ARISTON
IL "COMPLESSO TURISTICO ARISTON"
(Linda e Carlo Molinari)
Foto e documenti per gentile concessione Famiglia Molinari - Pallavicino
Locandina anno 1959
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La Società “NAVITAL” fu l’armatrice del primo ed omonimo cantiere navale di Andora e sorse a levante del torrente Merula, prima del 1920, estendendosi successivamente a ponente della foce.
Il cantiere originario si dedicò inizialmente alla costruzione degli ultimi velieri del Novecento.
Inizialmente installato in capannoni che sarebbero diventati le strutture della Colonia marina Astigiana, gradualmente, col passare degli anni, fu spostato verso Ponente, dapprima sulla sponda sinistra del torrente Merula e successivamente anche su quella opposta.

Nel 1941, la Società “NAVITAL” fu rilevata dalla Società “CITMAR” di Genova con sede in Roma (Compagnia Italiana Trasporti Marittimi), che divise il cantiere in due parti, una a ponente del Merula e l'altra a levante: la parte a ponente del torrente fu affidata in gestione alla Società Monti, effettuando il collegamento tra le due locazioni con una passerella posizionata tra il ponte sull’Aurelia e la foce del torrente Merula, mantenendo inalterato il nome del cantiere in “NAVITAL”.
Nel luglio 1943, il cantiere di ponente fu acquistato definitivamente dalla Società “C.A.L.” (Cantieri Armamenti Liguri).

Nel 1949, il cantiere chiuse definitivamente, ma una parte del terreno a ponente del Merula, con atto notarile del 28 Giugno 1947 era già stato venduto all’I.N.A.M.
Nel 1950, la restante parte della proprietà fu venduta all’Istituto Sacra Famiglia che, dopo varie vicissitudini, cedette la superficie a levante del torrente Merula al Comm. Carlo Pallavicino, il quale in pochi anni la trasformò nel complesso turistico formato dal Campeggio “Mare e sol” e dall’Albergo Ariston.
Finisce così l’importante e per certi versi gloriosa epopea dei cantieri navali andoresi e comincia quella dell'Ariston, che segnerà oltre mezzo secolo di storia andorese.
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IL “COMPLESSO TURISTICO ARISTON”

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Carlo Pallavicino nasce nel 1909 a Bistagno, piccolo paese alla periferia di Acqui Terme.

A dodici anni rimane orfano del padre ed inizia a lavorare come impiegato dell’esattore del paese.
Nel 1933, i giovani sposi Carlo Pallavicino e Linda Baldizzone si trasferiscono dal loro paese Bistagno (AL) ad Andora, dove hanno ottenuto l’autorizzazione dall’Intendenza di Finanza a gestire il servizio di esattoria dei tributi.
Abitano nei pressi della stazione, dove hanno anche l’ufficio dell’esattoria.
Nello stesso anno nasce la loro primogenita Maria Teresa.
Trascorrono gli anni e i Pallavicino si inseriscono nella comunità di Andora.
All’inizio degli anni ’50, trascorsi il periodo infausto del fascismo e della guerra, i Pallavicino decidono di trasferirsi sulla costa acquistando dall’Ospizio Sacra Famiglia di Cesano Boscone un ampio terreno, posto sulla sponda sinistra della foce del torrente Merula.
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ATTO ACQUISTO TERRENO DA PARTE DI CARLO PALLAVICINO
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Da subito iniziano la costruzione di una casa su quattro piani, che all’origine doveva essere destinata per il piano terreno ad ospitare gli uffici dell’esattoria, al primo piano l’abitazione padronale, al secondo piano l’abitazione destinata alla figlia Maria Teresa ed al terzo piano l’abitazione destinata alla seconda figlia, nata nel 1949, Luisella.
Mentre si costruisce la casa, il genio di Carlo Pallavicino lo porta a decidere che l’edificio doveva essere destinato ad ospitare un nuovo albergo.
Con un primo progetto del 1957 (che inizialmente mantiene la presenza di una parte destinata all’abitazione della famiglia) e successive varianti e ampliamenti (1958 – 1960 – 1969 – 1980 – 1991 – 1993), si evolve l’insediamento turistico alberghiero nell’area costiera posta tra la foce del torrente Merula e il litorale marino.

