PENSIONI E ALBERGHI - Andora nel tempo

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PENSIONI E ALBERGHI

"C'ERA UNA VOLTA ....."
PENSIONI, ALBERGHI E LOCANDE
(Mario Vassallo)

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Secondo le testimonianze pervenuteci, dall’inizio del Novecento, sul territorio andorese hanno svolto la propria attività circa una quarantina di “locande”, “pensioni”, “alberghi” e, in tempi più recenti anche “residence”.
Tra queste solo sedici sono attive ai giorni nostri, mentre tutte le altre hanno cessato la loro attività, principalmente in funzione della loro trasformazione in strutture composte da appartamenti residenziali.
Diamo uno sguardo alle strutture "scomparse".
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Sulle pendici di Capo Mele, a cavallo dell'inizio degli anni '50 del Novecento, inizia l'espansione edilizia turistico - residenziale e, prospicienti alla via Aurelia vengono realizzati:
  • l'Albergo Aldebaran, che ospiterà anche il Ristorante - "Bar Priamar" (tutto l'edificio sarà trasformato in un condominio di appartamenti);





  • Villa Gemma, gestita dalla famiglia Cosentino e successivamente dalla famiglia Zunino (anche questa struttura sarà trasformata in un condominio di appartamenti);

 

  • Villa Bambi (gestita da proprietari stranieri) e Pensione Monteverdi;



  • Hotel Sito di sogno, costruito dal Comm. Selva; era dotato di bar, ristorante e sala da ballo (l'intera struttura sarà trasformata in un condominio di appartamenti);

HOTEL SITO DI SOGNO - PROGETTO ORIGINARIO
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HOTEL SITO DI SOGNO
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  • sulle colline di Pinamare, Enrico Sirtori realizzò l'Albergo San Carlo Bellevue, in una zona estremamente panoramica, su Strada delle Catene, dotato tra l'altro del primo campo da tennis sul territorio andorese; successivamente diventerà Hotel Liz e, dopo alcuni anni dalla cessazione dell'attività, sarà trasformato in un condominio di appartamenti;

 

HOTEL LIZ - SITUAZIONE ESISTENTE ALLA DEMOLIZIONE
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  • sempre sulle colline di Pinamare, poco lontano dall'insediamento precedente, viene realizzato il complesso "Villaggio degli olandesi" (questa denominazione sarà l'origine del nome attribuito alla limitrofa strada Viale Olanda), una struttura tipo campeggio che presto sarà trasformata in una sorta di "residence" col nome di "Paradiso" o "Paradiso Pinamare"; con un forte aiuto apportato dal condono edilizio del 1985, gli edifici saranno trasformati ed ampliati anche pesantemente, dando forma a quello che diventerà un insieme di villini residenziali;

 

  • proseguendo per la via Aurelia verso il centro del litorale costiero, la famiglia Sirtori edificò l'Hotel Sant'Ambrogio (inizialmente Ristorante S. Ambroeus), di cui ripercorriamo la storia con il racconto di Jole Sirtori, ultima proprietaria insieme al fratello Pierluigi:
"I miei nonni paterni, Ferdinando ed Emilia, avevano perso tutti i loro risparmi con la svalutazione avvenuta dopo la Prima Guerra Mondiale.
Hanno aperto il bar tabaccheria a Milano, in via Vigentina a Milano, la via del Tredesin de Mars.
Prima hanno gestito con i locali in affitto, poi hanno rilevato la proprietà di casa e locale.
Durante la seconda Guerra Mondiale la nonna Emilia guidava il Tram.
Nei primi anni cinquanta, con la vendita della proprietà di Milano hanno acquistato ad Andora, una proprietà sulla via Aurelia, dove è nato il Sant'Ambrogio.
In questa via c'erano, in casa nostra, negozio di alimentari, macelleria e boutique, poi c'era la pensione Holiday e l’alimentari - panetteria di Maria e Sergio Galleano.
Dall'altra parte della strada c'era il bar Torino, il meccanico Baci Porcella, la parrucchiera Ruby e il verduraio Saettone.
Il compianto Giulio Vernazzano, figlio della cara Maria, sostenitrice di Santa Rita, che a casa nostra era la factotum, ed ha anche insegnato a cucinare alla mia cara mamma, scomparsa lo scorso gennaio, mi ha raccontato che nei locali interrati del Sant'Ambrogio si ballava tutte le sere.
Il papà Enrico è stato un piccolo imprenditore che ha costruito villette nella zona di Pinamare e anche un piccolo albergo, il San Carlo Bellevue che, oltre alla vista impagabile, possedeva il primo campo da tennis di Andora.
Mio fratello Pigi ed io eravamo ancora piccoli, e il papà ha affidato la gestione dell'albergo ai fratelli Nattero (Paolo, Lucio, Matilde e la mamma Adele), che lo hanno gestito insieme alla loro mamma Adele, bravissima cuoca.
Quando mi sono diplomata abbiamo ripreso conduzione dal signor Rodolfo Giaggia, che insieme alla moglie, mi ha insegnato i primi rudimenti di albergatrice.
Per una stagione il papà mi ha affiancata discretamente nella conduzione.
Purtroppo nel luglio del 1985 il mio caro papà Enrico è morto in seguito ad un incidente aereo.
Con mio fratello Pigi, e coadiuvati dalla mamma, abbiamo gestito l'albergo e il residence per altri otto anni e per alcuni anni anche il ristorante con mio marito, dove poi è subentrata la famiglia di Giuseppe e Milena Zola, che in precedenza con i Nattero avevano già gestito il bar.
Impossibile non ricordare i nostri cari dipendenti e due su tutti: la signora Elvy Lo Manto, la signora Lucia Proglio, braccio destro del cuoco Saverio in cucina.
A seguito di vicissitudini famigliari, siamo stati costretti a vendere molti anni fa."

