARROCO DI QUEL PERIODO

Padre Raffaele, nato in Francia nel 1875, è un giovane sacerdote appartenente all'ordine religioso dei Canonici Regolari dell'Immacolata, che deve lasciare, con suoi confratelli, la Francia ai primi del Novecento, quando il governo impone lo scioglimento di tutti gli ordini religiosi e la confisca di tutte le scuole cattoliche.
Questi sacerdoti si stabiliscono nel palazzo Tagliaferro, dove rimangono diversi anni, fino a quando nel loro paese non vengono abolite dette leggi.
Padre Raffaele, che si era innamorato di Andora e soprattutto della sua gente, decide di non tornare in Francia e inserirsi nel clero Diocesano.
Di lì a pochi anni, diventa Parroco di San Giovanni e un punto di riferimento per tutta la popolazione.
Oltre al suo primario impegno di vero pastore amante di Dio e della Santa Vergine, si prodiga per aiutare i suoi ragazzi nello studio: centinaia sono coloro che, grazie a lui, hanno raggiunto la licenza elementare.
Inoltre, accompagna molti giovani nell'apprendimento di diverse materie, tra le quali la musica.
Come ringraziamento per quanto fa in questo campo, la nostra banda musicale si è intitolata “Banda San Raffaele”.
Le 140 famiglie della Marina trovano un grande alleato nel loro parroco, il cui sogno è erigere un santuario Mariano internazionale e dedicarlo al Cuore Immacolato di Maria: sogno che coltiva già dagli anni ’20 del Novecento e per i quali inizia una raccolta di fondi a livello internazionale.
Arriva la seconda guerra mondiale e purtroppo il progetto si arena.
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LA SPERANZA DIVENTA REALTA'
(Dal 1954 al 1960)

Dopo la guerra, stabilizzatasi un po' la situazione, gli abitanti della Marina bussano nuovamente alle porte di Mons. Raffaele De Giuli, divenuto il nuovo Vescovo di Albenga nel 1946.
Con l'aiuto anche di una lettera di richiesta dell'Amministrazione Comunale, di lì a pochi anni arriva il tanto sospirato parere favorevole del Vescovo.
Da questo momento, sospinto dall'entusiasmo, il progetto comincia a svilupparsi.
Padre Raffaele, finalmente, vede che il suo sogno si sta concretizzando, ma gli anni avanzano ed ha bisogno di un collaboratore per portare avanti la nuova opera.
Il Vescovo viene in suo aiuto nominando curato, nel 1954, il giovane sacerdote Don Michele Bazzano.
Nel 1956, i fratelli Giovanni e Anna Carla Musso, con la madre Sig.ra Edvige Florio, facendosi interpretI delle volontà del padre defunto Giovanni Battista, donano alla Parrocchia di San Giovanni il terreno nella zona di “Villa Rosetta” o “Villa Musso”, per edificare la tanto desiderata chiesa.
Con Don Michele parte l'iter burocratico per ottenere tutti i permessi, sia della Curia che del Comune, della Provincia e della Prefettura.
La pratica si chiuderà nel 1958.
Si inizia così a pensare ad un progetto per la costruzione della Chiesa e per il reperimento dei mezzi finanziari….
Nel frattempo, per sopperire alle esigenze dei parrocchiani della Marina in attesa della nuova chiesa, nel 1957, viene dato inizio alla costruzione di un capannone provvisorio, che permette di avere un luogo dove celebrare la Santa Messa alla domenica.
Finalmente, uniti sotto un solo tetto, i parrocchiani della Marina sono felici di dare una mano ai loro Sacerdoti anche nel reperimento dei fondi necessari per la costruzione della nuova chiesa, attraverso una grande “sottoscrizione”.
Gli abitanti della Marina, fedeli all'impegno preso, per prima cosa si autotassano e poi iniziano, con una certa regolarità, a distribuire ed a raccogliere le buste; vengono coinvolti non solo gli andoresi, ma anche i primi turisti che cominciano a soggiornare nella zona.
La generosità è tanta e lo dimostrano i vari verbali, che l'apposito comitato redige mensilmente, registrando una per una le varie donazioni.
Anche i bambini si sentono coinvolti, consegnando i loro piccoli risparmi alle maestre.
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INIZIANO I LAVORI

Il primo progetto della chiesa risale agli anni 1957/58, risulta abbastanza ambizioso ed anche costoso; dopo diversi ripensamenti, si opta per una struttura più agile, abbastanza funzionale e soprattutto meno costosa.
