STORIE ANDORESI - Andora nel tempo

Andora nel tempo
Andora nel tempo
iniziativa ideata e realizzata da MARIO VASSALLO
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STORIE ANDORESI

STORIE ANDORESI
(Maria Teresa Nasi)
PRIMA EDIZIONE
A scuola con un ciocco di legno
Fra i banchi di Palazzo Tagliaferro
Ne parliamo con il professor Andrea Gallea, le maestre Silvia Bardeloni, Sandra Sansone, Celeste Telesio, la collaboratrice scolastica Nuccia Barusso e l’autista Pierino Vittore
Venerdì 24 marzo 2017, ore 17,30
Emigrati ad Andora Salvatore La Franca
L’amore per Andora e la passione per la scrittura
Venerdì 14 aprile 2017, ore 17,30
Anni “60
L’epoca che cambiò il volto di Andora
12 anni dalla morte del sindaco Walter Momigliano
I ricordi delle figlie
50 anni del Porto di Andora,
Francesco Bruno, Presidente A.M.A.
Venerdì 12 maggio 2017, ore 17,30
SECONDA EDIZIONE
Storie di Bagnini
Quando Andora scoprì i turisti
Gli eroi delle spiagge andoresi negli Anni “50, “60, “70 a confronto con i bagnini del Terzo Millennio
Venerdì 16 marzo 2018, ore 17,30
Storie della Resistenza
Partigiani, Uomini non solo nomi di vie
Memorie di eroi e superstiti di Andora
La testimonianza di Noris Faustelli
Intervento dell’ANPI e degli studenti della scuola secondaria di primo grado “Benedetto Croce” di Andora
Mercoledì   18 aprile 2018, ore 15,30
50 anni di Commercio e di Turismo
Ricordi dell’Andora Anni “60 e “70 raccontati da Negozianti e Albergatori
Venerdì 18 maggio 2018, ore 17,30
TERZA EDIZIONE
La parlata di Andora fra Rollo e la Marina
Il lavoro di ricerca sul dialetto realizzato da Adriano Ghiglione e donato alla Biblioteca di Andora Lezione di dialetto con degustazione
Sarà presente anche la signora Nella Piccardo, esperta in ricette locali
Venerdì 30 novembre 2018, ore 17,30
“Anni ‘60-2000 - I grandi cambiamenti ad Andora e in Italia”
Nello Emanuele Giusto presenta il suo nuovo libro
Dopo Andora, il Mare e la sua Gente, il nuovo lavoro dello scrittore andorese che analizza i grandi cambiamenti di Andora, a partire dagli Anni “60
Giovedì 6 dicembre 2018, ore 17,30
Il Balun – 55 anni di Pallapugno
I ricordi della storica squadra Don Dagnino di Andora
Venerdì 28 dicembre 2018, ore 17,30
QUARTA EDIZIONE
Andora, religiosità e vita sociale nelle Cappelle e negli Oratori
Un viaggio nella storia locale, fra riti religiosi e vita sociale, per riscoprire i tanti luoghi di preghiera e di incontro nel territorio andorese
Venerdì 22 febbraio 2019, ore 17,30
La Valle degli oleandri. Il mondo agricolo andorese ieri e oggi
La cultura contadina di un tempo a confronto con la moderna agricoltura, attraverso le testimonianze dei coltivatori
Venerdì 8 marzo 2019, ore 17,30
Andora nei libri di Marino Vezzaro
Viaggio nell’Andora di un tempo attraverso le collezioni di foto e cartoline a confronto con le immagini contemporanee
Venerdì 29 marzo 2019, ore 17,30
QUINTA EDIZIONE
Le leggende di Andora
Dall’invasione delle formiche di Moltedo al tunnel segreto dei frati. Le leggende, i racconti e le storie tramandate dai nonni ai nipoti
Mercoledì 6 novembre 2019, ore 16,00
“Andora nel tempo”
La nostra storia in un sito internet da record
Prima parte:
Lo straordinario lavoro realizzato dall'andorese Mario Vassallo che dà ai cittadini libero accesso a un archivio che racconta l’evoluzione di Andora con documenti, mappe e 8000 foto
Consegna delle "CHIAVI DI ANDORA": "Andora nel Tempo"
Venerdì 22 novembre 2019, ore 17,30
“Andora nel tempo”
Seconda parte:
Proiezioni di immagini sull’evoluzione di Andora
Venerdì 13 dicembre 2019, ore 17,30
EDIZIONE SERALE
Storie Andoresi di sera!
Un excursus su: www.andoraneltempo.it, Scuola, Turismo, Bagnini, Commercio
Venerdì 27 dicembre 2019, ore 21,00
SESTA EDIZIONE
La rinascita di Borgo Castello
Racconto itinerante, fra le rovine, per scoprire il Progetto Pilota di rigenerazione urbana, culturale, sociale ed economica dell’antico nucleo di Andora.
Venerdì 7 aprile 2023, ore 15,30
BORGO CASTELLO
Fedeli a Santa Rita – Storia della più antica festa religiosa e gastronomica di Andora
Com’è nata una delle tradizioni più amate dagli Andoresi
Venerdì 28 aprile 2023, ore 17,30
Don Angelo Bianco
La storia del sacerdote missionario andorese “Dove vive l’amore, la fede si propaga. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”
Venerdì 25 maggio 2023, ore 17,30
Storie Andoresi…nel mondo!
Africa è…Lorenza Vallarino.
Consegna delle “CHIAVI DI ANDORA”: 20 anni di volontariato e di fede cristiana
Martedì 20 giugno 2023, ore 21,00
SETTIMA EDIZIONE
Andora - 70 anni di Aeronautica Militare
I ricordi del Maggiore Camillo Arvasi.  Ripercorriamo insieme la storia della presenza dell’AERONAUTICA MILITARE, dal  1952 ai nostri giorni, con le testimonianze dirette dei protagonisti e la  preziosa collaborazione dell’Associazione Arma Aeronautica di Andora
Venerdì 17 dicembre 2023, ore 17,30
Gruppo comunale di Protezione Civile e AIB
L’impegno delle donne e degli uomini del gruppo che agisce a tutela del territorio, dell’ambiente e dei cittadini
Venerdì 12 gennaio 2024, ore 17,30
I nonni raccontano
Echi di gastronomia, ricette, dialetto, prodotti tipici antichi mestieri, e racconti “dau Recantu”.
Dialogo con le memorie storiche delle tradizioni locali
Venerdì 26 gennaio 2024, ore 17,30
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A Palazzo Tagliaferro, dalla primavera del 2017 sino a dicembre 2019, è stata presentata la Rassegna STORIE ANDORESI, ideata dall’Amministrazione Comunale di Andora.
In vari appuntamenti, in collaborazione con esperti e studiosi del territorio, ci si era prefissati l’obiettivo di realizzare un’indagine socio-storico-ambientale che facesse rivivere momenti particolarmente significativi del passato di Andora, anche con l’ausilio di testimoni diretti, di documentazione raccolta fra i cittadini, la condivisione di ricordi e foto pubblicate sui libri e sui social.
La rassegna era stata pensata per mettere al centro la storia di Andora di un tempo, come mai era stato fatto prima, raccontata attraverso le voci della gente comune che a quell’Andora guardava con affetto.
Ogni edizione era composta di tre appuntamenti, sempre di venerdì, alle ore 17,30, nel Salone Polivalente di Palazzo Tagliaferro.
Le cinque rassegne (pomeridiane) e, a grande richiesta, un incontro serale con la  riproposta di  alcune Storie Andoresi, sono state  “un colloquio con l’Andora di un tempo”, un percorso della memoria lungo alcuni decenni, che ha raccontato un paese quasi incredibile  da immaginare per i giovani e che gli adulti hanno ricordato con nostalgia.

Ecco i temi affrontati
PRIMA EDIZIONE (marzo - maggio 2017):  “A scuola con un ciocco di legno - Fra i banchi di Palazzo Tagliaferro”, “Emigrati ad Andora - Salvatore La Franca e il suo amore per la scrittura”, “ Anni “60 - L’epoca che cambiò il volto di Andora – Ricordo del sindaco Walter Momigliano ”.
SECONDA EDIZIONE (marzo – maggio 2018): “Storie di Bagnini - Quando Andora scoprì i turisti”, “Storie della Resistenza – Partigiani, non solo uomini di vie”, “50 anni di Commercio e di Turismo”
TERZA EDIZIONE (novembre – dicembre 2018): “La parlata di Andora fra Rollo e la Marina – Il lavoro di Adriano Ghiglione”, “Anni ’60 – 2000 – I grandi cambiamenti ad Andora e in Italia – Il nuovo libro di Nello Giusto”, “Il Balun – 55 anni di Pallapugno”
QUARTA EDIZIONE (febbraio – marzo 2019): “Andora, religiosità e vita sociale nelle Cappelle e negli Oratori”, “La Valle degli Oleandri. Il mondo agricolo andorese ieri e oggi”, “Andora nei libri di Marino Vezzaro”
QUINTA EDIZIONE ( novembre – dicembre 2019): “ Le leggende di Andora”, “Andora nel tempo - La nostra storia in un sito internet da record – prima parte ”, “Andora nel tempo – seconda  parte”
EDIZIONE SERALE (dicembre 2019): “Storie andoresi di sera !” (Excursus su Scuola, Turismo, Bagnini, Commercio)
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A SCUOLA CON UN CIOCCO DI LEGNO - FRA I BANCHI DI PALAZZO TAGLIAFERRO