Il nome dell’albergo, e poi del complesso turistico, deriva dall’amicizia con Aristide Vacchino, che proprio negli stessi anni costruiva il famoso Teatro Ariston di Sanremo.
Carlo Pallavicino continuava ad espandere la sua attività storica di esattore in tutta la Liguria, acquisendo le esattorie di Borgomaro e comuni del comprensorio, di Taggia e comuni del comprensorio, Dolceacqua e comuni del comprensorio, e soprattutto le cittadine di Rapallo, Zoagli e Portofino, da cui traeva rilevanti risorse economiche, destinando alla figlia Maria Teresa Pallavicino la gestione dell’Esattoria di Moncalvo d’Asti.
Tali risorse venivano utilizzate alla creazione del “Complesso Turistico Ariston” che negli anni ‘50 vedeva la creazione di:
- un distributore di carburante all’insegna “AQUILA”, poi mutata in “TOTAL”;
- il “Campeggio Mare e Sole”, con la fitta piantumazione di alberi da alto fusto “pinus pinea”;
- l’ampio salone del “Ristorante Ariston”, con la capiente dimensione di 300 metri quadrati;
- il “Cinema Teatro Rossini”, con capienza di 500 posti (sorto sulle ceneri del preesistente capannone ad uso cantiere navale);
- il “Motel Mare e Sole”;
- lo stabilimento balneare “Mare Sole”;
- l’agenzia di viaggi e turismo “Organizzazione Turistica Ariston”;
- l’ufficio cambio valute autorizzato dalla Banca d’Italia.

Complesso "Ariston" - Distributore "AQUILA"

Complesso "Ariston" - Distributore "TOTAL" e il gestore Giacomo Ceresi
Foto per gentile concessione Luca Ceresi

Spettacolo al "Cinema Rossini"
Sono anni di grande crescita del turismo andorese che diventa meta sia di ospiti del nord Italia, così come nord europei.

Negli anni ’60, il “Complesso Turistico Ariston” continua a crescere con la costruzione dell’edificio ove sorge il Residence Ariston (poi con la rimozione del distributore di carburante), ed inoltre a nord della via Aurelia:
- la realizzazione della “Arena Estiva Ariston”, dedita alla cinematografia;
- il secondo edificio dell’”Albergo Ariston”, poi come in oggi “Residence Villa Sara”.
Nel 1970, viene rilasciata dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato una rivendita tabacchi a carattere speciale, in ragione della rilevante importanza del complesso.
All’inizio anni ’70, veniva altresì acquisita la partecipazione di maggioranza della “Tipografia FARA”, con amministratore Lino Raso, che poi l’acquisirà trasformandola in “Grafic Lino”.

Tutto ciò porta a crescente prestigio di Carlo Pallavicino e della moglie Linda, che decidono di acquisire la presidenza della squadra di pallone elastico.
Inoltre Carlo riceve dalla Regione Liguria l’incarico di presidente della locale “Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo” e, negli anni successivi, viene prima insignito dell’onorificenza di “Commendatore all’Ordine della Repubblica Italiana” e, qualche tempo dopo, l’allora Presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini, gli conferisce la più alta onorificenza di “Grande Ufficiale”.
Anche il Sacro Ordine di San Giorgio in Carinzia ne riconosce l’elevato impegno lavorativo e sociale e viene, quindi, insignito dell’onorificenza di “Grande Ufficiale dell’Ordine di San Giorgio in Carinzia”.
Il “Complesso Turistico Ariston” mantiene nel tempo le sue caratteristiche con annuali interventi di ammodernamenti.
Negli anni ‘70 ed ’80, Carlo è creatore del primo storico calendario delle serate di musica, che si svolgono all’interno della medievale Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, divenuto poi un appuntamento di Festival, continuato anche nei decenni successivi.