 

 

  • poco distaccato e perpendicolare a monte del complesso Sant’Ambrogio e affacciata sull’omonima via, sorgeva la Pensione Holiday della famiglia Galleano (Aldo con la moglie Maria e la figlia Mariangela); anche questa struttura è stata trasformata in appartamenti ed ampliata sino all’aderenza con l’adiacente fabbricato ex Sant’Ambrogio;

  • praticamente di fronte, dall'altro lato della via Sant'Ambrogio, con accesso da via Cuneo, fu realizzata la Pensione Riviera, che diede nome anche all'omonimo ristorante e cessò l'attività con la consueta trasformazione in appartamenti;

  • continuando sulla Via Aurelia, dal lato verso mare, poco dopo il Bastione si incontrava l'Hotel Lido, che la famiglia Alberigo di Stellanello realizzò nel 1954; fu per decenni un riferimento anche per i giovani, grazie alla presenza degli spazi dedicati a pista e sala da ballo; all'esterno offriva anche la dotazione di un distributore di carburanti e uno stabilimento balneare, mentre all'interno disponeva di uno dei pochi telefoni "pubblici"; cessata l'attività, il complesso rimase per anni abbandonato, fino alla demolizione effettuata nel 2010 e successiva sistemazione del tratto di passeggiata litoranea e realizzazione della piazzetta "Chiara Luce Badano";

 

  • nei pressi dell'attuale Piazza Doria, direttamente affacciata sulla via Aurelia sorgeva la Pensione - Trattoria dei "Cacciatori" di Onorio "u Noru" Marchiano; una delle attività ricettive più antiche del territorio costiero andorese, era un punto di ritrovo e di riferimento locale e per chi si trovava a transitare sulla Strada Nazionale Aurelia; sotto il suo "bersò" (pergolato) fu festeggiata, come nella vicina Locanda degli Amici, la fine della guerra con canti e balli a rallegrare la popolazione locale alla fine di un difficile periodo vissuto; l'edificio è stato demolito ed al suo posto sono stati realizzati giardini all'interno di un intervento edificatorio che ha portato alla costruzione di palazzine residenziali ed alla formazione di via Caboto;

TRATTORIA DEI CACCIATORI
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  • sempre in via Aurelia e proseguendo verso il Torrente Merula, in prossimità della foce dello stesso, nella prima metà degli anni ’50 il Comm. Carlo Pallavicino realizzò quello che diventò il complesso “Ariston”; formato da albergo con bar – ristorante, campeggio e stabilimento balneare “Mare e sol”, un distributore di carburanti e un cinema “Rossini” (quest’ultimo trasformato in tempi recenti e per un breve periodo in supermercato); dopo varie vicissitudini famigliari e non solo, l’intera struttura diventò progressivamente inattiva, gradualmente abbandonata ed è attualmente in attesa di recupero;