C’era un tempo in cui a scuola si andava con un ciocco di legno sotto il braccio, in cui le classi erano sistemate in appartamenti, magazzini, chiesette e perfino nello storico Palazzo Tagliaferro.
Una scuola in bianco e nero è stata la protagonista del primo appuntamento di “Storie Andoresi”, venerdì  24 marzo 2017 a Palazzo Tagliaferro.
A condurre la prima serata sono stati la giornalista Monica Napoletano e la sottoscritta nel ruolo di assessore alla cultura. La scuola di un tempo è stata raccontata attraverso tante foto e la testimonianza del professor Andrea Gallea, di maestre fra le quali Silvia Bardeloni, Sandra Sansone, Celeste Telesio, della collaboratrice scolastica Nuccia Barusso e dell’autista dello scuolabus Pierino Vittore.
La serata ha strappato più di un sorriso, attraverso il confronto fra la scuola di un tempo, (allestita in appartamenti con cucina a vista, in case in mezzo alla campagna, dove la mensa scolastica era un’allegra tavolata fra maestri e alunni) e la scuola attuale, gestita da norme un tempo neanche immaginate.
E’ stata riproposta la  SCUOLA DI UN TEMPO, DALL’ASILO ALLE MEDIE, quella che è nei ricordi dei più “grandi” ed è stata una scoperta sorprendente per i più giovani.
Forse non tutti sapevano che… un tempo, sino a metà ANNI SETTANTA,  le scuole erano ospitate in chiese, colonie, appartamenti, magazzini.
Le scuole erano localizzate nelle varie frazioni: a San Bartolomeo, a Conna, a Molino Nuovo. Ad Andora Marina le scuole erano in svariati edifici: a Santa Matilde (dai “pretini”), a Palazzo Tagliaferro (nel palazzo ora restaurato, in un fabbricato basso e nella palazzina bianca, entrambi abbattuti),  nella Colonia dei Poveri di Genova (o di Brignole), in Via del Poggio, in tre edifici  di proprietà della Sacra Famiglia in Vico Sant’Andrea, al primo piano di una abitazione di Via Carminati (dove ora ci sono gli uffici di una rivendita di auto), nei magazzini di una palazzina di Via Carminati detta la “casa del sarto” (vicino al pontino dell’ex ferrovia), al primo piano del palazzo di Via Cavour dove ora c’è una parafarmacia.


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EMIGRATI AD ANDORA - SALVATORE LA FRANCA E IL SUO AMORE PER LA SCRITTURA



Dopo il successo riscosso al suo debutto con il tema legato alla “SCUOLA” , STORIE ANDORESI ha dato un nuovo appuntamento a Palazzo Tagliaferro, venerdì 14 aprile 2017, per parlare del fenomeno della migrazione dal Sud Italia ad Andora, avvenuto dagli anni Cinquanta agli Anni Settanta, attraverso la storia di Salvatore La Franca.
Salvatore La Franca è un prolifico scrittore andorese che, grazie alla sua passione per la lettura e la scrittura, ha dedicato odi ad Andora; è autore di innumerevoli opere su svariati argomenti.
Ha donato molti suoi testi alla città di Andora, testi  che sono custoditi in una vetrina, nella prima sala del Museo Mineralogico di  Palazzo Tagliaferro, e sono consultabili su richiesta.
Ecco quello che Sal ha raccontato al numeroso pubblico intervenuto all’incontro:
“Nato nel 1926 a Realmonte, ha scritto 54 libri, 26 sono in Sicilia, è stato 12 volte Accademico.
Viveva in una piana contadina, la sua famiglia aveva terre e proprietà, ma la guerra ha reso fragile l’economia meridionale e della sua Sicilia.
Nel 1952 arriva ad Andora, lavora dalle 13 alle 16 ore al giorno. Lavora e basta per i primi sei mesi, non esce neanche fuori di casa dopo il lavoro, ma quando lo fa si innamora della bellezza di Andora che allora era molto diversa da oggi e di cui coglie il fascino in alcune odi, anche molto note come quella intitolata "La Porta".
Va anche in Africa dove dirige il lavoro di squadre di operai. E’ in Iran, Arabia Saudita. Poi la guerra arriva anche lì e torna a casa.
Nell’80 torna ad Andora. Guardiano di notte
La sua prima poesia l’aveva scritta a 7 anni:  "Carabinieri". Avrebbe voluto continuare a studiare, ma le ristrettezze economiche lo hanno costretto a lavorare per aiutare la sua famiglia.
A 60 anni va in pensione. Di famiglia contadina, ha sempre amato la lettura e dopo tante ore di lavoro al giorno, l’amore per la cultura lo portava a leggere e poi a scrivere. Ha grande facilità a apprendere le lingue e si cimenta in opere in versi e persino con opere di matematica e scienza”.



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ANNI “60 - L’EPOCA CHE CAMBIO' IL VOLTO DI ANDORA – RICORDO DEL SINDACO WALTER MOMIGLIANO



Nel terzo appuntamento, in programma il 12 maggio 2017, sempre a Palazzo Tagliaferro, si è  raccontato il cambiamento del volto del comune, dagli Anni Sessanta ad oggi, ricordando anche la figura del sindaco Walter Momigliano.
Walter Momigliano (1913-2005) apparteneva ad una famiglia benestante di Torino. Il papà Alessandro, all’inizio del Novecento, comprò molte proprietà del marchese Marco Maglioni (zone di Pinamare, Mezzacqua, San Damiano, appezzamenti di terreno nella piana verso levante).
Con Momigliano, sindaco dal 1960 al 1975, si avvia il futuro di Andora, da località a vocazione agricola a centro balneare.
Fondamentale per lo sviluppo della cittadina alcune opere: il Piano Regolatore, la predisposizione della rete fognaria e dell’acquedotto, con l’allaccio al fiume Roja. A lui si deve il progetto di Pinamare e l’avvio della costruzione del Porto.
Durante la serata è intervenuto l’avvocato Francesco Bruno, sindaco dal 1975 al 1995, il quale ha ricordato che la costruzione del porto è stata determinante per definire il litorale come lo vediamo oggi: "Un'opera importantissima per Andora, voluta a levante dal sindaco Walter Momigliano;  se oggi abbiamo delle splendide spiagge in sabbia è proprio grazie al gioco di correnti che si è venuto a creare per la presenza del porto. Negli anni '60, infatti, le spiagge erano prevalentemente di sassi."
Le figlie di Momigliano, presenti all’evento, si sono complimentate con l’addetta stampa del comune, dott. Monica Napoletano,  che ha condotto l’evento:  "L'incontro è riuscito proprio come lei si era proposta. Si è creata un'atmosfera affettuosa, amichevole, allegra, per noi commovente. Ci sembrava di ritrovare nostro padre in tanti suoi atteggiamenti che l'hanno reso unico e indimenticabile”.



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STORIE DI BAGNINI - QUANDO ANDORA SCOPRI' I TURISTI



La seconda edizione di STORIE ANDORESI si è svolta nella primavera del 2018.
L'appuntamento di venerdì 16 marzo, è stato dedicato agli “eroi” di un’Andora balneare “in bianco e nero”  negli Anni Cinquanta, Sessanta e Settanta a confronto con i bagnini del Terzo Millennio.
Protagonisti sono stati i bagnini di ieri e di oggi, e, soprattutto, i racconti del periodo in cui  la valle agricola di Andora cominciava ad aprirsi al turismo, grazie anche a coloro che capirono per primi che il mondo stava cambiando.
Era un’epoca di vacanze, immortalate in foto in bianco e nero, fatta di soggiorni lunghi anche un mese, con gli stabilimenti balneari che lottavano ogni giorno con le mareggiate, in un litorale che ancora non era di sabbia finissima. Sarà, infatti, la costruzione del porto a deviare le correnti e a donare ad Andora le spiagge profonde e dorate che abbiamo oggi.
Allora il ripascimento lo si faceva, ogni giorno, con pala e carriola e la sabbia era presa dal mare, con l’ausilio di pompe rudimentali, guidate a mano.
A ricostruire l’album dei ricordi hanno collaborato, oltre ad alcuni bagnini, l’avvocato Francesco Bruno, sindaco da metà Anni Settanta a metà anni Novanta;  Antonello Degola, che ha scritto vari testi su Andora;  Giovanna Risso (già vicesindaco) figlia di Libero Risso che, con Gin Colombo, aprì i Bagni Colombo e poi i Bagni Colombina.
Lo stile dell’incontro è stato quello consueto del colloquio tra amici che, con l’ausilio di foto, filmati e racconti, ha rievocato alle giovani generazioni un mondo che non hanno conosciuto, ma che sta alla base della nostra cultura.



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STORIE DELLA RESISTENZA - PARTIGIANI, UOMINI NON SOLO NOMI DI VIE



La Resistenza andorese raccontata dalla voce dei partigiani, dei loro famigliari e dell’ANPI è stata al centro dell’appuntamento della rassegna “Storie Andoresi”, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Andora, in programma mercoledì 18 aprile 2018, alle ore 15.30, a Palazzo Tagliaferro.
Durante l’incontro sono stati  ricordati tutti i protagonisti della Resistenza di Andora e si è dato storia e volto a quei partigiani come Giovanni Molineri, Alberto Divizia, Luigi Vaghi, Giovanni Rattalino e Alessandro Carminati a cui sono state intitolate vie importanti del Comune. L’incontro ha raccolto  le testimonianze dirette del partigiano Leopoldo Fassio, che ha portato la valigetta da medico di Felice Cascione e del partigiano Noris Faustelli, che a sedici anni entrò nei partigiani,  di cui è stata proiettata una video intervista.
L’inquadramento storico delle vicende è stato realizzato dagli studenti della scuola Secondaria di Primo Grado “Benedetto Croce” che hanno dato il loro contributo anche con interventi canori.
Sono state ricordate le storie dei Partigiani andoresi che hanno lottato per la libertà, quelle delle loro famiglie, delle staffette, dei bambini, oggi adulti, che hanno perduto padri o fratelli, ma hanno condiviso quella lotta pagando loro stessi un prezzo altissimo. Si è parlato  del ruolo delle donne, oggetto di feroci rastrellamenti e violenze. Fra tante sofferenze c’è stato spazio anche per storie belle come quella del Partigiano Giovanni Moreno, ferito da una mina e salvato da un ufficiale tedesco: dopo la guerra di sono ritrovati e la loro amicizia è durata una vita, tanto che Moreno diede a suo figlio il nome dell’ufficiale. Tanti anche i cittadini comuni che hanno aiutato la Resistenza nascondendo i partigiani o dando aiuti economici.



