Foto per gentile concessione Sandra SANSONE
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Ho passato diverso tempo tra i ruderi ed i luoghi del Castello, immerso nelle testimonianze del medioevo andorese, affascinato da ciò che mi circondava, consapevole di cosa mi trovassi di fronte avendo letto e studiato tutto ciò che avevo trovato sull’argomento.
Tuttavia, ogni volta, la mia mente correva a cercare di ricostruire un confronto con quello che poteva essere il passato e si presentava l’impressione che alcuni particolari già scritti non fossero chiari, o addirittura incoerenti: era semplicemente una questione di dettagli, che forse avevano bisogno di essere messi in correlazione tra loro, senza alcuna presunzione di riscrivere studi e storia, ma solo per evidenziare meglio l’evoluzione di un passato, forse dimenticato o su cui si era tirato dritto, senza considerare un altro punto di vista.
Da sempre ho osservato i particolari intorno a me, nelle persone, nei comportamenti e non potevo non farlo con i luoghi che hanno assorbito tanta della mia attenzione e passione andorese in questi ultimi oltre trent’anni.
Così ho pensato di dedicarmi ad approfondire e correlare tutte le informazioni raccolte, magari fornendo spunti di riflessione che qualcuno, sicuramente molto più competente di me in materia, possa sviluppare in futuro, con la possibilità di arricchire le pagine della nostra storia andorese.
Non tratto scoperte eclatanti, ma analizzo elementi in qualche modo già comparsi in passato in studi, libri, possibilmente dandone una identità cronologica più collegata, scovando alcune curiosità qua e là.
Con Ovidia siamo tornati ad occuparci di ciò che avevamo fatto insieme durante i suoi studi universitari oltre trent’anni fa, completando ciò che all’epoca non eravamo riusciti a fare per mancanza di mezzi, attrezzatura, conoscenza documentale, capacità professionale ed esperienza.
Ed è stato un tuffo nel passato di Andora e anche nel nostro.
M.V. - Dicembre 2021

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