Il 31 luglio 1960, avviene la solenne “posa della prima pietra” e il 17 agosto partono finalmente i lavori, i cui tempi previsti sono di 3-4 anni.
Nello stesso anno, purtroppo, il caro anziano Padre Raffaele viene a mancare e gli succede Don Michele Bazzano, nella veste di parroco di San Giovanni.
Egli si profonde nel grande sforzo di portare avanti i lavori, ma si dedica ancor di più alla nuova comunità, per aiutarla a crescere spiritualmente e umanamente.
Tra i benefattori, che non cessano di continuare a sostenere il gravoso impegno della costruzione, troviamo anche quelli che vogliono contribuire con qualcosa di diverso, come Maurice Lapaire, un artista svizzero innamorato della luce e del mare di Andora, tanto da considerarla la sua seconda patria.
Egli decide di creare per la nuova chiesa una vetrata, attraverso la quale vuole esprimere “la presenza della grazia divina, la presenza di Dio stesso che possiede ogni cosa creata.”
Troviamo anche i fratelli Sironi di Milano, che donano alla parrocchia di San Giovanni il terreno nella quale sorge la cappellina della Madonna di Lourdes, in Via Puccini (Villaggio Pineta).
Mentre i lavori della chiesa proseguono, la situazione della zona mare sta cambiando molto rapidamente, in quanto Andora si trova in un grande fermento edilizio, che porta, in poco tempo, ad una grossa crescita della sua popolazione, sia residente che turistica.
In Diocesi, il 18 maggio del 1965, arriva il nuovo Vescovo Mons. Alessandro Piazza, il quale, vista la situazione che si sta creando in questa parte di Andora, ritiene prioritaria la costituzione di una nuova parrocchia.
L'anno successivo, appena terminata la costruzione della chiesa (rimane da completare tutto il piano terra), decide di realizzare questo progetto.
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NASCE LA PARROCCHIA

Il 30 ottobre 1966, il Vescovo Mons Alessandro Piazza emette il tanto atteso DECRETO:
Erigiamo in perpetuo, e vogliamo che sia canonicamente eretta, la nuova Parrocchia di Andora Marina sotto il Titolo del CUORE IMMACOLATO DI MARIA”.
Detto decreto entra in vigore il 13 novembre 1966.
Il territorio della nuova parrocchia comprende tutta la piana, che ha come limite la ferrovia, con uno sconfinamento sulla collina verso Cervo da via Marchesi Maglione (Suore di Sant’Eusebio) fino al rio Garibbo (zona passaggio a livello).
Contemporaneamente, il Vescovo nomina, con la stessa decorrenza, Parroco della nuova parrocchia Don Giuseppe Bazzano, con il titolo di Arciprete.
Il 13 novembre 1966, Don Giuseppe, accompagnato dall'infaticabile Don Michele, fa il suo ingresso ufficiale nella nuova chiesa e nella nuova Comunità Parrocchiale, accolto da tanta gente felice e commossa.
Don Giuseppe accompagna i suoi parrocchiani per ben 26 anni fino al 1992, anche se non smette mai di stargli vicino, restando sempre, con molta discrezione, il punto di riferimento per moltissimi di loro.
Il 20 giugno 1967, è il termine ufficiale dei lavori della costruzione della chiesa, della casa canonica, saloni ed aule sottostanti.
Il 22 novembre 1967, avviene il riconoscimento ufficiale della costituzione della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria da parte del Presidente della Repubblica.
Continuando l'opera iniziata da Don Michele, il parroco, come priorità, mette la crescita della nuova comunità parrocchiale, prodigandosi affinché la parrocchia diventi più accogliente e così, negli anni successivi, anche con l'aiuto di tantissimi benefattori, la chiesa si arricchisce:
  • del Crocifisso e della statua della Madonna donate dalla parrocchia di San Giovanni;
  • dell'altare e del fonte battesimale;
  • delle panche.
Partono nuovi lavori e, nei primi anni ‘70 del Novecento, viene demolito il vecchio capannone e costruito il nuovo Salone Parrocchiale.
Andora continua a crescere ad un ritmo elevato e, il 2 Dicembre 1973, nasce la nuova parrocchia di Santa Matilde, dei Padri Lateranensi, con giurisdizione del territorio che va dal Torrente Merula a buona parte della collina di ponente.
