LADY OVIDIA - Andora nel tempo

Andora nel tempo
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LADY OVIDIA

BOUTIQUE "LADY OVIDIA" - (1972)
(Foto per gentile concessione Famiglia Siccardi/Vassallo - Testi Mario Vassallo)
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Un ramo della famiglia Siccardi, la famiglia che da due secoli porta avanti l’attività commerciale andorese più antica giunta ai giorni nostri, mezzo secolo fa decide di dedicarsi ad un altro settore, quello dell’abbigliamento.
E’ così che Gianfranco, figlio di Angioletto e Amelia, con la moglie Francesca, decidono di aprire un negozio dedicato all’abbigliamento femminile, in un locale prospiciente la via Aurelia, in un complesso immobiliare di recente costruzione.



Siamo nel 1972 ed il negozio viene dedicato alla primogenita della coppia, Ovidia: nasce così la “Boutique Lady Ovidia”.



I primi anni Settanta sono tempi duri, ma lo sviluppo edificatorio del centro cittadino, l’incremento turistico in fermento, l’ottima posizione che consente una forte visibilità, oltre all’offerta di un genere che mostra attenzione allo stile ed a linee con marchi famosi, consentono di raggiungere velocemente una affezionata clientela.
L’incremento turistico porta molto a puntare sul settore estivo dei costumi da bagno, che prende slancio dalla metà degli anni Ottanta e vede sino a tutto il decennio successivo la presenza in esclusiva di marchi di fama internazionale come il Gruppo Parah (linea di punta, accompagnata da Sabbia dedicata più alle signore e Off Limits dedicata più ad un pubblico giovanile) e Gottex (linea più sofisticata, spesso accessibile solo in tempi di saldi).
Il negozio si presenta con un arredamento “esotico” dalle forme molto inusuali:
  • il materiale principale è la canna di bambù, che caratterizza intelaiature ed espositori, unitamente ad elementi piani spatolati;
  • le vetrine sono caratterizzate da espositori con una pedana spatolata di forma geometrica curvilinea irregolare, perimetrate da telaietti in canna, i quali permettono di esporre i capi con un aspetto creativo ed accattivante, mediante il fissaggio con fili da pesca;
  • il soffitto e le pareti sono tinteggiati con colori che sfumano tra loro e sul soffitto, con delle corde marinare, sono appese delle grandi nuvole che schermano le luci;
  • il locale è dotato di due ingressi: quello principale verso la via Aurelia e quello secondario sotto il porticato sul fianco (questo accesso secondario sarà eliminato negli anni Novanta), che permettono un percorso di visita agevole anche nei momenti più affollati;
  • tra il camerino ed il retro è ricavato una sorta di salottino, dove ci si intrattiene, tra un cambio d’abito e l’altro, oppure dove si trascorre un po’ di tempo a chiacchierare se non ci sono clienti, sorseggiando insieme un caffè, una bibita, o gustandosi una coppa di gelato;



In questo periodo le due figlie ormai cresciute, Angelica e Ovidia, partecipano all’attività famigliare negli orari fuori dagli impegni scolastici e, in estate, si impostano aperture serali che, nei periodi centrali dei saldi, superano anche la mezzanotte.

  

Fuori dal periodo estivo, l’attività si concentra e si dedica a fornire un servizio di vendita dei capi, che spesso vengono anche completamente trasformati con adattamenti sartoriali direttamente dai gestori.
Sempre nel periodo estivo, diventa un’abitudine l’appuntamento della sfilata organizzata per la promozione dell’abbigliamento estivo; si tratta di eventi, spesso su invito, che vengono programmati nella seconda metà di luglio e spesso replicati in agosto.
Nei vari anni, vengono organizzate presso lo Sporting di Pinamare, Villa Fumero, Villa Musso, i giardini dell’ex Parco della Colonia di Cuneo (oggi Parco degli Aviatori), Discoteca Enigma, Villa Laura, "Il Timone).
Tutte le edizioni sono organizzate, create e gestite in proprio e sfilano ragazze e donne, amiche, clienti, compagne di scuola di Angelica e Ovidia.
Verso la fine degli anni Novanta cambiano le abitudini turistiche e le richieste commerciali.
Per adattarsi ai tempi, vengono inserite linee di intimo donna e una linea di abbigliamento estivo maschile, con le ditte Maui & Sons e Bear (tra i marchi di linee da surfisti che vanno per la maggiore).
La scelta si rivela impegnativa, ma comunque permette di continuare l’attività con un veloce ed adeguato adattamento al mercato in evoluzione.
Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, avvengono dei cambi sostanziali:
  • da un paio danni sono stati cambiati vari marchi anche storici e c’è stato un rinnovamento nelle linee proposte (tra cui alcune proprie);
  • i gestori del negozio restano Francesca e Angelica e, dopo oltre 25 anni di attività si sente il bisogno di rinnovare il locale.