Evento musicale all'interno della Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo
Sempre nello stesso periodo, ottiene la sponsorizzazione della Parmalat per la creazione del “Trofeo Sciistico Pinocchio”, con trasferte dei giovanissimi andoresi ad Artesina: il tutto a totale carico della Parmalat.

Due classi elementari andoresi sulla neve di Artesina

Linda e il papà Arrigo ad una premiazione del "Trofeo Pinocchio"
Ancora riesce ad ottenere, dalla Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, la donazione di una delle prime ambulanze della Croce Bianca.

Foto con famigliari e amici:
da sinistra: Carlo Molinari, ..., ..., Linda Molinari, Maria Teresa Pallavicino, Arrigo Molinari, Carlo Pallavicino,
Piero Falde, Mariangela Galleano, Linda Bestoso, Linda Baldizzone, ..., Luisella Pallavicino. Graziella Danio.
In più occasioni veniva chiamato a poter entrare da protagonista nella politica locale, cui era proprio impedito dal suo ruolo di esattore delle imposte.
A ciò rispondeva, invece, la secondogenita Luisella, donna conosciutissima e ricordata ancora oggi per la sua attività di volontariato, specie per i più giovani, tanto che l’Azione Cattolica la nomina come sua delegata regionale.
Molto votata alle elezioni amministrative ad Andora del 1985, assume il ruolo di assessore comunale ai servizi sociali; tuttavia, dopo poche settimane, la Prefettura di Savona commissaria l’esattoria di Andora, causa l’anzidetta incompatibilità e, quindi, per rispetto verso il padre Carlo, decide di dimettersi dalla propria carica amministrativa ricevuta.
In tutte queste iniziative ha il sostegno del proprio genero, professore avvocato Arrigo Molinari, che in quegli anni ottiene dal Ministero degli Interni la direzione della Questura di Genova.


Il Questore di Genova - Dott. Arrigo Molinari scorta la Regina Elisabetta II in occasione della storica visita a Genova il 16 ottobre 1980.
Arriviamo cosi alla metà degli anni ’80, quando l’età avanzata incominciava ad incrinare la forte tempra del Commendatore.
Il 23 marzo 1987, di ritorno dalla propria sede di Rapallo, Carlo Pallavicino veniva colto nel sonno da un infarto.
Questo evento segna l’inizio della fase più recente del “Complesso Turistico Ariston”.
Solo il nipote Carlo Molinari, di appena 20 anni, studente a Genova di economia e commercio, può dedicarsi all’attività, lasciando gli studi universitari.

A sinistra Carlo Molinari con il Ministro del Turismo e dello Spettacolo - On. Carlo Tognoli; a destra il papà Arrigo.
Il suo primo compito, difficilissimo, è riuscire a comporre i forti disaccordi ereditari tra sua madre Maria Teresa e la zia Luisella, cosa che gli riesce, mantenendo l’unitarietà del “Complesso Turistico Ariston”, la cui amministrazione gli viene affidata, mentre la zia piò realizzare, nella parte a monte della via Aurelia, il nuovo “Residence Villa Sara”, tuttora attivo.
Dopo una prima fase caratterizzata dalla continuità con la storica gestione del complesso, nel 1991 in occasione delle Colombiadi, Carlo, in accordo con i suoi familiari, decide di presentare agli enti un progetto di globale trasformazione del complesso che prevedeva:
- l’ammodernamento dell’”Albergo Ariston” portandolo a 4 stelle (l’unico in territorio andorese), con la costruzione di un nuovo edificio in ampliamento in elevazione del “Cinema Rossini”;
- l’ammodernamento del “Motel Mare Sole” con la costruzione di un centro talassoterapico completo a mare, con piscina olimpionica, bar ristorante con acquascivolo (si era preso spunto dallo stabilimento balneare “Sogni d’Estate” di Imperia);
- la trasformazione del “campeggio” in “villaggio turistico”, con nuove villette in muratura;
- a fronte di questi interventi e nell’interesse pubblico si era progettata la passeggiata a mare di attraversamento del complesso turistico da est a ovest.
Tuttavia, solo una minima parte di quanto progettato veniva autorizzato.
Iniziavano, quindi, i lavori di realizzazione di un ridotto albergo 4 stelle e della costruzione di 27 villette nel campeggio.
Venivano anche realizzati due saloni polifunzionali di cui uno utilizzato principalmente come sala da ballo per la terza età, riscuotendo anche un certo successo.

