PRESENTAZIONE - Andora nel tempo

Andora nel tempo
Andora nel tempo
iniziativa ideata e realizzata da MARIO VASSALLO
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PRESENTAZIONE

Disegno realizzato da Ovidia Siccardi © - andoraneltempo.it ©

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Sono cresciuto in una famiglia contadina e le "favole" che mi venivano raccontate da mio papà, mia mamma e mia nonna altro non erano che ricordi, storielle legate a fatti, persone e luoghi di un tempo passato: tempo passato da poco, ma già lontano, perchè lo sviluppo economico correva, travolgendo e modificando ciò che ci stava intorno, il posto in cui viviamo.
Modifiche del territorio che avvengono in modo rapido, spesso nell'apparente disinteresse dovuto alla fretta quotidiana, anche per scelte, sacrifici e perchè no, anche per speculazioni, ma comunque un percorso che cambia l'ambiente che ci circonda, i modi, gli usi, le abitudini, spesso forzando anche l'adattamento di chi ne è coinvolto.
I ricordi che ascoltavo mi trasportavano in un mondo che non era più di tanto immaginario, bensì mi permettevano di osservare ciò che avevo intorno e di raffrontarlo idealmente col passato che mi veniva raccontato.
Mio papà Berto trascorreva e trascorre ancora ore a raccontarmi i suoi ricordi e quelli che gli sono stati tramandati da chi ha appoggiato i propri passi sul suolo andorese in precedenza, una sorta di eredità generazionale che mi è stata trasmessa con parole che per me hanno rappresentato pennellate precise ed indeforrmabili, consentendomi di rivivere idealmente, ma in modo quasi reale, un mondo appartenente ad un periodo che non ho vissuto direttamente, ma nel quale mi riconosco ed al quale sento con tutto me stesso di appartenere.
Papà che racconta, io che ascolto senza perdere un solo istante, una sua sola parola, un viaggio che ogni volta facciamo insieme, con lui che mi accompagna ed io che lo seguo in un percorso che ha carratterizzato tutta la mia vita.
In questo modo sono cresciuto consapevole di che cosa esistesse ad ogni mio passo, ad ogni mio sguardo, nell'ambiente in cui ho sempre vissuto.
E' nata così la curiosità e la volontà di provare a creare un confronto "visivo" tra passato e presente.
C'è stato un passato, nemmeno troppo lontano in cui gli andoresi ed Andora erano una cosa sola: riportare alla memoria i vecchi nomi dei luoghi, spesso legati ai personaggi che vivevano sugli stessi o alle esperienze di vita che ne hanno caratterizzato l'esistenza, è la testimonianza dell’amore sincero e profondo per la nostra terra, per non fare dimenticare semplicemente ciò che ci ha preceduti, sperando di trasmettere a chi oggi è bambino il valore affettivo dell’ambiente che ogni giorno frequentiamo ed in cui viviamo.
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Quando ero bambino, ascoltare i racconti di tempi passati faceva correre la mia immaginazione: cercavo di creare un confronto con il mondo di tutti i giorni che mi trovavo attorno e, sebbene molti dettagli riuscissi a farli combaciare, le parole che ascoltavo creavano immagini in parte sfuocate, che percepivo come se avessero colori assopiti.
Le foto in bianco e nero del passato (ma non solo del passato) hanno il potere di trasmettere un certo fascino, con tratti nitidi, fissando in modo indelebile i ricordi.
Provare a dare colore ad immagini in bianco e nero non ha lo sfrontato significato di tentare di stravolgere la rappresentazione del passato, né vuole arrogare la rappresentazione di situazioni innaturali che stravolgano la realtà.
Si tratta solo di un semplice tentativo di provare a ricreare le atmosfere a toni morbidi dell’immaginazione di un bambino di parecchi anni fa, quando ascoltava descrizioni di un passato che gli appariva come un mondo così fantastico da essere reale.
L’inestimabile patrimonio della collezione fotografica di Marino Vezzaro, un software realizzato con un progetto scolastico da studenti, migliaia di ore di lavoro applicato al trattamento delle varie foto, hanno permesso di realizzare una raccolta di immagini uniche, con una qualità che dipende molto dalle caratteristiche proprie, datazione, stato di conservazione e metodo di riproduzione degli originali trattati.

