LE CAPPELLE - Andora nel tempo

Andora nel tempo
Andora nel tempo
iniziativa ideata e realizzata da MARIO VASSALLO
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LE CAPPELLE

TESTIMONIANZE DAL PASSATO > ARCHITETTURE RELIGIOSE
LE CAPPELLE
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CAPPELLA TAGLIAFERRO - (LOCALITA' PIGNA)
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Ex Cappella privata della famiglia Tagliaferro, situata in Largo Milano, al piano terra dell’ex Villa Tagliaferro, attuale Palazzo Tagliaferro di proprietà comunale.
DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
CAPPELLA DI SAN ROCCO - (LOCALITA' MARINO)
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La Cappella di San Rocco in frazione Marino, secondo il "Sacro e vago Giardinello", è anteriore al 1616, perché a quell’anno risale il primo legato (fatto da Amedeo Maglione Bartolomeo) ed è citata come "Oratorio di San Rocho nella Villa di Marino".
Geronima Aliberto fece costruire in questo oratorio la cappella di San Diego, alla quale lasciò tutti i suoi beni; pur avendo molte proprietà (la più grande era la terra della Pinea lasciata da Annetta Maglione in data 16 agosto 1633) doveva vivere di elemosine, poiché la pigione riscossa serviva a mantenere il Cappellano che vi risiedeva (l’abitazione probabilmente era nel Palazzo).




DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
CAPPELLA DI NOSTRA SIGNORA DEL CARMINE - (LOCALITA' FERRAIA)
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Divenne Cappella della Parrocchia di San Giovanni Battista successivamente alla stesura del “Sacro e vago Giardinello” (quindi, presumibilmente nella seconda metà del Seicento).

 

Non esiste una data certa di costruzione.
Tuttavia, la Congregazione di Nostra Signora nacque il 19 luglio 1670.


DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
CAPPELLA DELL' IMMACOLATA CONCEZIONE - (LOCALITA' PIGNA)
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Nel 1975 fu costruita in seguito alla demolizione dell'Oratorio della Beata Vergine della Concezione (comunemente conosciuta come Cappellina della Pigna e per lungo tempo sede di aula scolastica).
Situata in posizione sopraelevata rispetto alla strada comunale per Rollo che ne prende la denominazione (via dell’Immacolata).


DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
CAPPELLA DI MARIA IMMACOLATA - (LOCALITA' CONNA)
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Situata nella borgata di Conna in località Costa Maggiore, anticamente più nota come “Cappella Guardone” (probabilmente era nata come cappella privata dell'omonima famiglia).
DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
CAPPELLA DI SANTA LUCIA - (LOCALITA' PIAZZA)
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La Cappella di Santa Lucia in frazione Roseghina, (l’attuale frazione Piazza) è databile alla seconda metà del XVII secolo.
Percorrendo un tratto di quella che fu la Strada Mandamentale, verso Sud, si raggiunge la Cappella della Madonna della Neve in località Pian Rosso.
Possedeva la terra chiamata Rinaldo e la terra dell'Oliveto di Santa Lucia.
DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
CAPPELLA DI NOSTRA SIGNORA DELLA NEVE - (LOCALITA' PIAN ROSSO)
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La Cappella di Nostra Signora della Neve, in località Pian Rosso, aveva la proprietà della terra detta Vallone e delle due terre dette Isorelle.