 



  • scendendo in via Fontana, sempre sul lato verso mare, incontriamo l'attuale Caserma dei Carabinieri, che in passato fu uno degli insediamenti alberghieri più antichi ed importanti dell'intero territorio andorese; risalente al periodo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, viene ricordato come "Pensione Mondovì" con la proprietà di Emilio Soldani fino al 1933, quando fu acquisito da Ermenegildo Balteri cambiando nome in "Albergo Milano" e rimase aperto fino al 1940; il 28 giugno 1947 fi acquisito dall'I.N.A.M., diventando una delle strutture della omonima Colonia Marina; secondo alcune fonti documentali viene citato anche come "Albergo Torino", sebbene di tale denominazione non sia stato possibile effettuare una eventuale datazione;

PENSIONE MONDOVI'
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ALBERGO MILANO
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  • poco più avanti, sulla trasversale via Sardegna che scende verso il mare, sorgeva la "Pensione Tirrenia", che cessò l'attività nella prima metà degli anni '70 e fu trasformata in appartamenti;



  • sempre in via Fontana, davanti all'ex passaggio a livello, sorgeva l'Albergo della Posta; edificio originario della seconda metà dell'Ottocento, fu destinato per un periodo anche a stazione di cambio dei cavalli e di sosta per le diligenze, diventando sede di un "Albergo" di notevole importanza a causa della posizione strategica su quella che era l'arteria stradale principale, anche in prossimità di un attraversamento ferroviario a livello e nel nucleo edificato diventato rapidamente il cuore commerciale del territorio andorese; assunse nel tempo il nome di "Albergo della Posta", in quanto fu la sede dell'Ufficio delle Regie Poste e, successivamente, "Albergo Savoia" (proprietà Bottini e Weber); successivamente il piano terreno diventò sede di negozi e botteghe ed il piano superiore locali di abitazione, fino alla demolizione tra fine anni '60 ed inizio anni '70 nell'ambito di una delle tante lottizzazioni del periodo; al suo posto è stata realizzata piazza Santa Caterina;



  • riprendendo la via Aurelia, in prossimità dell'attuale semaforo in via del Poggio, sorgeva l'Albergo "La pigna" della famiglia Lunghi, trasformato in appartamenti;



  • poco più avanti, in direzione Cervo, sul lato destro della via Aurelia, sorgeva la Pensione San Giorgio, della famiglia Amprino-Orengo, trasformata in appartamenti;



  • in via Carminati, nei caseggiati dopo il cavalcavia era presente la Pensione Cecilia di Giuseppe Burgoni e, poco più avanti e ad angolo con la traversa attuale via Genova, la Pensione Marilena della famiglia di Ernestìn Bruno (papà dell'ex Sindaco e avvocato Francesco);



  • in prossimità del piazzale della ex Stazione Ferroviaria, sorgeva l'"Albergo della Stazione, un edificio storico di origine risalente alla fine dell'Ottocento, gestito a lungo dalla famiglia Perazzi e per tale motivo conosciuto anche come "Locanda Perazzi"; pure questa costruzione ha ceduto il posto ad uno dei tanti edifici per appartamenti;



  • salendo per via Carminati si incontrava l'Albergo "Giardino delle rose" (trasformato in appartamenti)



  • la "Pensione Secondina" (trasformata in appartamenti);

 

  • proseguendo verso San Giovanni, sulla via Merula dopo avere superato l'ex passaggio a livello, sulla destra si trovava la Pensione "La Campagnola"; tale struttura cambiò nome diventando la pizzeria - bar "Blues" a cavallo tra la fine degli anni '80 e gli anni '90, cessando la propria attività dopo pochi anni;

 



  • nel centro cittadino, circa a metà di via Doria ed in confrontanza a piazza dell'Incontro, operò la struttura ricettiva "Casa Serena", successivamente trasformata in appartamenti;



  • in via dei Mille, tra l'incrocio con via Usodimare e la via Vespucci, era presente la Pensione "La Rondinella", attorniata da un giardino alberato; la struttura è da anni non più attiva;

 

  • nella Borgata di Rollo, poco dopo l'antica "fortezza" ex canonica, operava la Pensione Uliveto, la struttura della famiglia Vatterone, che ha cessato la propria attività negli anni '90 ed è stata trasformata in appartamenti.


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