         

Un lungo e faticoso lavoro che, nell’insieme, fornisce una curiosa rivisitazione di antiche immagini andoresi.
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COLORI DEL PASSATO - DA PONENTE
COLORI DEL PASSATO - DA LEVANTE
COLORI DEL PASSATO - ENTROTERRA E DINTORNI
COLORI DEL PASSATO - LE PERSONE
COLORI DEL PASSATO - LA MARINA
Mario Vassallo ©
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COME NASCE

"ANDORA NEL TEMPO"

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Mio papà viene da famiglie contadine, egli stesso contadino da quando è nato e rimasto tale nel carattere e nell’animo, sebbene gli eventi famigliari ed il corso della vita lo abbiano indotto e costretto a svolgere nel tempo altre attività lavorative.
Ma la tradizione e le abitudini sono rimaste, come occuparsi in ogni modo di non fare mancare nulla alla famiglia, senza considerare il numero di ore del giorno, senza mai risparmiare il proprio tempo e la propria fatica.
La domenica rappresentava la giornata settimanale di riposo, o meglio durante la quale ci si concedeva un ritmo più blando, col pranzo puntuale a mezzogiorno e dopo essere passati a comprare il giornale.
E proprio una domenica mattina, mentre stava acquistando l’abituale giornale, incontrò in edicola Marino Vezzaro, che portava in braccio alcune copie del suo primo libro fotografico su Andora: “Andora di un tempo”.
Quattro chiacchiere di rito ed immediatamente acquistò una copia di quella pubblicazione, portandola fiero a casa, per sfogliarla tutti insieme in famiglia e per commentare ogni foto che vi era contenuta, aggiungendo i propri ricordi e le proprie esperienze.
Da quando nacqui, ero sempre stato attratto dai racconti dei ricordi del passato, che mi avevano accompagnato nella crescita un po’ come fossero stati i miei libri di favole, per i quali mi costruivo immaginariamente lo sfondo in cui avrebbero potuto essere ambientati.
Il libro di Marino, portato a casa da mio papà, con le antiche foto contenute al suo interno, improvvisamente mi illustrava in modo chiaro e deciso tutto quello che avevo provato ad immaginare con la mia fantasia e quasi magicamente mi permetteva di renderlo dannatamente reale.
Da quel momento è impossibile dire quante volte abbia ripetutamente sfogliato non solo quello, ma anche tutti gli altri libri fatti da Marino, con la passione di osservare ed approfondire ogni dettaglio, ma forse anche con l’ossessione di imparare il più possibile, per arricchire la mia sete di conoscenza del passato andorese.
Una passione smisurata che ho portato avanti in modo quasi inconsapevole, la quale mi ha fatto considerare Marino come un punto fermo di riferimento, una fonte di ispirazione.

Col passare degli anni, all’inizio del nuovo millennio, decisi di cimentarmi in una sorta di tentativo di pubblicazione su Andora, sfruttando anche alcuni studi effettuati in campo universitario da Ovidia, dando forma a quello che avrebbe dovuto essere “Sul sentiero dei ricordi”, sfruttando le conoscenze che la mia professione e la mia passione per la nostra terra mi hanno permesso di raccogliere e di avere a disposizione..
L’idea è sempre stata quella di cercare di creare un confronto tra passato e presente, in modo da focalizzare visualmente i cambiamenti avvenuti sul territorio: la trasformazione di Andora, da paese di contadini affacciato sul litorale all’odierna cittadina.

La preparazione aveva richiesto parecchio tempo, ottenendo anche l’opportunità di finanziamento per la stampa da parte sponsor locali e bancari, ma alla fine mi sembrava non avere più di tanto da dire e, complici alcuni ostacoli che mi si opposero, tutto finì in un cassetto, quasi per essere dimenticato.
Mi era mancato il coraggio di non permettere strumentalizzazioni su quanto avevo fatto e, per indole caratteriale, avevo commesso l’errore di fidarmi di alcune persone sbagliate e di dare loro troppa importanza.

Circa un decennio più tardi, in occasione della realizzazione del mio sito web professionale, Ovidia mi consigliò e convinse a pubblicare il lavoro fatto anni prima, trasformandolo in contenuti consultabili online.
Ero nuovo a qualsiasi tipo di esperienze simili e mi lanciai nell’impresa, acquisendo gradualmente conoscenze specifiche che mi permettevano di migliorare ed arricchire i contenuti creati.
Tutto restava abbastanza fine a se stesso, senza dargli grande visibilità e lasciandone l’eventuale scoperta al caso, salvo qualche timido accenno ad amici e conoscenti, effettivamente senza grande convinzione.
A fine marzo del 2019, uscivo da un periodo personale particolarmente difficile ed avevo deciso di liberare a tutti i costi il pomeriggio di un venerdì per poter partecipare all’incontro di “Storie Andoresi” dedicato proprio ai libri di Marino, presso Palazzo Tagliaferro: speravo semplicemente di incontrare Marino, ascoltare i suoi racconti, testimoniargli la mia grandissima ammirazione per quanto aveva realizzato con i suoi ricordi fotografici.
 