Anche la nuova Parrocchia, di lì a poco, inizierà la costruzione di una nuova chiesa dedicata alla Vergine dell’Accoglienza.
Il 22 giugno 1974, il Vescovo Mons Piazza consacra l'altare.
QUANTI RICORDI ….
Trascorrono gli anni e restano tanti ricordi di momenti vissuti insieme:
  • la prima pesca di beneficenza nel lontano 1976, durata tutta l'estate, fatta per aiutare i fratelli del Friuli colpiti dal terremoto;
  • le Sante Messe per i fanciulli, che si celebravano nel salone San Giuseppe;
  • la presenza in parrocchia di tanti gruppi (Cursillo, Rinnovamento, scout, ecc.), che sempre trovano le porte aperte nella parrocchia;
  • i vari gruppi giovani (gruppo 25 Dicembre e altri);
  • il gruppo della “terza età”, con tanta voglia di fare per la parrocchia e per le missioni;
  • la prima infiorata “mignon”;
  • le castagnate a San Giovanni e ad Ormea;
  • la benedizione della statua della “Madonna du scöggiu”, nel 1988;
  • lo spettacolo al Cinema Rossini, rappresentato da tutti i vari gruppi della parrocchia (dai bambini del catechismo e dell'ACR, ai giovani, agli adulti, ai meno giovani).
Mentre la Parrocchia cresce sotto tutti gli aspetti, la chiesa diventa sempre più piccola e, verso la seconda metà degli anni ’80 del Novecento, si comincia a pensare a nuovi lavori.
Nel 1988, l'architetto Eugenio Abruzzini presenta un suo progetto di ampliamento, che prevede la creazione di circa 250 nuovi posti a sedere.
Ci si rimboccano le maniche e si riparte ancora una volta.
Nel 1990, la chiesa, dopo un periodo di chiusura (si celebrava nel salone San Giuseppe), riapre più grande, più accogliente, più luminosa.
LE FIGURE CHE HANNO ACCOMPAGNATO IN QUESTI ANNI
Sono state tante le persone che, con Don Giuseppe, hanno sostenuto negli anni le varie attività della parrocchia:
  • per tanti anni, l’affetto e l’amore delle care Suore della Carità: Suor Domenica, Suor Maddalena, Suor Giuseppina, Suor Celeste, Suor Melania, Suor Silvestrina;
  • i giovani vice-parroci:
  • Don Rinaldo Bertonasco, tra l'agosto 1971 e settembre 1972;
      • Don Aldo Rosso, tra ottobre 1972 e il 1975;
      • Don Daniele Fiorito, dal 1989 e il 1992;
      • il Padre Salesiano Don Dario Pintarelli, tra la fine degli anni ’70 ed inizio anni ’80 del Novecento.
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ARRIVA DON RINALDO

Nel 1992, il Vescovo Mons Mario Oliveri accoglie la richiesta di rinuncia da Parroco del Cuore Immacolato di Don Giuseppe, che viene nominato Vicario Foraneo del nostro territorio.
Il 1 luglio 1992, il Vescovo emette il seguente Decreto Vescovile:
nominiamo il Rev.do Sacerdote Don Rinaldo Bertonasco Arciprete della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria in Andora, trasferendolo dalla Parrocchia N. S. Assunta in Leca d'Albenga...”.
E' un felice ritorno a “casa”, avendo già trascorso alcuni anni come diacono, in attesa della sua ordinazione sacerdotale, avvenuta al Albenga nel 1972.
Don Rinaldo è stato il naturale continuatore di Don Giuseppe e come Lui si è profuso con tutte le sue forze per aiutare a crescere nella fede e come comunità.
Quanto sono state utili le sue profonde omelie, che trasmetteva con il suo particolare stile farcito di battute e di qualche parola ligure!
Anche con Lui, come con Don Giuseppe, la parrocchia non fu solo la casa per i fedeli locali, ma lo fu anche per tanti gruppi, movimenti e tante realtà di tutta la diocesi e non solo: ricordiamo i ragazzi scout, le feste con gli ammalati dell'Oftal, l'Azione Cattolica con l'ACR, il Cursillo, il Rinnovamento, ecc.
Con Don Rinaldo sono state una gioia le presenze anche di Livio, che è sempre stato un po' il factotum della parrocchia e la bellissima figura di “Mamma Elena”, che è stata per tutti i parrocchiani non solo una grande amica, ma anche una seconda madre.