E’ così che cambia completamente stile ed arredamento del locale, puntando ad una esposizione più luminosa, con elementi di arredo che richiamano lo stile classico ed è in questa occasione che scompare il salottino che tanto aveva caratterizzato il passato.
Tale sistemazione verrà poco dopo ulteriormente modificata, puntando su un ambiente più moderno.



A cinquant’anni di distanza, la stessa famiglia porta avanti con passione un’attività in cui viene dedicata la competente attenzione a gusto e necessità del cliente, senza mai perdere di vista l’evoluzione della moda e dello stile.




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Ovidia nell'anno di apertura del negozio, a fianco all'aiuola di pitosfori appena impiantati

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1972: Ovidia all'interno del negozio che porta il suo nome

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Ovidia e mamma Francesca sul muretto a fianco al negozio

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Gianfranco all'ingresso del negozio, nell'unica foto in cui compare l'originaria cappottina rosa

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Seconda metà degli anni '70: Angelica e Ovidia sedute davanti alla vetrina principale

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Seconda metà degli anni '70: Angelica e Ovidia fanno capolino dalla vetrina principale

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L'originario logo, utilizzato fino agli anni '90

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Il sacchetto "storico"

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Francesca

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1998: le "donne" di famiglia, Angelica, Ovidia con in braccio Alice appena nata e nonna Francesca. In basso Sole

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Il logo che negli anni '90 ha sostituito, per poco tempo, quello originario

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I decori a soffitto originari, i quali riproducevano delle nuvole che mascheravano le plafoniere al neon

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La sistemazione interna originaria, fatta di bambù, legno e stucchi

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Prima metà degli anni '80: la veduta delle tre vetrine laterali; quella più a sinistra è stata appena modificata, eliminando la porta secondaria presente dall'origine

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Veduta dalla passeggiata sull'Aurelia: la sistemazione delle aiuole e del giardino è ancora quella originaria, mentre la cappottina all'ingresso è già cambiata

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Inizio anni '90: l'interno è ancora quello originario

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Anni '90: compare la prima insegna sopra all'ingresso

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Agosto 1991: Angelica

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Agosto 1991: Ovidia

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Anno 2000: dopo la prima ristrutturazione interna, Francesca con la nipotina Alice

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Anno 2000: francesca durante l'inaugurazione dopo i lavori della prima ristrutturazione interna

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Anno 2008: con la ristrutturazione complessiva del negozio cambia l'insegna sopra all'ingresso e la cappottina

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2008: la ristrutturazione è completata

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2000: Francesca e Alice

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2001

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2001: il negozio con la sistemazione esterna dei giardini ancora originaria; a breve, gli spazi esterni subiranno una trasformazione che creerà la sistemazione attuale

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Angelica

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2021: il negozio attuale

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L'auto del negozio

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Dorotea

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2022: la Boutique Lady Ovidia oggi

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2022: la Boutique Lady Ovidia oggi

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2022: la Boutique Lady Ovidia oggi

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2022: la Boutique Lady Ovidia oggi

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2022: la Boutique Lady Ovidia oggi

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2022: la Boutique Lady Ovidia oggi

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2022: la Boutique Lady Ovidia oggi, con il suo interno

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1987: Villa Fumero

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1987: Villa Fumero

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1988: Sporting di Pinamare

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1991: Villa Musso

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1991: Villa Musso

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1992: Big Ben Pub - Giardini dal "Tempietto" di Villa Laura

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1992: Big Ben Pub - Giardini dal "Tempietto" di Villa Laura

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1992: Big Ben Pub - Giardini dal "Tempietto" di Villa Laura

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1992: Discoteca "Enigma"

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1995: Villa Laura

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2001: Discoteca "Il Timone"

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