Mi trovai seduto in prima fila, a fianco ed attorniato da alcuni degli “andoresi” amici di mio papà, che mi avevano accolto con grande affetto, coinvolgendomi come se fossi il suo diretto rappresentante.
Rimasi colto di sorpresa dalla mancanza di Marino, assente per problemi di salute.
Osservai attentamente la presentazione fatta, di cui conoscevo dettagliatamente ogni immagine mostrata e/o aneddoto raccontato, ponendo enorme cura per tutto il tempo ai commenti ed alle osservazioni dei presenti, dai quali si accentuava l’interesse per quel tipo di contenuti, manifestando il dispiacere che ormai fossero legati a pubblicazioni introvabili e tendenzialmente destinati ad essere dimenticati.
Ho ricevuto la netta sensazione che ci dovesse essere un impegno a proteggere i ricordi del nostro passato andorese, integrando quello che altri avevano fatto già in precedenza e per me tutto ciò fu come una sorta di esplosione emotiva ed in quella precisa occasione decisi che avrei creato un sito web su Andora, ma che potesse coinvolgere Andora e gli andoresi.
Ed immediatamente!!
La volontà era di creare un sito web, indipendente, interamente su Andora, completamente libero ed a cui potesse partecipare chiunque ne avesse il piacere di farlo, mantenendo la piena titolarità di ogni proprio contributo.
Era mia ferma convinzione che per avere credibilità dovesse essere alla portata di tutti e con il coinvolgimento/condivisione delle persone, degli uffici comunali, dell’Amministrazione Comunale: doveva essere la compartecipazione dell’andoresità.

Ne parlai con Maria Teresa, da sempre attenta ad ogni iniziativa, la quale dimostrò immediatamente grande interesse, anche se inizialmente ricevetti l’impressione che nutrisse ragionevolmente più di qualche dubbio sulla sua effettiva fattibilità.
In ogni caso offrì il suo pieno appoggio, la sua partecipazione e collaborazione ….. e così prese il via l’intero progetto, del quale sarà sempre partecipe e punto di riferimento in ogni fase.
In pochissimi giorni vennero coinvolti con entusiasmo Mauro, l’Amministrazione Comunale e subito dopo gli Uffici Comunali, grazie al diretto interessamento della Dott.ssa Torre e la sorpresa fu che tutte le porte improvvisamente si spalancarono.
Grazie a Mauro, ai Funzionari, ai Responsabili di Settore sono arrivate le autorizzazioni (tante, immediate ed importantissime) e la collaborazione degli stessi e del personale comunale che hanno agevolato in ogni modo le mie ricerche negli archivi per il reperimento di documentazione e dati necessari allo sviluppo del progetto.

Prende forma l’idea del nome: “Andora nel tempo”.



Si tratta di un nome molto simile al primo libro di Marino (Andora di un tempo) e per tale motivo vado a fargli visita per spiegargli l’idea, chiedendo il suo giudizio in merito.
E qui la prima grande sorpresa.
Giunge l’inaspettato e preziosissimo dono di Marino, che con felicità incontenibile, mi mette a disposizione il suo sconfinato e preziosissimo archivio.
Questo evento “stravolgerà” repentinamente e di fatto lo sviluppo ed il contenuto di tutto il lavoro.
Subito dopo arriva la valorosa collaborazione di Carlo e comincio ad avvertire un senso di responsabilità crescente, dovuta alla fiducia e stima incontrollabile che ricevo con il passare dei giorni.
Dapprima mi concentro su un numero di argomenti abbastanza limitato, ma il materiale a disposizione è talmente ampio che gradualmente e quasi inconsapevolmente il progetto cresce in modo esponenziale e con una rapidità sorprendente.

Con Ovidia e Alice cominciamo a setacciare l’intero territorio comunale a caccia di foto e Leonel si interessa di alcuni importanti montaggi video.
Maria Teresa, che segue dall’inizio lo sviluppo di quanto si sta realizzando, mi propone e suggerisce sempre nuovi spunti …… e un po’ alla volta tutti vengono trattati.
Intanto, si è sparsa la voce dell’ottenimento del Patrocinio Comunale (per l’utilizzo del logo comunale e l’appoggio dell’Ufficio Stampa) e da tutte le parti arrivano materiale, disponibilità, attenzione, partecipazione e sempre più grande fiducia e stima.
Proseguono ed aumentano le mie frequentazioni presso gli Uffici Comunali, che sopportano la mia presenza: ormai sono diventato una specie di “complemento d’arredo”.
Con grande sorpresa, ogni volta che chiedo o propongo idee e possibilità, ricevo dei “si” e sento sempre più l’ansia causata dalle crescenti aspettative intorno al lavoro che sto svolgendo.