Carlo presente al BIT (Borsa Internazionale del Turismo) mostra una immagine aerea del "Complesso Turistico Ariston".
Il complesso veniva chiuso nel 1992 per lavori e poteva riaprire solo dopo due anni: tuttavia, l’avviamento degli ospiti che giungevano nel complesso da decenni si era dissolto.
In quell’anno il “complesso turistico” raggiunge la sua massima dimensione, essendo composto da:
- “Albergo Ariston” 4 stelle, con 16 camere doppie (unico 4 stelle nella storia di Andora);
- “Residenza Turistico Alberghiera Ariston”, con 60 appartamenti 3 stelle;
- parco per vacanze “Mare Sole”, con 33 villette e 100 piazzole per camper e simili;
- stabilimento balneare “Mare Sole”, con 40 cabine in muratura e piscina;
- sala da ballo “Ariston”, con capienza 300 persone;
- salone polifunzionale di mq 800;
- bar ristorante tabaccheria “Ariston”;
- discount alimentare di mq 300;
- agenzia di viaggi e turismo;
- ufficio di cambio valute.

I "corridori" di una Milano - Sanremo passavo davanti all'Agenzia viaggi dell'Ariston.

Foto a sinistra: Eliana Marchiano nell'Agenzia viaggi.
Foto a destra: Jolanda Marenco (a sinistra) e Eliana Marchiano (a destra).
Foto per gentile concessione Eliana Marchiano
La complessiva capacità ricettiva, in termini di posti letto, arriva a superare le 500 unità, rappresentando un caso articolato e unico in Liguria e raro in Italia.
Carlo, che aveva realizzato l’investimento con un finanziamento bancario, non era più in grado di sostenere il rimborso rateale del prestito ed entrava in sofferenza bancaria: erano anni di interessi passivi trimestrali anatocistici di oltre il 20% (!) e la banca aveva ottenuto l’ipoteca sull’intero complesso.
Iniziava una fase gestionale di costante criticità, dove si cercavano soluzioni, quali l’apertura di un discount alimentare nel locale del già dismesso “Cinema Teatro Rossini” e l’accoglienza di gruppi di turismo sociale dall’Est Europa, anche con capienza sino a 500 persone alloggiate, però a prezzi stracciati.

Il "Complesso Turistico Ariston" nella primavera del 1995
Foto Collezione Privata Marino Vezzaro
Nel 1999, in una crescente difficoltà ci si indirizzava per la trasformazione in appartamenti del “Residence Ariston” per destinarli alla vendita.
L’operazione dopo un lungo contrasto amministrativo riesce ad avere un difficile avvio solo nel 2002.
Intanto, il 30 luglio 2002 cessa la licenza di esercizio dell’attività alberghiera.
Nel 2003, veniva a mancare la madre Maria Teresa, aumentando le difficoltà e la banca creditrice pignorava il complesso.
Nel 2005, veniva a mancare il padre Arrigo Molinari, ucciso nell’abitazione all’interno del complesso turistico.
Questi ultimi dolorosi eventi iniziano la fase conclusiva del complesso.
Nell’immediato, Carlo riordinava le attività residue:
- il supermercato veniva riaperto con insegna EKOM;
- il bar tabaccheria sulla via Aurelia;
- lo stabilimento balneare.
Il tutto grazie a risorse finanziarie che traeva dalle tre “Sale Bingo”, create tra il 2001 ed il 2003, a Imperia, Ventimiglia e Bra.
Tuttavia i pignoramenti incombevano e si affacciavano le prime udienze che avrebbero portato alla vendita, frammentata, del complesso.
In tutto ciò non venivano a mancare le divisioni tra Carlo e la sorella Linda, che impedivano di pianificare qualunque soluzione unitaria della crisi finanziaria, anche a causa di intromissioni esterne.