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50 ANNI DI COMMERCIO E DI TURISMO



Durante la serata di STORIE ANDORESI del 18 maggio 2018 si è ricostruita, attraverso le testimonianze di negozianti e albergatori andoresi, la trasformazione delle attività commerciali e turistiche nella nostra cittadina che, sino a metà degli Anni Sessanta, non era come la vediamo oggi.
Infatti la località della MARINA era una piana agricola intensamente coltivata, con poche abitazioni.
Nella zona a mare di Andora il centro commerciale era la PIGNA (Via Carminati) dove vi erano tutti negozi di vario genere: alimentari, macellerie, pescivendolo, ferramenta, edicola e tabacchino, farmacia, fotografo, parrucchiere, ufficio postale, stazione ferroviaria, scuola, studi medici, caserma dei carabinieri e della finanza.
In PIAZZETTA SANTA RITA: un sarto, un commestibile (Gazzano e poi Ordano di Conna) e la trattoria Amici.
Il capoluogo era ad ANDORA MOLINO-SAN PIETRO dove vi si trovavano: il palazzo comunale, la scuola, la posta, la banca, il dopolavoro, i ristoranti, la locanda, i negozi di alimentari, la macelleria il distributore di carburante, la pesa pubblica, il calzolaio, il falegname, la segheria, il fabbro, il consorzio agricolo, il barbiere….
Nella frazione di SAN BARTOLOMEO si trovavano addirittura 5 negozi di alimentari (A Gattina – Divizia, Pattin, Risso, Ratalla, Genia-Roattino); ora non ce ne sono più, così come nella frazione di CONNA dove, un tempo, c’erano tre negozi di alimentari.
Anche a SAN GIOVANNI si trovavano almeno 3 negozi di alimentari.
Il BOOM edilizio comincia negli anni Sessanta, il primo palazzo sul mare è in Via Doria (1959), il Caffè Doria è del 1963. A metà anni Settanta tutta la zona della Marina è edificata e il centro commerciale si sposta nelle nuove zone costruite: Via Cavour, Via Roma, Via Doria, Via Clavesana.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad ulteriori trasformazioni con la chiusura di tanti negozi e l’apertura di vari supermercati.
Per quanto riguarda gli ALBERGHI, negli Anni Sessanta e Settanta ce n’erano 41. Uno dei più antichi è l’Hotel Galleano (1954).
Oggi tantissimi hanno chiuso i battenti; ricordiamo, ad esempio, il Lido (di Alberigo di Stellanello), abbattuto nel 2010 e l’Ariston (albergo, campeggio, cinema).
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LA PARLATA DI ANDORA FRA ROLLO E LA MARINA



La terza edizione si è svolta nell’autunno del 2018 e l’appuntamento di venerdì 30 novembre è stato dedicato al lavoro di ricerca sul dialetto effettuato da Adriano Ghiglione e donato alla Biblioteca Civica di Andora, affinchè sia a disposizione di tutti.
Adriano Ghiglione, nato ad Andora, diplomato come Perito Industriale Elettromeccanico, libero professionista e attivo col ruolo di consigliere dell’Associazione “Vecchia Albenga”, ha lavorato per molti anni all’opera: il “Manuale della Parlata di Rollo e della Marina”, un dizionario con annesso volume di grammatica.
Ha spiegato Ghiglione: “La mia parlata è quella di Rollo che ho confrontato con quella della Marina. Ho ricostruito la grammatica, la fonetica, la coniugazione dei verbi; il lavoro più lungo è stato quello per la realizzazione del dizionario. Ora siamo in pochi a parlare l’andorese di un tempo, perché il dialetto originale si è mischiato con le parlate di chi, emigrato da altre zone della Liguria e d’Italia, è arrivato ad Andora a coltivare i campi”.
Presente alla serata anche la signora Luciana Dellarti Grosso, autrice di poesie nel nostro dialetto.
Per l’occasione è stata anche realizzata una speciale “lezione di dialetto con degustazione di alcuni piatti freddi tipici”, ospite la signora Nella Piccardo Garassino, esperta in ricette locali. Partendo dalle ricette andoresi, si è esaminata la parlata di Andora Marina e di Rollo a confronto con i dialetti delle altre borgate di Andora: un modo simpatico per far imparare alcuni termini della parlata andorese.
Mentre la signora Nella preparava il pesto al mortaio, si traducevano gli ingredienti in dialetto e si rievocavano tradizioni e personaggi. Il vocabolario gastronomico popolare proseguiva con torta verde, focacce e altre salse fredde.
E, come sempre, si viaggiava sull’onda dei ricordi nell’Andora di un tempo…



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ANNI '60-2000 -  NELLO EMANUELE GIUSTO PRESENTA IL SUO NUOVO LIBRO



Nell’incontro di STORIE ANDORESI di giovedì 6 dicembre 2018, lo scrittore locale Nello Giusto ha presentato il suo nuovo lavoro che analizza le trasformazioni di Andora, a partire dagli anni '60: “Anni '60 – 2000 – I grandi cambiamenti ad Andora e in Italia”.
Ancora una volta la rassegna ha proposto un viaggio nell’Andora di un tempo, attraverso un testimone diretto che ha vissuto quei cambiamenti e li ha fissati in questo nuovo libro, davvero pregevole perché inquadra il paese ligure anche nell’evoluzione socio-culturale di un’intera Nazione.
La presentazione è stata accompagnata da proiezioni di immagini d’epoca e contemporanee: un patrimonio di ricordi che consegniamo ai giovani affinché sappiano apprezzare la storia del loro paese.
È stato un viaggio che ha ricostruito l’evoluzione culturale, economica e sociale sia di Andora che di una nazione passata attraverso il boom economico e approdata alla modernità. Nessuna nostalgia, ma un’analisi di ciò che è cambiato insieme a qualche riflessione personale.
Il libro ha proposto al pubblico il viaggio nella realtà di un tempo: la piana agricola, la vita nelle borgate, i luoghi di aggregazione, la nuova economia legata al turismo che cambiò, insieme all’edilizia, il volto e le abitudini del nostro paese.
Profondamente legato ad Andora, dove è nato nel 1942, Nello Giusto  aveva pubblicato, nel 2009, un primo libro “Ricordi della mia amata Andora”, “piuttosto semplice e breve”.
Qualche anno dopo, aveva sentito il bisogno di scriverne uno più completo, “Andora, il Mare e la sua Gente” – 2012, con un’analisi dettagliata delle varie famiglie e tante fotografie di un tempo e di adesso, per far notare il radicale cambiamento che ha interessato la nostra cittadina.
Per Giusto è un piacere e un divertimento scrivere libri sul nostro paese. Il suo intento è quello di testimoniare un passato fatto di usanze, esperienze e tradizioni.
Durante la serata sono state ricordate tante persone, molte delle quali ormai scomparse, delle quali i “vecchi” andoresi conservano un ricordo molto vivo. Citare i loro nomi ha fatto tornare alla memoria la loro fisionomia, il loro sguardo, il tono della voce…
Particolarmente emozionante il ricordo del cugino Lino Giusto, papà del mio alunno Claudio, indimenticabile ideatore e promotore di tantissimi eventi e feste andoresi. Vorrei citarne alcuni: la Sagra di Santa Rita, la “Fantasia Andorese”, i Carnevali, i Carri fioriti, il Presepe Vivente di Duomo…



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IL BALUN – 55 ANNI DI PALLAPUGNO



Venerdì 28 dicembre 2018 la rassegna “STORIE ANDORESI” ha reso un doveroso omaggio alla  più antica associazione sportiva di Andora: la squadra di Pallapugno “Don Dagnino”.
Dagli anni ’60 ai giorni nostri  ha conquistato numerosi titoli e campionati. I ricordi dei campioni di ieri e di oggi hanno fatto vivere ai più giovani i momenti della fondazione: dalla costruzione dello sferisterio a cui misero mano tanti volontari che trasformarono in un impianto attrezzato quel terreno grezzo che tutti chiamavano 'la fascia della Madonna'" alle tante vittorie.
In sala le squadre di un tempo e i giovani campioni di oggi: un viaggio che è andato dal bianco e nero delle immagini degli anni Sessanta al moderno reality realizzato nell’anno precedente, con la Federazione nazionale che ha testato i giovani talenti della Pallapugno andorese. Sullo schermo sono passate le immagini dei campioni per ricostruire e celebrare quanto fatto con grande passione e, come dicono anche ad Andora, "senza una mezza parola", ovvero senza clamore, ma con tanto impegno.
Con la vice-presidente Monica Risso si è parlato dei giocatori del passato e di quelli di oggi.
GIOCATORI DEGLI ANNI '60 e '70: Felice Bertola, Piero Galliano, Mauro Nada, Giancarlo Grasso, Donato Feliciano, Massimo Berruti, Franco Balestra, Ugo Amelio, Aurelio Defilippi.
GIOCATORI DEGLI ANNI '70 e '80: Riccardo Aicardi, Giulio Ghigliazza, Augusto Divizia, Massimo Risso, Mauro Marchiano, Francesco Ciccione, Angelo Lanfredi.
GIOCATORI DEGLI ANNI '90: Flavio Anfosso, Dennis Leoni, Danilo Stalla, Roberto Siffredi, Daniele Garassino, Mauro Stalla, Paolo Mela, Fabio Piana, Ivo Lanfredi.
GIOCATORI DI OGGI: Daniele Grasso, Fabio Novaro, Diego Ghigliazza, Roberto Ciccione, Daniel Giordano (di Andora ma non gioca nella Don Dagnino).
“PICCOLI” DI OGGI: Lorenzo Stalla, Sibelli, Loris Ravina, Andrea Bertola; Leonardo Divizia, Diego Stalla, Andrea Stalla, Giacomo Aicardi; Davide Somà, Lorenzo Bertola, Andrea Barra, Germano Aicardi, Alessandro Divizia, Lorenzo Durante.
LE “RAGAZZE”: Alessia Mela, Lara Ghigliazza, Rebecca Klipp, Arianna Conti.
Si sono ricordati i Presidenti che succedutesi dal 1963 a oggi: Lorenzo Anfosso, Sergio Torrengo, Alessandro Risso, Carlo Pallavicino, Roberto Risso, Pierino Olivieri, Antonio Cesana e Carmen Giulla.