Appena arrivato, Don Rinaldo si è buttato a capofitto nella grande impresa della costruzione del Campanile e/o Torre Civica.
Questo nuovo lavoro comporta un grande sforzo, sia come lavori dovuti alla particolarità del terreno paludoso, sia soprattutto come costo.
Si ricordano ancora le assemblee parrocchiali di quel periodo, abbastanza tese, tra i sostenitori della costruzione dell'opera vista come completamento naturale di una Chiesa e quelli che consideravano l'opera troppo onerosa e poco utile.
Don Rinaldo, con molta calma e capacità, è riuscito a mediare le due posizioni e, dopo la posa della prima pietra avvenuta il 29 gennaio 1993, iniziano i lavori di costruzione del campanile.
Terminati i lavori nell'estate, il 24 settembre 1994, Mons. Mario Oliveri benedice la nuova torre campanaria.
Anche di Don Rinaldo restano tanti ricordi e tanti fatti da raccontare:
  • le feste e le castagnate a San Giovanni con i bambini del catechismo;
  • le Marce della Pace con i ragazzi dell’ACR;
  • le Missioni Popolari, avvenute dal 24 al 31 gennaio 1999, che sono state un momento molto significativo per la nostra Parrocchia;
  • sempre in quell'anno, sono stati celebrati, con grande gioia e partecipazione, i 50 anni di Sacerdozio di Don Giuseppe;
  • il 2 gennaio 2000, “Anno Santo”, sulla piazza della chiesa avviene la posa della Targa ricordo del Grande Giubileo;
  • in questo stesso Anno Santo, Don Rinaldo ha guidato il pellegrinaggio di tutto il vicariato di Andora al Santuario Mariano di Rezzo.
Sempre in questo anno, arriva in parrocchia il Diacono Don Tiziano Gubetta, che resterà diverso tempo e che è stato, fino ad oggi, il primo e unico Sacerdote ordinato nella Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria.
Per rendere più armoniosa l'intera struttura della Chiesa, il progetto dell'Architetto Eugenio Abruzzini prevede un ampliamento della facciata e la ristrutturazione dell'abside, con lo spostamento del fonte battesimale nella zona vicina all'ingresso.
Così, ancora una volta, il coraggio di Don Rinaldo spinge i parrocchiani ad affrontare nuovi lavori, avvenuti negli anni 2001/2002.
Nel 2004, arriva la notizia che le Suore, per motivi legati al proprio ordine, devono lasciare la Parrocchia per andare a Viguzzolo (Diocesi di Tortona).
A nulla servono tutte le intercessioni dei parrocchiani, sia con la loro Madre Superiora, sia col Vescovo: da quel momento, tutti in Parrocchia si sentono un po' orfani …. ancora oggi.
Intanto, il “piccolo chierichetto” Stefano cresce e, nel 2005, viene ordinato diacono.
Il 5 gennaio 2006, tutta la comunità parrocchiale lo accompagna nella sua Ordinazione Sacerdotale.
Nel 2007, la comunità accoglie con piacere il novello diacono Don Pablo Aloy e presto condividerà con Lui la sua ordinazione Sacerdotale, avvenuta a Cervo il 12 gennaio 2008, divenendo poi vice-parroco del Cuore Immacolato di Maria per tanti anni.
Un momento molto bello e significativo è stato quando Don Rinaldo è stato nominato “Cappellano del Santuario di Lourdes”.
Il Giovedì Santo del 17 Aprile 2014, per tutta la comunità è ancora una ferita aperta e profonda, quando la sua vita si è spezzata improvvisamente, mentre si stava recando a concelebrare la Santa Messa in “Cena Domini”, col Vescovo e con tutti i suoi confratelli.
Per misurare la sua grandezza non ci sono parole, basta la testimonianza delle innumerevoli persone accorse da ogni parte della Diocesi, e non solo, che lo hanno voluto accompagnare nel suo ultimo cammino terreno.
Don Rinaldo … “UN PRETE, UN AMICO, UN FRATELLO”.
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ARRIVA DON STEFANO

Sotto la guida di Don Giuseppe, cresce in parrocchia Stefano, che già a 12 anni guarda molto in alto …..
La sua formazione continua anche con l'aiuto del nuovo parroco Don Rinaldo.