NOSTRA SIGNORA DELLA NEVE - LOCALITA' PIAN ROSSO
DOVE SI TROVA E COME ARRIVARE
CAPPELLA DI SANT'ANNA - (LOCALITA' NEGRI)
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Per la Cappella di Sant’Anna in località Negri non esiste una data certa di costruzione, ma comunque posteriore alla metà del Seicento.
DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
CAPPELLA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE - (LOCALITA' MEZZACQUA)
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Nel Seicento esisteva l'Oratorio di Santa Maria degli Angeli, detto anche oratorio del Fossato, nella villa Mosaiga (Mezzacqua).
Un tempo distrutto e ricostruito nell'attuale edificio identificato con il nome di Cappella dell'Immacolata Concezione.
E' probabile una ricostruzione settecentesca, comprendendo il portico d’ingresso in mattoni, addossato alla facciata; tale intervento potrebbe essere collegato al mutamento del titolo mariano.
L’immagine principale è costituita da una tela settecentesca, con l’Immacolata ed i Santi Domenico e Caterina da Genova in una decorativa macchina d’altare in stucco.
Possedeva una terra detta Bura, coltivata in parte a olive e in parte a prato.
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L'8 dicembre 1953, si svolge la processione per l'inaugurazione della nuova statua mariana.
Il corteo parte dalla Trattoria Cacciatori e, percorrendo la Strada Nazionale Aurelia, giunge alla "chiesetta" di Mezzacqua..



Foto Collezione Privata Marino Vezzaro


Durante il percorso, gli uomini di tutte le famiglie andoresi si alternano nel ruolo di portantini della Madonna.


  

Foto Collezione Privata Mario Vassallo


Nel mese di maggio dell'anno successivo (1954), la statua della Madonna viene ospitata a turno in tutte le borgate della Parrocchia, cominciando da Castello, seguito da Colla Micheri, San Rocco, ecc. e questa ospitalità, legata alle solenni e partecipate processioni durante gli spostamenti da un luogo all'altro, creano un percorso che sarà chiamato e ricordato con il nome di "Madonna Pellegrina".



Foto Collezione Privata Marino Vezzaro


Un anno dopo il suo arrivo, l'8 dicembre 1954, nella "ciassètta" della Marina, ovvero piazza Santa Rita, viene celebrata l'incoronazione della Vergine, effettuata dalle mani di Pellegro Ferrando, in una piazzetta Santa Rita con le case addobbate a festa per le grandi occasioni.


  

Foto Collezione Privata Marino Vezzaro


Dopo l'avvenuta incoronazione, la Madonna tornerà nella sua dimora di Mezzacqua con una processione che passerà per la "Pineta",