Carlo decideva di investire in una nuova progettazione di totale trasformazione del complesso turistico, affidata ad uno Studio di Architettura di Varazze, investendo una somma imponente per tale progettualità, che prevedeva quanto è stato poi approvato dal Comune di Andora nel 2006 e cioè:
- totale demolizione dell’esistente complesso;
- realizzazione di due piani di parcheggi seminterrati, per un totale di 200 posti auto, in parte ad uso pubblico;
- realizzazione di due edifici di 18 piani ad uso abitativo;
- realizzazione di un albergo a 4 stelle, con 80 posti letto;
- realizzazione di opere pubbliche, quali la passeggiata a mare ed un ponte pedonale sul torrente Merula.
Il Consiglio Comunale autorizzava tale intervento (dovendo solo imporre la modifica, voluta dall’ente regionale, che i due edifici dovevano essere di soli 6 piani, ma con una superficie triplicata).
Ottenuta questa rilevantissima rivalutazione patrimoniale si poteva trattarne la vendita con imprese di costruzioni.
Nel 2008, dopo complesse trattative, si raggiungeva un accordo con un gruppo societario investitore di Genova, il tutto per la vendita dell’intero complesso; in tale contesto Carlo manteneva una quota di partecipazione all’affare immobiliare pari al 20%.
Carlo chiudeva tutte le attività, e così si metteva la parola fine del “Complesso Turistico Ariston”.

Il "Complesso Turistico Ariston" dopo la chiusura dell'attività.
Le vicende successive al 2008 dipendono solo dal gruppo societario investitore, che prima trasforma la costituita società di scopo in una “s.r.l.”; poi, decide di non procedere nella progettazione, ponendo il complesso in una nuova crisi finanziaria, che ha portato ad una vendita all’asta giudiziaria culminata nell’anno 2020.
In oggi la proprietà fa capo ad una società che ha riattivato un iter rivolto ad ottenere i permessi edificatori, che avranno esclusiva finalità immobiliare, essendo nel frattempo stata stralciata dall’attuale Amministrazione Comunale la previsione di una nuova realizzazione di un albergo a 4 stelle.
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Solitamente non mi intrometto nelle storie di famiglia raccontate direttamente dagli interessati, ma questa volta voglio fare un’eccezione.
La storia dell’Ariston e della Famiglia Pallavicino – Molinari ha rappresentato una pagina importante del Secondo Dopoguerra andorese, con tutte i coinvolgimenti e conseguenze che hanno segnato l’evoluzione turistico commerciale del luogo.
Come troppo spesso succede, per semplicità di ricordare frettolosamente gli accadimenti, sono stati giudicati gli eventi per la fine e non per gli inizi o per quello che per tutta la durata hanno rappresentato, infondendo conoscenza destrutturata dei fatti.
Ho sempre provato a restare fuori dai commenti in merito, ma avendo vissuto e soprattutto ricordando con piena consapevolezza l’ultimo mezzo secolo andorese, mi sono impegnato, ho voluto con grande determinazione che venisse raccontata la storia dell’Ariston direttamente da chi gli appartiene.
Con Linda abbiamo condiviso i banchi delle elementari, pomeriggi spensierati, di gioco e di “compiti” proprio in quei luoghi, l’intera infanzia e parte dell’adolescenza.
Luisella è stata mia catechista ed educatrice.
Ero perfettamente cosciente della delicatezza ad affrontare l’argomento, ma ho creduto con tutto me stesso che avrebbe dovuto essere raccontato e poter fare parte di una pagina esclusiva dedicata alla storia di Andora.
Ci siamo riusciti, anche se è stato un contrapporsi di ricordi in parte gioiosi e in parte dolorosamente difficili da raccontare.
E per questo voglio ringraziare infinitamente Carlo e Linda per l’enorme sforzo emotivo ed affettivo con cui hanno deciso con entusiasmo di condividere ciò che era parte dei loro affetti più cari.
M.V.
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