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ANDORA, RELIGIOSITA' E VITA SOCIALE NELLE CAPPELLE E NEGLI ORATORI



Ad Andora ci sono almeno una cinquantina di piccoli edifici votivi fra ORATORI, CAPPELLE E PILONI. Molti sono chiusi per la maggior parte dell’anno, ma sono mantenuti perfettamente grazie anche all’impegno dei parrocchiani, qualcuno è in stato di abbandono, altri ancora sono stati demoliti o trasformati. Un tempo erano luoghi non solo di forte devozione e preghiere, ma anche di incontri e feste che riunivano le comunità delle tante località e borgate di Andora.
La loro riscoperta è stata al centro del primo appuntamento della quarta edizione della rassegna di incontri STORIE ANDORESI, in programma venerdì 22 febbraio 2019, sempre a Palazzo Tagliaferro.
“Andora, religiosità e vita sociale nelle Cappelle e negli Oratori” è stato, infatti, un viaggio di riscoperta, grazie alla documentazione offerta da vari testi: il manoscritto “Sacro e vago giardinello, ossia ragione delle chiese della diocesi di Albenga” di Ambrogio Paneri, datato intorno agli anni 1632-1637 che illustra le condizioni seicentesche delle parrocchie della valle di Andora; l’importantissima raccolta fotografica “Chiese, Cappelle e Oratori della Valle del Merula” di Don Umberto Costa e Marino Vezzaro (1998); il libro  “Questa nostra Andora di Alma Anfosso (1994) che fornisce una preziosa testimonianza sul nostro territorio e sui luoghi di culto.
Alla serata sono intervenuti: un relatore esperto quale Don Sandro Marsano (parroco di Conna e San Bartolomeo), Nella Piccardo (testimone per le località di Moltedo e Barò), Marilena Pastorino del Comitato Santa Rita, Giovanni Bianco che ha raccontato la bella e sfortunata storia dell’Oratorio di San Damiano.
Anche il pubblico presente in sala ha dato un importante contributo con i propri ricordi… Non sono mancate le storie delle contese sui santi tra le varie borgate!
L’obiettivo, che è andato oltre questo incontro, è stato quello di far riscoprire i tanti edifici religiosi ad Andoresi e turisti, creando degli itinerari di visita che, in parte erano già stati sperimentati con le “Camminate tra gli ulivi” e il “Presepe Vivente” di Duomo.
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LA VALLE DEGLI OLEANDRI. IL MONDO AGRICOLO ANDORESE IERI E OGGI



La rassegna STORIE ANDORESI è proseguita l’8 marzo 2019 con il tema “La Valle degli oleandri: il mondo agricolo andorese ieri e oggi”, dedicato all’evoluzione della storia contadina.
L’incontro è stato un affascinante viaggio nel tempo nella vallata di Andora: la piana ricca di uliveti, e in cui si coltivava anche il grano, lascia il posto all’ortofrutticoltura a carattere commerciale e, successivamente, anche alla floricoltura all’aperto e in serra, per arrivare all’importante produzione di basilico dei nostri giorni.
L’attività agricola, in questi ultimi anni, si è particolarmente evoluta e specializzata e si presenta sul mercato con prodotti di alta qualità riconosciuti da tutti gli operatori del settore.
Un importante obiettivo è quello di promuovere manifestazioni al fine di far conoscere le nostre borgate con visite ad aziende del territorio.
Il percorso, dagli Anni Cinquanta del passato Millennnio all’epoca attuale, ha trattato vari temi: dal ruolo femminile alle tecniche di coltivazione, passando per le tradizioni religiose e contadine.
Il giorno dell’incontro (8 marzo) era stato volutamente scelto per sottolineare l’importanza della DONNA nella civiltà contadina in cui rappresenta, da sempre, un caposaldo.
In sala, mentre i relatori portavano avanti il dibattito e i numerosi coltivatori presenti portavano le loro testimonianze,  Giuseppe Cavenenghi realizzava dal vivo un cesto secondo le metodologie tradizionali.
Protagonisti sono stati gli andoresi di ieri e di oggi, testimoni di epoche passate, ma anche odierni cultori e promotori dei sapori di un tempo e agricoltori contemporanei.
Fra i relatori dell’appuntamento: Giovanni Puppo, presidente della Cooperativa Ortofrutticola Andorese (COA); Anna Bianco, responsabile della Cooperativa; Giorgio Guardone, presidente della Coldiretti locale; Ambrogio Gagliolo, spedizioniere; Simone Peirano, esperto del pesto; Marco Gagliolo del “Comitato Promozione Cipolla Belendina”, gli olivicoltori Marco Giordano e Alberto Petrucco e Don Sandro Marsano.



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ANDORA NEI LIBRI DI MARINO  VEZZARO



L’appuntamento di venerdì 29 marzo 2019 è stato un dovuto riconoscimento al lavoro del fotografo andorese Marino Vezzaro, autore di ben cinque volumi di antiche immagini di Andora (fotografie e cartoline), fonte di tutti gli appuntamenti di STORIE ANDORESI..
I libri pubblicati, tra il 1992 e il 2004, con sintetiche didascalie e intermezzi scritti, sono una preziosissima testimonianza che contribuisce a far recuperare a una comunità il senso della propria identità.
Nella prima pubblicazione (“Andora di un tempo”1992) le testimonianze sono divise per settori: i panorami, le spiagge, le colonie, la ferrovia, i cantieri navali, gli alberghi, le pensioni, i ristoranti, le chiese, il faro, il Merula e i suoi ponti , le frazioni, i ricordi e le curiosità.
Dopo l’entusiasmo con il quale è stato accolto il primo libro di fotografie che ci mostrano l’Andora di un tempo”, nel 1996 Marino Vezzaro pubblica un secondo volume: “Andora da ricordare - 80 anni di vita in 235 fotografie”, con disegni di Adriano Lunghi. Rispetto al primo testo, l’autore approfondisce alcuni contenuti umani e introduce qualche novità: testi poetici, disegni e didascalie esplicative molto consistenti. Lo sguardo di Vezzaro spazia dalla Pigna alla Stazione, dalla Marina alla Vallata e alle Zone Collinari. “Il libro entra completamente nella storia della gente, nella vita delle famiglie con le loro case e botteghe” (Francesco Gallea).
“Chiese, Cappelle e Oratori della Valle del Merula” (1998) è il testo che Marino Vezzaro scrive con Don Umberto Costa. È un pregevole documento che contribuisce alla memoria storica e valorizza il patrimonio religioso e culturale dei comuni di Andora, Stellanello e Testico. Il libro contiene le immagini esterne e interne di tutti gli Edifici di culto della Valle del Merula. Ogni fotografia è accompagnata da una sintetica didascalia che indica la data di costruzione, la sistemazione degli arredi interni, lo stato di conservazione, l’indicazione della festa religiosa. Le descrizioni sono state tradotte in inglese e tedesco da Giovanna Risso. È un repertorio molto utile anche a fini turistici.
In “Andora Immagini di un secolo”,pubblicato nel 2001, la vita di Andora non è più divisa in settori, come nei libri precedenti, ma in testimonianze del tempo: inizio del secolo (1900-1921), gli anni del fascismo (1922-1945), gli anni della rinascita (1946-1975). “Il libro coinvolge le famiglie, la vita privata e pubblica, le istituzioni. L’album (che segue il collaudato schema della raccolta di immagini con sintetiche didascalie e succosi intermezzi scritti) è meno impersonale dei precedenti e coinvolge ricordi e umori in una forma più insistita” (Francesco Gallea). Particolarmente interessanti: alcuni documenti di epoca fascista, la storia della Resistenza (con un testo scritto da Francesco Biga, storico della Guerra di Liberazione), lo Statuto della Società Agricola Cooperativa con relativo Regolamento interno, la storia della gloriosa società di Pallapugno Don Dagnino. Il testo è ancora impreziosito dai disegni di Adriano Lunghi.
Marino Vezzaro ne “Il Paese detto Castello di Andora” del 2004, focalizza l’attenzione sul Borgo del Castello e, in particolare, sulla Chiesa romanico-gotica dei SS. Giacomo e Filippo, senza tralasciare anche un approfondimento sulla storia della nostra comunità raccogliendo il prezioso materiale di ricerca di tre giovani studiosi (Tamara Grossi, Sabrina Lunghi e Marco Vignola). Vi ha aggiunto un contribuito descrittivo tecnico relativo al Complesso del Castello di Riccardo De Maestri, i disegni di Adriano Lunghi e un patrimonio di antiche cartoline e di riproduzioni pittoriche con ricche didascalie.