A metà luglio presento un’anteprima a Mauro; la versione del sito è ancora grezza e a dire il vero sono molto impacciato dall’agitazione del giudizio che avrebbe potuto suscitare quanto realizzato.
Mauro assiste quasi incredulo: forse pur avendo sempre cercato di spiegare in modo dettagliato cosa tentavo di fare, alcune cose erano apparentemente poco credibili …… e invece …….
Alla fine dimostra un entusiasmo davvero inaspettato.

Nel giro di quattro mesi, il 22 luglio 2019, viene pubblicato il sito web andoraneltempo.it e lo comunico timidamente, perché devo ancora testare come si presenta e come si comporta.

Questa volta, però, con lo sforzo di voler farlo conoscere …. E i risultati sono stati davvero inaspettati ed impensabili!!

Seguono due aggiornamenti in brevissimo tempo, uno per sistemare alcuni difetti e l’altro per ampliarlo, perché nel mentre sono arrivati un sacco di nuove partecipazioni e di nuova documentazione.

Con la quinta rassegna di Storie Andoresi vengono dedicate ben due puntate alla presentazione di questa realizzazione, il 22 novembre ed il 13 dicembre 2019.
Entrambe le date ricevono una enorme partecipazione, grazie all’interesse dei concittadini andoresi ed all’assiduo appoggio dell’Ufficio Stampa Comunale che si occupa di farne una vistosissima promozione.
Nell’evento del 22 novembre viene presentata in anteprima la nuova versione del sito web, con la nuova veste grafica.
Nell’evento del 13 dicembre, dopo aver consegnato ufficialmente l'unica copia in volume cartaceo per la Biblioteca Comunale, con mia enorme e del tutto inaspettata sorpresa, per l’iniziativa realizzata ricevo da Mauro le “Chiavi di Andora”.



Si tratta di un altissimo riconoscimento, che mi viene attribuito per la realizzazione di qualcosa di molto impegnativo ed apprezzato: ma il riconoscimento ricevuto per me non rappresenta un punto di arrivo, un risultato, bensì mi trasmette un enorme peso di responsabilità, un onore a cui dedicare tutto il mio impegno, per fare di più.
Intanto arriva anche l’autorizzazione alla consultazione e pubblicazione di documenti dell’Archivio Storico Comunale: una occasione davvero unica ed irripetibile, che permette per la prima volta di riprodurre e fare conoscere un patrimonio storico documentale senza precedenti.

In occasione delle festività natalizie e dell’evento del 27 dicembre (sesta edizione di Storie Andoresi) il sito web si amplia enormemente con l’inserimento di pubblicazioni di concittadini, Tesi di Laurea e migliaia di pagine di documenti provenienti dall’Archivio Storico Comunale, oltre a rinnovarsi nuovamente dal punto di vista grafico con stili animati.
E il lavoro continua …….

Cosa è e cosa è diventato “Andora nel tempo”?
Prima di tutto una immensa assunzione di responsabilità nel raccontare e contribuire a far conoscere Andora e tutto ciò che la riguarda per storia, ricordi, tradizioni, territorio.
Si sono create forme di collaborazione tra tante persone, le quali si sono sentite veramente ed attivamente partecipi di una iniziativa che non è un prodotto strumentalizzato, ma è rivolto ad accogliere tutti, permettendo a tutti di farne parte diretta ed attivamente.
Un’iniziativa che è aperta a tutti coloro che hanno piacere di farne parte, di libero accesso e consultazione, dove ognuno resta titolare di qualsiasi contributo metta a disposizione.
“Andora nel tempo” sta diventando una fonte di consultazione per studenti, associazioni, comitati, organizzazioni, cittadini andoresi, turisti, curiosi, ed ultimamente anche per Uffici Comunali e per l’Amministrazione.
La collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con gli Uffici Comunali ne ha segnato dall’inizio l’importanza e la possibilità di espansione, attingendo ad enormità di fonti documentali senza precedenti, permettendo contemporaneamente una divulgazione, ma anche una consultabilità immediata proprio di documenti e dati che diversamente sarebbero stati di più difficile reperibilità e spesso forse dimenticati.
La collaborazione con la Proloco, la passione e competenza volontaria, sta rendendo possibile la realizzazione di strutture ed “attrezzatura” turistica del territorio, mettendo in correlazione la visitabilità e la conoscenza storica e presente di tutto il territorio andorese, rendendolo accessibile nei luoghi ed anche nella conoscenza dei luoghi.
Tutto questo ha permesso di riscoprire antiche amicizie, la formazione di nuove amicizie, la creazione di collaborazioni e legami interpersonali vincolati a valori di stima, rispetto e fiducia reciproci, che aprono le porte ad una rete collaborativa propositiva e costruttiva mirata ad ampliare ogni limite già raggiunto, permettendo il miglioramento ed il potenziamento, con i soli fini di poter sviluppare e dare sfogo alla propria passione per Andora a disposizione di tutti.