Stefano è sempre in prima fila nella vita parrocchiale e la sua vocazione sta maturando.
Dopo la maturità classica, nel 2000, fa la grande scelta e decide di entrate in Seminario ad Albenga, dove rimane per 5 anni.
Completata la sua formazione, il 28 giugno 2005, viene ordinato Diacono della Chiesa di Albenga Imperia dal Vescovo Mons. Mario Oliveri, seguito dallo sguardo amoroso dei suoi parroci e di Don Pablo.
Dopo solo 6 mesi, arriva il gran giorno della sua ordinazione Sacerdotale, il 5 Gennaio 2006, nella Cattedrale di Albenga.
La comunità parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria, che lo ha accompagnato e sostenuto nelle sue preghiere per tutti questi anni, dopo essergli stata vicino nel giorno della sua Ordinazione, il giorno dopo, 6 Gennaio 2006, lo accoglie festosa e numerosa per la sua seconda Messa nella chiesa che è sentita e vissuta come “propria casa”.
Dopo l’Ordinazione, Don Stefano va a completare gli studi presso il Pontificio Ateneo di Sant'Anselmo a Roma, che lo vede alunno dell'Istituto Liturgico.
Rientrato in diocesi, diventa Amministratore Apostolico delle parrocchie di San Gregorio e San Vincenzo in Stellanello, dove rimane sino a febbraio 2008, quando viene nominato Vicario Parrocchiale di Sant’Ambrogio di Alassio.
In questa nuova comunità, con l'aiuto del parroco Don Angelo De Canis, ha modo di crescere ulteriormente, soprattutto come pastore.
Con i nuovi parrocchiani, che lo apprezzano moltissimo, nasce subito una simpatia reciproca ed insieme fanno un bel cammino per tutti i sei anni che Don Stefano passa con loro.
La comunità parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria, dopo quel 17 aprile 2014, si trova disorientata ed ha bisogno di una nuova guida.
Mentre si fanno previsioni sul nuovo parroco, il Vescovo nomina Amministratore Parrocchiale il Vicario Foraneo Don Tadeusz Krasuski (Don Taddeo), coadiuvato dal curato Don Pablo.
Con Decreto del 1 settembre 2014, il Vescovo nomina “Arciprete della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria in Andora il reverendo Sacerdote Don Stefano Caprile”.
Don Stefano fa ritorno come Parroco nella sua parrocchia, che lo ha visto crescere sia come uomo che come cristiano e dove è maturata la sua Vocazione Sacerdotale.
Sulla scia dei precedenti parroci, Don Stefano, nei primi due anni, anche se con qualche difficoltà, ha voluto essere vicino a tutti i suoi parrocchiani, privilegiando in modo particolare i bambini del catechismo, i ragazzi dell’AC, il gruppo giovani e soprattutto gli anziani e ammalati, andandoli a trovare nelle loro case.
Uno dei primi segni più belli che Don Stefano, e con lui tutta la Comunità Parrocchiale, hanno voluto compiere, è stato quello di ricordare Don Rinaldo.
E così, domenica 26 aprile 2015, con la presenza del nuovo Vescovo Mons. Guglielmo Borghetti, tanti parrocchiani e non si sono ritrovati per “l'intitolazione del Salone Parrocchiale a Don Rinaldo Bertonasco”.
Nel 2016, arrivano a Don Stefano due importanti e impegnative nomine: prima quella di Vicario Foraneo e poi quella di Direttore Ufficio Liturgico della Diocesi.
Intanto, Don Pablo completa brillantemente prima i suoi studi a Roma, presso l'università Lateranense, dove ha ottenuto la licenza di Diritto Canonico, e poi presso l'Università di Torino.
Arriva la sua nomina a Parroco della Collegiata di San Nicolò in Diano Castello e, domenica 14 agosto 2016, molti parrocchiani andoresi lo accompagnano per il suo ingresso ufficiale nella nuova parrocchia, dove viene accolto con tanta gioia e trepidazione.


Il 13 novembre 2016, si ricordano e vengono celebrati i primi 50 della Comunità Parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria: rivivere gli anni trascorsi, con lo stimolo per guardare avanti, con l’impegno di rendere la comunità sempre più attenta agli altri, più aperta, più accogliente.
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DEDICAZIONE DELLA PARROCCHIA - 13 NOVEMBRE 2013
Foto di Piero Dagati
Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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