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LE LEGGENDE DI ANDORA



La quinta edizione ha debuttato con un viaggio fra le leggende della Vallata tra superstizioni e invasioni di voraci formiche.
C’era una volta il vecchio borgo di Moltedo che una leggenda antica dice sia stato abbandonato a causa di un’invasione di formiche che divoravano tutto quello che trovavano. C’erano  aspri litigi tra gli abitanti del Castello e quelli della vallata del Merula per scegliere la posizione della Chiesa e conseguente  mediazione del Nunzio apostolico che venne ucciso, la scomunica papale, l’invasione delle formiche e lo spopolamento del Castello…
Che sia storia o fantasia, i fatti si tramandano da generazioni e, insieme ad altri racconti, sono stati al centro dell’incontro del 6 novembre 2019 a Palazzo Tagliaferro.
A condurre l’appuntamento la giornalista Monica Napoletano e la scrivente, in qualità di assessore alla cultura e di ex insegnante, che ha preso spunto da un libretto scritto nel 1994  dalle alunne e dagli alunni della Scuola Elementare di Andora Molino, dal titolo “Tra gli oleandri e il mare… alla ricerca dell’Andora perduta”.
In quell’anno l’attività educativo-didattica era stata orientata verso la tradizione orale e, così, le bambine e i bambini, intervistando i nonni e le persone anziane del paese, raccolsero leggende, credenze, proverbi, racconti, preghiere, filastrocche, conte e giochi.
A distanza di venticinque anni da quella ricerca, abbiamo pensato che fosse un’idea simpatica dedicare una puntata di STORIE ANDORESI alle leggende della nostra vallata.
Presenti a Palazzo Tagliaferro: alcuni INSEGNANTI che parteciparono alla stesura del libretto; la giornalista JOLE SIRTORI, ideatrice di una leggenda sul nome di Andora; l’ex alunna SERENA ZILIANI, infaticabile “ricercatrice di storie e leggende”.
In sala c’erano tanti altri ALUNNI DI ALLORA che hanno accolto l’invito, lanciato via Facebook, ad essere presenti per rivivere quei momenti di felice e spensierata ricerca di aspetti della nostra storia.
Importanti protagonisti della serata sono stati gli ALUNNI DI OGGI della scuola primaria di Molino e della scuola secondaria di primo grado di Andora che hanno riletto quei testi e raccontato i luoghi teatro di storie mitiche: borghi diroccati, conventi, chiese, il Castello, spiazzi in mezzo ai boschi, antri, cantine…in un itinerario che è stato ricostruito anche con l’ausilio di immagini in un continuo rimando fra ieri e oggi.



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“ANDORA NEL TEMPO” LA NOSTRA STORIA IN UN SITO INTERNET DA RECORD (PRIMA PARTE)



La rassegna delle Storie Andoresi è proseguita con le presentazioni dedicate al sito internet www.andoraneltempo.it, al quale, in via eccezionale a causa della vasta quantità di contenuti e per la novità dell’iniziativa intrapresa, sono stati dedicati due appuntamenti, il 22 novembre 2019 e il 13 dicembre 2019.
Entrambi gli incontri riscuotono grande interessamento e alto numero di presenze, anche grazie all’ampia pubblicizzazione dell’evento da parte del Comune di Andora.
In occasione della puntata di Storie Andoresi dedicata a Marino Vezzaro, Mario Vassallo nota e percepisce tra i presenti il desiderio e l’interesse a voler riscoprire i ricordi e tener vivo il passato: iniziative a cui Marino aveva dedicato la propria passione.
Istantaneamente nasce l’idea di creare un modo per poter condividere e consultare tutte le testimonianze dell’andoresità in forma del tutto libera e gratuita: un sito internet su Andora.
Il sito andoraneltempo.it, realizzato da Mario Vassallo, si propone come una raccolta, un grande contenitore di storia, documenti, ricordi e testimonianze del passato, messi a confronto con il presente: un’iniziativa libera e a disposizione di tutti, per poter ricordare e conoscere Andora e le sue caratteristiche.
Punti di forza sono: il Patrocinio Comunale, la condivisione e la collaborazione dell’Amministrazione e degli Uffici Comunali, l’appoggio dell’Ufficio Stampa Comunale, ricco repertorio foto/cartografico/documentale, la presenza esclusiva e preziosa della Collezione Privata foto/documentale di Marino Vezzaro, le collaborazioni di Maria Teresa Nasi e Carlo Volpara e la partecipazione di tante altre persone che, con i loro contributi, hanno permesso e reso possibile la realizzazione dell’intera iniziativa.
Il primo appuntamento del 22 novembre avviene esattamente quattro mesi dopo la prima pubblicazione del sito online e, durante la presentazione, vengono sommariamente illustrati la composizione, il funzionamento ed i contenuti dell’intero progetto, proiettando raccolte video/fotografiche dei luoghi e del passato andorese, soffermandosi con aneddoti e racconti su particolari curiosi e meno noti, che suscitano grande partecipazione e attenzione tra i presenti.
Particolare successo ha la proiezione di un video fotografico sulla Villa Stampino, della quale si possono pubblicamente osservare e visitare in esclusiva per la prima volta gli interni ed i particolari.



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“ANDORA NEL TEMPO” (SECONDA PARTE)
LO SVILUPPO URBANISTICO DAL DOPOGUERRA AD OGGI – LE CHIAVI DI ANDORA A MARIO VASSALLO



Tra il primo e secondo appuntamento,  il sito www.andoraneltempo.it cambia completamente aspetto grafico e viene arricchito di una grande quantità di contenuti e, nella puntata del 13 dicembre 2019, davanti ad un pubblico numerosissimo, Mario Vassallo presenta l’evoluzione dello sviluppo edilizio/urbanistico del centro cittadino andorese, partendo dal secondo dopoguerra ed illustrando le modifiche al territorio suddivise per decennio, con la proiezione di ricostruzioni grafiche esclusive che evidenziano i cambiamenti intervenuti ed accompagnati da video fotografici che fanno rivivere i vari periodi con raccolte di immagini d’epoca e dedicate.
Ancora una volta la presentazione è arricchita dalla proiezione di immagini e particolari delle varie epoche, presentate con curiosità e aneddoti che portano a rivivere i tempi passati e coinvolgendo i presenti con ricordi e commenti.
Durante lo svolgimento viene consegnata una copia stampata che raccoglie i contenuti principali, destinata alla Biblioteca Comunale.
L’appuntamento si conclude tra la sorpresa e commozione generale, quando l’iniziativa viene “premiata” con grande entusiasmo dal nostro Sindaco Mauro Demichelis che consegna a Mario Vassallo le “CHIAVI DI ANDORA” con la motivazione di “Pregevole e accurato lavoro di ricostruzione dell’evoluzione storica e urbanistica di Andora. Un dono alla Comunità e uno strumento unico e prezioso per la promozione del territorio”.
Andoraneltempo.it si è in seguito ulteriormente arricchito con nuovi argomenti, gallerie fotografiche, pubblicazione delle Tesi di Laurea delle studentesse andoresi Sabrina Lunghi e Tamara Grossi, estratti di Tesi di Laurea di Marco Vignola e Daniela Gambella, disegni e tele di Adriano Lunghi, pubblicazione digitale e/o trascrizione degli antichi testi riguardanti Andora, pubblicazione digitale dei libri realizzati dagli andoresi Marino Vezzaro, Nello Giusto, Antonello Degola, Alma Anfosso, Adriano Ghiglione, approfondimenti e ricostruzioni storico/documentali (in particolare le Scuole andoresi, la nascita di Molino Nuovo, le Colonie marine, i Marchesi Maglioni) e grafiche, andando ad integrarsi con “Storie Andoresi” e “Andora: passeggiate nel tempo e nello spazio”.


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STORIE ANDORESI DI SERA!


Un excursus su: www.andoraneltempo.it, Scuola, Turismo, Bagnini, Commercio.
Un evento ripetuto in orario serale durante il periodo natalizio.

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LA RINASCITA DI BORGO CASTELLO