In tutto questo tempo ho cercato di coinvolgere gli andoresi, trasmettere la passione e l’entusiasmo di questa iniziativa, di evidenziare l’operato di ciascuno e, tutto sommato, credo di poter dire che tutti insieme ci siamo riusciti.
Abbiamo dato voce al nostro essere andoresi, abbiamo collaborato creando una raccolta, un grande contenitore che racchiude e testimonia il nostro semplice, ma puro, “spirito di andoresità”.
Abbiamo realizzato qualcosa di Andora e per Andora.


"Sono cresciuto ascoltando i ricordi di chi aveva vissuto il passato
e ho provato l'emozione, anni dopo, di raccontarli, rivivendoli insieme."
M.V.
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MARIO VASSALLO

Sono nato nel 1970, in una famiglia contadina, originaria di Tovo San Giacomo e divenuta andorese ad inizio degli anni ’30 del Novecento, che mi ha insegnato e trasmesso il profondo legame alle mie radici territoriali.
Le mie origini hanno contribuito a creare un legame indissolubile con i luoghi e l'ambiente in cui sono cresciuto e dove vivo.
Nel 1985, a soli quindici anni, inizio a frequentare lo Studio Tecnico del Geom. Giacomo Ratto, che mi accoglie ragazzino e mi farà crescere dal punto di vista lavorativo, fino ad insegnarmi la libera professione e con cui collaborerò per oltre 12 anni.
Imparo a conoscere approfonditamente il territorio, i luoghi, le persone, storie di famiglie, la natura dell'avvenuta trasformazione nel corso del tempo.
In questo periodo ho la fortuna di ricevere ed imparare anche dagli insegnamenti di Luciano Dabroi ed Adriano Lunghi, i quali contribuiscono alla mia formazione, trasmettendomi il profondo attaccamento alla nostra terra ed il valore di essere un andorese.
Nel 1989 mi diplomo geometra all'Istituto Tecnico "G. Ruffini" di Imperia, dopo già quattro anni di esperienza in ambiente lavorativo professionale.
Dal 1991 ho l'occasione di collaborare con Ovidia, per la realizzazione di studi progettuali universitari svolti ed applicati a luoghi della vallata locale.
Insieme, nell'Ottobre 1991 affrontiamo il rilievo e la restituzione grafica del borgo del Castello di Andora, studiandone per la prima volta caratteristiche e storia, raccogliendo quanta più documentazione possibile (considerate le difficoltà del periodo, non ancora scandito dalle tecnologie digitali).
Alla fine del 1993 ottengo l'abilitazione all'esercizio professionale e la successiva primavera del 1994 inizio a svolgere la libera professione.
Tutte queste esperienze favoriscono e determinano l'inizio del mio interessamento allo studio storico e territoriale di Andora, che confluirà nel 2005 in “Sul sentiero dei ricordi", una pubblicazione che resterà inedita fino al 2015, quando, su idea di Ovidia, sarà trasformata in una sezione del mio sito web professionale.
Nel 2019, in occasione della partecipazione all'evento di Storie Andoresi dedicato ai libri di Marino Vezzaro, decido che e giunta l'ora di dare voce ed il via ad una iniziativa che possa coinvolgere l’entusiasmo di essere andoresi.
E così, da 28 anni di esperienze, ricerche, documentazione, passione e dedizione, nasce “andoraneltempo.it".
Nell'Ottobre 2021 Ovidia ed io decidiamo che è giunto il momento di completare la nostra analisi del Borgo del Castello, cominciata insieme 30 anni fa, effettuando un tuffo nel passato di Andora ed anche nel nostro.
La mia storia è molto semplice, come le mie origini: sono un andorese fiero e onorato di esserlo, che ama Andora per quello che ė e per come è, ieri, oggi ….. e sempre.
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