Foto Collezione Privata Marino Vezzaro
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IMMACOLATA CONCEZIONE - LOCALITA' MEZZACQUA
DOVE SI TROVA E COME ARRIVARE
CAPPELLA DI SANTA RITA - (LOCALITA' MARINA)
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Uno dei luoghi simbolo di Andora: la Piazzetta di Santa Rita con la sua “Cappelletta”.
Riportiamo la descrizione che ne fa Alma Anfosso nel suo libro “Questa nostra Andora”:
“Mentre le tradizionali feste sacro-profane legate alle singole cappelle, un tempo profondamente sentite, si sono andate gradualmente estinguendo, riducendosi ormai alla celebrazione religiosa di un triduo o di una o due Messe non sempre con processione, la cappelletta di Santa Rita è divenuta mano a mano il centro di una caratteristica, animatissima manifestazione popolare che si svolge il 22 maggio con celebrazione eucaristica e benedizione delle rose al mattino, nella piazzola gremita, multicolorata, olezzante, e iniziative varie pomeridiane estese anche agli spazi circostanti (giochi, gare, premiazioni...), culminanti a sera in una succulenta cena libera all’aperto, allestita su banconi, a base di specialità locali e prodotti marinari”. Famosissime le “Cozze di Santa Rita” (“i musculi”).
“ ….. Maria Pastorino mi riassume animatamente e con passione le vicende e vicissitudini dell’erezione della cappelletta, nella quale lei stessa ebbe tanta parte personalmente: “Nel 1925-26 Don Calvi comprò un quadro di Santa Rita e lo collocò in un padiglione della Colonia Marina di Luigi Ciarlo, poi venduta al Comune di Asti. Il Ciarlo vende la colonia di Asti intorno al 1930, e allora un gruppo di sette persone (*) s’impegnò con attestato scritto ad accudire al Quadro. Quelle persone dovevano ospitarlo a turno nelle proprie case, ciascuna per la durata di un anno. Poi pensarono di trasferirlo in chiesa, cioè nella Cappella della Concezione della borgata Mezzacqua, affinché vi fosse debitamente onorato. Ma “Père Raphaël” si oppose. “Père Raphaël” era un sant’uomo ma aveva le sue fisime, e inoltre un suo bel caratterino ostinato. Propose di collocarlo in sacrestia, appeso alla porta. Argomentò infatti che la cappella era dedicata alla Concezione e che non si potevano celebrare due feste, una della Concezione e l’altra di Santa Rita. Allora io... e chi altri?... Luigia Marengo, Mordeglia..." decidemmo di costruire un Pilone. “Pere Raphael” obiettò: “Il Vescovo sarà d’accordo?”. Io gli risposi pepatamente e lui mi ammoni sorridendo …... Di nostra iniziativa costruimmo il Pilone, o meglio la Cappelletta, vi ponemmo il Quadro e facemmo la festa. Ma “Père Raphaël” non venne. Allora l’anno successivo mio padre lo invitò a pranzo per la festa di San Giuseppe …... e arrivati al momento della torta gli disse: “Padre, la informo che quest’anno non verrà nessuno in chiesa a far Pasqua, poiché lei non viene a Santa Rita”. Per quei tempi era un’enormità, uno scandalo. “Ma ci vuole l’autorizzazione del Vescovo”, tornò a obiettare il Padre, colpito a tradimento. “Possiamo andare noi stessi in Curia a chiederla, se lei è d’accordo”. “Ci andrò io”. E ci andò. “Santa Rita” fu finalmente consacrata. Così finì la nostra lunga guerra per quel Quadro: nel 1937”.
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Nel 1949, in occasione del passaggio della processione della Beata Vergine, nella piazzetta Santa Rita vengono allestiti le riproduzioni viventi dedicate alla Madonna di Lourdes ed alla Madonna di Fatima.
Per quanto riguarda la Madonna di Lourdes, la "Signora vestita di bianco" viene interpretata da Celestina Prioglio e Bernadette Soubirous da Rosella Zampieri.


Foto Collezione Privata Marino Vezzaro

Invece, relativamente alla Madonna di Fatima, la "Bellissima Signora" è interpretata da Costanza Noè, Jacinta Marto da Anna Mordeglia, Francesco Marto da Marietto Mordeglia e Lucia Dos Santos da Adelina Zampieri.


Foto Collezione Privata Marino Vezzaro
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FESTA DI SANTA RITA - 22 MAGGIO
Foto di Piero Dagati
LA "ROSA DI SANTA RITA"
(Mario Vassallo)
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Nella giornata dedicata a Santa Rita, una delle tradizioni andoresi più sentite è la “Benedizione delle rose”.