Foto per gentile concessione Benedetto MACCHIA

Dopo una pausa di due anni e mezzo, dovuta alla Pandemia, il 7 aprile 2023 riprende a la Rassegna STORIE ANDORESI, a cura dell’Assessorato alla Cultura, con una “puntata itinerante”, guidata dalla scrivente e dalla giornalista Monica Napoletano, addetta stampa del Comune.
L’appuntamento è nel piazzale del Ristorante “Casa del Priore” (che, un tempo, era un Convento), alle ore 15,30.
Mentre si cammina per il borgo, seguiti da un folto e interessato pubblico di partecipanti, viene raccontata la storia del Castello di Andora.
Dagli studi archeologici fatti, si risale alle origini romane del luogo, poi feudo dei Marchesi Clavesana che, nel 1252, lo cedettero alla Repubblica di Genova.
Nel periodo di massimo splendore è il “borgo dei duecento fuochi”, popolato da tante famiglie che vivono nelle case arroccate sulla collina, dedite ad attività agricole, artigianali, all’allevamento …
Ma la vita, un certo giorno, allo scadere del Medioevo, si cristallizza nel rudere di una Fortezza (il “Paraxo”), in una Fontana incantata (lungo la Via Julia Augusta), in una Torre (Campanaria e di Difesa), in una meravigliosa Chiesa (romanico-gotica, dedicata ai Santi Giacomo e Filippo), in un Oratorio (San Nicolau).
Oggi questo borgo è destinato a nuova vita (“Ricordare il passato per costruire il futuro”), grazie a un importante finanziamento del Ministero della Cultura (20 milioni di euro, attinti dai fondi del PNRR).
La rigenerazione dovrà essere ultimata entro il 2026, altrimenti i fondi stanziati rischiano di essere persi!
Nel Borgo Castello si sta già lavorando alacremente, sotto la tutela della Soprintendenza e dell’Università, al recupero del patrimonio archeologico, liberando le antiche vestigia dalla vegetazione spontanea che nei secoli le ha sepolte.
Il cantiere è diretto dal prof. Prof. Fabrizio Benente (pro-rettore dell’Università e archeologo) che incontriamo durante il nostro “tour culturale” e restiamo affascinati dal grande entusiasmo per il lavoro che sta facendo!
Oltre alla valorizzazione del patrimonio archeologico, il progetto prevede la ristrutturazione di tutti i ruderi esistenti per realizzare: abitazioni residenziali, strutture turistico/ricettive (albergo diffuso), case-bottega (con laboratorio dei mestieri).
Non mancheranno attività agricole ed enologiche (Parco Agricolo Esperienziale) previo il recupero di alcuni terreni circostanti, ora abbandonati o assorbiti nel tempo dalla macchia mediterranea. Il cosiddetto “Orto del Muto”, dove sono ancora presenti rare varietà di piante autoctone ed esotiche sarà trasformato in un Giardino Botanico.
Dentro il Paraxo ci saranno spazi espositivi, in collaborazione con la Fondazione “Cavallini Sgarbi”, conferenze, allestimenti concertistici.
Un aspetto molto interessante sarà quello della REALTÀ AUMENTATA: si potranno respirare le atmosfere di epoche lontane in modo virtuale, con l’aiuto della più moderna tecnologia.


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FEDELI A SANTA RITA



Sotto il peso del dolore, a te, che tutti chiamiamo la Santa degli impossibili, io ricorro nella fiducia di avere presto il tuo soccorso”.
Venerdì 28 aprile 2023, alle ore 17,30, a Palazzo Tagliaferro, nel salone polivalente gremito di gente, ecco un’altra puntata di Storie Andoresi, che doveva essere fatta nella primavera 2020 ma che era stata sospesa per emergenza Covid: la Festa di Santa Rita.
La storia del fervore religioso degli Andoresi e, in particolare, degli abitanti del rione di Santa Rita viene narrata attraverso le immagini di epoca e le testimonianze dei protagonisti diretti di ieri e di oggi. Il culto inizia ad Andora con il dono da parte di Don Calvi del prezioso quadro custodito tuttora nella piccola Cappelletta, che sorge vicino al Bastione. Successivamente, proprio in piazzetta Santa Rita, dagli Anni Sessanta, grazie all’omonimo Comitato formato dalle varie famiglie del luogo, ogni 22 maggio, si svolge la “Sagra dei muscoli”, fra le più antiche in Liguria,  caratterizzata da  religiosità, arte culinaria e intrattenimenti.
La manifestazione comincia al mattino, nella “ciassetta”, gremita di fedeli, multicolorata e profumata, con la celebrazione della Santa Messa e la benedizione delle rose (mediamente 5000) che poi vengono vendute a scopo benefico.
Nel pomeriggio la festa continua con iniziative varie estese anche agli spazi circostanti (giochi, gare, premiazioni…) e, a sera, dalle ore 19, comincia la degustazione delle varie specialità locali, tra cui i celebri “Muscoli”.
Un ricordo: i primi piatti di mitili (1962) sono usciti dalla cucina dell’antica “Locanda degli Amici”, che si affacciava  proprio sulla caratteristica piazzetta!
I festeggiamenti terminano dopo la cena, con intrattenimenti musicali e pesca di beneficienza.
Nell’incontro, la PRESIDENTE del COMITATO SANTA RITA, Marilena Pastorino, spiega dettagliatamente lo svolgimento della giornata, racconta  la storia del Quadro di Santa Rita e della Cappella, si commuove ricordando le persone  che hanno sempre attivamente lavorato per la felice riuscita dell’’evento e che non sono più tra noi.
La sottoscritta, un tempo insegnante della Scuola Elementare di Andora Molino, è  particolarmente legata alla questa giornata.
Era il 1988 quando Lino Giusto, proprietario del Residence "Gli Amici", ideatore di tante feste andoresi, e genitore di Claudio, propose di allestire un PRESEPE MARINARO nel Torrione Saraceno. Docenti ed allievi, coadiuvati da genitori, da simpatizzanti  e dal Comitato Santa Rita, prepararono figuranti di stoffa, casette di cartone, un gozzetto e, nel locale (dove ora si trova un ristorante), venne posizionato il Presepe che fu visitato da tantissime persone e riscosse un notevole successo.
Per tanti anni gli alunni di Molino aspettavano con gioia la Festa perché era il momento in cui si impegnavano a vendere le loro “opere” (libretti e oggetti preparati durante l’anno scolastico), il cui ricavato serviva per finanziare progetti educativo-didattici vari.  
Un altro aspetto caratteristico del luogo è “U recantu di Andoresi e du nosciu  dialetu”, dove, ogni pomeriggio, nello storico bar, si riuniscono i “vecchi” andoresi che ricordano l’Andora di un tempo…


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DON ANGELO BIANCO



A 41 anni dalla scomparsa, la rassegna “Storie Andoresi” ricorda Don Angelo Bianco, sacerdote missionario andorese, morto nel 1982 in Costa d’Avorio, per un violento attacco di febbre gialla.
L’appuntamento, promosso dall’Assessore alla Cultura del comune di Andora, Maria Teresa Nasi, è per venerdì 26 maggio, alle ore 17.30, a Palazzo Tagliaferro.
Il racconto di uno splendido esempio d'amore universale si è svolto attraverso le testimonianze dei numerosi famigliari presenti e con l’ausilio delle lettere scritte da Don Angelo.
La vocazione nasce in lui giovanissimo: già all’età di 10 anni decide di studiare in un collegio preseminario.
A 14 anni, entra nel Seminario Vescovile di Albenga. Nel 1966 viene ordinato sacerdote.
Dopo quattro anni come vice parroco di Diano Marina, nel 1970 è già in Costa d’Avorio con la S.M.A., Società delle Missioni Africane, dove conferma il carattere deciso e solare nell’affrontare le sfide dei luoghi, che non perderà vigore nel corso della sua missione.
Descrive la Costa d’Avorio come un paese climaticamente difficile, ma che “lavorando di braccia e cervello non avrà bisogno di stendere la mano a nessuno”.
Don Angelo, dopo Tanda, nel 1973 è nella missione di Bondoukou, a cui sono affidati ben 86 villaggi, che visiterà tutti con regolarità.
Imparerà la lingua locale, per dialogare con la popolazione e fare catechesi, ma anche per darle dignità di lingua vera.
Nel 1978 intraprende la costruzione di un centro per la formazione dei catechisti, divenendo carpentiere e falegname.
Non disdegnava di utilizzare l’amato calcio per coinvolgere i ragazzi. Don Angelo promuove le cooperative di lavoro per la coltura del riso, ma anche per l’allevamento dei maiali in modo che i giovani possano trovare lavoro nella loro terra, ma anche imparare, con la luce del Vangelo, il rispetto per la dignità del lavoratore.
Promuove l’alfabetizzazione degli adulti, l’educazione igienica e, come dichiara lui stesso, “vivendo in mezzo a loro, diventi l’infermiere, il consigliere, il giudice di pace, e perché no, l’allenatore della squadra”.
Don Angelo ha anche un animo d’artista, scrive diverse pièce per un teatro creato sul posto che propone la storia e l’anima africana.
È sepolto a Bondoukou, vicino alla cattedrale di Sainte-Odile.
La sua tomba è onorata, al pari della sua memoria, come hanno percepito i suoi famigliari che, lo scorso anno, hanno visitato i luoghi della sua missione, verificato il proseguimento dei suoi progetti e il sincero affetto della popolazione locale cha ha riportato loro ricordi e racconti che custodivano nel cuore.
E’ possibile, ancor oggi fare, donazioni, adozioni a distanza per sostenere l’opera avviata da Don Angelo Bianco a cui Andora ha dedicato la Scuola dell’Infanzia di Via Piana del Merula.
La storia di Don Angelo e l’esperienza africana ha ispirato anche il libro “La Ragazza metà bianca e metà nera” scritto da Marino Muratore.
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AFRICA È … LORENZA VALLARINO



A conclusione di “STORIE ANDORESI…NEL MONDO – AFRICA…È LORENZA VALLARINO”, martedì 20 giugno 2023, il Sindaco di Andora Mauro Demichelis ha premiato, a sorpresa, con le  “Chiavi di Andora”, LORENZA VALLARINO.
A Palazzo Tagliaferro, ci sono stati momenti di commozione, guardando le immagini proiettate alle spalle di Lorenza ed ascoltando le sue parole sull’Africa.
Nella sala consigliare affollata di cittadini, erano presenti in rappresentanza dell’Amministrazione, il Presidente del Consiglio Comunale, Daniele Martino, l’Assessore alla Cultura, Maria Teresa Nasi e l’assessore alle Politiche Sociali, Monica Risso.
In sala anche i parroci Don Emanuele Daniel e Don Stefano Caprile, molti volontari, fra cui quelli della Caritas di Andora, le colleghe della Residenza Val Merula dove Lorenza lavora, con l’animatrice Nives Biancheri che le ha consegnato un affettuoso biglietto disegnato e firmato dagli ospiti.
L’Amministrazione, consegnando il massimo riconoscimento che il Comune di Andora attribuisce agli andoresi che si sono distinti per il loro operato, ha voluto evidenziare l’opera silenziosa, ma estremamente efficace portata avanti per venti anni dalla concittadina che, fin da giovanissima, ha deciso di mettersi al servizio volontario in Africa, in Camerun in particolare, con ottimi risultati.
Il Mal d’Africa che ha preso Lorenza, ha trasformato la sua fede cristiana in azione concreta.
Nel dispensario del villaggio di Ngaoundal, organizzato dalle Suore della Carità, lavora tutt’oggi Hilaire che, grazie alle donazioni provenienti da Andora, dalla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, ha potuto laurearsi e diventare infermiera, una professione che in Africa ha compiti molto simili a quelli di un medico.
Lorenza Vallarino ha lavorato in prima persona e raccolto donazioni creando un ponte fra Andora e il villaggio africano, fatto non di assistenzialismo, ma sostenendo un percorso che dà alla popolazione i servizi sanitari che lo Stato africano non assicura, ma nel pieno rispetto della loro dignità.
Nulla è regalato: le medicine distribuite sono pagate. Le donazioni sostengono un dispensario medico e hanno permesso anche la costruzione di un ospedale da cento posti letto.
I fondi che arrivano da Andora permettono di dare istruzione a tanti bambini, contribuiscono a far nascere famiglie con valori cristiani, sostengono gli indigenti che momentaneamente non hanno denaro, ma che pagheranno con il lavoro o quando potranno.
Lorenza ha conquistato tutti con il racconto della “sua” Africa.
Racconta che la cosa più coinvolgente è la loro accoglienza, la loro capacità di condividere quel poco che hanno, anche se sono privi di certezze sul domani.
Sanno che tu puoi andare via di lì, che hai privilegi perché sei nato nella parte fortunata del mondo, eppure non ti invidiano, ti danno amicizia disinteressata. perché la cosa più sbagliata è dare loro soldi.
Dopo venti anni, è bello vedere che alle suore occidentali si sostituiscono quelle africane.
Sono il simbolo concreto di un continente che prende in carico se stesso.


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ANDORA 70 ANNI DI AERONAUICA MILITARE
I ricordi del Maggiore Arvasi



Questa nuova “puntata” di STORIE ANDORESI (domenica 17 dicembre, alle ore 17,30 a Palazzo Tagliaferro) è stata veramente carica di emozioni, di ricordi, di empatia…
“Andora 70 anni di Aeronautica Militare” ad Andora” ripercorre la storia del forte legame tra l’Arma e la città e ricostruisce i punti salienti di questa lunga presenza.
È una storia andorese speciale: infatti, a pochi giorni dalla fine del 2023, ancora nell’anno del Centenario dell’Aeronautica Militare, dopo aver inaugurato il monumento nel Parco degli Aviatori, organizzato il Concerto della Fanfara e ospitato lo show delle Frecce Tricolori, l’Amministrazione Comunale ha dato vita a una “storia” molto importante considerato lo stretto legame che unisce Andora e l’Arma.
Per dare voce ai protagonisti di questa presenza, sono intervenuti il sindaco di Andora Mauro Demichelis, l'assessore Maria Teresa Nasi, il maggiore Camillo Arvasi, il comandante del Distaccamento di Aeronautica Militare andorese Tenente Colonnello Giovanni Chimienti, il 1° Lgt Maurizio Sabatino della 115^ Squadriglia R.R. Capo Mele ed Enzo Canzoneri, presidente dell'Arma Aeronautica sezione Andora, moderati dalla giornalista Monica Napoletano.
In apertura di serata, con orgoglio, il sindaco Mauro Demichelis ricorda l’importanza del rapporto tra la città e l’Aeronautica, radicatasi qui 70 anni fa, con l’installazione di un piccolo radar, oggi diventato molto importante, prendendo i tracciati di tutto il Nord Italia.
Una sala gremita, tanto interesse e calore per rendere omaggio all’Arma Azzurra, che nel corso degli anni ha creato un legame fortissimo con i cittadini che non vogliono perderne il ricordo. Il ricordo parte proprio da 71 anni fa, quando, il 2 luglio del 1952, un aviere scelto di 20 anni salì a Capo Mele a bordo di una camionetta che sulla cabina aveva montato il primo apparato radar per gli avvistamenti aerei della Base Aeronautica che nascerà ufficialmente il 1° Ottobre successivo. Quell’aviere, oggi il Maggiore Camillo Arvasi, è un lucido novantenne che ripercorre la storia della presenza dell’A.M. ad Andora. È partito proprio da quel giorno di luglio e da quel promontorio brullo dove una squadra di specialisti installò, non senza fatica, il sistema rice-trasmittente. E’ lo stesso piazzale dove oggi svetta il radome, la sfera che protegge l’attuale radar, e che è fra i simboli riconosciuti dell’Aeronautica Militare ad Andora e di un legame importante con il territorio e i suoi abitanti.
Una storia ricostruita grazie ai tanti ricordi, foto e aneddoti degli appartenenti all’Aeronautica Militare, la cui carriera è legata o è stata legata ad Andora. Un lungo racconto caratterizzato dall’orgoglio di appartenenza a una divisa, ma anche di un’Italia del dopoguerra e il rapporto di Andora con gli “Avei” ovvero quel gruppo di giovani, futuri sottufficiali, a cui spettò il compito di dar inizio all’organizzazione di Capo Mele, partendo praticamente da zero. Come capitò allora all’aviere Arvasi, entrato in Aeronautica con un “certificato di povertà” e che soggiornò molte notti in tenda fino a quando trovò sistemazione in un alloggio di fortuna a Laigueglia, dove però la paga non gli arrivò per ben cinque lunghi mesi. Fiducioso, continuò a controllare l’operatività del radar, fino a quando non arrivarono altri colleghi e anche gli stipendi arretrati…
La base operativa si sviluppò attorno a primo sito, sul promontorio di Capo Mele. Qualche anno dopo l’arrivo di Arvasi, la Marina Mercantile cede all’Aeronautica Militare il caseggiato denominato “Il Semaforo” (Base Operativa), nel 1956 si formò la Sede Logistica e, dopo anni, vengono costruiti gli alloggi per le famiglie del personale in servizio.
Un aspetto che emerge nelle conversazioni della serata è quello relativo alla presenza, in questi luoghi, dell’antico ”Oratorio di Sant’Antonio del Capo” di cui si parla nel “Sacro e vago Giardinello”. Questa antica costruzione di cui non rimane alcuna traccia sul territorio, cadde in disuso nel XIX secolo. I resti furono inglobati e, in seguito distrutti, con la realizzazione del Semaforo di Capo Mele e, successivamente, con l’installazione dell’Aeronautica Militare.
Per il Tenente Colonnello Giovanni Chimienti, comandante del Distaccamento andorese, è un grandissimo onore essere qui stasera, nell’ambito delle “Storie Andoresi”, è una sorta di celebrazione del profondo legame che unisce l’Aeronautica Militare alla Città di Andora. Quest’anno in particolare, in cui ricorrono i 100 anni della costituzione dell’Aeronautica Militare.
A Palazzo Tagliaferro, sull’onda delle emozioni, anche la storia dei 60 anni della nascita della Stazione Meteo della 115esima Squadriglia Radar di cui ci ha parlato il 1° Lgt Maurizio Sabatino che ha ribadito come questa sia stata un’occasione perfetta per ritrovarsi qui, tutti insieme: cittadini e le varie Associazioni d’arma.
L’Assessore alla Cultura, Maria Teresa Nasi ha ricordato come, nella realtà andorese, l’Aeronautica sia stata molto importante in quanto totalmente inserita nel contesto, erano molte le famiglie di avieri che avevano i bimbi a scuola. “Nella mia classe – ricorda l’assessore - su 18 alunni, 4 erano di famiglie di avieri. Gli avieri erano tanti e spesso si occupavano anche di attività di volontariato legate ai vari sport, piuttosto che alla Croce Bianca e ad altre associazioni di volontariato. Proprio un bel ricordo”.
Importante la testimonianza del Presidente dell’Arma Aeronautica sezione di Andora, Enzo Canzoneri, che ci parla della nascita dell’Associazione nel 2004 e la collaborazione fattiva con il Comune e con le altre Associazioni, ribadisce il ruolo di collante tra   Forza Armata e Andora, l’orgoglio di appartenenza all’Arma e la testimonianza dei 70 anni di presenza in città.


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I 50 ANNI DI ATTIVITÀ DI A.I.B. E GRUPPO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE DI ANDORA



La “Storia Andorese” di venerdì 12 gennaio, a Palazzo Tagliaferro, ha ricordato, raccontato e premiato la PROTEZIONE CIVILE DI ANDORA, di fronte a un folto pubblico, ad Autorità Civili e Militari,  a rappresentati di Associazioni del territorio.
 
Per l’Amministrazione Comunale, oltre al Sindaco, Mauro Demichelis e alla sottoscritta, Maria Teresa Nasi, in qualità di organizzatrice dell’evento, anche il Presidente del Consiglio Comunale, Daniele Martino e l’Assessore alle Politiche Sociali, Monica Risso.
 
L’appuntamento della Rassegna Culturale è stato, come sempre, presentato dalla giornalista Monica Napoletano che ha diretto con maestria l’incontro, occasione per celebrare i 50 anni di attività dell’Antincendio Boschivo (A.i.B.) e del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Andora.
 
Nel 1972, da una idea dell'assessore Boati, nasce il primo nucleo di amici e operai comunali che spontaneamente operavano allo spegnimento degli incendi boschivi, anche con mezzi molto rudimentali. Nel gennaio 1976, con il sindaco Francesco Bruno, avviene l'ufficializzazione sotto il comandante della Polizia Locale, Elio Rotondo, e poi il sempre maggiore riconoscimento fino agli ultimi due decenni, con sedi, mezzi, equipaggiamento,  formazione e aggiornamento costante grazie al supporto del Comune di Andora, della Regione Liguria, della Comunità Montana Ingauna (un tempo) e della Fondazione De Mari, per l'acquisizione di alcuni dei mezzi in dotazione. A fine Anni Novanta dall’A.i.B si passa alla Protezione Civile, al’epoca del sindaco Pierluigi Pesenti. Nel 2002 viene inaugurata la prima sede che si è evoluta nel 2013 e negli anni successivi come vera e propria sede operativa.
 