Questa è una storia famigliare che inizia nella seconda metà dell’Ottocento, a Bardino Vecchio, frazione di Tovo San Giacomo.
Anticamente, quando nasceva un bambino, per tradizione contadina la famiglia piantava un albero, il quale accompagnava il nuovo nato durante la crescita; solitamente si trattava di un albero da frutto, ma talvolta poteva essere qualcosa di diverso, come un filare di essenze legnose da taglio (ceduo) che, alla maggiore età del nascituro, costituiva una sorte di dote.
Subito dopo la metà dell’Ottocento, quando nacque Gina, il padre recuperò una pianta di rosa “selvatica” da un tratto sassoso in un luogo di caccia e portatolo a casa lo trapiantò in un terreno estremamente scaglioso, ai piedi della scala esterna che portava alla cucina dell’abitazione.
La pianta di rosa, nonostante lo scarso terreno a disposizione, riuscì a crescere, diventando un cespuglio che si arricchiva ogni anno di boccioli, che sbocciavano nella seconda metà di maggio, con fiori di un rosa intenso, molti petali e profumatissimi.
Il periodo di fioritura coincideva ogni anno per la ricorrenza di Santa Rita, a cui le donne della famiglia erano devote e fu così che quella rosa diventò famigliarmente “la rosa di Santa Rita”.
Gina ebbe figlia Tanìn, che diventò mamma di Rina e Rosa.
A pochi anni di età, mentre le due sorelline giocavano ai piedi della scala di casa e vicino alla rosa, l’arrivo di un temporale scatenò una serie di fulmini, uno dei quali si scaricò sul cespuglio di rose fiorito, incenerendolo quasi completamente.
Nonostante tutto la pianta riuscì a sopravvivere e, sebbene a fatica, rivegetò.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, la famiglia di Tanìn (col marito Vico e le figlie) si trasferì ad Andora in località San Giovanni, in una vecchia casa colonica, e con l’abbandono di Bardino Vecchio arrivò al seguito anche la pianta di “rosa di Santa Rita”, che era sopravvissuta in tutti questi anni.
Fu messa a dimora vicina alla casa, questa volta in un terreno fertile, dove restò fino alla metà degli anni ’50 del Novecento, adattandosi allo spostamento con grande facilità.
Deceduti Tanìn e Vico, sposatesi le due figlie Rina e Rosa, la casa di San Giovanni fu venduta e Rina prese in affidamento la “rosa di Santa Rita” per preservarla come una cara testimonianza di famiglia, impiantandola al bordo del cortile della nuova residenza alla Marina.
La pianta venne messa a dimora in un terreno nuovamente scaglioso, ma ormai poteva abituarsi a quasi tutto.
Passano poco meno di vent’anni e l’espansionismo edilizio si fa sentire: il terreno limitrofo alla pianta di rosa è oggetto di edificazione ed il fazzoletto di terra su cui la stessa si trova subisce un rinterro importante che prevede di alzare la quota del terreno di oltre un metro.
In quel periodo ci sono alcuni eventi sfavorevoli che si sovrappongono, distogliendo l’attenzione dalla rosa, la quale viene inesorabilmente dimenticata, coperta da oltre un metro di terra, da tonnellate di terra, e su cui viene costruito il muretto in cemento armato della recinzione del nuovo complesso immobiliare.
Passano un paio d’anni ed alla metà di un mese di maggio, in mezzo ad una piccola siepe di violaciocche, sboccia improvvisamente una “rosa di Santa Rita”: l’antica pianta è sopravvissuta ed è lentamente riemersa alla luce, continuando a fiorire nel mese di maggio e per la ricorrenza di Santa Rita.
Da quel giorno sono passati altri 50 anni, ben mezzo secolo, e ogni mese di maggio la nostra “rosa di Santa Rita” continua indomita e perseverante a deliziarci con i suoi profumati e colorati fiori, accompagnando la “sua” famiglia da oltre un secolo e mezzo.


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SANTA RITA - LOCALITA' MARINA
DOVE SI TROVA E COME ARRIVARE
CAPPELLA DI NOSTRA SIGNORA DI LOURDES - (LOCALITA' PINETA)
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Situata in Via Puccini, nel Villaggio La Pineta, nata come grotta nel 1958 e successivamente ampliata e trasformata in cappella.
DOVE SI TROVA / COME ARRIVARE
CAPPELLA DELL'ISTITUTO DELLE SUORE FIGLIE DI SANT'EUSEBIO - (LOCALITA' GARIBBO)
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Situata all’interno dell’edifici “Stella Maris” in via Marchese Maglione.
La Cappella fu consacrata alla presenza del Vescovo di Albenga Mons. Alessandro Piazza, dall’Arcivescovo di Vercelli Mons. Albino Mensa il 25 Giugno 1969.
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