Il Gruppo Comunale di Protezione Civile di Andora è composto da 40 volontari, fra cui molti giovani, di età compresa fra i 16 ed i 25 anni, e veterani di esperienza quarantennale.
 
Il Gruppo presenta una vasta tipologia di specializzazioni e abbraccia molti campi, fra i quali il soccorso e l’assistenza alle persone in caso di calamità, l’antincendio boschivo. Ha 8 automezzi adibiti sia per antincendio boschivo, sia per Protezione Civile, le telecomunicazioni, l’allestimento dei campi d’accoglienza, la preparazione di pasti…
 
A raccontare l'evoluzione sono stati i vari Responsabili del gruppo che si sono succeduti negli anni, con particolare attenzione ai racconti dei fondatori e dei primi responsabili operativi come Ezio Setti, ex Comandante della Polizia Locale, primo alla guida dell'A.I.B. e Guido Bianco, nonché il volontario Pietro Vittore, uno dei fondatori. Sono stati ricordati altri fondatori storici: Angelo Lanfredi e Giovanni Munisteri (presenti in sala), Giuseppe Garassino (Zio Beppe a cui è intitolata la Sede), Franco Zuliani, Luigi Petrucco (a cui è intitolata la Sala Operativa), Marco Gagliolo e Bruno Lanfredi.
 
La “Storia Andorese” scorre attraverso immagini d'epoca e ricordi di testimoni diretti di un mondo dove non c'erano i telefonini e le campane della chiesa annunciavano gli incendi per radunare i volontari, non ancora iscritti in un gruppo ufficiale, e la gente partiva anche per svariate ore o giorni senza poter dare notizie a casa.
 
Un ringraziamento al volontario Peter Plagwitz  per le immagini e i due video proiettati nel corso del pomeriggio. Grazie anche ai contributi fotografici di Mario Vassallo, Marino Vezzaro, Piero Dagati.
 
Molto coinvolgente la testimonianza di EZIO SETTI, negli Anni Settanta a Responsabile dell’A.i.B., senza che si fosse neanche candidato alla carica; ricorda come il gruppo dei volontari  si sia conquistato il rispetto negli anni e abbia lottato per avere i mezzi.  Racconta l’evoluzione da semplici frasche tagliate sul posto e roncole utilizzate per contenere gli incendi ai  moderni mezzi.
 
GUIDO BIANCO, che gli è succeduto, esprime tutta la sua gratitudine ai fondatori e a tutti i volontari che hanno operato e trasmesso un importante messaggio di solidarietà e generosità.
 
L’attuale Responsabile della Protezione Civile, ALBERTO PETRUCCO, che ha raccolto il testimone da FABIO CURTO, ci parla della sua esperienza. Entrato in Protezione giovanissimo, a sedici anni, perché ne faceva parte il papà  Luigi, dimostra profonda gratitudine per la saggezza dei fondatori, per coloro che in questi anni hanno lavorato sodo al fine di portare il gruppo ad alti livelli e che gli hanno permesso di imparare ad assumersi, nel tempo, sempre maggiori responsabilità. Ricorda che è un lavoro di squadra in cui ognuno ha un compito, sia in tempi tranquilli, sia operando in scenari critici. Fondamentali sono la passione, i continui aggiornamenti e l’esempio di chi è venuto prima: è questo che permette il successo delle operazioni. Il Gruppo ha acquisito una professionalità tale da essere chiamato, da molti anni,  a fare parte della colonna mobile regionale e a intervenire nei numerosi scenari nazionali di terremoti e alluvioni. Alcuni esempi: terremoto in Abruzzo, alluvioni nelle Cinque Terre, a Genova, in Sardegna, in Emilia Romagna, in Toscana, Val Neva, incendi boschivi vari, deragliamento treno, emergenza nivologica, Frecce Tricolori, emergenza Covid….
 
Il Gruppo fa squadra, per molte iniziative, con il Gruppo Alpini Val Merula, la Croce Bianca e l'Associazione Arma Aeronautica di Andora.
 
Interessante l’intervento del Comandante della Polizia Locale, ingegnere PAOLO FERRARI che guida il settore Protezione Civile: ha parlato dell'evoluzione del Piano di Protezione Civile Comunale e dell'importanza di incontrare i cittadini per sensibilizzarli ai comportamenti più idonei prima e nel corso degli eventi meteo avversi.
 
A fine serata, il Sindaco e il Responsabile della Protezione Civile hanno premiato tutti i volontari e i responsabili che si sono succeduti alla guida dell’A.i.B. e del Gruppo Comunale della Protezione Civile. Il Gruppo e il Sindaco, a loro volta, hanno consegnato una targa di riconoscimento al Responsabile, Alberto Petrucco, per l’importante ruolo che ricopre con esperienza e passione. Anche il Sindaco ha ricevuto il simbolo dell’A.i.B. come ringraziamento per essere stato sempre presente in tutte le emergenze e per il supporto dato.
 
"Ciò che non è mutato è la passione e la generosità dei volontari che si misurano in ore di lavoro a contrastare gli incendi o i danni di alluvioni o tempeste, sottraendo tempo a lavoro, famiglia e svago - ha dichiarato il sindaco Mauro Demichelis - Mai in questi anni ho ricevuto un no da questi ragazzi quando c'era in gioco la sicurezza dei cittadini o operazioni di prevenzione sul territorio. Spesso gli andoresi non hanno avuto modo di verificare i danni causati dal tempo avverso perché si lavora anche di notte per lo sgombero delle strade o la messa in sicurezza. Non possiamo che esprimere stima e gratitudine ".


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I NONNI RACCONTANO
Echi di gastronomia, ricette, dialetto, prodotti tipici, antichi mestieri e racconti “dau Recantu.
Dialogo con le memorie storiche delle tradizioni locali”


Foto per gentile concessione Margherita Muratore

Venerdì 26 gennaio 2024, a Palazzo Tagliaferro, un pubblico numeroso e attento ha partecipato a un’altra puntata di “Storie andoresi”, rassegna organizzata dall’Assessore alla Cultura, Maria Teresa Nasi.
Il signor Adriano Ghiglione, autore del “Manuale della Parlata della Marina e di Rollo”, straordinario lavoro consultabile nella Civica Biblioteca, ha introdotto la serata interagendo in dialetto con i tanti andoresi presenti. Ha “tradotto“ le antiche ricette, proposte dagli Amici dell’Oratorio di Conna e dalla Pro Loco  che hanno preparato assaggi dati in degustazione al pubblico e hanno spiegato antiche ricette con un laboratorio ad hoc. Purtroppo non era presente, per indisposizione,  un’autentica regina della cucina locale, la signora Nella Piccardo, che, telefonicamente, ha fornito  “suggerimenti” culinari. Non mancava, comunque, altro “personale” esperto: Silvia Tosi, Carmela Dulbecco, Adriana Ordano, Luciana Garassino, Franco Guardone che hanno deliziato i nostri palati con autentiche prelibatezze: tortelli o “pansaotti”, “tacui” di Conna, “friscioi” di mele e una degustazione di composta di cipolla “belendina”.
La signora Adriana ha raccontato che i “tacui” erano tradizionalmente fritti   nei frantoi durante la preparazione dell’olio.
Il Consigliere delegato al Commercio, Corrado Siffredi, ha riferito che si sta attivando per il riconoscimento della DECO ai prodotti agricoli e alle ricette originarie di Andora.
Un altro interessante intervento è stato quello del dott. Giovanni Puppo, Presidente della COA, che ha illustrato le caratteristiche di un nostro prodotto tipico: la cipolla ”belendina”.
Presenti alla serata i “nonni” del “Recantu di Andoresi”, straordinari narratori che, tutti i giorni nel tardo pomeriggio, si incontrano a Santa Rita e ricordano storie del passato e  aneddoti vari. L’avvocato Luciano Vassallo ha parlato di un fatto, degno di memoria, successo nel 1890: la nascita ad Andora “per caso” del famoso pugile del passato, Pietro Boine, la cui mamma fu colta dalle doglie sul treno mentre stava transitando nella nostra località e il piccolo venne alla luce nell’albergo che era vicino alla stazione.
La serata, introdotta dall’Assessore Maria Teresa, è stata presentata dall’addetta stampa, la giornalista Monica Napoletano, che si è alternata nella conduzione dell’incontro con Silvia Tosi, membro dello staff del sindaco.
Per l’Amministrazione Comunale, oltre al Sindaco, Mauro Demichelis, hanno partecipato Daniele Martino (Presidente del Consiglio Comunale),  Monica Risso (Assessore alle Politiche Sociali), Ilario Simonetta (Consigliere delegato allo Sport).
L’entusiasmo, la partecipazione, il coinvolgimento, l’allegria degli Andoresi che hanno collaborato con l’Amministrazione alla realizzazione dell’evento e il folto Pubblico ci spronano a continuare a parlare in dialetto, a raccontare di sapori, di DECO e delle feste di un tempo che avevano al centro la tradizione locale.
Quindi l’appuntamento è ad altre “Storie”, all’Andora in Festa e al ricordo del Pioniere del Turismo, Lino Giusto.


Foto per gentile concessione Margherita Muratore
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Sito Web ideato e realizzato da Mario Vassallo - Andora
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Per informazioni scrivere a info@andoraneltempo.it
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